Prima uscita del Laboratorio contro la Repressione “Sacko” a Viareggio ricordati Aldrovandi, Franceschi, Giuliani e Sacko

Il Laboratorio Contro la Repressione “Sacko” ha fatto la sua prima uscita ufficiale, ieri 20 agosto, al quartiere Fontanini al Varignano di Viareggio. Il quartiere è stato scelto perché vi sono stati rinviati diversi sfratti. E’ stato distribuito un volantino che denuncia il clima di repressione che viviamo, anche per colpa della resistenza che le classi subalterne provano a mettere in piedi contro le classi dominanti responsabili alla crisi economica. Gli intenti del laboratorio sono 1)Costruire solidarietà di classe a chiunque sia colpito dalla repressione anche attraverso supporto legale e con cassa di resistenza di mutuo soccorso. 2)Fare una corretta denuncia e contro – informazione sulle azioni repressive. 3)Formare i militanti (studenti, lavoratori, immigrati, sfrattati, occupanti, ecc.) impegnati nelle varie lotte contro il padronato. 4)Avviare una attenta analisi politica sulla fase che stiamo attraversando.

Dopo la distribuzione del volantino ci sono stati diversi interventi politici e due reading uno tratto da un manoscritto di Franca Rame per la presentazione del monologo su Ulrike Meinhof e una lettera dal carcere di Maria Soledad “Sole”. C’è stato, inoltre, l’intervento di un avvocato che ha affrontato questioni più tecniche. Dopo un breve buffet c’è stata la proiezione del video “Solo Limoni” di Giacomo Verde. La data del 20 luglio è stata l’occasione per ricordare la mattanza di Genova 2001 e l’assassinio del compagno Carlo Giuliani. Sono stati ricordati anche Federico Aldrovandi che avrebbe compito 30 anni, proprio in questi giorni, se non fosse stato vigliaccamente ucciso da un pestaggio della polizia e il viareggino Daniele Franceschi morto nel carcere francese di Grasse.

Sono intervenuti nel dibattito anche compagne e compagni dell’Officina Dada Boom, del Collettivo Cineasta Comunisti, del CSOA SARS e del Cantiere Sociale Versiliese . Presenti anche militanti della Brigata Mutuo Sociale per l’abitare, del Partito Comunista dei Lavoratori, di Communia Versilia di Repubblica Viareggina e di PaP Camaiore.

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Preso l’autore delle scritte razziste non era un complotto delle sinistre come insinuato da alcuni 5 Stelle che dovrebbero scusarsi. La PS invece non ravvede reati nel murales “Welcome refugees”

L’autore delle infami scritte razziste e omofobe è stato identificato dalla polizia ma il nome non è stato ancora reso pubblico. Se si fosse trattato di un ultras o di un ragazzo di un centro sociale le generalità sarebbero state spiattellate immediatamente. Un giornale locale, per il processo a chi contestò, giustamente, il razzista Matteo Salvini non solo mise i nomi di tutti in neretto ma pure quello di una compagna deceduta mancando del tutto di rispetto. Insomma siamo alle solite: due pesi e due misure. Del resto il tipo che ha fatto le scritte razziste ha già messo le mani avanti affermando: “Sono depresso ero ubriaco”. Come se per i depressi e gli ubriachi voler bruciare i gay, i neri di pelle e i rom fosse normale o comunque una attenuante.

Di idioti in giro ce ne sono tanti che fanno cose di nascosto o nell’anonimato. Il mondo pullula di leoni di tastiera che appena presi iniziano a fare le fusa come i gattini. Su facebook, nei giorni scorsi, avevamo letto anche insinuazioni e calunnie da parte di vari personaggi, compreso esponenti del Movimento Cinque Stelle, che erano arrivati persino ad affermare che gli autori della scritta erano nemici di Salvini riconducibili ad ambienti della sinistra. Gli “Yes Man” che fino a pochi mesi fa urlavano le peggiori cose contro Salvini e la Lega adesso per difendere l’alleato che garantisce le poltrone a Di Maio e soci lo difendevano in modo pietoso insinuando cose che nemmeno alcun esponente della Lega Stessa era arrivato ad insinuare. Ora che l’autore del delittuoso gesto è stato preso e che appare palese non essere riconducibile ad alcun complotto tra Democratici, centri sociali e amici di Soros; i cinque stelle dovrebbero chiedere scusa ma si arrampicano sugli specchi dicendo: “E’ un soggetto instabile mentalmente.” Sembra che abbiano scoperto l’acqua calda?! E’ ovvio che è instabile mentalmente uno che va a inneggiare ai roghi nel giorno dell’anniversario del rogo della strage ferroviaria di Viareggio. Nessuno infatti ha mai pensato che un militante della Lega potesse fare una simile scritta. Abbiamo pensato e pensiamo, però, che un labile mentale, uno influenzabile indirettamente proprio dal clima di odio seminato dalla Lega e da Matteo Salvini possa compiere simili gesta e anche cose peggiori. Le sparatorie in altre città le abbiamo già viste. Perché la realtà supera sempre la fantasia. Quindi ognuno deve assumersi le proprie responsabilità politiche e morali.

