In tanti alla “pastasciutta antifascista” a Viareggio

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Bellissima serata al kiosko nella pineta di Levante dove ARCI e ANPI hanno promosso la pastasciutta antifascista in ricordo di quella che si tenne il 25 luglio 1943 a casa Cervi. L‘iniziativa ha visto partecipare tantissime persone, tra cui molti giovani, che hanno gustato una pastasciutta biologica a chilometro zero.

Non ci sono state le provocazioni annunciate sui socialnetwork dagli idioti fascisti nostrani. Ancora una volta i leoni da tastiera si sono rivelati per quello che sono dei quaquaraqua. Del resto la loro ricerca di consenso si limita a starnazzare su facebook con la complicità di qualche testata online che non merita nemmeno di essere menzionata. La riprova l’abbiamo avuta anche sulla vicenda del Mc Donalds. L’estrema destra da sempre contraria alla multinazionale americana non ha detto una parola per non alienarsi le simpatie dei tanti qualunquisti che in un razzismo bipolare tipicamente italiota oppongono l’Hamburgher al Keabab. Roba da rutti anche senza berci una coca cola. Al kiosko invece si è bevuto del buon vino e cantato “Bella Ciao”. E’ stato ricordato come il 25 luglio Mussolini cascò per mano del suo stesso partito che lo mise in minoranza e di come il fascismo cercò di sopravvivere e riciclarsi senza Mussolini. Sono state ricordate le scene di giubilo in tutta Italia, compreso Viareggio, per la caduta del tiranno. I valori dell’antifascismo rimangono attuali e per questo è importante difendere la carta costituzionale nata dalla Resistenza votando No al referendum sulla proposta di “Deforma costituzionale” voluta dal trio Renzi Boschi e Verdini.

A Viareggio l’antifascismo è vivo.

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La vera perdita per Viareggio è questa donna che va in Burkina Faso

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Ci sono tuoni che minacciano temporali che poi non arrivano mai e ci sono piogge, invece,

che scendono piano e portano acqua utile per irrigare campi.

Ci sono persone importanti e persone che non contano. Ma il contare e il non contare è relativo alla scala dei valori che decidiamo di dare noi. Ed ecco che in questi giorni, che qualcuno si lamenta per la perdita di un sindaco rimosso dal TAR, noi abbiamo, invece, deciso di scrivere della perdita, per Viareggio, di una piccola grande donna che ha dato tanto a chi l’ha conosciuta e darà tanto a chi la incontrerà. Non si tratta di un sindaco che decide o di un politico che promette, non si tratta di un imprenditore che muove soldi e nemmeno di un giornalista che ha il potere di scrivere verità o bugie. Non si tratta di un sacerdote o una suora che benedice e predica né di una attrice che recita grandi parti. Si tratta però di una persona vera come ormai ne sono rimaste poche in questa società decadente. Stiamo parlando di una donna semplicissima, anziana e pure un poco curva ma che non si è fermata mai quando si è trattato di aiutare gli altri. Stiamo parlando di Maria Ida che nonostante gli anni ha sempre mantenuto l’entusiasmo di una bambina.

Maria Ida non è una di noi perché lei non ha i nostri difetti, non è presa dalle nostre ansie politiche, non si confonde, con la pur legittima tattica, non ricerca l’immagine e il consenso. Maria Ida è sopra di noi e saremmo strumentali se volessimo tirarla per la giacchetta ma non è questo il senso del nostro inadeguato articolo pensato solo per ringraziarla. Maria Ida è oltre la politica, è oltre il sociale, è oltre il volontariato. Quello che ha fatto lei nei suoi anni di vita non sarebbe possibile raccoglierlo in un solo libro. Maria Ida non è una donna da finire sui quotidiani ma quotidianamente lei ha difeso la dignità dell’essere umano. Le sue storie forse non hanno affascinato i giornalisti, amanti della morbosa violenza di cui si nutre questa società,  ma ha regalato sogni e speranze a tante e tanti.

