Alcuni spunti per essere contrari al pirogassificatore a Serravezza

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Pubblichiamo integralmente il contributo di un compagno che partecipa alle assemblea contro il pirogassificatore a Serravezza

Il Pirogassificatore di per se sarebbe anche una buona idea: pulire i boschi, bruciare il legname che si ricava dalla pulizia di questi e trasformarlo in energia elettrica. Questo potrebbe aiutare a ridurre e forse anche ad eliminare l’utilizzo dei combustibili fossili, o del nucleare o degli inceneritori strumentalmente chiamati “termovalorizzatori”, tutte pratiche per il recupero dell’energia, queste ultime, che inquinano la Biosfera o rischiano di comprometterla. Parlando di come produrre energia per soddisfare i bisogni umani però non si parla solo di questo, ma anche del nostro rapporto con il sistema Terra, con la Biosfera, la flora e la fauna di cui facciamo parte, insomma del sistema Natura. Ogni cultura ha il suo modo di ricavare energia e questo modo deriva da un pensiero-sulla-natura, da una riflessione sul mondo e sul rapporto che l’animale umano ha con questo mondo di cui è parte integrante. Il Pirogassificatore solleva diversi quesiti legati al tema sviluppo-potere, uomo-natura, convivenza sfruttamento tra cui: perché altre costruzioni, altre opere, cemento, acciaio e la conseguente riduzione di Natura? Dopo la combustione che tipo di ceneri avremo e dove potremo metterle? Di quanta energia abbiamo veramente bisogno per soddisfare i nostri bisogni e quindi di quali strumenti dovremo dotarci? Perché ancora una volta l’energia deve essere gestita da una società privata e non lasciata alla gestione pubblica, collettiva e locale? Alla gestione dei diretti interessati? Perché il recupero dell’energia deve diventare per forza un business, un’attività economica? Invece di moltiplicare le attività economiche dovremmo aumentare le esperienze relazionali e di autogestione. E poi perché questo (la mercificazione dell’energia) deve trasformarsi per forza nell’enesima assurda occasione di lavoro salariato? Ancora una volta si creano le condizioni per cui il profitto viene anteposto all’utilità, alla socialità di un bene, di una risorsa. Perché ostinarsi a soddisfare solo i bisogni umani senza preoccuparsi dei bisogni della Biosfera? Ossia, perché continuare a riproporre modelli antropocentrici? Il vero sviluppo e la vera tecnologia sono omeopatici. Sono quelli che usano la Natura per la Natura, sono quelli cioè che impiegano le conoscenze-sulla-Natura per mantenere l’equilibrio con Essa e tengono molto in considerazione la prospettiva sistemica e interrelazionale con la Biosfera, con il sistema Natura. Lo sviluppo e la tecnologia non portano ben-essere se uccidono la vita. Il sistema asociale 1 industrial-capitalista-consumista infatti non ha niente a che fare con la bontà di questi due concetti: “sviluppo” e “tecnologia”. Esso è mera innovazione tecnica a scopo lucrativo. Niente a che vedere con l’utilità pubblica. L’attuale sistema economocentrico non vede nella Natura una risorsa di per sé, così com’è, ma solo un serbatoio dove attingere materie prime per i suoi meri benefici. Questa è una visione profondamente egoista, antropocentrica, specista, presuntuosa, cattolica, autoritaria, tirannica e da rigettare. Il Pirogassificatore solleva la questione sviluppo-potere perché una società di costruzioni (Varia Costruzioni srl) si prende l’incarico di produrre energia da una bene comune (che non paga) per qualcun altro e così facendo gli sottrae la gestione diretta e quindi il controllo del territorio. Questo tipo di delega passa assolutamente inosservata oggi perché siamo abituati alla privatizzazione selvaggia, ma proprio questa instaura rapporti di potere dominati/dominatori ed è già un modello di sviluppo. Privatizzo, industrializzo e quindi ho bisogno di lavoro salariato. Un rapporto di forza tra chi detiene gli strumenti di produzione e decide cosa farne (in questo caso Varia Costruzioni srl avvallata dai politici di turno che a tutto pensano tranne che alla popolazione) e chi li usa ma non decide, perché è solo manodopera, una parte del sistema produttivo, ma esclusa dal processo decisionale. Solleva la questione uomo-natura perché non si preoccupa dell’inquinamento o dell’impronta ecologica che può avere e che nell’economia capitalista viene considerata un’esternalità. Implicitamente si continua ad affermare che siamo separati dalla Natura e la dominiamo. Essa, siamo convinti, è a nostra disposizione per diritto. E anche questo passa inosservato perchè siamo abituati a porci come gli esseri più importanti i cui bisogni devono essere soddisfatti in quanto giusti. Solleva in ultimo la questione convivenza-sfruttamento perché non interessa trovare un equilibrio con la Natura e quindi conviverci in quanto è soggiogata all’uomo il quale deve sfruttarla massimizzandone il profitto. Il Pirogassificatore è l’ennesima opera che sottrae spazio alla Natura (o il cemento e l’acciaio o il verde, gli alberi e gli uccelli), che fa dell’energia un’attività economica a scopo di lucro anziché un’opportunità per autogestire un bene collettivo (Varia Costruzioni dovrà trarre un profitto dalla pulizia dei boschi e dall’energia che vorrebbe produrre e vendere). È l’ennesimo progetto che riproduce le logiche capitaliste e di potere attraverso il lavoro salariato (promesso: l’impianto produrrà impiego, come incentivo per convincere gli abitanti della bontà del progetto). L’ennesima retorica sull’energia pulita che dovrebbe servirci. L’ennesima opera in più, perché c’è già il 2 teleriscaldamento di Volegno e Pruno inutilizzato. Tal volta quando vogliamo un’energia pulita è sufficiente pensare a stili di vita puliti e non ad opere che sottraggano finanze pubbliche e Natura. Le amministrazioni comunali di turno e le società del momento, in questo caso il comune di Stazzema e la società Varia Costruzioni srl, vorrebbero suggerire al popolo di cosa ha bisogno cosicché quel bisogno diventi la loro attività economica. Questo non ha niente a che fare con il lavorare per soddisfare i bisogni o con l’utilità pubblica o con il mettersi a disposizione per la collettività. Questo ancora una volta è capitalismo consumista. Questo modello uccide la vita e crea inquinamento e spazzatura (un altro business). Che il popolo insorga e disobbedisca con tutta la risolutezza di cui è capace. Riprendiamoci le nostre risorse, i nostri bisogni, i nostri spazi, la nostra sovranità, le nostre vite e autogestiamo le nostre città ed i nostri paesi. Per un mondo senza capitalismo, senza autoritarismo, senza cemento, inquinamento e pirofregature.

