Filippo Antonini confermato alla presidenza provinciale dell’ANPI.

Filippo Antonini è stato confermato in modo unanime presidente provinciale dell’ANPI. L’elezione è avvenuta, online in rottemperanza delle norme anti covid, lo scorso 21 gennaio. Al confermato Filippo Antonini facciamo i più sinceri auguri di buon lavoro sicuri che saprà tenere vivi i valori fondamentali dell’antifascismo e che sarà in prima linea nel difendere la carta costituzionale nata dalla Resistenza.

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Partecipato presidio a Viareggio promosso dal PRC e GC contro l’alternanza scuola lavoro dopo la morte di un diciottenne.

Lorenzo Parelli, era uno studente di soli 18 anni quando è morto in un’azienda in provincia di Udine, doveva essere tra i banchi di scuola e invece era a lavorare gratis per far fare profitto a chi sa solo sfruttare la forza lavoro.
Gli studenti non arricchiscono il loro percorso formativo ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno gli restituirà per colpa di questa legge fortemente voluta da Matteo Renzi e dal PD. Ma oltre a perdere ore preziose possano anche perdere la vita come è avvenuto a Lorenzo.

Per denunciare questa barbaria domenica 23 gennaio a Viareggio si è svolto un presidio promosso dal Partito della Rifondazione Comunista e dai Giovani Comunist* a cui hanno partecipato anche altri soggetti politici.
Diversi gli inteventi che hanno denunciato come si viva in una società iper-classista e che è importante battersi per abrogare questa legge. Chi ha introdotto questa legge e l’ha votata è da ritenersi politicamente responsabile di quanto sta accadendo. E’ stato inoltre ricordato come per la strage di Viareggio la cassazione abbia negato, con una sentenza vergognosa, l’aggravante di mancanza di sicurezza sul lavoro. Sabato scorso, a tal proposito, i familiari della strage hanno protestato davanti al tribunale di Firenze.

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Per il PCI chi è stato condannato per frode fiscale non può andare al Quirinale.

L’Art. 84 della Costituzione recita: “Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.”
Una frase asciutta, di una semplicità estrema. Colpisce come all’eccezionalità del ruolo non si accompagni alcuna indicazione che stigmatizzi le qualità del candidato, che si dicono tacitamente eccezionali.
La cosa non è casuale. Siamo certi che il non fare alcun riferimento alle qualità morali della persona da eleggere, al suo passato, alla sua storia significasse una sola cosa: la certezza di poter contare sulla natura e sulla forza della democrazia, permeata dall’eroismo di una generazione che si era immolata per la sua conquista. Forti di questo, seppur grave il momento in cui veniva scritto il testo costituzionale, si era certi che ci non ci sarebbe stato mai bisogno di indirizzi per sapere quale fosse il profilo di chi avrebbe potuto onorare tale carica.
Ma le cose non sono andate nella direzione sperata. Qualcosa si deve essere rotto irreparabilmente in questi settant’anni se qualcuno può oggi solo ipotizzare la candidatura a Capo dello Stato di una persona che, seppur goda dei diritti civili e politici, ha riportato una condanna definitiva per frode fiscale e che deve affrontare altri processi. E’ una cosa di una gravità inaudita; ancor più grave che poche siano state fino ad oggi le voci che con parole chiare e inequivocabili abbiano denunciato questa indecenza, questo scandalo. 
E non solo per onorare chi si batté perché quella Carta potesse essere scritta ma per rispetto di tutte le persone per bene che oggi continuano a vivere in quei valori.  La questione non è dunque di visione politica, ma viene prima e riguarda l’etica, la morale, il pudore di un intero Paese, di cui sembra si sia persa ogni traccia.
La Segreteria Federazione PCI Lucca-Versilia

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Repubblica Viareggina è per il rinvio del carnevale di Viareggio e attacca la Fondazione Carnevale per i ritardi nelle decisioni.