La ricordiamo dare da mangiare a chiunque ne aveva bisogno, la ricordiamo mentre assisteva malati, aiutava immigrati o si preoccupava dei detenuti, e ricordiamo tante e tanti che l’hanno chiamata mamma. La ricordiamo mentre stava in mezzo agli ultimi vivendo come loro per potere comprendere e aiutare meglio. In tanti l’hanno incrociata nelle strade della vita e ne hanno apprezzato l’empatia, la schiettezza, il coraggio e soprattutto l’impegno sociale. Il suo sorriso era più di un proclamo, più di un manifesto programmatico era il conforto umano di chi conosce le debolezze dell’umanità. Maria Ida è stata ed è una donna generosa che ha sempre saputo prendere scelte importanti e l’ultima che ha preso è la conferma della sua grandezza. Maria Ida ha deciso di andare in Burkina Faso nella terra degli uomini integri, così alla lettera significa il nome di quel paese. Nella terra che fu di Thomas Sankara e di rivoluzionari che seppero spezzare, almeno in parte, le catene dell’imperialismo.

Mentre in tanti abbruttiti uccidono la solidarietà e rifiutano l’immigrato e magari pensano di uscirsene con la frase “aiutiamoli a casa loro”, e magari quando escono dagli italici confini lo fanno solo per andare a fare una vacanza, questa “meravigliosa matta” che è Maria Ida ci va davvero ad aiutare a casa loro ma lo fa dopo che per una vita ha aiutato chi qui approdava. Fortunato chi incontrerà questa donna che con la sua energia e l’amore per la vita saprà arricchire altre vite. Sfortunata Viareggio che perde qualcuno di insostituibile. Perde una donna che da sola faceva sociale. Altro che politici, imprenditori e giornalisti. Lei mangiava e beveva con gli ultimi, ma soprattutto si occupava di loro ventiquattro ore su ventiquattro, qui nella nostra Viareggio e adesso continuerà a farlo in Burkina Faso. A noi rimane il piacere di averla conosciuta. E a chi non l’ha conosciuta e non riesce a comprendere cosa questa città stia perdendo riportiamo questa frase di Thomas Sankara. Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro, preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a beneficio del capriccio di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti, così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel”

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“Questo Mc’Donalds non s’ha da fare!” Iniziano le prese di posizioni contrarie

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La notizia dell’apertura di un Mc’Donalds al quartiere Varignano ha provocato subito una serie di reazioni. In prima fila ci sono gli antispecisti che hanno segnalato ad Earth Riot la cosa che ha annunciato lo sbarco a Viareggio di Occupy Mc Donald’s per offrire un’opposizione critica, diretta e costante alla realizzazione del progetto in questione, accompagnata da un’informazione pulita rivolta ai cittadini e basata sulle istanze antispecite senza trascurare alcuna vittima di sfruttamento, perché nessuno/a è veramente libero/a se non siamo liberi/e tutti/e. A prendere posizione contro anche Repubblica Viareggina e il Cantiere Sociale di cui pubblichiamo integralmente i comunicati.

Siamo venuti a conoscenza tramite i quotidiani locali che nel brevissimo tempo inizieranno i lavori per l’apertura di un Mc donald’s nel quartiere Varignano. Come Repubblica Viareggina diciamo a gran voce NO a questo progetto, volto solo a riempire le tasche dei soliti noti. Ci chiediamo chi e come ha deciso di questo progetto, senza sentire in alcun modo i cittadini che abitano la zona. Come accade ormai da tempo in questa città, i cittadini sono costretti a subire decisioni prese dall’alto senza la possibilità di poter intervenire nelle scelte. Oggi la governace decide e al cittadino tocca adeguarsi. Ci direte che il progetto porterà posti di lavoro, non ci crediamo. Sappiamo bene cosa porterà, una quindicina di assunzioni a tempo indeterminato, lavoro sottopagato, massima flessibilità e veto assoluto di iscriversi a qualsiasi organizzazione sindacale che ne possano tutelare i diritti. La precarietà porta solo a massimizzare i profitti a scapito della qualità e delle condizioni del lavoratore. Non da meno è l’impatto che questa multinazionale avrà sull’economia del quartiere. L’apertura di un tale colosso metterebbe in dura crisi i ristoratori della zona gia devastati dalla crisi. A livello ambientale poi sarebbe disastroso, considerando che il quartiere è già un arteria che lega la città all’autostrada, il passaggio di Tir, e veicoli è molto alto e di conseguenza l’aria in alcune ore del giorno è davvero irrespirabile e questo a discapito degli abitanti e di tutti i Viareggini. Inutile starvi poi ad elencare i danni che Mcdonald’s porta all’ambiente e all’ecosistema con un conseguente aumento dell’inquinamento. Con il progressivo smantellamento del servizio sanitario a favore del privato diventa sempre piu reale come questo modello di alimentazione favorisca non solo i profitti della multinazionale ma anche come garantisca sicuri profitti per i privati della sanità Cibo sano e filiera corta, rapporto diretto tra produttore e consumatore sono alla base di una sana alimentazione e di un giusto stile di vita che ci sentiamo di difendere, tutelare e sviluppare.

