Le prossime elezioni regionali in Toscana si presentano con una legge elettorale fortemente antidemocratica che a causa, anche, dell’eccessivo numero di firme richieste per la presentazione di liste non vedrà la presenza di una sinistra di classe autonoma dai due poli. I cinque candidati concordano sulla costruzione di inceneritori, rigassificatori, privatizzazioni e soprattutto sulla necessità di costruire, anche, in Toscana un centro d’identificazione ed espulsione (CIE).
Non capiamo come persone di sinistra possano accettare, senza tanti problemi, che nel programma del candidato del centrosinistra Alberto Rossi sia prevista la realizzazione di un CIE. Troviamo poi ipocrita le sottigliezze con cui Rossi cerca di districarsi dal problema affermando che questo CIE non sarebbe come quelli previsti dalla legge Bossi – Fini.
La legge che regola i CIE è una legge nazionale e non esistono quindi modelli alternativi di CIE. L’unico CIE buono per noi è il CIE chiuso! Partendo da queste considerazioni e in coerenza con la nostra militanza antirazzista, che ci ha visto e ci vedrà sempre scendere in piazza al fianco dei tanti migranti che vivono con noi in questo paese, noi pensiamo che occorra dire con chiarezza che non voteremo e che invitiamo a non votare per nessuno dei candidati presenti alle elezioni regionali, un’ipotesi può essere quella di annullare la scheda.
Il Comitato Antirazzista Antifascista Versiliese si impegnerà inoltre, assieme a tutte le forze che lo riterranno opportuno, a favorire mobilitazioni contro l’apertura del CIE un vero e proprio lager democratico.
L’amministratore delegato delle ferrovie dello stato Mauro Moretti persevera con le sue gaffes confermando non solo scarsa sensibilità ma vera e propria mancanza di rispetto per le vittime del disastro ferroviario del 29 giugno. Il signor Moretti ha usato l’aggettivo spiacevole per descrivere l’episodio che ha provocato la morte di 32 persone innocenti. Mauro moretti senza pudore e con tanta supponenza ha sostenuto in senato cose insostenibili definendo persino irragionevoli le richieste delle vittime. Il signor Mauro Moretti avrebbe dovuto già da tempo chiedere scusa e dimettersi ma ha preferito rimanere con il suo culo ben attaccato alla poltrona. Non contento di questo continua, con atteggiamenti arroganti, ad arrampicarsi sugli specchi e mostrando di quanto viscidume e ignavia siano presenti in certi ambienti di potere.
“Vi prego di considerare che quest’anno, dal punto di vista della sicurezza – a parte questo spiacevolissimo episodio di Viareggio – abbiamo ulteriormente migliorato siamo i primi in Europa.” Queste frasi oltre ad essere eticamente inaccettabili non corrispondono nemmeno al vero. Il deragliamento di Viareggio non è stato né il primo né l’ultimo nel 2009. Immediatamente dopo il 29 giugno i lavoratori delle ferrovie parlarono giustamente di strage annunciata. La mancanza di sicurezza per i lavoratori e gli utenti delle FS e ora anche per i cittadini è figlia di privatizzazioni e liberalizzazioni. Lo stesso Moretti riconosce implicitamente nell’audizione al senato questo quando afferma: “ se da un lato tutti sono favorevoli alla liberalizzazione, dall’altro però appena succede la minima cosa, vogliono essere più sicuri del re.” Naturalmente ancora una volta la meschinità del dirigente FS emerge in tutta la sua grandezza. Come si può definire “minima cosa” un disastro che ha provocato 32 morti e ha sconvolto la vita di un’intera città?
Nonostante la gravità di queste affermazioni non siamo stupiti di niente. Abbiamo capito da subito che specie di uomo sia Mauro Moretti, un bugiardo di professione attaccato solo al suo stipendio e alla sua poltrona.
In quasi 100 citta italiane sono scesi in piazza in migliaia e migliaia per quello che è il primo sciopero migrante. La protesta contro razzismo, discriminazioni, e sfruttamento lavorativo oltre che in Italia si è svolta anche in Spagna e Grecia. Si tratta di un’importante momento di lotta internazionale.
A Lucca diverse centinaia di lavoratori migranti e italiani hanno preso parte ad un presidio e ad un corteo a cui hanno aderito anche i compagni versiliesi.
Sabato scorso a Viareggio promosso dal CAAV, SARS, Giovani Comunisti, Rifondazione Comunista, Dada Viruz Project, Collettivi Studenteschi, Sinistra Critica, Cantiere Sociale Versiliese si è tenuto un presidio al mercato dove è stato distribuito un volantino che invitava ad aderire allo sciopero per combattere il razzismo e lo sfruttamento dei migranti e per chiedere parità di diritti e uguaglianza sociale. Uniti contro il razzismo!
A pertire da oggi, tutti i venerdì, Dada Viruz Project presenterà un’intervista ad un personaggio della sinistra versiliese.
Iniziamo con Romina Cortopassi consigliera comunale della Sinistra Arcobaleno a Viareggio
Almeno 500 persone, forse di più, hanno partecipato Venerdì 19 febbraio alla serata di carnevale del SARS con Villada e Ciscomanna nel video sotto alcuni dei momenti di una splendida serata.
Grande successo comunque per tutte le serate del SARS dopo i rioni.