Alcuni compagni del Cantiere Sociale e dell’Officina Dada Boom si erano recati, nei giorni scoris, in commissariato per autodenunciarsi dopo il murales “Welcome Refugees” che aveva coperto le scritta razzista al Varignano. Naturalmente le forze di polizia non hanno preso alcuna denuncia sostenendo che non vi erano gli estremi.

Gli idioti dell’opinionismo da socialnetwork, tra cui ancora alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle, avevano tentato di mettere sullo stesso piano le scritte razziste con il murales. Parlando in entrambi casi di imbrattamento. Peccato per queste pecore che belano “onestà onestà” che i reati per cui è stato denunciato l’autore delle scritte xenofobe e omofobe siano danneggiamento e istigazione all’odio razziale. Il tentativo di mettere sullo stesso piano antirazzismo e razzismo è miseramente fallito. I signori dei Cinque stelle e delle tre scimmiette farebbero bene a chiedere scusa.

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Balordi hanno attaccato il museo popolare della pineta ma è già stato rimesso tutto in ordine

Balordi, altri aggettivi non esistono, nella notte hanno vandalizzato alcune opere del museo popolare della pineta. Dove non era riuscito nemmeno il temporale sono arrivati i soliti noti o ignoti (poco conta) a scaricare le loro frustrazioni. Ma poco importa era già tutto nel conto e una squadra di attiviste/i si è adoperate per rimettere tutto in ordine e ripristinare anche i cartellini che erano stati strappati. Altre opere, poi, arriveranno a breve. Ci vuole ben altro per fermare questa forma di resistenza.

Pubblichiamo la nota che ci hanno fatto pervenire dal museo

Viareggio 20 luglio 2018
Come previsto ci sono stati i primi atti di vandalismo su alcune opere del neonato Museo Popolare della Pineta. E come previsto abbiamo già risistemato le opere vandalizzate. Forti del sostegno ottenuto dalle tante persone che hanno partecipato alla festa di inaugurazione continuiamo la nostra azione di valorizzazione e difesa di questo patrimonio naturalistico che gli speculatori vorrebbero abbattere.
Approfittiamo dell’occasione per ringraziare chi ci sta sostenendo e per annunciare l’inserimento di nuove opere nei prossimi giorni e la preparazione di nuovi eventi per il mese di agosto.
L’arte e la creatività sono come un araba fenice capace di risorgere continuamente dalle proprie ceneri. Per questo qualsiasi atto vandalico può solo dare più forza al nostro progetto.
Tenete d’occhio il nostro sito https://museopineta.wordpress.com
Lunga vita alla pineta!!

Dir. artistico dott. Muschio Selvatico
Res. ambiente dott.ssa Costanza Riciclabile

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Sabato 21 al Dada Media Book cercheremo di comprendere cosa sia il mutualismo e come sia necessario alla sinistra per una nuova partenza

Sabato 21 luglio alle ore 21.00 presso la libreria popolare Dada Media Book nei pressi del Cantiere sociale in via Belluomini 18 al Varignano a Viareggio sarà presentato il libro edito da Alegre “Mutualismo Ritorno al futuro per la sinistra” scritto dall’ex deputato e giornalista Salvatore Cannavò. L’iniziativa promossa da Dada Media Book con le adesioni di Communia Viareggio, Cantiere Sociale, Officina Dada Boom e Repubblica Viareggina vedrà la presenza dell’autore Salvatore Cannavò introdotto da Virginia Orrico e sarà un’importante occasione per discutere della crisi storica della sinistra e di ciò che è stato il movimento operaio. Partito e sindacato hanno rappresentato le forme principali della politica nel corso del ventesimo secolo ma, facendosi Stato o dipendendo dallo Stato, hanno progressivamente prodotto organizzazioni centralizzate, fondate sulla delega e soggiogate dalle burocrazie accettando, di fatto, un compromesso al ribasso con le classi dominanti. Occorre recuperare un mutualismo politico e conflittuale che non accetta la dimensione di lenitivo delle diseguaglianze e non si integra in un processo di smantellamento dello stato sociale. Anzi. Affermando la propria capacità di autogoverno, indica un’idea alternativa di di società.

