Italia Nostra scrive all’ente parco contro l’eccessivo taglio di alberi.

Il presidente di Italia Nostra, Antonio Dalle Mura, ha scritto al presidente dell’ente parco per esprimere il proprio dissenso rispetto all’abbattimento di tagli di alberi. Per Altemura si tratta di un intervento spropositato, realizzato con mezzi pesanti e senza tenere conto della tutela del bosco. Siamo curiosi di sapere cosa risponderà Lorenzo Bani, nuovo presidente del parco a questa lettera. Sono sempre di più le segnalazioni di cittadine e cittadini indignati per questo continuo abbattimento di alberi.

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Capitalocene 001 video denuncia del “Dada Boom” sullo scempio di abbattimento di alberi nella pineta di levante.

“L’ era del profitto che devasta la natura prosegue. Ennesimo scempio nella pineta di levante di Viareggio. Centinaia di alberi abbattuti. Che fossero tutti malati? Che non ce ne fosse nemmeno uno sano? Ne saranno piantati di nuovi? Domande a cui non abbiamo risposte ma quello che è certo è che la macchina del profitto continua a spogliare e razziare nella nostra pineta. Ai progetti deliranti di asse di penetrazione e ciclovia tirrenica alla Lecciona si aggiunge il quotidiano e criminoso abbattimento di alberi. E’ ora di dire no a tutto questo.”

Collettivo “Dada Boom”

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Le poesie di Leonardo Ciuti.

Ad un mese esatto dalla drammatica notizia della scomparsa dell’amico e compagno Leonardo Ciuti abbiamo deciso di pubblicare alcune delle sue poesie per rendergli omaggio.

La pazzia di Vanghog

Tu lungo la via

fra a bracci asfalto e tombini

cicche verdi, griglie come lavandini

un soldo la via perduta nel cuore

la mia pazzia vola via.

Vita di uomini ubriachi

donne d’amore rincorrere il vento

accarezzano le labbra

fuggire via dalla tua morte

In cerca di me stesso o chi lo sa

Vivo dal profondo la realtà

questa è la mia sofferenza

sono un pazzo per il mondo ma nulla sa di me la gente

Si insipa nella mia testa la parola della gente

Si insidia la parola della realtà

Sono sofferente o felice

Sono sofferente o felice

Una visione mistica del popolo

una visione intima e segreta

ma per un pazzo questa è la vita è vera

ma per un genio questa è la realtà

Stelle silenziose nella mia testa

schiantate contro foglie di erba e di tutti i credi

in profondità

in quanto in voi

ama l’angoscia ama ribelle.

Alce Nero

Vola uccello bianco

sorride a te la vita

Scorre libera la tua forza

Vola uccello bianco

posato sul ramo della tua realtà

respira quest’aria di limpidezza

assapora la mattutina brezza

riposa sopra l’albero della tua saggezza.

Il grande capo sioux corre lungo il fiume

Il grande capo indiano scorre lungo il fiume

come una foglia strappata dalla corrente di libertà

piegata dalla corrente di libertà

Radici di alberi

foglie nel vento

bagnate dall’acqua

svanite nel vento

Little Big

Si porta via il vecchio

Tu piangi

Cammini solo,

cammini uomo.

Ridi dentro te.

Le tue donne stanno piangendo,

stanno arrivando.

L’amore non è perduto.

Ti hanno saputo amare con passi di strada.

Le hai amate con passi di sole.

Mai potrà scordar di te.

Nel male e nel bene ti porterà con se,

nel cuore ragazzo di strada,

le tue donne portano il tuo amore.

Le tue donne ti danno amore,

troppo grande,

immenso per capire.

Piccolo uomo, non le tradire mai!

Non so

Dopo una sbronza,

una grande striscia bianca.

La batteria suona bene.

Il canto,

io l’animale.

Ulula con filo di voce nella penombra della notte

Stridii,

lamenti fra le mura.

Un cortigiano prega la vita

facendo il villano.

Opprime il castello,

facendosi bello.

Mura e mattoni,

reprime la gente fatta di sola mente di sempre,

ciao ciao mio amore.

Reset

Venite,

venite pure.

Quando pensate che io mi sia disintossicato,

voi decidete quando è il momento.

Venite come il sole,

bussate alla mia porta come la luna.

Ma dopo averci amati ve ne tornate da dove siete venuti.

Aprendo labbra,

spezzando ossa.

Nella vostra vita insorga la speranza.

Nel vostro ventre ci sia la salvezza di una vita ormai spenta.

Disillusi dai vostri pensieri ricordandovi quello che eravate.