Per un mondo ecologico e sobrio. Dove si lavori, si goda e si viva in comune.

Alessandro Cesarali

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Il Partito Comunista si schiera con chi contestò Salvini

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Il Partito Comunista sezione Versilia esprime piena e totale solidarietà ai manifestanti colpiti da decreto di condanna penale, in questi giorni e riconducibili al comizio che tenne la Lega a Viareggio l’anno scorso. Se manifestare e propagandare le proprie idee è un diritto, opporre il proprio dissenso a tali idee è il sale della democrazia. E proprio dal capo d’imputazione contestato si evince che quel giorno, al di là del dissenso spontaneo, altro non è successo. Paradossalmente è stata tutta pubblicità per chi, politicamente, oltre le ruspe non va.

Partito Comunista

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Repubblica Viareggina chiede le dimissioni di Delrio per avere difeso Moretti

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Riteniamo molto grave che un uomo di governo, Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, con le sue parole abbia sminuito il lavoro dei PM che hanno chiesto 16 anni per l’ imputato Mauro Moretti nel processo sulla strage di Viareggio. Moretti ex amministratore delegato delle ferrovie adesso e ora amministratore delegato di Finmeccanica ha, per noi, delle responsabilità ben precise.

Delrio ha definito “enormemente sproporzionate” le richieste del PM. Noi invece riteniamo che per quello che hanno rappresentato i vertici di FS e per i compiti che svolgevano, le richieste dei PM siano solo il minimo per le loro responsabilità e per quanto è accaduto il 29 giugno 2009 a Viareggio.