Caos Carnevale. A meno di un mese dall’inizio ufficiale, la Fondazione non ha preso ancora una decisione definitiva. Mentre il festival di Burlamacco e Canzonissima dei rioni sono state rinviate a data da destinarsi, ma queste due manifestazioni collaterali hanno autonomia decisionale, le prove delle coreografie dei carri allegorici, dopo un primo stop riprendono. Le nuove disposizioni prevedono che per accedere alle prove sia necessario presentare il green pass base fino al 15 febbraio e, successivamente, il green pass rafforzato. I figuranti e tutti gli altri soggetti presenti alle prove dovranno indossare la mascherina FFP2 e mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. lo spazio dell’Hangar consente un numero massimo di 100 persone in contemporanea. Appare fin troppo evidente che fare le prove in queste condizioni sia molto difficile. Inoltre la Fondazione declina ogni responsabilità rimettendola ai singoli carristi, ai quali tocca il compito di garantire il rispetto delle condizioni di scicurezza sia con riferimento ai locali utilizzati, che alle modalità di svolgimento delle attività. Esprimimo la nostra convinta preoccupazione. Pensiamo che la manifestazione vada rinviata. Dal piccolo e vicino di Pietrasanta al grande e lontano di Rio in Brasile, passando per molti altri, i carnevali di tutto il mondo annunciano annullamenti o rinvii. A Viareggio non è ancora dato sapere niente. La Fondazione Carnevale quando ha intenzione di decidere? La settimana prima? Dopo la strana edizione del 2021 si rischia una nuova figuretta per la nostra manifestazione. Ci chiediamo se questa attesa non sia dovuta anche alla possibilità che Del ghingaro si candidi a Lucca e liberi lo scranno di sindaco di Viareggio proprio a favore della presidente della fondazione Marialina Marcucci. Siamo indignati da questo modo di gestire la manifestazione. Per noi un rinvio, visto i dati della pandemia, è doveroso. Ma pensiamo che servono anche date precise. Non è ottobre con l’arrivo del mal tempo il momento di svolgere la manifestazione. Molto più indicati i mesi di maggio e giugno in modo da fare anche da volano alla stagione turistica. Il carnevale deve tornare ad essere un momento di festa di tutte le viareggine e i viareggini lontano sia dalle ansie che genera la pandemia ma anche dai calcoli di qualche politico.

Repubblica Viareggina

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Una delegazione del Museo Popolare Giak Verdun ha realizzato un sopralluogo in aree disboscate della pineta di Levante a Viareggio.

Domenica 16 gennaio una delegazione del museo popolare “Giak Verdun” composta da artivisti del collettivo “Dada Boom” e del collettivo “SuperAzione” ha visitato diverse zone della pineta di Levante di Viareggio che hanno conosciuto il devastate impatto delle motoseghe e delle ruspe. Questo continuo abbattimento di alberi rientra in una logica di profitto che non tiene minimamente conto della natura, della salute e dei beni comuni. Dopo il sopralluogo si è svolta una riunione nell’ex SARS. Il museo popolare dallo scorso anno è diventato itinerante e per contrastare progetti speculativi come l’asse di penetrazione o della ciclovia tirrenica alla Lecciona è pronto ad una nuova stagione di lotta e arte. Presto ci saranno news che seguiremo nel dettaglio.

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Arte e cultura una bella partenza per Enrico Marchetti e Camaiore Popolare.

Sabato 15 gennaio si è tenuto il tavolo su arte cultura della coalizione Camaiore Popolare per Enrico Marchetti sindaco, composta da Rifondazione Comunista e Potere al Popolo Versilia.
Nella discussione sono stati affrontati svariati temi con la cittadinanza, né riportiamo alcuni: è intervenuto Massimiliano Turba (presidente dell’associazione tappetari di Camaiore), che ha auspicato una maggiore valorizzazione di una realtà come quella dei tappeti all’interno del territorio camaiorese e anche l’avvicinamento da parte dei giovani all’ “arte dell’effimero”. Erano presenti il professore e storico dell’arte Giuseppe Paoli, che ha approfondito l’approccio all’arte in territorio camaiorese, e la signora Maria Luisa Acuto che ci ha coinvolto nel progetto di sostegno ai pazienti oncologici.
In seguito Thomas Martinelli, ex professore del liceo Galileo Chini e professore di Inglese all’Università di Pisa, ha parlato dell’importanza della formazione della “cultura dal basso” e di un processo partecipativo che sia volto all’inclusività di più persone possibili; in rappresentanza dei giovani è intervenuta Cecilia Torcigliani, studentessa, che ha parlato della necessaria costruzione di un polo per giovani dedicato ad attività, sia ricreative come arte musica e pittura, con una sala prove, sia alla professionalizzazione, quindi ai corsi per la formazione lavorativa.
Un importante accento è stato posto sull’importanza di coinvolgere i molti giovani intervenuti attraverso una consulta.
Nel suo intervento, Andrea Dini ha parlato dell’importanza di creare “un filo rosso”, che colleghi tutte le iniziative sul territorio Camaiorese distribuendole non solo nel centro storico ma su tutto il territorio comunale e con una calendarizzazione non solo estiva, ma durante tutto l’anno solare. E della scelta annuale un tema centrale che caratterizzi tutte queste manifestazioni.
Nelle conclusioni, il candidato a Sindaco Enrico Marchetti ha ribadito la nostra volontà all’ascolto per la scrittura del programma, al fine di produrre una proposta innovativa e coerente in tutti i suoi punti per Camaiore.