Alberi spogli, senza più sogni,

secchi rami morti di sete.

Senza alcun vedere

dagli occhi vostri.

Senza offesa eravate già morti per capire.

Vita e morte

Voglio possederti sull’altare di Cristo.

Goccia goccia!

Il sangue lento usciva, bagnava le labbra della tua fica.

Pulsava la vena lungo il mio pene,

Urlava di gioa: “Io sono tua! Sono maiala!”

Il cimitero quella notte cantava:

“Sono troia, sono maiala”.

Vienimi dentro va come vada.

Vienimi dentro va come vada.

La morte e la notte divennero vita, sull’altare di Cristo lei partoriva.

La morte e la notte divennero vita, sull’altare di Cristo lei partoriva.

La vita e la morte in quella notte.

Questa è la morte, questa è la vita.

Su un giaciglio di marmo si consolarono per mille e una notte,

per mille e una notte.

Temei l’oblio sull’altare di Dio.

Temei l’oblio sull’altare di Dio.

Jack

Jack ballavi intorno al cadavere del nostro migliore amico,

privandolo di sangue e organi interni,

suonando il tamburo con la stessa cantilena.

Vita priva d’anima, stella sul petto dentro ad un cerchio.

Tu ballavi Jack.

Ballavi Jack.

Le tue spalle coperte con stoffa di seta rossa.

Suonavi il tamburo, bevevi il suo sangue ormai secco sulle tue mani.

Tu ballavi Jack.

Ballavi Jack

Il fuoco bruciava i suoi piedi

La stanza era piena di noi, Jack, Jack.

Io sono morto

Jack io sono morto.

Settembre

I cani abbaiavano solo a settembre,

togliendo la pace e condannandomi per sempre.

Aspettavo il tuo amor come la coltra del grano,

sbiadita di giallo come quella mattina che ti ebbi accanto.

Presi il tuo amore per un ora soltanto.

Scordai sempre la mia vita passata fra spighe di grano.

Il canto dei cani era lontano,

sussurrava al mio orecchio:

“Tu sia maledetto!”

come tuo padre

che sapeva amare,

sapeva amare.

Un ora di pianto,

un figlio soltanto.

La morte lo prese,

lo diede al cielo.

Tra la vita e la morte

lo prese la sorte.

Tra la morte e la vita

spense il cuore di traditore.

Sangue

La terra, il vino, legno e foglie,

erba, vita, oro.

Argento senza tempo.

Morte e speranza, in mezzo alla gente.

Coltra la terra alla stessa maniera ,

resta nera,

nera resta.

Dio scese in terra sull’aspromonte

Sull’aspromonte trovaste la morte.

Nasce la vita tra la tua fica.

Fica di donna poi madre per sempre,

fica di donna poi madre per sempre.

La terra finì.

La terra finì.

Beata la morte, onesta la vita.

Beata la morte, onesta la vita.

La neve e il sole

Voglio entrare dentro di te

come pioggia nel sole

come la neve e l’amore, soave si scioglie al sole

come il bianco consolatore.

Amandoti morì

volando altrove

come un uomo che muore in te

Spara Sentenza

Spara sentenza

non dorme mai.

Spara sentenza

in cerca di guai.

Spara sentenza

guarda al cielo.

Spara sentenza

conosce davvero il buio profondo.

Spara sentenza

una sola cosa con il mondo.

Spara sentenza

nel presente.

Spara sentenza

non dorme mai.

Spara sentenza

solo in mezzo ai guai.

Stato Arcaico

Stato arcaico

stato armato

sotto tutela del governo

militarizzato

con pubblica dispensa del cittadino

col poliziotto di quartiere

facciamo bingo

Stato patriarcale

dentro il quale

il cittadino viene soppresso

E’ che la vita e’ fare…..

….. soldi e sesso

Un mondo che reprime

con le medicine.

Un mondo che ha paura di se stesso.

La luna e il mondo

Parla la luna al mondo

tu ti volti….

…. ma non ascolti

Polline come amore

si volatilizza nel vento

Amore guarda la luna

parla al mondo….

…..ma tu non ascolti

Tace il tuo silenzio

la candela si è spenta

ormai io e te

Che differenza fa parla la luna

il mondo si volta

il mondo è sordo

Andrea

Andrea, il clochard

conviveva a pelle con la città

Sosteneva il suo pensiero

dormendo su 4 righe di ferro

Ma un giorno da dietro….

Fu preso alle spalle

Cosparso di benzina

fu dato alle fiamme

Andrea, il clochard

adesso è in rianimazione

Non sa ringraziare

né chi né come

Problema sociale

Problema razziale

E’ stato uno sbaglio

E’ stato uno sbaglio.

