Potera al Popolo in sostegno allo sciopero promosso da USB

Comunicato di sostegno allo sciopero USB del 25 novembre

Il 25 novembre l’Unione Sindacale di Base ha indetto uno sciopero nazionale dei settori sanitario, trasporto pubblico locale, scuola e servizi educativi, proponendo soluzioni concrete alla crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo in questi mesi. Come Potere al Popolo! Toscana sosteniamo lo sciopero USB, essendo inoltre le proposte coincidenti con quelle che stiamo portando avanti con la campagna su sanità e lavoro che abbiamo lanciato lo scorso 14 novembre. La pandemia ha mostrato l’intima interconnessione di questi settori e allo stesso tempo i terribili effetti di decenni di austerità e ridimensionamenti di personale, nonché la completa inadeguatezza delle misure prese da un governo asservito a Confindustria. Non possiamo che sostenere dunque chi vuole organizzare il conflitto in funzione della tutela della collettività, mentre i grandi potentati economici che con questa crisi si sono ancor più arricchiti e le forze politiche che li rappresentano si preparano a scaricare sulle classi popolari i costi del loro fallimento, con il beneplacito di molti sindacati corporativi che invece di difendere i lavorativi vogliono “fare sistema” con i loro aguzzini. Quello che serve oggi al paese è slegarsi dagli interessi particolari dei grandi imprenditori e della finanza speculativa, mettere mano alle loro ricchezze per finanziare misure di sostegno al reddito di chi non ce la fa, elaborare un piano serio finalizzato allo screening di massa della popolazione e al rafforzamento della sanità pubblica, anche attraverso la requisizione del privato. Serve una generale inversione di rotta riguardo le politiche sul lavoro, una riduzione dell’orario e l’implementazione di un piano di massicce assunzioni e reinternalizzazioni nelle amministrazioni pubbliche. Per fare questo, come nota anche l’USB nel comunicato di lancio dello sciopero, serve però sviluppare un nuovo ruolo e una nuova funzione dello Stato, non più preda di una regionalizzazione che ha frammentato la cornice di intervento e aumentato le disuguaglianze, non più preda della fame di profitti, ma attore fondamentale e centrale della politica economica attraverso una pianificazione indirizzata alla tutela di tutti e allo sviluppo di una società più giusta. Per Potere al Popolo! ciò significa indicare l’orizzonte del Socialismo del XXI secolo come prospettiva di rottura e superamento del capitalismo, modello non più in grado di proporre uno sviluppo armonico. Nelle forme consentite dalla situazione e dalle disposizioni sanitarie sosteremmo lo sciopero USB così come tutte quelle lotte che vogliono mettere in discussione lo stato delle cose presenti, senza cedere ai ricatti e alle lusinghe di chi rappresenta il volto feroce del capitalismo.

Potere al Popolo Versilia

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Appello di numerose realtà toscane per i trasporti pubblici funzionali.