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Un ricordo del compagno Emiliano Favilla da parte di Filippo Antonini.

Il 12 gennaio è deceduto il compagno Emiliano Favilla, personaggio noto in Versilia e in tutta la provincia di Lucca. Emiliano era un sincero antifasicta, che molti di noi hanno incontrato. Non possiamo non rattristarci di questa perdita e naturalmente esprimiamo alla famiglia le nostre condoglianze. Ieri al bagno Venusta 2 a Lido di Camaiore in tantissimi gli hanno portato l’ultimo saluto. Pubblichiamo il ricordo che Filippo Antonini presidente dell’ANPI e amico personale ha scritto.

Un ricordo del Compagno Emiliano…

Care Compagne e Cari Compagni, la notizia della morte di Emiliano Favilla è una di quelle notizie che non Ti aspetteresti mai e Ti lasciano sbalordito, pur sapendo della grave malattia che lo aveva colpito in questi ultimi mesi. Siamo stati abituati a vederlo sempre ed ovunque: manifestazioni, presidi, convegni, feste…, con la sua presenza fisica, allegra, simpatica ed autorevole e con la sua immancabile telecamera in mano, impegnato ad immortalare i momenti belli e i momenti tristi della nostra vita. Ad Emiliano, oltre ad una vicinanza politica ed ideale, mi legava anche un affetto particolare, essendo -da sempre- un carissimo amico di famiglia e la sua vicinanza umana si è sempre fatta sentire in ogni occasione. Emiliano era stato sessantottino, esponente di Lotta Continua, militante del P.C.I., bagnino, ferroviere, sindacalista FILT-CGIL, balneare ed amministratore in Provincia di Lucca; comunque sempre e profondamente antifascista…, ed indipendentemente dalle contraddizioni che ogni vita ci riserva, Emiliano ha scelto sempre da che parte stare: quella a difesa degli ultimi, dei più deboli e dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici. Sicuramente, ci mancherà il suo impegno civile, la sua umanità, ma anche la sua “cocciutaggine” e le sue idee, anche quelle non condivisibili, con le quali -tuttavia- eri costretto a confrontarti. Il suo lascito maggiore sarà quello di aver concepito la politica come presenza fisica ed umana, la concezione della politica come azione, l’unità nella lotta ed il senso pratico delle lotte stesse. Soprattutto non ci scorderemo mai il suo temperamento indomito, anche negli ultimi mesi di vita, di fronte al dolore e alla sofferenza, e ci accompagnerà sempre il suo spirito propositivo e garibaldino. Caro Emiliano, ci sono morti leggere come piume e morti pesanti come macigni, la Tua appartiene alle seconde. Ora e sempre Resistenza !!!

Filippo

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Rifondazione Comunista si interroga sul mercato al piazzone e il ritardo dell’amministrazione di Viareggio.