Repubblica Viareggina per i beni comuni


Il progetto del nuovo fast food al varignano è agghiacciante, perché lo si vuole costruire dopo il palese fallimento dell analogo ma differente “spacciatore” dicolesterolo che ha chiuso i battenti in passeggiata non molto tempo fa?
Non si pensa alle diverse attività che vivono e lavorano nel quartiere da sempre e alla ricaduta economica che possono avere?
Per non parlare degli oramai ben noti effetti che questo tipo di alimentazione se così là si può chiamare, reca al corpo umano?
E non si dica che questo fast food da posti di lavoro, perché sono oramai ben note le vicende per quanto riguarda i contratti che vengono fatti ai/alle dipendenti, orari devastanti per paghe da fame, in una sola parola sfruttamento!
Non dobbiamo cedere al ricatto occupazionale, perché di questo si tratta!


Cantiere Sociale Versiliese

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Lo show di Giorgio Del Ghingaro all’Eden

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Il Berlusconismo prima e il renzismo dopo hanno fatto scuola e il sindaco Giorgio Del Ghingaro da bravo allievo ha appreso la lezione e ieri ha recitato la sua parte in un cinema gremito. L’Eden, infatti, era pieno per ascoltare il primo intervento di Giorgio Del Ghingaro dopo la decisione del TAR di annullare le elezioni e farlo decadere dal suo incarico. Intendiamoci il cinema contiene 300 persone e se si considerano curiosi e politici oppositori ancora una volta la maggioranza dei viareggini è rimasta passiva. Tuttavia, è palese che è iniziata la mobilitazione del signor Del Ghingaro e dei suo Pasdaran, in primis quelli che hanno investito nella sua campagna elettorale.

Durante il suo lungo monologo ha parlato con enfasi cercando di alimentare illusioni senza dire niente di concreto rispetto a come risolvere le emergenze di cui la città è afflitta. Infatti su emergenza abitativa, su inquinamento e disoccupazione non è stato detto niente come del resto niente era stato fatto nei suoi 13 mesi di amministrazione.

Nessun accenno è stato fatto nemmeno sulle 600 schede scomparse che sono la causa dell’annullamento di queste elezioni da parte del TAR. Del Ghingaro ha definito questa decisione una momentanea interruzione. A prescindere dall’esito dell’eventuale ricorso presentato dai suoi al consiglio di stato o dal risultato di nuove elezioni noi pensiamo che Viareggio abbia bisogno di politiche più inclusive e solidali e troviamo ridicolo pensare di risolvere il dissesto vendendo il patrimonio pubblico. Intanto sui socialnetwork circola l’ironico manifesto di Officina d’arte fotografica e contemporanea “Dada Boom” che riprendendo slogan e grafica del sindaco lo raffigura in versione Freddy Krugher. Chissà che al cinema Eden non sia stata messa in scena l’ennesimo episodio del film  Nightmare.  Del resto il passaggio dai sogni agli incubi è breve.