“Trasporto pubblico e pandemia: una proposta.I l trasporto pubblico locale, elemento critico nella diffusione del SARS-CoV-2, sta rimanendo sullo sfondo del dibattito nella società e nella politica. È evidente la sottovalutazione della seconda ondata della pandemia, pure ampiamente prevista dalla scorsa primavera: il governo e la Regione Toscana non hanno elaborato una programmazione di medio periodo, ora si trovano costretti a inseguire, con continui provvedimenti – l’ultimo in queste ore sulla trasformazione in zona rossa – l’emergenza con scelte sbagliate o insufficienti. Si sono persi colpevolmente mesi preziosi, mentre da più parti si chiedevano interventi programmatori.Sapevamo tutti che il trasporto pubblico doveva essere una priorità. E tale resta anche dopo l’ultimo dpcm nazionale e la attuale classificazione della Toscana, innanzitutto perché il quadro reale è molto diverso da quello desiderato. Anche l’obbiettivo dell’80% (e tanto più con l’ultimo dpcm, al 50%) di capienza stabilito dal governo, se pur realizzato, non sarebbe stato sufficiente. Certamente in questi mesi siamo stati ben al di sopra di quelle percentuali, con autobus in versione “scatolette di sardine” dove il distanziamento era impossibile per lavoratori e studenti. Non è stata data altra alternativa, se non – per chi può – l’uso dell’auto privata, dalle gravi conseguenze in termini di inquinamento e di congestionamento delle città, con danni pesantissimi per ambiente e salute. Sia per la natura necessariamente transitoria del provvedimento, sia per i numeri reali delle necessità di trasporto per lavoratori (e studenti, parzialmente temporaneamente “a casa”, con una didattica a distanza per chi può permettersela), non possiamo accantonare l’urgenza di misure per il trasporto pubblico su gomma e ferro ben più ampie e incisive al fine di allontanare il rischio contagio.Gia prima dell’ultimo dpcm nazionale, a fronte di un 80% di capienza massima mai rispettata, la Regione ha annunciato di voler raggiungere addirittura il 50%, grazie all’immissione di bus privati. È un provvedimento tardivo e insufficiente, i finanziamenti stanziati rendono impossibile avere un parco mezzi adeguato, da utilizzare per il tempo necessario. È una soluzione che non può bastare, la foglia di fico che non riuscirà a nascondere i nodi annosi che vengono al pettine.Il problema è strutturale, è sotto agli occhi di tutti coloro che da anni salgono su autobus e treni regionali, che essi siano sempre pieni nelle ore di punta. La scelta di privatizzare la forma societaria o la stessa proprietà del trasporto pubblico toscano, perseguita con costanza dagli amministratori di centrosinistra e di destra, ha depotenziato fortemente la capillarità, le possibilità di accesso al servizio, la qualità e tutela del lavoro.Le logiche di profitto, della privatizzazione, pretendono che gli autobus siano utilizzati al massimo della loro capienza e che le linee e gli orari meno frequentati vengano soppressi. I servizi meno redditizi sono spesso proprio quelli indispensabili per le fasce di popolazione più deboli, che nel trasporto pubblico hanno l’unico strumento per esercitare il proprio diritto alla mobilità. Le logiche di profitto e della privatizzazione hanno anche impedito il rinnovo del parco circolante, pretendendo lo sfruttamento ad esaurimento di quello esistente, nonché adeguate assunzioni di personale.L’ormai più che decennale vicenda della gara regionale sul trasporto pubblico locale, non ancora del tutto conclusa, moltiplica le incertezze e le preoccupazioni. Questo modello privatistico appare assolutamente inadeguato -tanto più in questa fase emergenziale – per dare risposte strutturali, specialmente alle aree ingiustamente definite più periferiche della Toscana.Chiediamo e ci mobiliteremo perché la Regione provveda con urgenza:– a prevedere ulteriori fondi per il reperimento di mezzi aggiuntivi (oltre a nuove assunzioni), anche con strumenti eccezionali come le cosiddette requisizioni in uso, ampliando la platea dei soggetti coinvolti e quindi dei mezzi da poter reperire;– a una revisione profonda, di concerto con gli enti locali, degli strumenti urbanistici e dei piani della mobilità che permetta di aumentare le frequenza specialmente negli orari di punta, la cosiddetta velocità commerciale; che tenga conto, nei diversi strumenti programmatori regionali e locali, delle diversità di esigenze del trasporto urbano ed extra urbano, senza che nessun territorio rimanga abbandonato di fatto da un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico– a contribuire ad una programmazione immediata degli scaglionamenti di entrata e uscita per il lavoro e la scuola, che riduca l’impatto sul trasporto.– a una profonda revisione delle tariffe del trasporto pubblico locale, alla luce del forte peggioramento della crisi economico sociale, revisione ispirata a criteri di forte progressività, financo a prevedere la gratuita per studenti e lavoratori in tratte individuate e dedicate, ad esempio dalle stazioni ai luoghi di lavoro e studio– a assumere un forte impegno da subito e nel medio periodo, direttamente e come richiesta nei confronti del governo nazionale, al fine di potenziare il trasporto sia su ferro che su gomma, favorendo il rinnovo del parco mezzi anche con soluzioni come mezzi meno inquinanti ed elettrici e comunque sempre ove possibile il ferro alla gomma.– un impegno, di concerto con gli enti locali, che individui il tema della mobilità sostenibile come assolutamente prioritario sia per il trasporto individuale che collettivo, con un serio piano per la mobilità elettrica, car pooling e car sharing, dell’uso e acquisto bici, piste ciclabili, intermodalità bici/trasporto su ferro e bici/trasporto su gomma, ecc.Tutte le suddette proposte ovviamente devono essere ben individuate e dettagliate negli strumenti deputati a livello nazionale, regionale e localeDa un punto di vista strutturale appare necessaria in ultima istanza una gestione pubblica e partecipata (con forme di partecipazione al controllo anche da parte di cittadini, utenti e lavoratori) del servizio, che si potrà ottenere solo usando gli strumenti dell’affidamento diretto, consentito dal diritto europeo, a società pubbliche e giuridicamente di diritto pubblico, con obbiettivi quali il rafforzamento delle linee e degli orari deboli, rinnovo e ampliamento del parco mezzi, rafforzamento della intermodalità ferro-gomma, nonché il forte rafforzamento degli strumenti scambiatori alle porte delle città onde sfavorire l’afflusso incontrollato dei mezzi private, rafforzamento della mobilità elettrica e di tutti gli strumenti per la mobilità su bici. Iter questo che va avviato quanto prima al fine di arrivare ad una transizione ordinata dall’attuale modello in essere, a quello indicato.Una revisione che porti a un rilancio della programmazione per aree omogenee e a una inversione di tendenza rispetto alla privatizzazione, con l’obiettivo di fondo il considerare il trasporto pubblico locale un servizio pubblico, atto a rendere effettivamente accessibile a tutti – senza distinzioni di condizione sociale e di collocamento territoriale – un diritto fondamentale di tutti e tutte.Impegni i suddetti che, per la fase di emergenza, rimangono comunque indifferibili anche a fronte di provvedimenti di ulteriore restrizione della mobilità delle persone emessi o che dovessero essere emessi, così come non più rinviabile un piano di priorità sul medio periodo per il rilancio del trasporto pubblico locale e regionale.”

