Per Repubblica Viareggina la politica in città sembra una maionese impazzita.

“La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative non è ancora entrata nel vivo, eppure la politica viareggina si sta rivelando una maionese impazzita.

Le destre (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia ed, ecc.) al momento si presentano spaccate dietro il civismo di facciata della Barbara Paci e di Brunello Consorti; Troiso, con la sua lista elettorale si appresta all’ultimo salto della quaglia, ultimo di una lunga serie, da ex alleato del PD ed ex sostenitore dell’attuale Sindaco, approda alle (de)rive della destra ed i transfughi di Forza Italia, capeggiati dal signor Pastechi, sono saliti a bordo della “gazzella” di Del Ghingaro.

Il candidato Bonaceto -invece- arroccato nel proprio fortino, dopo una lunga quarantena, risponde -ormai- solo a se stesso. Ops…, sbagliamo! Risponde anche a Manfredi e alla Confindustria toscana, e si assumeranno -pertanto- entrambi le responsabilità politiche di una inevitabile sconfitta elettorale.

Di fronte a questo “Circo Barnum”, la ex candidata Romina Cortopassi, con senso di responsabilità e lungimiranza politica, ha fatto un passo indietro, invitando anche gli altri candidati a farlo, per favorire l’unità a sinistra e la sconfitta delle destre e della banda d’affari dell’attuale Primo cittadino.

Pertanto ci vogliono idee chiare, coraggio e spirito di sacrificio, al fine di dare a Viareggio una vera politica di sinistra che vada verso una seria tutela ambientale del nostro territorio, ormai martoriato da tempo; affinché si attacchino in modo efficace le lobby cittadine e le numerose rendite parassitarie (vedasi passeggiata e cantieri navali); oltre che una prospettiva di vita dignitosa alle molte famiglie viareggine e non, senza un lavoro, senza una assistenza sociale e sanitaria ed una casa dove vivere.”

Repubblica Viareggina

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Si è svolta a Massarosa l’assemblea provinciale di Toscana a Sinistra che sostiene Tommaso Fattori alla presidenza della regione.

Femminista, ecologista, popolare, di cittadinanza, antirazzista, comunista e felice così si definisce la lista di Toscana a Sinistra che sosterrà Tommaso Fattori alla presidenza della regione toscana. In un clima di curiosità, e anche di entusiasmo, si è svolta, giovedì 2 luglio alle ore 18 presso lo spazio feste a La Gulfa di Massarosa, l’assemblea provinciale di Toscana a Sinistra a cui hanno presenziato una settantina di persone. Dopo la presentazione del documento politico da parte di Ildo Fusani di Sinistra Anticapitalista di Massa Carrara ci sono stati 23 interventi. Sono intervenuti esponenti del Partito della Rifondazione comunista, di Potere al Popolo e Repubblica Viareggina che sono le tre forze politiche organizzate che hanno lanciato l’assemblea ma ci sono stati interventi di ASIA USB, FIALS, COBAS, Non una di Meno, Casa delle Donne, Friday For Future, Comitati contro l’elettrosmog, Viareggio più verde, e numerosi cittadini comuni. Il dibattito ha durato circa due ore e ha visto toccare vari temi come la questione di genere e il diritto di una donna ad accedere agli anticoncezionali e di abortire senza trovarsi degli obbiettori ad ostacolarla nel sui diritto di scelta. Si è parlato di emergenza sociale, di lavoro precario e di emergenza abitativa di come serva un piano per la casa e un piano per il lavoro. Sono stati affrontati temi importantissimi e strategici come il porto di Viareggio e le cave di marmo. Ampio spazio è stato dato alla questione ambientale: dalla difesa del parco, al contrasto all’asse di penetrazione, al no al 5G, ai progetti di riforestazione urbana. Importante è stato anche il sottolineare la difesa della sanità pubblica e in particolar modo degli ospedali di Lucca e Lido di Camaiore. L’iniziativa è ben riuscita anche perché era la prima in Toscana. A breve ci sarà un’altra assemblea a Lucca presso la casa del popolo. Appare evidente che esiste uno spazio politico fatto di buone pratiche che sia alternativo alla destra populista della Ceccardi e della Lega e alla destra liberista di Giani e del PD. Questo spazio politico può trovare rappresentanza nel progetto di Toscana a Sinistra.

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Romina Cortopassi: “Mi spiace che il mio passo indietro non sia stato recepito da tutte le forze della sinistra viareggina.”

In questo panorama di disgregazione, ero convinta che la mia decisione di fare il famoso passo indietro rispetto ad una candidatura già ufficializzata avrebbe, in qualche modo, consentito alle forze politiche di sinistra e più in generale progressiste, di riannodare i termini di un percorso diverso, partecipato e politicamente idoneo a garantire la presenza di un candidato e una coalizione in grado di contrastare la, troppo, ostentata ed annunciata vittoria elettorale o della destra fascista o dell’attuale sindaco.
Dopo varie settimane devo , mio malgrado , constatare le risposte non sono assolutamente in linea con quanto sperato e cercato.
A parte la quasi sprezzante risposta di Fabrizio Manfredi niente è in qualsiasi modo emerso dal resto delle forze politiche alle quali tale azione era rivolta. Me ne dispiaccio, non a titolo personale ma per il futuro della Sinistra cittadina e di Viareggio in generale.
Resta comunque rafforzata l’ idea che occorra un’ azione politica unitaria a sinistra e , in tale senso , devo riconoscere apprezzamento e sostegno alle quattro forze politiche di sinistra che stanno tentando di dare una soluzione in tal senso. Un impegno importante, magari anche impegnativo, ma che a mio parere non ha alternative se tutti insieme vogliamo pensare, progettare ed immaginare una città diversa, giusta, solidale, bella e antifascista.