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“Avevamo ragione noi!” Da Viareggio a Genova 15 anni dopo

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Chi dimentica non solo perde il passato ma perde anche il futuro per questo in tante e tanti sono tornati a Piazza Alimonda a Genova perché il terrore di quei giorni è ancora vivo. Anzi è più forte che mai con le guerre, il terrorismo, il razzismo, la repressione e soprattutto con la morte. Si la morte: quella sui posti di lavoro per mancanza di sicurezza, quella in mare per chi fugge dalla fame e dalla guerra, quella nelle carceri per la violenza degli apparati repressivi, quella di chi pensa al profitto e preferisce costruire armi e chiudere ospedali. In tanti sono tornati per ricordare un compagno e un fratello che fino all’ultimo è rimasto davanti perché Carlo Giuliani non si è fatto disperdere ma ha deciso di fare resistenza alla violenza dei potenti che in quei giorni pianificavano gli incubi e gli orrori che ci hanno regalato in questi quindici anni.

A qualcuno fa rabbia che dopo quindici anni ci sia chi ricorda e rende omaggio ad un partigiano del ventunesimo secolo ma mai come quest’anno era doveroso perché tra il “popolo di Genova” è affiorata nuovamente la consapevolezza che avevamo ragione. Erdogan e le “cose turche” sono passate da noi quindici anni fa come la guerra globale e il liberismo che ha creato la crisi dentro la quale siamo ancora dentro. Anche da Viareggio, come ogni anno, una delegazione è salita ad onorare Carlo Giuliani. Presenti i militanti del Cantiere Sociale Versiliese e i ragazzi del Gruppo Autonomo Viareggio che si sono presentati, in una piazza gremita, con le loro bandiere. Il giorno precedente a Viareggio Communia ha attaccato striscioni con scritto “Genova 2001 avevamo ragione!”

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Alla libreria lettera 22 si discute del fenomeno Sanders

 

13735388_10206082399371636_1027420415_nMercoledì 20 Luglio alle ore 21 e 15 presso Lettera 22 -Via Mazzini, 84/86-Viareggio, si terrà la presentazione del libro “Bernie Sanders-Quando è troppo è troppo” raccolta di scritti e discorsi del politico statunitense che ha sfidato Hillary Clinton alle primarie per la nomination democratica alla Presidenza degli USA. Sarà presente Rosa Fioravante che ha curato l’edizione del libro. Un’occasione importante per discutere del futuro della sinistra negli USA (ma anche in Italia). Una delle più importanti novità sulla scena politica mondiale, nell’ultimo anno, è stata la sfida lanciata da Bernie Sanders ai poteri forti degli USA. Sanders non è riuscito a ottenere la nomination democratica per le presidenziali del prossimo Novembre ma ha suscitato grande entusiasmo tra le giovani generazioni e , soprattutto, ha messo al centro del dibattito politico statunitense le parole d’ordine e le battaglie della sinistra :lotta alle diseguaglianze e alla povertà, mai così accentuate come ora in tutto il mondo,la denuncia delle storture del capitalismo finanziario. Sanders non è una meteora, ciò che ha costruito è un punto di riferimento per tutta la sinistra, anche in Italia.

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Le barbarie del mondo sbarcano in Versilia