Partito della Rifondazione Comunista – ToscanaUna Città in Comune PisaSinistra Anticapitalista ToscanaSinistra Italiana – ToscanaPossibile – ToscanaMassa Città in ComuneViareggio a SinistraRepubblica ViaregginaSinistra per MontemurloConfederazione Cobas – FirenzeConfederazione Cobas – PisaSinistra Per…..Rete degli Studenti Medi – PratoFriday for Future Massa CarraraFriday for Future VersiliaPriorità alla Scuola – FirenzeGruppo Consiliare Diritti In Comune (Pisa Possibile – Una Città In Comune – Rifondazione Comunista) – Comune di PisaGruppo Consiliare “Sinistra progetto Comune” – Comune di FirenzeGruppo Consiliare “Buongiorno Livorno” – Comune di LivornoGruppo Consiliare Sinistra Unita per l’altra San Giuliano – PRC – Comune di San Giuliano Terme (PI)Enrico Carpini – Consigliere Città Metropolitana di FirenzeIvan Moscardi Presidente del Consiglio Comunale di Sesto FiorentinoGruppo Consiliare “Buongiorno Empoli – Fabbrica Comune”. Comune di EmpoliGruppo Consiliare “Borgo in Comune” – Comune di Borgo San Lorenzo (FI)Gruppo Consiliare “Campi a Sinistra” – Comune di Campi Bisenzio (FI)Andrea Tagliaferri Consigliere Comunale Sinistra Italiana – Comune di Campi Bisenzio (FI)Simona Pizzirusso Consigliera comunale “Si parco no aeroporto” – Comune di Campi BisenzioJacopo Madau – Capogruppo Gruppo Sinistra Italiana – Comune di Sesto FiorentinoAndrea Barducci – Consigliere Sinistra italiana – Comune di CalenzanoGruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Comune di PiombinoGruppo Consiliare Liberamente a Sinistra – Comune di Scarperia e San Piero (FI)Gruppo Consiliare Ora Barberino – Comune di Barberino del Mugello (FI)Gruppo Consiliare Laboratorio Politico Rignano Sinistra Unita – Comune di Rignano sull’Arno (FI)Gruppo Consiliare Sinistra per Pelago – Comune di Pelago (FI)Gruppo Consiliare “Agliana in Comune” – Comune di Agliana (PT)

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Al Cantiere Sociale Versiliese sospese le attività sociali ma non la solidarietà.

Alla luce dell’ordinanza firmata dal ministro Speranza che dichiara la Regione Toscana zona rossa, si ribadisce che tutte le attività svolte in presenza al Cantiere Sociale Versiliese sono sospese. Inoltre, vista la diffusione pubblica di notizie errate, si sottolinea quanto segue. All’interno del Cantiere Sociale Versiliese sono presenti compagnie teatrali professioniste. Come previsto dall’ultimo DPCM e schede tecniche allegate e dalla comunicazione AGIS, sono sospesi gli spettacoli con pubblico ma restano consentite le attività di prova e riprese cinematografiche, nel rispetto delle misure per il contenimento del contagio sui luoghi di lavoro previste dall’accordo sindacale firmato da AIDAP e CGIL-CISL-UIL (autocertificazione, misurazione temperatura corporea, sanificazioni ecc.).E’ un momento difficilissimo per tutte e tutti, compreso il nostro spazio: come sempre il Direttivo è disponibile al confronto per la soluzione di tutte le problematiche che potrebbero emergere. Infine ricordiamo che, anche se le attività e le iniziative programmate sono sospese, la solidarietà e il mutuo soccorso non si fermano! Tutti i nostri sportelli restano attivi in via telematica per sostenere coloro che vivono difficoltà sul piano lavorativo, abitativo o sanitario. Segui la pagina dei Cobas lavoro privato Viareggio e Versilia, Asia-USB Viareggio e Sportello medico popolare per tutte le informazioni e contatti!