Billie Hoiliday

Mamma Sita Mamma Sita

Sotto tetti di lamiera

grandi grosse nuvole di rum

Cantavamo tutti insieme

J love you baby

J love rum

Mamma Sita Mamma Sita

Una gemma di cotone

Sotto tetti di lamiera

Stringimi forte

stringi il tuo cuore, con il mio

Mamma Sita Mamma Sita

La tua sofferenza è l’amore mio

Suona ancora

Suona sotto nuvole di rum

Mamma Sita Mamma Sita

Cantavamo tutti insieme

divisi da una rete di catene e di amor

Ma una vita di Speranza

Mamma Sita Mamma Sita

legati come cani

Polli e catene.

Sono servite le nostre ceneri.

Un tramonto, un solo Dio.

L’Italia

Pizza, pasta e P2

P38 e Cimabue

Colonnello millefiori

E si spengono i colori

Bianchi denti

Sempre accesi

C’è chi dice

Fuori i negri

Il bel paese va salvato

bombe a mano contro lo stato.

La quiete

Parlava

Parlava senza far rumore,

dietro il monte sentivo la sua voce.

Oltre la valle con le dita callite,

dura terra di vita,

bagnata ma arrida,

morta a se stessa.

La stella immortale non credeva che un destino,

un destino ti dava la vita.

Tra le braccia di un angelo negro pendeva la sorte

terra e labbra diedero corpo al padre del cielo.

Figlia del vento

tra nuvole e amore di grande dolore.

Tributo a Pier Pasolini

I nostri silenzi dicono già troppo.

E quello che dovremmo sapere?

Arte, arte pura, arte pura come la morte,

come l’immagine della mente,

sopravvive chinandosi al più forte.

Gettandomi morente riaprii gli occhi al mio sole.

O mio sole chiedo perdono per il mio odio,

prima di cadere negli inferi del tuo regno.

O mio sole, o mio sole.

Come stelle risplendono nella mia vita,

angelici sorrisi, ingenui di vita, vita!

Vita perduta tra le fiamme, vita!

Vita riflessa in uno specchio di morte.

Un risuonare di mandolino

richiama il mio spirito da dietro la porta, come un bambino.

Con occhi innocenti vivo la realtà.

Con un pugnale conficcato nel cuore vivo, la vita!

Sopra il seno di mia madre,

aspetto il momento per potermi addormentare.

Il sogno è finito, il mio corpo sta bruciando.

Il fuoco arde il mio corpo.

Il fuoco arde la mia vita.

Roma Roma

Roma, gente che si scanna sui gradini di una chiesa.

E chi non versa sangue china capo e schiena,

ai piedi del biancone per un tozzo di pane.

Un figlio morto vende l’anima a un santo mai stato.

E se la gente more schiacciata dar potere

tutta Roma, tutta Roma bella, chiude le persiane

E c’è chi non li vede.

Figli moribondi sotto ai sette colli

Qui nessuno sa ma la gente si sta a scannà.

Nati dalla lupa lavati dal tuo sangue.

Roma Roma di fontane ce ne è troppe.

Troppe e ce n’è tante Roma Roma.

Vita a te.

A te, a chi ti perdona bella di tutti.

Bella mi Roma.

Un’amore

Il tuo amore è senza riscontro.

Questo tuo amore non sa più piangere.

Vorrebbe parlare ma non sa cosa dire.

Amore mio fatti tradire,

con la prima venuta sopra le scale.

Un atto d’amore.

Pace d’atto d’amore.

Amore dove sei?

Forse un giorno ci incontreremo.

Chi lo sa?

Un’amore

un’amore segreto

la gente,

tutto e niente saprà di noi.

Con il sale e con le dita

disinfetterò la tua ferita

Tu credi

che io non volessi fare questo.

Tu pensi

che io non creda in questo.

Saluto la mia pazzia.

Saluto te.

Saluto la luna.

La notte brama

Vita!

Vita straziata dalla disuguaglianza,

da gelosia materiale.

Domandandomi se proverò un altro se.

Stella stellina

in città rispecchi la vita.

Opace verde smeraldo, tratti olivastri.

Morsi il tuo collo.

Scese la notte,

tutto disciolse.

Buon giorno amor mio,

tra poco è mattino,

il sole è vicino.

Ti mando un bacio sotto il cuscino.

Brama la notte come un bambino,

desiderio d’amore.

Io

La mia pelle sta sbiadendo.