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Viviamo un mondo liquido e veloce dove le certezze di un tempo si sono sgretolate e di nuove non ne sono uscite. Viviamo di solitudini ma nello stesso tempo di competizione. Viviamo un tempo di aspettative infinite e difficili da realizzare che creano frustrazioni continue. Il consumismo frenetico, la necessità di apparire per affermare l’essere, hanno trasformato la già contraddittoria società capitalistica in un vortice di pulsioni e regressioni, di fughe in avanti e rocambolesche ricadute. Siamo nell’eterno presente; dove il passato non esiste, nemmeno come ricordo, in quanto la memoria è cancellata e dove il futuro non esiste in quanto la fantasia che lo faceva immaginare si è liquefatta. “Tutto e subito!” Ecco che la strage di Nizza, il golpe e contro golpe in Turchia, l’omicidio razzista di Fermo, gli attentati terroristici in Iraq, Bangladesh o qualsiasi altro paese del pianeta, il conflitto razziale negli USA ma anche il disastro ferroviario di Andria, il giovane precario suicida sotto un treno e il morto per overdose su di una panchina di periferia in una città di provincia fanno parte della stessa spirale galattica; che al centro ha un grande buco nero creatosi dall’implosione del nucleo del capitalismo collassato su se stesso. Il vecchio detto “socialismo o barbarie?” descriveva un bivio ormai già attraversato da tempo. Siamo nella fase degenere del capitalismo, lontani anni luce dal socialismo, e le barbarie sono ovunque ed esse stesse si sono fatte sistema. La violenza fine a se stessa dilaga nella vita quotidiana. Anche nella ridente Versilia. Ormai i casi di imbarbarimento, dovuti al regresso culturale all’egoismo sociale, sono tantissimi. Sui socialnetwork poi la gente si trasforma in leone da tastiera e commenta qualsiasi cosa convinta di pronunciare verità come l’oracolo. In realtà tira fuori solo frustrazioni e semina odio figlio di ignoranza e paura. Gruppi neofascisti cavalcano questi comportamenti in chiave xenofoba e razzista addossando le responsabilità di tutti i mali della nostra zona alla presenza di extracomunitari. In questo anche alcuni sindaci non sono da meno nell’alimentare propagande populiste. Le reti di Buratti a Forte dei Marmi e Mallegni a Pietrasanta sono la certificazione dell’inciviltà di queste amministrazioni. Il sindaco di Pietrasanta non contento poi continua ad esternare frasi sconnesse con il solo obbiettivo di alimentare la guerra tra poveri. I principali crimini compiuti in zona, però, non sono stati compiuti da extracomunitari ma da gente del luogo. Non dimentichiamo il feroce assassino compiuto in via Coppino in Darsena a Viareggio dove il povero Emanuele Iaconi è stato assassinato da alcuni ragazzi, di cui due minorenni, che lo hanno picchiato con un casco. E non dimentichiamo, sempre in Darsena, il fratricidio avvenuto tra due ristoratori dove gioco, debiti e litigi hanno fatto da contorno ad una drammatica vicenda. Ora è toccato a Lido di Camaiore salire alla risalta delle cronache per due episodi gravissimi. Lido di Camaiore, visto come un piccolo paradiso solo perché l’erba viene regolarmente tagliata e i locali stanno aperti qualche ora in più che a Viareggio, è stato al centro di due episodi di cronaca nera su cui riflettere. Il primo avvenuto, in via Buonarroti, il 13 luglio mattina dove un quarantenne, da poco divenuto padre, ha ucciso con un pugno il vicino di casa per una lite causata da un diverbio su di un parcheggio. Il secondo episodio, seppure finito a lieto fine per certi versi ancora più grave, è quello che ha visto protagonista un clochard senza un braccio e con problemi di deambulazione. Il pover’uomo è stato preso da alcuni ragazzi e messo in un pattino a largo in mare la notte tra il 16 e 17 luglio e solo l’intervento della capitaneria di porto all’alba ha evitato il peggio. Siamo di fronte a gesti di cinismo che ci dicono come la vita, ormai, per alcuni abbia perso di qualsiasi valore. Grave anche il commento di alcune persone sui socialnetwork che hanno liquidato il fatto come una bravata da ragazzi. Com’è possibile non distinguere una bravata da un atto criminale? Suonare un campanello e scappare è uguale a torturare psicologicamente e fisicamente un uomo? Chissà cosa pensano i genitori, se sono a conoscenza, del comportamento dei propri figli? Ma d’altro canto se i “viziati” sono in aumento la colpa è di chi vizia. Che qualcosa non va nel rapporto educativo genitori – figli. Lo si era capito anche da quella marea di ricorsi presentati dai genitori degli studenti bocciati all’istituto nautico di Viareggio. Siamo di fronte ad una decomposizione dei ruoli. Niente a che vedere con la contestazione sessantottina dove lo studente si ribellava all’autorità costituita per cercare libertà e nuove forme di partecipazione. Qui si mette in discussione l’insegnante e lo si fa con l’appoggio di un’altra autorità quella del genitore. Insomma all’interno della famiglia si riproducono ancora nepotismo, favoritismo, faziosità e difesa del privilegio. Il dialogo e anche il sano conflitto hanno lasciato spazio ad una ricerca di una vuota tranquillità che ricorda il “me ne frego” di fascista memoria. In molti si chiedono“Come siamo giunti a questo punto?” La risposta è complessa e deve tenere conto di una serie di fattori che in parte sono dovuti al modello vincente che è stato imposto a tutti. Il ruolo nefasto della “cultura dominante”, grazie ai media, ha fatto si che tronisti e veline siano più importanti di ricercatori e studiosi. La pubblica istruzione è stata attaccata frontalmente da anni di sedicenti riforme che rispondono agli interessi del mercato. Non si va a scuola per formarsi come cittadini o per aumentare la propria cultura ma per diventare mano d’opera per le imprese.E così nell’indifferenza generale persone malate devono aspettare mesi prima di un’analisi, famiglie con minori vengono buttate in mezzo alla strade. I politici da anni si comportano come maggiordomi dell’economia e in tutte le scelte sono funzionali ai profitti dei pochi. Il servilismo è l’altra vera piaga dei nostri tempi. Quanto è accaduto al Festival Pucciniano a Torre del Lago la dice lunga sul livello di servilismo. Mancando di rispetto, a chi aveva pagato il biglietto, il direttore d’orchestra Veronesi ha deciso di interrompere l’esecuzione della Tosca mescolando in un discorso delirante la tragedia di Nizza dove ci sono stati 85 morti con la commedia di Viareggio dove il TAR ha deciso di annullare le elezioni per irregolarità. Non credo bisogna aggiungere molti commenti a questo atto di servilismo verso il sindaco Del Ghingaro che esce di scena dopo avere fatto tante promesse e averle mantenute punte.