Intanto lo scorso aprile, come riportato in un articolo del giornale il manifesto, una galassia di associazioni, cooperative agricole, fabbriche recuperate si sono incontrate a Roma per dare inizio ad un percorso per la stesura di un documento programmatico. Tra queste ricordiamo Genuino Clandestino che percorre la via della produzione agricola autogestita a filiera corta, federando le comunità contadine solidali, Ri – MAFLOW cooperativa nata dall’autogestione di una fabbrica riconvertita che promuove il circuito di acquisto solidale Fuori Mercato, Mondeggi fattoria autogestita nei pressi di Firenze e le Brigate di Solidarietà Attive associazione che sostiene il mutuo soccorso su obiettivi pratici a livello territoriale. 

Invitiamo quindi Sabato 21 tutte/i a partecipare per comprendere meglio cosa sia il mutualismo e come sia necessario alla sinistra per una nuova partenza.

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Repubblica Viareggina: Valorizzare il museo popolare della pineta, rimettere a norma lo stadio e non costruire l’asse

Repubblica Viareggina giudica molto positivamente l’iniziativa del museo popolare della pineta, promossa dai collettivi Dada Boom e SuperAzione e dal Centro Sociale SARS. Con questa intraprendenza queste realtà non hanno solo ribadito la saggia opposizione ad un progetto dannoso per l’intera città come è quello sull’asse di penetrazione ma hanno valorizzato un’area, non sempre tenuta come andrebbe. Il risalto dell’iniziativa ha superato i confini cittadini dimostrando che anche con pochi soldi, se c’è la volontà, si possono ottenere buoni risultati. L’idea di utilizzare l’arte per difendere l’ambiente è stata un’idea intelligente che crediamo vada sostenuta e incentivata.

Repubblica Viareggina ribadisce la sua totale contrarietà alla costruzione dell’Asse di Penetrazione e sosterrà ogni iniziativa mirata a contrastarlo. Proprio il 14 luglio, giorno di inaugurazione del museo popolare della pineta, alcuni di noi hanno visitato lo stadio Torquato Bresciani, noto come Stadio dei Pini, vedendo le gravi condizioni in cui versa. Ci chiediamo come sia possibile che in tutti questi anni le varie amministrazioni comunali che si sono succedute non abbiano provveduto ad una corretta manutenzione. Pensiamo che una città come Viareggio debba avere uno stadio agibile e funzionante. Dopo aver perso la piscina comunale e il centro congressi non ci possiamo permettere di perdere anche lo stadio. Auspichiamo che lo stadio sia messo in condizioni di agibilità prima dell’inizio del prossimo campionato di calcio che il Viareggio 2014 dovrà affrontare. Ci auguriamo, inoltre, che poi sia migliorato e ristrutturato, che siano abbattute le barriere architettoniche e che torni ad essere quell’impianto che era quando venne inaugurato. L’asse di penetrazione a Sud, per noi, rappresenta anche una minaccia al persistere di questo impianto sportivo che fu pensato e realizzato in simbiosi con la pineta.

Repubblica Viareggina

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Arte e natura si sono incontrati nell’inaugurazione del museo popolare della pineta

Alla fine, dopo tanto impegno da parte di chi ci ha lavorato e tanta attesa di una parte della cittadinanza, sabato 14 luglio il Museo Popolare della Pineta ha aperto i battenti. Il museo autogestito è una ulteriore forma di resistenza allo scellerato progetto dell’Asse di penetrazione. L’asse sarebbe una strada extraurbana che dividerebbe in due il parco con l’abbattimento di quasi un migliaio di alberi e di una palazzina con diverse abitazioni. All’inaugurazione del museo hanno partecipato tantissime persone anche se è difficile quantificarle in un numero preciso, visto la vastità dell’area di oltre 13.000 metri quadrati. Alle ore 18 con tanto di taglio del nastro è stato inaugurato il museo che ha visto protagonisti il Collettivo Dada Boom, il Collettivo SuperAzione, il CSOA SARS ma soprattutto tanti artisti.

Nel pezzo di pineta che va da Via Indipendenza a via Salvatori, al confine col parco naturale, sono state esposte ben 35 opere istallate da artisti provenienti da varie parti d’Italia. Si sono cimentati anche numerosi performer, musicisti e poeti. Arte e natura si sono incontrati, secondo il volere degli organizzatori, per opporre alle logiche del profitto e della speculazione la ricerca di un bello naturale e di un bello umano che possono non solo convivere ma che possono indicarci una nuova strada culturale. Nel mezzo al verde c’erano le note della musica e c’erano le parole di chi prova a descrivere emozioni; ma c’era soprattutto l’impegno di chi crede ad uno sviluppo diverso e non si piega ai ricatti dei potentati di turno. Diverse centinaia di persone hanno visitato il percorso, ammirando le varie istallazioni fino al tramonto.