Delrio, prima di indignarsi per la richiesta dei PM, farebbe bene a guardarsi intorno, in questi giorni sui socialnetwork, a cura di David Menghini è stato pubblicato l’elenco, dal quale risulta che da gennaio 2016 ad oggi, dove ci sono ben 154 tra  indagati e condannati e a guardar bene nell’elenco tra gli indagati al numero 93 compare anche Delrio “l’11 aprile: ‘Ndrangheta in Emilia, M5s: Delrio, ha mentito ai pm. Ecco i documenti.” Questi sono fatti, che ci indignano. Il 29 giugno del 2009 sono morti 32 viareggini verso il quale ci vuole il massimo del rispetto cosa che il ministro non ha minimamente dimostrato. Vogliamo anche ricordare il sacrificio e l’impegno dei ferrovieri licenziati in questi anni dal cav. Moretti & company, rei di essersi occupati del rispetto delle norme di sicurezza e salute in ferrovia.

Ancora una volta come Repubblica Viareggina, vogliamo esprimere tutta la nostra incondizionata solidarietà ai famigliari delle vittime e ci uniamo a gran voce nel chiedere le dimissioni del Ministro Delrio, per le sue dichiarazioni offensive verso un’intera comunità. Se fosse un uomo che comprende il valore della vita, si sarebbe già dovuto dimettere.

Intanto al processo per la Strage di Viareggio, i familiari delle vittime hanno dovuto assistere all’ennesima pagina triste e dolorosa. Infatti le società responsabili civili hanno contestato la leggitimità di sindacati, associazioni ,delegati alla sicurezza, madri, padri, fratelli e nonni a costituirsi parte civile. Hanno parlato di soldi: troppi, pochi, giusti, dovuti, non dovuti… Ai familiari va tutta la nostra solidarietà perché il dolore non si monetizza.

Repubblica Viareggina per i beni comuni

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Contro i decreti penali anche Unione Inqulini, Communia e Repubblica Viareggina

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L’Unione Inquilini esprime la massima solidarietà ai 28 denunciati (tra i quali anche esponenti del sindacato stesso) per le contestazioni a Salvini avvenute lo scorso anno; non sono per noi condanne ma motivi di orgoglio e medaglie al merito. Ci credono sediziosi, ci definiscono violenti, ci descrivono antidemocratici e ci dipingono come malefici antagonisti, ma poi, ci condannano con il codice Rocco risalente al periodo fascista. Beh, anche in quell’epoca si radunarono in maniera sediziosa, anche in quell’epoca furono violenti, anche quella volta misero da parte il senso pratico della democrazia, anche in quell’epoca furono antagonisti. In quell’epoca furono i Partigiani ad essere tutto questo, coloro che ci liberarono dal nazi-fascismo e se qualcuno, ai giorni d’oggi, tenta di ricreare quel clima di odio, di intolleranza verso altri esseri umani, beh, allora, noi li chiamiamo fascisti e come tali devono essere trattati. Salvini, la Lega Nord tutta e qualsiasi altra formazione che promulghi odio razziale, deve essere cacciata senza se e senza ma.
Chiunque si ripresenti con passerelle elettorali, pronto a seminare odio, razzismo e idee di distruzione dello stato sociale della nostra. Viareggio, ci ritroverà al nostro posto, “sediziosi” e determinati a cacciare quello che la storia e il giusto ci hanno insegnato acombattere.

Michelangelo Di Beo ( Segreteria Nazionale Unione Inquilini; Unione Inquilini Viareggio)

Ventotto persone appartenenti a varie realtà sociali e politiche, compreso la nostra, sono state colpite, nei giorni scorsi, da un decreto penale di condanna per avere contestato, a Viareggio nel maggio 2015 durante un comizio elettorale, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. La condanna emessa senza processo, come avviene purtroppo in questi casi, è per il reato di adunata sediziosa e consiste in una ammenda di euro 1250 a testa. Giudichiamo profondamente ingiusto che si condanni senza fare un processo e per di più per un reato che risale al codice Rocco in piena epoca fascista. Si cerca, evidentemente, di ristringere le libertà di pensiero e i diritti sacrosanti come quello di contestare un leader politico che esterna demagogicamente frasi ad alto contenuto xenofobo e razzista. Da parte nostra esprimiamo a tutti i condannati il massimo della solidarietà ricordando quel giorno come un momento importante di lotta, dove i contestatori superarono per numero i simpatizzanti della Lega. Sosterremo le compagne e i compagni che faranno ricorso contro questo provvedimento repressivo e continueremo a mobilitarsi contro le politiche razziste e xenofobe da qualsiasi parte provengano.