Vediamo quindi come la nostra Versilia non sia immune da violenze, razzismo, luoghi comuni, faziosità. Le barbarie sono giunte anche da noi ed è bene prenderne atto e non fare come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia.

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Viareggio non si vende si schiera per il No al referendum costituzionale

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La costituzione nata dalla Resistenza non è in vendita. Il trio Renzi, Boschi, Verdini non deve permettersi di cedere la nostra carta costituzionale a confindustria, alle multinazionali e ai poteri forti. “Viareggio non si vende assemblea di opposizione” con il dibattito “A difesa della costituzione a cui sono interventi l’ avvocato Filippo Antonini di Repubblica Viareggina, Leonardo Mazzei del Movimento di Liberazione popolare Programma 101 e Marian Puosi del Coordinamento Democrazia Costituzionale Viareggio ha preso posizione in merito al referendum costituzionale schierandosi nettamente per il “No”.

Il dibattito era inserito in una giornata di mobilitazione della campagna “Viareggio non si vende” che si è tenuta per tutta la giornata del 16 luglio a Largo Risorgimento. Tutta la rotonda della circonvallazione è stata circondata da striscioni a sostegno delle varie vertenze cittadine. Alle 18.30 c’è stata un’assemblea per la difesa dei beni comuni nel quale ci sono stati interventi del comitato Acqua alla Gola, del comitato in difesa della sanità, del comitato di Via Matteotti contro la telefonia, dell’Unione Inquilini, dei lavoratori delle piscine, dell’opposizione sindacale in CGIL “Il sindacato è un altra cosa”, degli spazi sociali CSOA SARS e Cantiere Sociale, del Movimento No Euro e di altri cittadini.

Dal dibattito è emerso che nonostante la giunta Del Ghingaro sia decaduta la bomba “svendita Viareggio” non è stata ancora disinnescata e non potrà esserlo fino a che la miccia delle politiche liberiste non sarà rimossa. Il filo rosso che ha unito i vari interventi è stata la difesa dei beni comuni e l’evidenziare che la crisi economica non è stata affatto superata ma destinata addirittura ad incrementarsi. Sull’acqua è stato ribadito l’impegno a difendere il risultato uscito dal referendum del 2011 e a raccogliere firme per uscire da Gaia responsabile di un caro bollette inaccettabile, sulla casa è stato detto con chiarezza che tutte le amministrazioni che si sono susseguite sono state incapaci di risolvere il problema e che continueranno le occupazioni per difendere il diritto all’abitare. Alle parole autogestione e autorganizzazione si è aggiunta la parola autogoverno. Una discussione interessante che ha dato spunti per il prossimo autunno e infatti diversi interventi hanno sottolineato l’importanza della giornata del 10 ottobre che potrebbe divenire anche quest’anno un appuntamento importante di mobilitazione.