La serata ha proseguito con una cena sociale e con un concerto hip hop presso il centro sociale SARS, dove si sono esibiti Mengamega e DJ Baba, Latobeso della fazenda, Fennec e i Della Tana.

L’intensa e emozionante giornata di sabato è stata solo la prima tappa di un percorso che vuole portare altri artisti e chiunque voglia difendere la pineta e cimentarsi con la creatività a produrre altre opere. Chiunque sia interessato può scrivere a museopineta@gmail.com

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Grande attesa per l’inaugurazione del museo popolare della pineta

Sabato 14 luglio 2018, alle ore 18:00, a Viareggio nella zona dello stadio, lato Viale dei Tigli (adiacente al Kiosko) verrà inaugurato con una festa il Museo Popolare della Pineta.

Si potranno vedere le opere donate dai molti artisti italiani e stranieri che hanno aderito alla richiesta di trasformare in un museo a cielo aperto il pezzo di pineta che il “progetto asse di penetrazione” vorrebbe abbattere per creare una nuova via di collegamento verso il mare. Il Museo della Pineta nasce come azione collettiva in difesa del patrimonio naturalistico viareggino, contro il progetto devastante di una vera e propria superstrada a ridosso del Parco, in appoggio al Coordinamento No Asse e promosso dai due collettivi artistici Dada Boom e Superazione.

La festa inaugurale inizierà alle ore 18:00 con la cerimonia presieduta dal direttore artistico del museo dott. Muschio Selvatico e dalla dott.ssa Fortunata Intemperie. Ci saranno visite guidate alle opere mentre cinque gruppi musicali, disposti lungo il percorso del museo, accompegnaranno i visitatori che potranno assistere anche a diverse performance artistiche.
Alle
ore 23:00 la festa prosegue al CSOA/SARS, nella zona delle piscine comunali, con una nottata di musica Hip Hop.

Per l’inaugurazione si vedranno le opere che i primi 16 artisti hanno appositamente creato per la pineta. Il Museo sarà poi in continuo aggiornamento per permettere ai tanti altri artisti che si sono detti interessati (come anche alle persone comuni) di esporre una propria creazione negli spazi di questo nuovo Museo Popolare che intende difendere, con gli strumenti dell’arte e della creatività, un impotante pezzo del territorio viareggino dalla solita speculazione utile ai “soliti pochi”. Si vuole così proporre un’altra idea di città e di comunità: inclusiva, solidale, dove la tutela dell’ambiente, della salute, dei diritti e del benessere degli esseri viventi siano al centro e dove la partecipazione sia reale, diffusa e democratica.

Collettivo Dada Boom
Collettivo Superazione

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Continua il presidio contro la discarica all’Ex Cava Viti

Dal 4 luglio è in corso a Montignoso un presidio permanente contro la discarica ex Cava Viti che vede protagonisti tra l’altro le compagne e i compagni della Casa Rossa Occupata assieme a tutti quei cittadini che vogliono resistere alle nocività che le politiche di profitto e devastazione del territorio vogliono regalare. Il presidio si è dimostrato subito attivo e vivace con striscioni, volantinaggi anche in altre zone, assemblee, art jam e momenti di confronto. A portare solidarietà al presidio si sono recati anche i “No Asse” di Viareggio.

Pubblichiamo qui sotto il comunicati diffuso sulla pagina della Casa Rossa Occupata che invitava a partecipare al presidio.

Grazie alla decennale attività di monitoraggio da parte del comitato cittadino sono inoltre emersi numerosi illeciti ed infrazioni segnalati da ARPAT da parte dell’ente gestore (che ora fa capo ALIA spa) tanto da riuscire ad avviare un procedimento giudiziario alla procura di Massa Carrara e Lucca. Questi sono i fatti dai quali partire.

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito alla messa in scena di una tragicomica rappresentazione dell’effettivo allontanamento del potere decisionale dagli abitanti del territorio coinvolto. Mozioni di chiusura dei consigli comunali (Montignoso, Seravezza, Forte dei Marmi, Pietrasanta), mozione di chiusura del consiglio Regionale toscano, richieste dirette di analisi, valutazioni di impatto, risorse economiche di garanzia da parte del comitato, manifestazioni, niente di tutto ciò interferisce con i piani di una Azienda con un fatturato di 225 mln di euro all’anno che gestisce rifiuti in 59 comuni.