Cantiere Sociale Versiliese

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Potere al Popolo: “Sanità pubblica e reddito per tutt*”

Come Potere al Popolo Versilia abbiamo aderito alla campagna regionale di Potere al Popolo attaccando alcuni striscioni all’ospedale di lido di Camaiore e agli ex ospedali di Viareggio e Pietrasanta.

Gli ospedali toscani sono al collasso, con file di ambulanze fuori dai pronto-soccorso, operazioni importanti e analisi diagnostiche non covid rimandate a chissà quando, terapie intensive e sub intensive pericolosamente sature, operatori sanitari sottoposti a circolari contraddittorie. Una situazione che non è frutto di un caso, ma dell’inadeguatezza delle misure prese da una classe dirigente supina a Confindustria e alla sanità privata, che non ha saputo mettere in campo una risposta pubblica alla seconda ondata, tramite tracciamento, isolamento e trattamento dei casi positivi. Una politica che per ora non si è tradotta in una catastrofe sociale solo perché viene mantenuto il blocco dei licenziamenti fino a marzo e un basso costo del denaro, ma i cui costi il governo è pronto a scaricare sulle classi popolari in linea con le indicazioni e agli obiettivi dell’Unione Europea, i cui stessi trattati costitutivi subordinano la salute e la vita delle maggioranze, alle privatizzazioni, alla concorrenza tra lavoratori e ai parametri economici favorevoli “ai mercati”, ossia agli interessi delle multinazionali e della grande finanza. Di chi è la colpa? Regionalizzazione, tagli a finanziamenti e personale, mancanza di pianificazione hanno portato allo smantellamento della sanità pubblica. La centralizzazione operata dalla riforma del 2015 ha indebolito la sanità territoriale, che ci avrebbe permesso di tenere a bada il virus. Ciò si è accompagnato alla precarizzazione di medici, infermieri, operatori sanitari, innalzati ad eroi ma ignorati nelle loro richieste sindacali. Questo rende necessario intervenire sia sul lavoro sia sulla sanità per superare questo momento difficile. Come Potere al Popolo! Toscana il 14 novembre lanciamo una campagna su questi temi, per dare una spinta al cambiamento che vogliamo imprimere a questa società. Che fare? Per tutelare la salute e gli interessi di tutta la collettività dobbiamo rivendicare con forza: NELL’IMMEDIATO o Lockdown regionale con stop delle attività non essenziali, con garanzia del reddito per tutti e tutte. o Patrimoniale sui super ricchi per finanziare un vero reddito di emergenza per tutti coloro che perderanno il proprio. NEL FRATTEMPO o Assunzione di medici e personale sanitario, a partire dallo scorrimento delle graduatorie esistenti, dalla stabilizzazione dei precari e da figure specialistiche oggi carenti; o Estensione dell’orario di apertura al pubblico dei servizi di specialistica ambulatoriale e scorrimento delle liste di attesa; o Organizzazione di spazi e strumenti – anche tramite requisizione – per sottoporre a test affidabili la popolazione della regione con controlli a tappeto. Attuazione immediata del “piano Crisanti” e obbligo di fornitura di tamponi a coloro in possesso della ricetta medica per i laboratori privati; o Individuazione di spazi e strutture per garantire l’istruzione scolastica tramite una mappatura del patrimonio immobiliare nelle mani di Regione, Province e Comuni; o Potenziamento del trasporto pubblico, attraverso assunzioni e riparazione/acquisto dei mezzi necessari, ed eventualmente contrattualizzando l’uso dei bus turistici; o Piano straordinario per il lavoro, riduzione dell’orario a parità di salario, fine del blocco del turn over nella sanità e nelle pubbliche amministrazioni; o Reinternalizzazione dei lavoratori dei servizi essenziali, a partire da quelli sanitari; Di fronte all’enorme sofferenza sociale creata dalla crisi economica e dalla pandemia, nessuno deve essere lasciato solo. Non è più rimandabile la scelta tra il foraggiare la sanità privata, il “si salvi chi può”, l’interesse egoistico, e la sanità pubblica, la pianificazione di una risposta comune, la solidarietà. Tra la barbarie del capitalismo di oggi e un nuovo socialismo del XXI secolo.