Leggiamo stamani dell’allungarsi dei tempi per la rinascita del mercato di piazza Cavour. Vorremmo conoscere su che basi l’Amministrazione comunale ha stipulato la convenzione con la società “Mercato Srl” se ancora non vi era il progetto approvato. Intendiamo sottolineare che il parere della Sovrintendenza ai monumenti, non solo non era stato rilasciato, addirittura leggiamo che non era stato richiesto.Questa è una cosa gravissima da parte dell’Amministrazione, la quale ha ignorato il vincolo che grava su dette strutture, dato che sono vincolate con legge 1089.Quindi, ogni tipo di progettazione presentata, è invalidata, mancando l’approvazione ed eventuali richieste, che l’ente preposto alla tutela storico monumentale può avanzare, indipendentemente delle approvazioni del comune.Ci sembra inoltre che sono cambiate alcune cose, rispetto a quanto detto in precedenza dal Comune, oggi si parla di 28 chioschi, nel passato si diceva che potevano essere 3-4 ad ogni angolo della piazza, numero minore di quanto si evidenzia oggi.Pensiamo, dovrebbero essere rispettate anche le norme che regolano le figure professionali, per chi opera su fabbricati sottoposti a vincolo ambientale, cosa non fatta, visto i nomi che appaiono su la stampa. L’Amministrazione comunale non può fare liberamente ciò che vuole, deve sottostare a leggi e regolamenti come qualsiasi cittadino. Ma non possiamo attenderci niente di meglio da questa amministrazione, abituata a fare e sfare tutto, a proprio piacimento, pensiamo alle Vele di Turcato, di cui si è interessata anche la trasmissione televisiva “chi le ha viste?”, dato che è passato oltre un anno dal ritrovamento delle stesse tra le macerie dei vecchi macelli.Crediamo che l’amministrazione dovrebbe fare il tutto alla luce del sole, far partecipare i cittadini alle scelte, e non per ultimo aprire  un confronto con i cittadini e le associazioni su scelte così importanti per la città.Per quanto ci riguarda avevamo già denunciato tutto questo, e lo avevamo fatto con nostri comunicati, visto che non vi è possibilità di interloquire con l’amministrazione.


Bruno Belluomini Segretario Circolo di Rifondazione Comunista Viareggio

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Gommarabica, esposizione di Nicholas Maurich, a Pietrasanta dal 15 gennaio al 6 febbraio.

Dal 15 gennaio al 6 febbraio presso la sala delle Grasce al centro culturale “Luigi Russo” in via Sant’Agostino 1 a Pietrasanta, con il patrocinio del comune, ci sarà la prima espozizione personale di Nicholas Maurich. L’artista viareggino, dopo aver partecipato a vari art happening e mostre presso L’Officina “Dada Boom” e “Ricreazione” a Viareggio e il circolo Assi Africa di Pietrasanta arriva alla sua personale intitolata “Gommarabica.” La gomma arabica è una resina usata come collante negli usi quotidiani ad esempio dai fumatori di sigarette fai da te con le cartine. L’esposizione vuole essere un auspicio di pace, collaborazione, rispetto e solidarietà tra i popoli del mediterraneo. Nel video di presentazione è citato il manifesto reodaista che è una delle fonti di ispirazione. Chi andrà a vedere l’esposizione Si troverà davanti a cinque opere per quattodici tele dove l’acrilico si alterna alla tinta ad olio. Opere che affrontano temi importanti come il rapporto tra l’arte e l’eros, la ricerca del benessere e della salute, il ruolo dei media e molto altro. Una mostra sicuramente da non perdere che invitiamo a visitare.

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Ribelle e/o rivoluzionario. Le differenze in questi due termini.