Come compagni e compagne crediamo che nel panorama culturale che il capitalismo cerca di imporre, la realtà distorta del pensiero unico relega ogni disposizione politica nell’impossibilità di praticare alternative. L’aziendalizzazione dei servizi pubblici, nella cornice di una rincorsa ad un modello di sviluppo estrattivo distruttivo, è solo una delle strategie politiche dei governi occidentali che producono disuguaglianze sociali, impoverimento, devastazione ambientale. Una visione economica coloniale che necessità di politiche autoritarie, repressive, di una narrazione confusa e frustrante, della disillusione di una opposizione reale e decisa. Questo è il punto di rottura dal quale partire, scrollarci di dosso la sensazione di impotenza, l’accettazione della delega come unico strumento di espressione della propria posizione politica, manifestare un’opposizione reale in grado fronteggiare il carrarmato del ‘progresso’ imposto, un nemico che dobbiamo essere sempre capaci di definire e smascherare.

In queste settimane ci troviamo in una delicata ed importante fase della situazione: il conferimento dei materiali ha quasi raggiunto la quota 43 m s.l.m. alla quale scadono le autorizzazioni rilasciate al gestore. Nonostante le mozioni di chiusura, l’azienda, in data 4 giugno, ha recapitato tramite il suo rappresentante Massimiliano Arrigoni la comunicazione dell’avviamento dei lavori per il posizionamento di una geomembrana (uno strato di isolamento) sulla quota 43 e le pareti perimetrali, per avviare successivamente una “seconda fase” di stoccaggio fino a quota 98 m. Nella lettera recapitata al comune di Montignoso, e non resa pubblica, neanche dallo zelante presidente della commissione di controllo Andrea Cella (Lega) impegnato a non interferire nella campagna elettorale di Massa e Pietrasanta, l’azienda comunica la già effettuata realizzazione delle opere a contorno per proseguire l’attività di conferimento (strada per i camion dall’alto, impianto elettrico e idraulico, dispositivi di pesa..), una serie di opere in evidente contrasto con l’impegno della Regione Toscana verso una celere chiusura, messa in sicurezza e realizzazione di un piano di bonifica. Allo stesso tempo, la realizzazione della geomembrana potrebbe impedirebbe un’analisi dei materiali stoccati in precedenza, attraverso i carotaggi o analisi specifiche ambientali facendo riferimento al procedimento giudiziario annunciato dalla procura e reso pubblico attraverso i giornali per voce del procuratore Giubilaro

Questo è l’obbiettivo che assieme al comitato ci proponiamo di raggiungere a breve termine: dimostrare la consapevolezza e determinazione di una opposizione dal basso, bloccare i lavori che si stanno svolgendo all’interno del sito fino a quando non venga avviato il procedimento di analisi attraverso i carotaggi, puntare i riflettori sulla questione per condividere una informazione oggettiva con le comunità locali. Questo sarà il piano da cui cominciare, per appropriarci della facoltà di decidere sul nostro futuro e su quello dei nostri figli.

Il presidio comincerà mercoledì 4 luglio alle ore 10.
Vieni, partecipa, porta nuove idee, condividi esperienze, lotta assieme a noi!”

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Magliette rosse a Lido di Camaiore contro l’emorragia di umanità

Diverse persone si sono ritrovate, davanti al pontile del Lido di Camaiore stamane sabato 7 luglio per rispondere all’appello di ARCI, ANPI, CGIL, Libera, Possibile, ecc.. Tutte/i con le magliette rosse come i tanti bambini morti in mare a causa dei porti chiusi. L’appello è stato lanciato da Don Ciotti per dire no all’emorragia di umanità.

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Interessante iniziativa per spiegare cos’è il museo popolare della pineta che inaugurerà il 14 luglio

Interessante e partecipata iniziativa quella di venerdì 6 luglio al Kiosko che ha visto spiegare cos’è il museo popolare della pineta. Un progetto di resistenza alla devastazione del parco e alle perverse logiche di profitto e speculazione, dove arte e natura si incontrano in modo autorganizzato fuori da omologazione e mercificazione. L’iniziativa è stata coordinata dal Professor Giacomo Verde e ha visto gli interventi di Andrea Lami del comitato salviamo la pineta, di Alessandro Giannetti del collettivo Dada Boom e di Murat Onol del collettivo superAzione. Dopo il dibattito c’è stato un buffet e a seguire il dj set. L’appuntamento per tutte/i è per sabato 14 alle ore 18 dove ci sarà l’inaugurazione del museo popolare. Intanto numerosi artisti stanno preparando varie opere da istallare.

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