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Viareggio non ha dimenticato. Dopo undici anni attende ancora giustizia.

Nemmeno gli anni che passano, ben undici, nemmeno l’emergenza covid e nemmeno una città distratta da altre mille peripezie hanno impedito il giusto ricordo alle trentadue vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009.

Qualche migliaio di persone si è ritrovato spontaneamente alla casina dei ricordi e molte altre persone sempre spontaneamente e in modo ordinato con mascherine e a dovuta distanza hanno percorso sui marciapiedi lo stesso tragitto che ogni anno fa il corteo per arrivare alla Casina dei ricordi. Viareggio non dimentica e Viareggio non prescrive. Quella ferita, figlia del profitto e della negligenza di amministratori cresciuti alla scuola del neoliberismo come Mauro Moretti, fa ancora male. Nessuno dei colpevoli, dopo ben due processi ha fatto ancora un solo giorno di carcere. I treni quando passano fischiano e ricordano che dopo quella data niente è più come prima. Viareggio attende ancora giustizia e per questo continua la sua lotta ma tante sono le stragi impunite e troppi sono i lavoratori morti per colpa del profitto del capitale.

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Il Laboratorio Contro la Repressione “Sacko” interviene sulla giustizia di classe che reprime sfruttati e lascia impuniti i dominanti.

Alcune settimane fa, abbiamo appreso la notizia che, un muratore della Versilia è stato identificato e denunciato per aver lanciato una bottiglia incendiaria contro la sede INPS di Viareggio, dopo essere rimasto deluso per non avere ricevuto la cassa integrazione di maggio. Becca e bastonato. A prescindere dai reati previsti dal codice penale, per avere annerito un muro, a prescindere da giudizi politici e dalla coscienza stessa del soggetto che non conosciamo, appare evidente che questa persona appartiene alla classe degli sfruttati. Per questo motivo dopo l’assemblea contro la repressione, dello scorso 19 giugno, a cui hanno partecipato numerose realtà politiche, abbiamo deciso di esprimergli piena solidarietà. Si tratta di solidarietà di classe. È partendo, infatti, dall’analisi dello scontro tra le classi sociali, che si può comprendere quello che realmente accade nella società, compreso nella galassia giustizia.

Dopo undici anni e due condanne, in primo grado e in appello, gli assassini di trentadue persone morte carbonizzate nella strage ferroviaria del 29 giugno 2009 non hanno fatto un solo giorno di prigione e questo perché appartengono alla classe dominante quella dei padroni. Come sempre si usano due pesi e due misure a secondo della classe di appartenenza.

Laboratorio contro la Repressione “Sacko”

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Tommaso Fattori interviene sull’undicesimo anniversario della strage ferroviaria di Viareggio.

Sono, oggi, trascorsi 11 anni dalla strage di Viareggio: 32 vittime e una conferma in Corte d’Appello di precise colpe e responsabilità di figure al vertice di Fs, Rfi e Trenitalia, in primis Mauro Moretti. E adesso siamo in attesa del pronunciamento definitivo della Cassazione.

Moretti a proposito della strage parlò, senza alcun pudore, di ‘spiacevolissimo episodio’. E il marcio era, per l’appunto, al vertice di Fs, Rfi e Trenitalia dove nessuno ha fatto poi pulizia, anzi. Prima le istituzioni hanno permesso che il ferroviere Riccardo Antonini venisse licenziato, in quanto consulente dei parenti delle vittime. Poi l’allora Presidente Napolitano in persona insignì l’imputato Mauro Moretti, al tempo ancora AD delle Ferrovie, del titolo di Cavaliere della Repubblica. Infine Matteo Renzi promosse lo stesso Moretti a capo di Finmeccanica-Leonardo, poi transitato al vertice dorato della Fondazione delle Ferrovie italiane.

Nè la strage di Viareggio è mai diventata strage di Stato, perché lo Stato ha rifiutato di costituirsi parte civile: una vergogna assoluta. Gli unici che possono girare a testa alta sono i familiari delle vittime e il ferroviere Antonini, da sempre determinati nel chiedere verità, giustizia e sicurezza. A loro va un grande abbraccio.

Tommaso Fattori

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Performance, poesie e passeggiata “No Asse” al Museo Popolare della Pineta.