Intanto, mentre a Largo Risorgimento si dibatteva una famiglia costretta a vivere all’addiaccio trovava dove dormire in uno spazio occupato questo a dimostrazione che c’è chi alle parole fa seguire i fatti.

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Incapacità e arroganza di ERP

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L’incapacità di ERP nel gestire l’edilizia popolare e l’emergenza abitativa si evidenzia da fattori molteplici. Al condominio i Portici alla Migliarina ad esempio ERP ha abdicato al suo ruolo, di fatto, chiedendo l’aiuto esterno della Fondazione Casa che ha fatto molto discutere gli inquilini che non comprendono le ragioni di un progetto pilota che sembra nascondere interessi privati.

Ma sono molti i fatti controversi che riguardano ERP. Alcuni giorni fa una condomine del Quartiere Italia ci ha segnalato che diversi appartamenti sono chiusi e non assegnati nonostante la grave emergenza abitativa. Addirittura in uno di questi appartamenti viveva un anziano signore deceduto da circa nove mesi e da allora le finestre del bagno sono rimaste aperte facendo entrare l’acqua piovana all’interno dell’appartamento. “E’ normale” si chiedono al Quartiere Italia “che un bene comune non sia salvaguardato?”

Ma non c’è solo l’incompetenza c’è anche l’arroganza che caratterizza la gestione di ERP. Martedì 12 luglio 7 persone, di cui uno epilettico certificato, un bambino di 2 anni, e un altro di soli 7 mesi sono stati sfrattati per morosità incolpevole. Il padre di famiglia, perso il lavoro, non riusciva da qualche tempo a pagare l’affitto e l’avvocato Sbragia di ERP non ha voluto sentire ragioni e ha deciso di non accogliere la proposta dell’ufficiale giudiziario che chiedeva un rinvio a novembre. Naturalmente questo sfratto non era seguito da Unione Inquilini e Brigata Sociale Antisfratto se no l’avvocato di ERP sarebbe tornato a Lucca con le mani vuote e non avrebbe cacciato una famiglia che da 14 anni viveva in quella casa. Una dei membri di questa famiglia ci ha detto che si sono vergognati a chiedere aiuto. A vergognarsi dovrebbero essere, però, chi sbatte una famiglia in difficoltà in mezzo alla strada. La vicenda di questa famiglia adesso è seguita dai membri della Brigata Sociale Antisfratto e Unione Inquilini che assieme al cantiere Sociale stanno cercando di trovare una situazione tampone. Noi denunciamo con forza l’incompetenza e l’arroganza di ERP.

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Uno sfratto a Viareggio e uno a Torre del Lago rinviati

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Mattinata impegnativa a Viareggio per quanto riguarda la lotta per la casa: Unione Inquilini e Brigata Sociale Antisfratto sono stati impegnati a difendere il diritto all’abitare di due famiglie minacciate da sfratti esecutivi. Nel primo caso si tratta di una storica famiglia viareggina, i cui membri sono stati entrambi licenziati dalla ditta per fallimento, e dopo aver perso il lavoro si trovano costretti, alla soglia dei 65 anni, a fronteggiare addirittura uno sfratto da parte della ONLUS Sacro Cuore. L’altra famiglia invece vive a Torre del Lago, e deve lottare contro una banca che cerca in ogni modo di strappare loro la casa, in nome di una ricca multiproprietaria che non sembra interessarsi al fatto che in quella casa vive anche una minore, e che al momento non esistono soluzioni alternative per garantire un passaggio da casa a casa, come prevede la legge. Grazie alla mediazione e alla militanza, Unione Inquilini e Brigata Sociale Antisfratto sono riusciti a ottenere per entrambe le famiglie un rinvio fino a fine ottobre. Ancora una volta siamo costretti a segnalare come le istituzioni siano completamente assenti e inadempienti, e quanto la mediazione sociale, seppur necessaria in gravi casi di emergenza abitativa, non venga svolta dagli organi competenti, ma da chi ogni giorno, da anni, lotta a fianco delle famiglie e svolge la funzione che spetterebbe agli assistenti sociali e agli uffici preposti alla casa.

Unione Inquilini Viareggio

Brigata Sociale Antisfratto

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