ll ribelle e il rivoluzionario. Molto spesso questi due termini vengono, impropriamente, usati come sinonimi ma in realtà c’è un’enorme differenza. Entrambi si oppongono all’esistente ma lo fanno in modo diverso. Il ribelle ha fretta e si muove con impeto. Il rivoluzionario sa aspettare con pazienza, perché deve valutare ogni mossa del nemico. Il ribelle è istintivo mentre il rivoluzionario pianifica. Il ribelle è tendenzialmente individualista e anche quando si unisce ad altri ribelli lo fa più spinto da un piacere che da una necessità. Il rivoluzionario, invece, da solo è perduto ha bisogno di relazionarsi con altri rivoluzionari, avanguardie come lui, di rapportarsi con la massa critica e persino con la folla seppure in modo differente, infatti il rivoluzionario si pone in modo diverso rispetto al livello di coscienza dell’interlocutore e ai progetti sul terreno. Il ribelle è quasi sempre identico a se stesso non avendo questa duttilità. Il ribelle vuole distruggere. Il rivoluzionario prima di iniziare a distruggere ha già in mente cosa costruire dopo. Il rivouzionario ha in mente una altra società. Il ribelle è sofferente verso ogni forma di potere. Il ribelle con la sua spontaneità si fa spesso abbindolare dalla parola libertà. Il rivoluzionario sa cos’è l’autodisciplina e la disciplina. Il ribelle è spesso antimilitarista. Il rivoluzionario concepisce la politica come un qualcosa di strettamente connesso al pensiero militare. Il ribelle, tranne rare eccezioni, è un idealista e conseguentemente uno spiritualista. Il rivoluzionario è spesso, invece, un materialista e usa la scienza e la dialettica come frecce per il suo arco. Il primo, infatti, in nome dei propri principi non riesce a costruire allenze di fase perchè vede il suo agire come un tutto e subito. Il secondo, invece, conosce la tattica sa che la rivoluzione è un processo con fasi diverse e comprende l’importanza delle alleanze anche con i diversi da se, se necessario anche con il nemico. Il ribelle ha il mito dell’insurrezione. Il rivoluzionario, al contrario, considera l’insurrezione solo come una fase di un processo più ampio che ha momenti precedenti e successivi. In alcuni contesti può addirittura non esserci. Entrambi considerano l’azione fondamentale ma nel ribelle la pratica, spesso, è finalizzata alla contingenza; nel rivoluzionario la pratica è elemento di studio per elaborarne una teoria. Il ribelle può essere romantico e, quindi, apparire più simpatico. Il potere stesso consapevole dei limiti del ribelle può decidere di reprimerlo o tollerarlo, a secondo delle circostanze alle volte può anche usarlo. Il Rivoluzionario è più austero ed è sempre temuto e per questo monitorato dal potere. Tuttavia il ribelle muovendosi in modo scomposto è più soggetto alla repressione del rivoluzionario che studia e pianifica. Il potere sa che il rivoluzionario può far male perché esso stesso conosce il potere. Il potere non teme alla stessa maniera il ribelle, perché sa che le sue azioni anche quando possono creare problemi sono spesso velleitarie e riutilizzabili contro di lui. Il ribelle non si pone il problema dell’estremismo e in modo puerile lo accarezza e lo vezzeggia. Il rivoluzionario sa che l’estremismo è una malattia infantile dannosa al progetto rivoluzionario.

Il ribelle spesso accusa il rivoluzionario di essere un riformista ma niente è più falso. Il rivoluzionario può rivendicare qualche riforma ma lo fa sempre in chiave tattica, per rafforzare le proprie posizioni. Il sincero riformista, da non confondere con gli opportunisti e i controriformisti, portato alle strette, vista l’impossibilità di ogni margine di riforma, dovrà scegliere se divenire un rivoluzionario o un controrivoluzionario. Riformisti e Rivoluzionari rispondono agli interessi di una classe che cerca di emanciparsi. I controriformisti si spacciano invece per riformisti e agiscono come agente dei dominanti nel campo dei subalterni. L’involuzione della socialdemocrazia ci parla di questo. Così come il sano e genuino riformismo di Allende, morto con le armi in mano, ci parla dell’impossibilità di margini riformisti in questa fase storica. Il ribelle alle volte si rapporta con la classe, e in questo caso i suoi margini di fallimento sono minori, questo tipo di ribelle può ancora evolvere e divenire un rivoluzionario. In molti altri casi il ribelle risponde al proprio ego o alle valutazioni errate dettate da un principio etico ma non razionale.

Il rivoluzionario è stato comunque un ribelle e mantiene quella molla etica ma la sa porre sotto una ferrea disciplina. Il ribelle non è detto, invece, che diventi un rivoluzionario anzi in molti casi, seppur incosciamente, fa franare le rivoluzioni perché non distingue le contraddizioni primarie da quelle secondarie e risponde ai suoi istinti e viene utilizzato dal potere.

La rivoluzione segna un cambiamento profondo nella storia con un prima e con un dopo. La ribellione, invece, rischia di rimanere solo cronaca o al massimo uno dei tanti episodi della storia. Le rivoluzioni possono fallire. Le ribellioni falliscono.

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