Potere al Popolo Versilia 

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In tanti firmano l’appello di Unione Inquilini per una proroga degli sfratti.

Il sindacato Unione Inquilini ha inviato un appello all’amministrazione comunale e alla prefettura per chiedere la proroga del blocco degli sfratti. All’appello hanno aderito numerose associazioni, forze politiche, liste civiche e sindacati. Pubblichiamo qui sotto l’appello in versione integrale. “Appello: Proroga del blocco degli sfratti a dicembre 2021 e istituzione di un fondo di supporto al reddito a fronte dell’emergenza sanitaria e lavorativa Vista la ormai prossima scadenza del blocco degli sfratti, attivo fino al 31 dicembre 2020 e la scadenza del blocco dei licenziamenti al 31 marzo 2021. Vista la grave crisi economica legata all’emergenza da Covid-19, che si è acutizzata nell’ultimo mese con le ulteriori misure restrittive per la maggior parte delle attività economiche, commerciali e produttive e che ciò ha comportato la perdita di numerosi posti di lavoro in conseguenza dell’emergenza da Covid-19 per chi aveva contratti atipici e a tempo determinato, oltre che nell’ambito del lavoro autonomo e stagionale. Ricordato che sono in grave crisi interi comparti dell’economia turistica, come il settore dell’ enogastronomia e del settore alberghiero, associandosi a tale sofferenza anche tutta la filiera dedicata. Considerato che è atteso un significativo aumento della disoccupazione nell’anno in corso e nel 2021. Considerato come l’intero comparto sociale e abitativo vige già in estrema crisi dovuta all’acutizzarsi della precarietà lavorativa e del caro affitti del Comune di Viareggio; di come molte famiglie stanno subendo la riduzione del reddito dovuta all’emergenza Covid-19; considerando che la carenza di case popolari (significativo squilibrio nel rapporto domanda/offerta) non riesce a sostenere l’emergenza abitativa. Considerato che al mese di settembre si riscontrano 28 sfratti esecutivi confermati in sede giudiziaria e 8 nuove richieste presentate al tribunale di Lucca, si prevede un minimo di 50 nuclei familiari (minimo 100 persone) che saranno sotto sfratto entro la fine dell’anno. Considerata la carente disponibilità di alloggi ERP da assegnare dalla nuova graduatoria e da quella futura del bando integrativo, in rapporto alle numerose richieste di case popolari e di contributo affitto aumentate dopo l’emergenza sanitaria, nel Comune di Viareggio vi è un evidente squilibrio di domanda offerta per far fronte all’emergenza abitativa e questa è una condizione sociale che andrà aggravandosi con la crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19. Considerato come già da marzo sia esplosa l’emergenza abitativa che sta coinvolgendo numerosi nuclei familiari che si trovano in stato di morosità incolpevole e che la situazione rischia di generare una gravissima crisi sociale, a seguito della perdita della casa conseguente alla perdita del lavoro.​”

Unione Inquilini

Considerate le domande per contributo affitto dell’anno 2018 pari a 236 (167 ammessi e 69 esclusi) e le domande per contributo affitto dell’anno 2020 (straordinario più ordinario) pari a 1317 ( 410 ammessi e 906 non ammessi); si evince come l’emergenza sanitaria abbia inciso gravemente nel disagio economico e abitativo delle famiglie e di come la costante precarietà e perdita del lavoro sia strettamente correlata al disagio socio-abitativo della città. Tenuto conto che ad oggi il Governo nel Decreto Rilancio ha previsto un incremento di soli 140 milioni di euro del Fondo Affitti relativo all’anno 2020 (circa lo 0,20% delle risorse complessive stanziate con il decreto governativo), una cifra inadeguata rispetto ad un bisogno che sarà triplo o quadruplo rispetto agli anni passati; Considerato che l’impoverimento è generalizzato ma colpisce con maggior forza le fasce più fragili della popolazione e che questa situazione di emergenza richiede una revisione complessiva delle politiche abitative: Si ricorda che il precedente consiglio regionale della Toscana e il consiglio comunale di Firenze hanno approvato una mozione d’indirizzo che prevede la proroga del blocco degli sfratti al 31 dicembre 2021per il consiglio regionale e al 31 settembre per il consiglio comunale fiorentino (ne alleghiamo documentazione, specificando che nel testo della mozione regionale vi è un errore sulla data richiesta per la proroga degli sfratti richiesta per settembre 2021, poi corretta in aula in corso di consiglio dagli stessi consiglieri promotori e approvata per dicembre 2021), tale mozione dovrebbe essere oggetto di discussione anche nel consiglio comunale di Viareggio. Si fa richiesta all’amministrazione comunale di impegnarsi nel richiedere, in sede di Prefettura, la proroga per il blocco dell’esecuzione degli sfratti per morosità almeno fino al 31 dicembre 2021, al fine di poter definire politiche abitative e sociali, di ricontrattazione dei canoni d’affitto sia residenziale che commerciale e di programmare nuove strategie di regolazione del mercato privato. Si chiede all’amministrazione comunale di farsi promotrice di tale appello anche verso l’attuale giunta regionale toscana, chiedendo alle forze politiche di proseguire gli obiettivi approvati nella mozione sopra citata, approvata dalla precedente giunta. Si crede inoltre necessario costruire un fondo emergenziale di soccorso al reddito, per tutti coloro che non ricevono in tempi congrui la cassa integrazione e in deroga, oltre a tutte le forme di sostentamento economiche promesse dal Governo. Il Comune di Viareggio deve garantire e proteggere i propri cittadini con atti concreti, anticipando somme economiche affinché le famiglie non ricevano sfratti abitativi o commerciali a causa dei ritardi degli ammortizzatori sociali nazionali, affinché possano far fronte al caro vita e al pagamento di utenze e spese sanitarie.