I miei capelli stanno cadendo

e da qualche mese mi domando: Se sto morendo?

I miei baffi stanno sbiancando.

I miei occhi sono spenti.

Mi domando se domani li riaprirò.

Forse il tempo sta passando?

Forse io sto invecchiando?

Con i denti ingialliti dal caffè.

E di fronte questo specchio io mi vedo

sono uomo, sono vecchio.

Senza te niente sarà come prima.

Colazione, poi la barba e una cicca

e volo via, forse da te.

Ma poi mi guardo in questo specchio e vorrei vedere un altro.

E mi sento solo e vecchio senza te.

Ma senza te con tutta la vita che è passata tra le mie mani

io e te.

Popolare

Siamo tutti degli schiavi.

Chi non lo crede lo è di più.

Bisogna complottare

la rivolta popolare.

Sempre pizza non si può mangiare

bisogna complottare

la rivolta popolare.

Con la forza nelle mani

ma senza lotta non c’è domani

Con i piedi han calpestato

i nostri sogni di ieri e di domani.

Compagno al mio fianco

bisogna complottare

la rivolta popolare.

Con la forza nelle mani

ma senza lotta qui non c’è domani.

Siamo tutti degli schiavi.

Chi non lo crede lo è di più!

New Orleans

Lungo la strada di New Orleans

un suonatore di sax

attira la mia pelle.

Lungo la strada di New Orleans

la vita trova rifugio

New Orleans terra di nessuno.

Lungo i marciapiedi di New Orleans

un clochehard stilla pietà

occhi che nessuno vedrà.

New Orleans casa aperta

donne d’amore rincorrono il vento

accarezzano l’anima nera.

New Orleans

vagabondo per questi vicoli con alito pesante.

New Orleans ne hai viste tante

per un dollaro di passante.

Donne gravide distillate come whisky

e quanti dischi sono nati nelle tue strade

sotto grondaie bucate da una vita

permanente

Non sai quanta gente vive,

vive con meno di niente.

New Orleans strade moribonde senza limite senza ritorno

New Orleans viva d’arte

New Orleans strappata dal sogno

New Orleans ombelico del vecchio e nuovo mondo.

Luisiana girl

Louisiana

Ho in faccia la ferrovia.

Nei campi di cotone ho imparato la vita.

Il treno passava, mi strappava la pelle

bevendo il mio whisky sotto le stelle.

Aspro il tuo seno sotto le lenzuola sopra il mio petto

Ti scopro più donna in un mondo imperfetto

amica stella che risplendi nel cielo rispecchi nel mare

Donna bambina

tutta la notte ti voglio amare.

Piedi e mondo

Un mondo, un mondo dove,

dove la gente si ama per quello che è

non per quello che ha.

Dove il sentimento vero non confonde il benessere con la realtà,

con la realtà,

con la realtà del nostro cammino.

“Utopia di un viandante”

La mia vita

Vita mia

anche se sono passato

dalle canne alle anfetamine

cadendo…

…nel buco dell’alcool

non riempirò il vuoto che ho nell’anima.

“Dedicato a mio padre”

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La solidarietà ma anche le critiche alla CGIL dal Cantiere Sociale Versiliese.

“Il cantiere sociale versiliese come spazio dalle chiare connotazioni antifasciste antirazziste e antisessiste non può che condannare il vergognoso e pericoloso assalto principalmente portato avanti da militanti fascisti di Forza Nuova ai danni della sede centrale della CGIL. Un’attacco svolto preventivamente in chiara forma squadrista e filopadronale per scelta e modalità. Cavalcando la partecipata manifestazione dei così detti no greenpass che se pur non essendo sicuramente di matrice fascista stanno con la loro continua e ambigua presenza di piazza ormai palesemente a braccetto con leader neri sdoganando e facendo il gioco di questi. Conosciamo le dinamiche di piazza e i modi in cui si organizzano le mobilitazioni e quando per l’ennesima volta permessi, impianti vocali e soprattutto interventi vedono la gestione più o meno principale di particolari gruppi non si può parlare di infiltrazione. Il minimo dato che emerge e’ una ingenua e pericolosissima scelta politico/culturale di condivisione della piazza. La mobilitazione contro il greenpass se pur in parte contestualizzabile rispetto alle limitazioni della libertà costituzionale nascondeva già per noi una ambigua composizione fondamentalmente guidata da novax, complottisti, antiscientifici e soggetti individualisti/qualunquisti. Ad oggi queste ambiguità e volontà di comprendere sono palesemente crollate davanti ai fatti dei giorni scorsi. Con questo non vogliamo assolutamente solidarizzare con le scelte generali e ormai assodate della CGIL che consideriamo nelle sue forme dirigenziali un “non sindacato” inteso come struttura che non svolge più strategicamente il bene dei lavoratori e i loro diritti. Infatti l’atto compiuto a Roma e’ stato funzionale anche al rafforzamento della stessa CGIL, oscurando la mobilitazione nazionale di oggi del vero sindacalismo, quello di base che per la prima volta dopo anni aveva organizzato uno sciopero conflittuale e unitario. In buona sostanza, i fatti di Roma hanno portato al rafforzamento di soggetti antipopolari come il governo Draghi e della dirigenza CGIL e palesato soprattutto il tentativo di mettere in secondo piano o peggio ancora di criminalizzare (opposti estremismi) i movimenti politici, sociali e sindacali. Proprio questi ultimi e anche noi nel nostro territorio siamo i primi a pagare in questo scenario dopo mesi di mobilitazioni contro le vere e gravi azioni di questo governo, dallo sblocco dei licenziamenti a quello degli sfratti passando per la distruzione del territorio e alla politiche razziste e repressive condotte costantemente contro gli ultimi di questo governo.”