Communia Viareggio e Versilia

Repubblica Viareggina esprime totale e incondizionata solidarietà ai 28 compagni e compagne che in questi giorni hanno ricevuto decreti penali di condanna per aver manifestato il 17 maggio 2015, contro il comizio di Matteo Salvini, a Viareggio per sostenere il candidato Sindaco Massimiliano Baldini. Un comizio provocatorio, voluto per scatenare e fomentare odio e violenza razile come è nel costume leghista. Essendo noi contro ad ogni forma di razismo e discriminazione, vogliamo ringrzire tutti i viareggini e viareggine, che quel giorno decisero di scendere in piazza per far sentire la propria voce e la loro protesta. Riteniamo che la contestzione sia il sale della democrazia e siamo contro la spregiudicatezza di chi a fini elettorali, fa leva sulle paure e sulle insicurezze, scatenando guerre contro “il diverso”, per colore di pelle o religione. Noi di Repubblic Viareggina, siamo impegnati a senzibilizzare e promuovere accoglienza e integrazione, crediamo nelle politiche di partecipazione e protezione nel rispetto dei diritti umani e della Costituzione, per una società più giusta e solidale.Per questo la condanna penale dettata dal Codice Rocco, noi la respingiamo e la inviamo a Matteo Salvini e a tutta la Lega. Ci troverete sempre pronti a respingere le vostre provocazioni.

Repubblica Viareggina per i Beni Comununi

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In tanti a Pietrasanta contro il razzismo e per l’accoglienza

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Migliore risposta alle esternazioni demagogiche del sindaco Massimo Mallegni, ai commenti razzisti e alle minacce dei soliti leoni da tastiera che però rimangono ignoti in rete, e alle intimidazioni della DIGOS che ha chiesto i documenti a due compagni colpevoli di esporre cartelli in consiglio comunale a Pietrasanta è stata data da tutte/i quelle/i che hanno deciso di scendere in piazza domenica 25 settembre. L’accoglienza dei profughi è un elemento che distingue l’essere civile dall’essere incivile e chi si è autoconvocato, in quella che è divenuta una determinata e colorata piazza, lo sa benissimo. Ci sono stati diversi interventi in piazza con il megafono e tanta solidarietà per contrastare ogni rigurgito razzista che potrebbe riemergere anche in Versilia. Un centinaio di persone hanno poi attraversato il centro cittadino dietro lo striscione “Esiste una sola razza quella umana.” In piazza c’erano anche molte delle persone colpite dal decreto penale di condanna per avere contestato il razzista Salvini, a conferma che nemmeno la repressione può fermare chi lotta quotidianamente per un mondo migliore senza confini e frontiere.

Altre iniziative antirazziste saranno in programma in Versilia prossimamente.

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ARCI Toscana e ARCI Versilia solidali con chi contestò Salvini

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In merito ai 28 decreti penali di condanna arrivati in questi giorni a chi il 17 maggio dello scorso anno manifestò nei confronti di Matteo Salvini a Viareggio, l’ARCI Toscana e l’ARCI Versilia esprimono la più totale vicinanza a tutti gli antirazzisti viareggini che in quel giorno hanno deciso di rigettare le provocazioni di chi fomenta odio e violenze verbali. La spregiudicatezza di chi a fini elettorali stimola e promuove le paure e l’insicurezze dei corpi sociali delle città è il peggio che la politica possa produrre e raccontare. L’ARCI da sempre è impegnata a promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione posizionandosi vicino a chi chiede protezione e rispetto dei diritti umani, ed per questo che non sarà certo un articolo anacronistico del codice penale come l’adunata sediziosa e gli insulti di un manipolo di leghisti spennacchiati a farci desistere dal volere una società più giusta e solidale.

Gianluca Mengozzi Presidente ARCI Toscana

Stefano Carmassi Responsabile Sviluppo Associativo ARCI Toscana

Carmela Di Luigi Presidente ARCI Versil

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CSOA SARS: “Salvini semina odio ma noi non ci facciamo intimidire”

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Il centro sociale SARS esprime tutta la sua più totale solidarietà ai 28 compagni (tra cui diversi nostri militanti) colpiti dal decreto penale di condanna in seguito alla contestazione al comizio di Matteo Salvini del maggio 2015. Ancora una volta si utilizza un articolo del codice Rocco, di epoca fascista, per zittire il dissenso e colpire chi lotta dal basso. Anche la stampa si è prodigata a drammatizzare queste condanne per un reato abbastanza ridicolo come “adunata sediziosa”. Ribadiamo, se ce ne fosse bisogno, che anche queste piccole condanne non ci fermeranno. Non è un caso che siano stati colpiti i “soliti noti dei centri sociali” (come dicono spesso i giornali): questo serve per spaventare le persone e far dimenticare che quel giorno centinaia e centinaia di persone sono scese in piazza a contestare un personaggio come Salvini, predicatore d’odio che cerca di scatenare guerre tra poveri. Noi rivendichiamo quella bellissima giornata di lotta e partecipazione dal basso. E se in futuro qualcuno vorrà ancora provare a seminare razzismo nella nostra città ai nostri posti sempre ci troverete.