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Sciopero delle educatrici del comune di Camaiore.

Sciopero delle educatrici nel Comune di Camaiore, ieri di fronte alle scuole di Capezzano Pianore. Sono scese in piazza le lavoratrici dei servizi educativi in appalto, per rivendicare l’internazionalizzazione del servizio e il 100%di salario e diritti. Tanta solidarietà alla lotta è stata espressa da genitori e insegnanti. Purtroppo, l’intervento della questura, che ha minacciato denunce, ha impedito lo svolgersi di un piccolo sit in di fronte al Comune di Camaiore. Ma la lotta non si ferma oggi!

COBAS Lavoro Privato Viareggio e Versilia

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Gli educatori scolastici e gli operatori sociali scioperano per il 100% di salute, salario e qualità dei servizi.

Una lezione al liceo Leonardo Da Vinci di Milano: metà classe è collegata in streaming, 14 settembre (Ansa/Matteo Corner)

Il 13 novembre in tutta Italia vanno in sciopero lavoratrici e lavoratori che si prendono cura delle persone diversamente abili nelle scuole, nei centri diurni e residenziali, nei servizi di assistenza domiciliare, nel settore dell’accoglienza e delle povertà.

Una giornata di sciopero, convocata dalla Rete Intersindacale Nazionale degli Operatori Sociali (IOS), per chi lavora in un servizio pubblico ma come dipendente delle cooperative sociali vive una condizione di discriminazione causata da appalti ingiusti, misere paghe e diritti contrattuali minimi.

Il meccanismo delle esternalizzazioni, con appalti al massimo ribasso e l’applicazione dei contratti del privato sociale continuano a peggiorare la qualità dei servizi, la continuità della presa in carico e della cura degli utenti, le condizioni di lavoro di centinaia di migliaia di educatori scolastici ed operatori sociali in tutta Italia.

Contratti ciclici, riduzione di orario, discontinuità di salario, lavoro a cottimo, ammortizzatori sociali che coprono non più del 50% della retribuzione, sono solo alcuni degli aspetti problematici e strutturali che il Covid-19 sta portando alla luce in maniera preponderante in tutti i Servizi socio-educativi e socio-sanitari.

Una crisi sanitaria che sta impoverendo ancor di più questa categoria di lavoratori della scuola e del welfare, composta per lo più da giovani, qualificati e laureati ma veri e propri working poor.
Inoltre, in tema di tutela della salute e sicurezza nei Servizi, abbiamo visto in questi ultimi mesi moltissime operatrici e operatori prestare servizio in situazioni totalmente a rischio per sé, per gli utenti e per la salute di tutti a causa della mancanza di DPI e di adeguati protocolli d’intervento, con rimpalli continui tra Enti pubblici affidatari (Comuni, Ausl) ed Enti privati gestori.
Le numerose assemblee fatte in questi mesi con educatori scolastici ed operatori sociali di tutto il Paese ci hanno portato, il 12 settembre a Bologna, in occasione dell’assemblea nazionale della Rete Intersindacale Nazionale IOS, a dichiarare lo stato di mobilitazione permanente e decidere di costruire dal basso questa giornata di sciopero nazionale.