Cantiere Sociale Versiliese

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Ampia adesione allo Sciopero Generale del sindacalismo di base. Proteste anche a Viareggio sotto il municipio dopo un picchetto antisfratto. Protocollata una lettera ai consigleri comunali.

Ampiamente riuscito, nei numeri. lo sciopero unitario del sindacalismo di base con alta adesione nel mondo della scuola ma anche dei trasporti e di molte fabbriche. A Firenze si è svolto un corteo molo partecipato con in testa i lavoratori della GKN, che stanno lottando per difendere il posto di lavoro. Migliaia e migliaia di persone nelle piazze di tutta Italia. Agli operai in alcuni casi si sono aggiunti gli studenti. Naturalmente i media hanno fatto passare sotto traccia questa notizia o l’hanno volutamente confusa con le proteste dei “No green pass”. La protesta era contro lo sblocco dei licenziamenti, per chiedere aumento dei salari, per il diritto all’abitare e contro i rincari di luce e gas. Anche da Viareggio e dalla Versilia in molti sono andati al corteo di Firenze. Anche sul territorio si sono svolte alcune iniziative di lotta. Prima a Torre del Lago la Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare assieme ad ASIA USB ha rinviato uno sfratto con un picchetto. Poi a Viareggio si è svolto un presidio unitario sotto il municipio promosso da Unione Inquilini, FIALS Versilia, Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare, Rifondazione Comunista Viareggio, Repubblica Viareggina, Partito Comunista, Fronte della Gioventù Comunista, Potere al Popolo Versilia e Cantiere Sociale Versiliese, ASIA USB. Alcune di queste realtà hanno firmato una lettera indirizzata a tutti i consiglieri comuali che postiamo qui sotto:

“Presentiamo questa lettera d’intenti al Consiglio Comunale tutto, affinché ce ne sia discussione pubblica durante una seduta e affinché ogni conigliere che riterrà utile usufruirne possa trasformare tale lettera in una mozione consigliare. Crediamo che sia urgente e doverosa una presa di posizione politica sul grande tema dei diritti basilari garantiti dalla Costituzione. Siamo di fronte ad un attacco verticistico senza pari nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che vedono recapitarsi decine di centinaia di lettere di licenziamento, di dimezzamento del monte ore e di proposte di trasferimenti senza adeguamento salariale. Di fronte a tutto questo abbiamo realtà regionali come il collettivo di fabbrica GKN che ha costruito in questi anni una resistenza, una solidarietà e una contro proposta politica allo smantellamento dei diritti dei lavoratori, siamo convinti che a partire dallo sciopero generale dell’11 ottobre 2021 si debba sostenere i lavoratori su tutti i fronti, a partire dalla solidarietà sul posto di lavoro, fino al sostegno istituzionale e politico. Per far questo è necessario che le istituzioni locali convergano sugli organi di Governo nazionali con prese di posizioni forti, affinché la difesa dei diritti costituzionali sia garantita e mai più aggirata da leggi e burocrati. Sappiamo che la perdita del lavoro è la prima delle grosse cause di un peggioramento sociale che a cascata si porta dietro i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Parliamo di casa, in quanto perdendo il lavoro non si ha più la possibilità di pagare l’affitto e con la mancanza di politiche abitative e urbanistiche pensate per i cittadini, ma inversamente, costruite per il profitto, ci ritroveremo di fronte a un imbuto sociale che farà precipitare il tessuto cittadino in un vortice di diseguaglianze difficili da riequilibrare. La forbice utilizzata in questi decenni sulla sanità pubblica ha dato i suoi risultati con l’avvento della pandemia, aumentando a dismisura la scala di accesso alla sanità di qualità. Sempre più persone sono costrette a rivolgersi alla sanità privata a causa dell’inefficienza di quella pubblica e con la perdita del lavoro il costo della vita in caso di problemi di salute diverrebbe insostenibile. Ultimo ma non per ordine di importanza l’istruzione, un campo che da anni vede il suo lento declino causato anch’esso dai tagli che privilegiano le priorità di profitto a quelle della ricerca e della formazione. Intere famiglie che hanno perso il lavoro si trovano impossibilitate a pagare le ripetizioni per i propri figli, che invece necessiterebbero di assistenza scolastica gratuita e garantita. La perdita del lavoro produce una differenziazione sociale sul piano culturale a causa delle difficoltà che si ripercuotono su tutta la famiglia e sull’andamento scolastico dei figli, che si ritrovano in scuole sempre più carenti per quanto riguarda fondi dedicati a progetti e a infrastrutture (vedi assenza di scuola-bus), aumentando le difficoltà sul piano didattico per l’educazione dei ragazzi e delle ragazze che necessitano di tutte le attenzioni e le strutture per crescere e diventare parte di una società civile e colta. Chiediamo che l’amministrazione si pronunci a favore e in sostegno di : 1. Il testo contro le delocalizzazioni prodotto dal collettivo di fabbrica GKN e dai loro giuristi, affinché si dica chiaramente che non esistono delocalizzazioni giuste. 2. La richiesta di annullare lo sblocco dei licenziamenti 3. Bloccare tutti gli sfratti che non prevedano un passaggio da casa a casa e senza un piano della gestione dell’emergenza abitativa che preveda un’implementazione dell’edilizia residenziale pubblica e a canone sociale senza aumento della cementificazione. 4. Stop alla delocalizzazione dei servizi sanitari dell’Ospedale Unico Versilia e potenziamento di quelli attualmente funzionanti 5. Assistenza Scolastica gratuita e garantita con maggiori fondi per progetti e strutture scolastiche. 6. Stop alle gare a ribasso per le cooperative sociali. Questo è necessario per evitare lo smembramento di realtà storiche e non che operano localmente e che offrono un servizio prezioso per la città, salvaguardando così posti di lavoro e assistenza a chi ne ha diritto. Dalla difesa del lavoro e dei lavoratori alla difesa dei diritti costituzionali basilari, contro il caro vita e e le scellerate privatizzazioni imprenditoriali, chiediamo una risposta forte dalla giunta e dal Consiglio Comunale tutto.”

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Eletta in Versilia la nuova segreteria federale del PRC.

Venerdi 30 Settembre presso la sede della Federazione a Viareggio, si è svolto il nuovo Comitato Politico Federale che ha eletto la nuova segreteria che guiderà il Partito locale nei prossimi anni. Nel corso della riunione è stato posto l’accento sulla questione del lavoro, tema centrale su cui lavorerà la nuova segreteria. Di seguito la nuova Segreteria eletta: Nicolò Martinelli – 27 anni, sociologo e addetto alla sicurezza di cantiere, è stato rieletto Segretario di Federazione con l’entusiasmo di tutti i partecipanti Rodolfo Bertozzi – 61 anni, operaio edile, è stato confermato Tesoriere di Federazione per l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni 🔹Thomas Gregorini – 20 anni, studente di Storia Moderna e Contemporanea, ex rappresentante degli studenti nella consulta provinciale e nel parlamento regionale, è il nuovo Responsabile organizzazione della Federazione 🔹Aurora Ferrara – 18 anni, studente di Scienze per la Pace, ex rappresentante e punto di riferimento degli studenti del Liceo Chini-Michelangelo per due anni consecutivi, è stata scelta come responsabile della comunicazione e del radicamento🔹Pietro Lazzerini – 57 anni, ristoratore, ex consigliere comunale e provinciale e vicesindaco di Pietrasanta, è stato scelto come responsabile degli enti locali 🔹Dalia Palmerini – 24 anni, laureata in Scienze Politiche e operatore cup, è una dei Portavoce dei Giovani Comunisti/e Versilia 🔹Andrea Moriconi – 18 anni, studente al Liceo Classico Carducci e rappresentante d’istituto, è uno dei Portavoce dei Giovani Comunisti/e Versilia

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Breve analisi del voto e del non voto alle elezioni amministrative.