Spazio Antagonista Resistenza Sociale (SARS)

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Rifondazione Comunista, Gruppo Autonomo e Cantiere Sociale contro Salvini e i decreti penali

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 Intendiamo esprimere una chiara solidarietà a chi in queste ore si è visto recapitare a  casa un decreto penale di condanna per “radunata sediziosa”, tra cui tre dirigenti di Rifondazione della Versilia.

Questo è stato il provvedimento di repressione per aver partecipato alla manifestazione contro Salvini durante la campagna elettorale della primavera 2015, un atto a nostro avviso intimidatorio al quale si opporranno con ricorso i compagni interessati.

Del resto è stato contestato il fatto di aver sventolato uno striscione con scritto antifascisti sempre e di aver diffuso volantini mentre chi era sul palco parlava di ruspe per sgombrare la gente, parlava di barconi da affondare e fomentava l’odio.

Questi decreti penali di condanna, emessi senza processo e senza confronto alcuno, sono rischiosi anche perché limitano clamorosamente la libertà di opinione e movimento, visto che il decreto è stato emesso anche contro chi si trovava semplicemente a partecipare alla manifestazione senza aver realmente fatto nulla di male se non esprimere pubblicamente la propria contrarietà a ciò che dal palco veniva detto.

E’ una questione politica di primaria importanza quella di sostenere chi esprime il dissenso, per questo i legali del Partito in queste ore si stanno già muovendo per opporsi a questi decreti che riteniamo completamente inopportuni.

Jan Vecoli segretataro federale di Rifondazione Comunista della Versilia

E’ giunta la notizia di diversi decreti penali per la contestazione che ha avuto luogo all’incirca un anno fa nei confronti del segretario della Lega Matteo Salvini. Notizia che arriva da uno studio legale privato e non dalla procura, e questo la dice lunga sulla valenza di certi atti che compattano ancora di più il movimento viareggino. Queste non sono condanne, sono medaglie, perché crediamo che sia giusto contestare Salvini ogni qual volta provi a scendere nelle piazze, in qualsiasi modo e in qualsiasi forma, è intollerabile che un soggetto che diffonde tramite le sue parole cariche d odio possa parlare tranquillamente nelle città.
Non dimentichiamo chi è Matteo Salvini.
L’amico dei fascisti squadristi di Casa Pound! Luomo della politica delle ruspe, colui che gioisce ogni qual volta una carretta del mare affonda incrementando ancor di più il “cimitero mediterraneo” oramai saturo di morti di ogni età e ogni sesso, Luomo che non ha mai lavorato nemmeno un giorno nella sua vita,ma stipendiato in maniera cospicua dai contribuenti. Luomo della politica di propaganda che si ferma al nome delle tappe del suo “tour” sulle maglie ma che di fatto non produce e non dice nulla, se non odio e cattivi esempi, basti pensare alla squadraccia che ha cacciato immigrati qualche giorno fa a Camaiore sulla base di una notizia Falsa!
Allora caro Salvini, queste condanne non ci fermeranno
mai e ci fanno ridere, e le metteremo nel mobile, come prova di quando Salvini venne cacciato da Viareggio. Allora caro Matteo rispediamo al mittente le minacce che ci hai fatto poco tempo fa, dove dicevi che saresti ” entrato a Viareggio con le ruspe!” Beh! Noi siamo qui, ti aspettiamo insieme alle tue ruspe!