Domenica 28 giugno c’è stata una passeggiata no asse, in mezzo al Museo Popolare della pineta dove sono state restaurate vecchie e installate nuove opere. Sono state lette diverse poesie di Giak Verdun, a cui da quest’anno è intitolato il museo, durante il tragitto e ci sono state tre performance artistiche quella di Ina Ripari “De – Grado”, quella di Eugenio Sanna e David Lucchesi ovvero “Suoni metabolici per le piante” e infine quella di Nicola Bertoglio “Alberi umani.” Sono state due ore intense dove gli artisti hanno messo la loro creatività al servizio della natura.

Molti appuntamenti saranno in programma nel corso dell’estate per vivere l’arte e difendere la natura da ogni progetto speculativo.

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Non Una di Meno è tornata in piazza a Viareggio con un flash mob.

“E’ il tempo di urlare tutta la nostra rabbia, perché non accettiamo che la ricostruzione e la convivenza con il covid 19 avvengano al prezzo dello sfruttamento dei corpi e dei territori, dell’intensificazione della divisione sessuale del lavoro e del razzismo” Con queste parole, Non Una di Meno è scesa, il 26 giugno, in piazza a Viareggio dove sono stati distribuiti volantini, ci sono stati interventi, c’è stato un flash mob e alla fine è stato appeso uno striscione con su scritto “Uniti siamo tutt*.” Negli interventi è stato ricordato come la violenza maschile all’interno delle mura domestiche sia aumentata moltissimo durante il lockdown. Oltre a Viareggio ci sono stati presidi in moltissime altre città italiane.

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ASIA/USB e Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare tornano a parlare del problema residenze a Viareggio.

“L’emergenza abitativa a Viareggio non accenna a diminuire così come il problema delle residenze. Perdere la residenza, significa perdere una serie di diritti acquisiti come: il medico di famiglia o la possibilità di votare, anche se si è cittadini italiani, per questo è importante che anche chi non ha una fissa dimora abbia una residenza in una via fittizia. A Viareggio esiste grazie ad una vecchia delibera di giunta la famosa “via dei Vageri.” Purtroppo sempre più spesso l’assegnazione di tale diritto si scontra con impedimenti burocratici e con atteggiamenti troppo rigidi. Ultimamente abbiamo il caso di un adolescente marocchino, il quale frequenta una scuola superiore in questa città, a cui non è stata assegnata la residenza in va dei Vageri. La delibera parla in modo chiaro: Chiunque abbia un legame con il territorio deve avere la residenza in via dei Vageri. Ora se non è un legame stretto con il territorio quello di  frequentare, da anni, una scuola superiore della città; ci chiediamo noi quale lo sia? Questo episodio è però solo la punta di un iceberg di una situazione che noi, e non solo noi, da anni denunciamo. Presto scenderemo nuovamente in piazza per chiedere che la via dei Vageri sia assegnata a chi ne ha bisogno e non escludiamo nemmeno l’ipotesi di presentare un esposto alla procura della Repubblica.”
ASIA USB
Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare

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Toscana a Sinistra l’alternativa alla destre populiste della Ceccardi e alle destre liberiste di Giani.

Elezioni regionali, presentato il progetto e il simbolo di Toscana a Sinistra

Si è svolta on-line sabato scorso la prima assemblea regionale di Toscana a Sinistra, il progetto che si presenterà alle prossime elezioni regionali sostenendo il candidato presidente Tommaso Fattori. Oltre centocinquanta partecipanti, con interventi numerosi e qualificati compiuti da esponenti di forze politiche e di cittadinanza che afferiscono alla compagine, di associazioni, movimenti, di donne e uomini protagonisti di vertenze sociali e ambientali. Uno spaccato rappresentativo, anche geograficamente, di tutta la Toscana. Il punto di partenza migliore per rappresentare un’esperienza che non vuole presentarsi in modo velleitario, come ha detto anche il candidato presidente Tommaso Fattori, ed è rivolta al futuro, non al passato, al quale sembrano invece inchiodati – con le loro proposte di modello di sviluppo, tutte gradite ai poteri forti, alla destra economica – gli altri poli politici che si candidano alla guida della Regione. Un progetto rafforzato rispetto al 2015, che punta quindi al governo della Toscana, certamente a un risultato migliore di cinque anni fa. Un rafforzamento che si nota anche nel nuovo nome “Toscana a Sinistra”, e nel nuovo simbolo (allegato) rosso verde e con indicate anche le culture sociali e politiche che hanno trovato sintesi virtuosa nel progetto e nel documento politico, che sta ottenendo un ottimo riscontro nelle sottoscrizioni on-line. Condivisione, partecipazione diffusa, costruzione dal basso, dai territori, di un programma per una Toscana diversa, felice, inclusiva, che punti ad un economia diversa verde e sociale, capace di difendere e rilanciare l’ambiente, i diritti civili e sociali, il lavoro di qualità. Questi gli architravi – partendo anche dall’attività svolta in Consiglio Regionale in questi anni – su cui puntare e su cui costruire nel prossimo futuro un programma definito e le candidature. Anche per questo, e per dettagliare una diffusa campagna elettorale, da fine mese si svolgeranno assemblee in ogni territorio. Per scelte e proposte aperte, condivise e diffuse, senza imposizioni indirizzate da forti interessi particolari, senza – metaforici o meno – “carri armati”.

Toscana a Sinistra

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