Dalle urne non esce niente di interessante, dai commenti sui media anche meno. Per il servile giornalismo italiano, dalle urne uscirebbe vincitore il governo Draghi. Chiaramente questa narrazione è fuorviante e ci mostra solo un atteggiamento ossequioso dei giornalisti verso i poteri forti. Per smontare queste tesi basta, però, fare tre semplici considerazioni. La prima considerazione è il fatto che si votava per eleggere i sindaci e non il presidente del consiglio. La seconda considerazione è che nessuna lista riconducibile al presidente del consiglio era nella competizione elettorale. Infine, la terza e più significativa è il forte astensionismo che ci parla caso mai di una disaffezione degli italiani al voto. Disaffezione che sembra essere aumentata proprio con la presidenza del consiglio dell’ex banchiere Mario Draghi. Insomma altro che vittoria ma si sa i giornalisti di regime sono bravi a far scomparire i fatti e a vendere fumo. Le elezioni amministrative che hanno sempre visto una discreta partecipazione conoscono un astensionismo senza precedenti. In alcuni comuni si rimane abbondantemente sotto il 50%. Se si fosse trattato di un referendum abrogativo dove serve il quorum del 50% + 1 sarebbero nulle. Questo dato è sicuramente il più importante, che non può in alcun modo essere rimosso da chi vuole fare un’analisi seria di quanto sia uscito dalle urne. L’astensione sì amplifica nelle grandi città e in particolare nelle periferie.

Ancora più che sul piano politico è significativo sul piano sociologico. Non siamo di fronte ad un astensionismo cosciente frutto di una scelta politica bensì dovuto ai processi materiali specifici del modello sociale a cui è pervenuto l’attuale sistema capitalistico. Le classi subalterne sono espulse dalla partecipazione come già avviene da decenni nelle società anglosassoni.

Entrando nel voto che esce dalle schede valide emerge chiaramente una sconfitta per le due forze politiche che hanno maggiormente governato in questi anni: M5S e Lega. I grillini vivono una crisi strutturale profonda che solo in parte è stata fermata dalla presenza di Giuseppe Conte. La Lega paga la poco chiarezza con il sostegno non convinto al governo Draghi, la litigiosità e la concorrenza con gli alleati specialmente con Fratelli di Italia ma soprattutto la divisione interna. Lo scontro tra Maroni e Giorgetti è destinato ad aumentare. Quando Salvini che canta vittoria in Calabria un brivido corre lungo la schiena dello zoccolo duro della borghesia padana che è sempre tentata di ritornare alla lega delle origini. Insomma anche il Matteo Salvini come il Matteo Renzi dovrà fare i conti con una ditta. La ditta di Zaia, Galan, Fedriga e Giorgetti il vero figlioccio di Bossi.

Il PD, con i suoi uomini di apparato e le sue mille liste civetta, riesce ad incassare un buon risultato ed il suo segretario può cantare vittoria.

Chi purtroppo non riesce a rientrare sulla scena politica è la sinistra di classe e i comunisti. A parte rare eccezioni i risultati sono impietosi. La fotografia di Roma da l’idea di come ormai i partitini comunisti non contenti di toccare il fondo abbiano iniziato a scavare. Cinque candidature a sindaco con risultati da prefisso telefonico 0,6% Per Potere al Popolo 0,4% per PRC e altri 0,3 per PC e 0,3 per PCI meno dello 0.1 il PCL. Anche l’invito alla riflessione appare un esercizio retorico che ci risparmiamo. Dove la sinistra di classe va meno peggio e dove prova a costruire intese con liste di cittadinanza, espressione di lotte reali dei territori ma la strada rimane lunga e in salita.

Draghi non vince ma l’unica vera opposizione che può cacciarlo quella di classe e comunista continua a non trovare riscontri nelle urne. Non ci sentiamo di criticare né chi si è astenuto e nemmeno chi ha provato a presentare liste identitarie ma pensiamo che la strada da seguire sia una altra.

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Filippo Antonini ANPI provinciale di Lucca ribadisce la solidarietà a Mimmo Lucano.