Lo sciopero del 13 novembre 2020 è stato indetto per chiedere la re-internalizzazione dei servizi pubblici in appalto, per chiedere pari dignità, diritti e salari del terzo settore rispetto ai contratti pubblici perchè se lavoriamo in servizi pubblici essenziali allora vogliamo lo stesso salario, le stesse tutele e gli stessi diritti dei dipendenti pubblici.

SCIOPERIAMO perché diamo il 100% nel nostro lavoro e vogliamo il 100% del salario in caso di un ulteriore lockdown, salute e sicurezza sul lavoro, perché vogliamo:

-Contrastare la mercificazione del welfare e dei servizi sociali
– Costruire un processo di re-internalizzazione dei Servizi socio-educativi e socio-sanitari dati in appalto dagli enti pubblici alle cooperative sociali

–  Riconoscerci attori importanti nella costruzione di ponti e progetti di autonomia ed emancipazione personale e sociale, a partire dai soggetti più fragili. Portare avanti una reale ricomposizione di categoria e unificazione delle figure professionali a partire dal ruolo sociale e lavorativo che siamo chiamati a svolgere.

– Rivendicazioni sui contratti collettivi (cooperative sociali, uneba, aninsei, etc…) che puntino al superamento della frammentazione contrattuale e all’unificazione in un unico contratto di categoria a livello del pubblico impiego

– Rivendicare il diritto alla salute e sicurezza all’interno dei Servizi, per utenti e operatrici/operatori, investimenti sulla manutenzione delle strutture e delle scuole, adeguatezza degli strumenti di lavoro, protocolli e dispositivi di protezione.

Ha indetto lo sciopero la Rete Intersindacale nazionale Operatori Sociali (IOS):
ADL COBAS
COBAS Lavoro privato
SGB Sindacato Generale di Base

SIAL COBAS
COBAS Coop Sociali Roma
COBAS AsacomScuola
COMITATO romano AEC
SOCIAL WORKERS
EDUCATORI e operatori sociali Monza e Brianza
EDUKI – Collettivo educatrici educatori Reggio Emilia
RETE educatori/educatrici Rimini
Educatori Uniti contro i tagli (Bologna)
ASSEMBLEA Autoconvocata lavoratori/trici del sociale di Firenze

Aderiscono

OPERATORI sociali Varesotto
USI-CIT Educazione
USI-CIT Cooperative sociali
RSA USI Consorzio Servizi Sociali Olgiatese
RETE Operatori sociali La Spezia
OPERATORI Sociali Autorganizzati Perugia
CLAP
SINALP Operatori Sociali Sicilia
Operatori Sociali Mantova
CUB SANITA’ Segreteria Nazionale
Attac Italia

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Atti vandalici contro le piante messe a dimora in via Bartoletti alla Migliarina.

Pubblichiamo integralmente quanto postato da Giacomo Marchetti esponente di Viareggio più verde e attivista del Cantiere Sociale Versiliese in merito agli atti vandalici avvenuti in via Bartoletti. Esprimiamo il nostro profondo disprezzo per gli autori di questo vile gesto.

“Vandalismi in Via Bartoletti il bilancio è grave, su 15 piante, almeno 10 sono state distrutte o comunque versano in gravi condizioni tali da suggerirne la sostituzione. L’ impegno di Cristina nell’annaffiare le essenze durante questi 9 mesi è stato veramente degno di encomio, purtroppo basta l’ azione di pochi singoli per rovinare il lavoro di molti. Strano perché durante la pandemia dovrebbe apparire più chiaro l’importanza della salute, e di conseguenza dell’ambiente in cui viviamo… Noi qui stiamo cercando di lasciare qualcosa alle future generazioni, quegli alberi potevano diventare un giorno grandi, dare ossigeno e purificare un ambiente sempre più inquinato, sarebbero potuti campare anche per secoli, ma adesso sono piccoli e indifesi e non hanno resistito alla cattiveria di qualche vigliacco. Di fronte a questi episodi verrebbe la voglia di abbandonare, questo sentimento è umano e più che legittimo, perché a cosa serve sforzarsi? A cosa serve portare dei secchi d’acqua a mano, essere costanti? Se poi basta così poco per distruggere?? Invece no… noi dobbiamo perseverare, perchè sappiamo di essere nel giusto, è un nostro dovere, quello che stiamo cercando di portare avanti ha un valore, e molti cittadini se ne rendono conto, apprezzano le nostre iniziative, vengono a dare una mano, lasciano un contributo, o anche una parola di incoraggiamento. Gli incivili sono una minoranza in questa città, ma con il loro comportamento danneggiano tutti. Ma noi continueremo, al nostro posto ci troverete, perché è proprio grazie a questi episodi che ci appare più chiara la futilità del male, e al contempo il valore indistruttibile del bene, la sola realtà che può dare un senso al nostro vivere. “

Giacomo Marchetti di Viareggio più Verde

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Mercoledì assemblea versiliese sulla fase online promossa da COBAS ASIA/USB e Sportello Medico Popolare.