Alla fine dopo esitazioni, annunci e retromarce la fondazione carnevale e la RAI hanno permesso che si svolgesse un minuto di silenzio in memoria delle 32 vittime del disastro ferroviario del 29 giugno. L’Assemblea 29 giugno e l’AVIF hanno, inoltre, sfilato all’interno del corso con striscioni che ricordavano le 32 vittime, che chiedevano sicurezza,verità e giustizia, le dimissioni del principale dirigente delle FS Mauro Moretti e che ricordavano come a distanza di quasi 8 mesi nessun imputato risulti ancora iscritto nel registro degli indagati.
Vergognoso l’atteggiamento della Fondazione Carnevale e del suo presidente Giovanni Maglione che dopo i tentennamenti della vigilia sul minuto silenzio ha mostrato tutta la sua poca sensibilità non permettendo che gli striscioni venissero appesi sui carri, non facendo interrompere la musica dalla torretta di Radio Carnevale ma soprattutto compiendo una gaffe clamorosa sbagliando in diretta la data della strage. Ogni commento ci sembra superfluo! C’è chi vuole verità e giustizia e chi vorrebbe dimenticare in fretta, e in parte già lo ha fatto.
Troviamo scandaloso che il presidente della fondazione carnevale di Viareggio non ricordi la data del più grande disastro ferroviario del nostro paese avvenuto nella sua città. Fossimo in lui dopo questa gaffe avremmo presa in seria considerazione l’idea di dimettersi. Troviamo, però, ancora più scandaloso che i colpevoli di quella strage figlia del profitto riescano a farla franca!
La magistratura alza il coperchio della pentola e adesso che tutti sentono il cattivo odore anche parte dell’opposizione parlamentare (PD e IdV) chiede a Guido Bertolaso di farsi da parte. L’UDC di Cesa e Cuffaro invece si allinea alla PDL nel difendere l’indifendibile. Non ci interessa stare a pontificare sulla vita privata del “pio” Bertolaso. Se sono di più le ave maria recitate o le escort con cui sia stato? Quello che invece ci indigna è il fatto che la protezione civile sia stata usata ad uso e consumo di una lobby di potere buona sola a vendere fumo. Non siamo sorpresi di quanto sta accadendo anzi ci confrota sapere che le compagne e i compagni vedono oggi confermarsi ciò che da tempo sostenevano. A tal proposito sarebbe opportuno ricordare che l’anno scorso nel 2009 Edizioni Allegre ha pubblicato un libro dal titolo “Potere assoluto. La protezione civile al tempo di Bertolaso”. Quel testo descrive quali interessi e quali metodi subdoli si nascondano dietro certi personaggi che hanno goduto di consenso bipartisan. Nel libro scritto scritto dal compagno Bonaccorsi emanuele si evidenzia come opera davvero la Protezione civile, qual è la sua macchina amministrativa, chi sono i suoi uomini? E chi è Guido Bertolaso, come è diventato una sorta di “Re Sole” dell’intervento pubblico? Il Dipartimento diretto da Guido Bertolaso non si occupa soltanto di soccorsi in caso di calamità naturali ma decide la ricostruzione delle città disastrate, coordina gli appalti pubblici, amministra risorse finanziarie di proporzioni rilevanti. Gestisce grandi eventi, manifestazioni sportive, meeting religiosi. Utilizza l’emergenza per governare il territorio. Ma non fa prevenzione, come dimostra il caso de L’Aquila e quello di Messina. Il libro, tramite l’inchiesta giornalistica, descrive minuziosamente i poteri, assoluti, che il governo Berlusconi ha garantito alla Protezione civile. Dalla gestione dei terremoti ai Mondiali di nuoto, dalla Vuitton Cup ai rifiuti di Napoli. Fino a l’Aquila.
Mentre tanti volontari (compagni e non) si sono rimboccati le maniche per portare aiuto certi personaggi si sono arricchiti con le “emergenze” e hanno poi permesso al mafioso di Arcore di farsi bello con spot demagogici. Adesso anche all’Aquila come in tante altre parti d’Italia sale la protesta conto Bertolaso e l’ipocrisia che ha accompagnato la gestione della protezione civile che qualcuno voleva addirittura trasformare in un SPA.
Come tutti gli anni per carnevale non puo mancare il sostegno alla Palestina quest’anno a Viareggio, nelle domeniche 14 e 21 febbraio, ore 10,30 -16 sulla passeggiata Margherita (davanti cinema Eden) presidio del Comitato a sostegno del popolo palestinese” di Versilia con distribuzione appello “Non in mio nome”.
Il governo italiano, con la recente visita del premier Berlusconi in Israele, ha reso il nostro paese complice dell’oppressione del popolo palestinese e delle possibili escalation di guerra israeliana in Medio Oriente.
L’Italia sta fornendo ufficialmente armamenti, investimenti economici, collaborazioni scientifiche al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro di segregazione, per i crimini di guerra a Gaza e l’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi
Noi, in quanto cittadini italiani, non accettiamo di essere considerati complici di questa politica di oppressione e di guerra
Per questi motivi chiediamo la revoca degli accordi militari, commerciali, scientifici, culturali tra le istituzioni italiane e quelle israeliane chiediamo la revoca della partecipazione italiana ed europea al vergognoso embargo contro la popolazione palestinese di Gaza ormai da quattro anni sotto assedio Non c’è pace duratura senza giustizia!