“Non è consuetudine da parte dell’Anpi commentare le sentenze, a maggior ragione in attesa delle motivazioni che sicuramente, quando saranno depositate, leggeremo con attenzione e vivo interesse. Tuttavia, riteniamo di esprimere -di cuore- la Nostra massima solidarietà a Mimmo Lucano, fosse solo perché ogni persona ha diritto di essere innocente fino al terzo grado di giudizio. Fosse solo perché è dato pacifico che il sindaco di Riace non si è arricchito o ha tratto alcun vantaggio personale dalla vicenda. Fosse -soprattutto- per quello che Mimmo Lucano ha rappresentato sul proprio territorio, in fatto di accoglienza, solidarietà ed inclusione. Purtroppo, nel Nostro Paese, giustizia e legalità non sempre coincidono e troppo spesso le leggi ordinarie non attuano pienamente la Costituzione nata dalla Resistenza. Ce lo insegna la storia e la mente va -immediatamente- ai Nostri cari partigiani, a Danilo Dolci e ai molti atti di disubbidienza civile che costellano il territorio, recenti e passati; fin da quando quella piccola ma grande donna di nome Antigone tra il diritto della città e l’umanità scelse quest’ultima. Anche noi sappiamo da che parte stare!”

Filippo Antonini Presidente Provinciale ANPI LUCCA

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Sabato 2 ottobre a Pietrasanta si è svolto un presidio attivo per difendere l’ambiente. Dalla Apuane a San Rossore tantissime le lotte in piazza.

Si è svolto, sabato 2 ottobre dalle 10 alle 17. un presidio attivo in difesa dell’ambiente in piazza Crispi a Pietrasanta. Una giornata intensa cratterizzata da banchetti per raccogliere le firme e fare informazione sulle varie vertenze ambientali del territorio. Non sono mancati momenti gradevoli e di convivialità.

“Dalle Apuane a San Rossore passando per la Versilia e Viareggio stop danni ambientali” questo era lo slogan del volantino che ha invitato le persone a partecipare. E durante l’arco della giornata sono passate centinaia di persone. Cresce la consapevolezza tra la gente che la speculazione attacca la natura e che quindi serve mobilitarsi per difenderla metro dopo metro. L’iniziativa è stata promossa da: Amici della Terra, Apuane Libere, Comitato per la Salvezza della Pineta di Viareggio, Fridays For Future, Coordinamento la Lecciona non si tocca, Legambiente Versilia, WWF, Comitato le Pioppete del Portone Pietrasanta, FIAB Versilia, IAE Zero Waste, Comitato “Le voci degli alberi.”

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Anche a Viareggio in Piazza per Mimmo Lucano.

In molte città di Italia ci sono state manifestazioni in solidarietà a Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, per quella sentenza schifosa che in primo grado lo condanna a 13 anni e 2 mesi colpevole di essere rimasto umano. Dalle Alpi alla Sicilia, si è alzato un forte vento di indignazione popolare che non può e non vuole accettare una sentenza infame. Anche a Viareggio, le compagne e i compagni, ma anche cittadini comuni sono scesi in piazza autoconvocandosi in sole 24 ore. Dalle 100 alle 150 persone si sono ritrovate davanti alla passeerella sul molo per manifestare la propria rabbia contro una giustizia classista, che colpisce al cuore la voglia del cambiamento. Con questa sentenza possono esultare mafiosi e fascisti ma guai a loro se credono di aver vinto. La voglia di reagire si è palesata in modo chiaro nei tanti interventi che si sono susseguiti a microfono aperto. Hanno preso la parola esponenti di ARCI, ANPI, Non una di Meno, Casa delle Donne, Cantiere Sociale Versiliese, Porti Aperti, Viareggio Meticcia, Collettivo “Dada Boom”, Repubblica Viareggina, Potere al Popolo, Fronte della Gioventù Comunista, Articolo 1, Partito della Rifondazione Comunista, Laboratorio Contro la Repressione “Sacko.” In piazza anche esponenti di altri partiti, militanti della lotta per l’abitare e alcuni ambientalisti. Tra le testimonianze anche quella di Giovanna moglie del pittore Giorgio di Giorgio che ha voluto portare in piazza un suo quadro.

Il tempo della cieca fiducia nella giustizia è finito e con esso il tempo dell’ubbidienza. C’è un filo rosso della repressione che colpisce i No TAV e gli ambientalisti, i lavoratori come Riccardo Antonini che si è schierato dalla parte dei familiari della strage contro i vertici delle ferrovie, chi è andato a combattere l’ISIS e chiunque in questo paese non chini la testa. Come dimenticare che è ancora in corso un ridicolo processo per chi contestò il razzista Matteo Salvini in questa città.

Alla fine degli interventi è stato ribadita l’importanza di rovesciare la falsa narrazione delle toghe rosse. Le toghe in questo paese sono nere visto anche che molte leggi sono ancora di derivazione fascista. L’iniziativa ampiamente riuscita, probabilmente, è solo la prima di un lungo percorso di lotta. Lo striscione “Noi Stiamo con Mimmo Lucano” è rimasto attaccato alla passerella.

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