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Cantiere Sociale Versiliese

Nei giorni scorsi sono state notificate a 28 persone dei decreti penali di condanna riguardanti la mobilitazione dell’anno scorso contro il provocatore Salvini, una manifestazione spontanea che vide in piazza spontaneamente centinaia e centinaia di persone (molte di più di quelle presenti al comizio del provocatore leghista). Il decreto penale di condanna è una spregevole forma giuridica di repressione che appunto giudica senza processo gli accusati, questo obbrobrio diventa ancora più squallido quando il capo di imputazione è, come in questo caso, adunata sediziosa e corteo non autorizzato, reati che già nel loro nome richiamano alla privazione e alla limitazione della libera espressione del pensiero e puzzano palesemente di regime. Tra i 28 condannati ci sono 6 persone che fanno parte del gruppo autonomo e del tifo viareggino, esprimiamo la nostra solidarietà ai condannati e diciamo chiaramente a chi ha voluto queste condanne che noi non ci fermeremo, che il nostro antirazzismo e antifascismo sarà oggi più che mai forte e coerente. Salvini e chiunque sparga odio e razzismo a Viareggio troverà sempre un muro solidale che lo respingerà come in passato è stato per Borghezio, per Fini o per Vittorio Sgarbi.

Gruppo Autonomo Viareggio

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“Conosciamoci” e “una sola razza quella umana” si moltiplicano le iniziative antirazziste

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Il clima di intolleranza e razzismo che si respira in tutto compresa la Versilia va contrastato con fermezza e in questo senso vanno lette le proteste di alcuni cittadini che a Pietrasanta si sono presentati giovedì 22 settembre in consiglio comunale con alcuni cartelli con sopra scritto “una sola razza quella umana.” Il gesto non è piaciuto agli esponenti del centrodestra, che amministra la città, i quali hanno sollecitato l’intervento della DIGOS che oltre a chiedere i documenti a chi esponeva cartelli pretendeva pure i numeri di telefono. Siamo ad un intimidazione continua e come sempre all’utilizzo di due pesi e due misure. A Pietrasanta chi protesta in modo pacifico viene identificato e preso in giro a Camaiore invece si permettono gazzarre in consiglio comunale, per le strade a caccia di immigrati e adesso pure guerre di religioni con atti vandalici e insulti contro il vescovo colpevole di sostituire un suo sottoposto. Le destre più becere hanno rialzato la testa e in questo senso va letta la bassa propaganda del sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni. Ma c’è comunque chi fa resistenza come i cittadini che in consiglio comunale hanno deciso di esporre quei cartelli che anche noi condividiamo. Un altro gesto importante di solidarietà, di lotta al razzismo e a favore dell’integrazione è avvenuto a Ripa, sempre giovedì 22, quando il gruppo Pedrasamba ha dato vita all’iniziativa “conosciamoci” suonando per i profughi ospiti della Croce Rossa dando vita ad un significativo momento di socializzazione e integrazione a ritmo di samba.

Intanto per Domenica 25 alle 17.30, in piazza del Duomo a Pietrasanta, è stato autoconvocato un sit in proprio sul tema: “una sola razza quella umana!” Si legge nell’appello degli organizzatori: “La solidarietà non colori né confini. Dopo i gravi fatti come quelli a Ripa di Seravezza, vedi lo striscione conto l’accoglienza dei profughi, abbiamo dato vita a questo sit in (apartitico) dove cittadini e associazioni si ritroveranno in piazza per condividere i valori della solidarietà che non ha e non deve avere colori o confini, mai.” Lunedì 26 alle 21 invece nuova assemblea al Cantiere Sociale aperta a tutte/i per decidere nuovi appuntamenti di lotta.

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“Viareggio non si vende” invitata a Napoli a discutere di beni comuni urbani

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Viareggio non si vende” è stata invitata a partecipare sabato 24 settembre a Napoli all’iniziativa “La lotta per i beni comuni urbani pratiche di autogestione e poder popular” dove saranno presenti anche esperienze come quelle di Napoli, Roma e Cadice. L’iniziativa rientra dentro una tre giorni più ampia: il Communia Fest che quest’anno si terrà al “Terra Nostra” di Casoria dal 23 al 25 e dove si discuterà di pratiche di mutuo soccorso e reti di sostegno alle autoproduzioni, di pratiche sindacali e di autorganizzazione contro la precarietà a tempo indeterminato, di pratiche di mediattivismo e comunicazione per scalfire le narrazioni dominanti. Si discuterà della fortezza europa e di come connettere le pratiche di solidarietà e i percorsi di autorganizzazione migrante. Oltre alle compagne e ai compagni provenienti da varie parti d’Italia saranno presenti compagne/i greci, spagnoli e francesi. 

 

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