La seconda ondata della pandemia di coronavirus che si sta abbattendo in Italia e in Europa, ha drammaticamente colto impreparato il nostro Paese, con possibili conseguenze persino peggiori rispetto a quanto avvenuto pochi mesi fa. Pochissimo è stato fatto nei mesi estivi per quanto riguarda innanzitutto il potenziamento del sistema sanitario: i reparti covid (in primis le terapie intensive) cominciano già ad essere in sofferenza, manca personale medico e infermieristico e il sistema di tracciamento dei contatti è già in tilt in diverse regioni d’Italia. Anche però le misure economiche approntate dal Governo si stanno rivelando del tutto insufficienti rispetto alla gravità della crisi che si sta per abbattere sul tessuto socio-economico, in particolare, come sempre, sulle fasce più povere della popolazione. I settori popolari sono usciti perlopiù stremati dal primo lockdown di marzo: i vari bonus per stagionali e partite iva, la misera cassa integrazione arrivata quasi sempre con grande ritardo, hanno azzerato i pochi risparmi dei lavoratori più fragili. Per migliaia di famiglie, basti pensare a tutti coloro che campano con l’economia informale (lavoro nero ecc.), ulteriori restrizioni senza alcun supporto economico significherà la fame.

Ad oggi i settori più colpiti dalla pandemia sono il turismo, il mondo dello spettacolo e della cultura, il mondo dello sport (palestre, ecc.). Nelle scorse settimane, anche con contraddizioni e ambiguità, decine di piazze si sono riempite in tutta Italia per rivendicare maggiori tutele per i settori più colpiti. A fronte di tutto questo, sentiamo fortemente la necessità di un confronto rispetto alla fase drammatica che stiamo vivendo, per capire come potersi organizzare anche sul nostro territorio per rivendicare quello che ci spetta. Ci appare evidente infatti che, quando tutto questo sarà finito, non ci sarà nessun ritorno alla normalità (che comunque neanche ci auguravamo): la pandemia segnerà inevitabilmente un prima e un dopo, anche e soprattutto a livello socio-economico. Ci attendono tempi a dir poco difficili. Per questo è assolutamente urgente cominciare fin da subito un percorso il più possibile unitario che coinvolga in primis i lavoratori e le lavoratrici del turismo, della sanità, della scuola, dello spettacolo, della cultura e degli appalti, le famiglie in emergenza abitativa, ma anche le realtà politiche, sociali e sindacali della Versilia per riuscire quanto prima a far emergere le nostre istanze, a partire dalle parole d’ordine che già nelle ultime settimane hanno cominciato a prendere piede: la rivendicazione di un reddito di emergenza universale, che permetta a tutte e tutti di superare la crisi sanitaria ed economica, e l’istituzione di una patrimoniale sui grandi capitali, perché non devono essere sempre i più poveri a pagare i costi della crisi ( se come dicono siamo tutti sulla stessa barca, chi ha di più deve dare di più!).

Per discutere di tutto ciò invitiamo quindi tutte e tutti a partecipare all’assemblea online che si svolgerà mercoledì 11 novembre alle ore 21.

Cobas Lavoro privato Versilia

Asia-Usb Viareggio

Sportello medico popolare

Qui sotto il link per partecipare alla riunione mercoledì 11 alle 21

https://meet.jit.https://meet.jit.si/Assembleacontrolacrisisi/Assembleacontrolacrisi

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Messo a dimora il primo albero al parco della Vetraia dove sorgerà un bosco urbano.

Venerdì 6 novembre è stato messo a dimora il primo albero al parco della vetraia dove sorgerà un bosco urbano. Il progetto presentato da Giacomo Marchetti di Viareggio più Verde e appoggiato da varie realtà politiche, sociali e ambientaliste come Repubblica Viareggina, Cantiere Sociale Versiliese e altre è stato approvato dall’amministrazione comunale. Nell’area dovrebbero essere messi a dimora settanta piante. Si tratta di qualcosa di molto importante per chi ha cuore la riqualificazione delle periferie, la difesa dell’ambiente e della salute e per chi crede in una politica ecosocialista.

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