Jan Vecoli eletto nuovo presidente dell’ARCI di Lucca e Versilia

Si è svolta sabato 14 aprile l’assemblea congressuale dell’ARCI comitato Lucca Versilia, il comitato che riguarda oltre 40 circoli e oltre 9000 soci in tutta la provincia.

Dopo lunga discussione sono stati votati i documenti congressuali nazionali, regionali e locali , sono stati indicati i partecipanti ai congressi ed è stato eletto il nuovo Presidente e la nuova Presidenza.

Il nuovo presidente ARCI Lucca Versilia è Jan Vecoli, che vanta una lunga esperienza nell’ambito dell’associazionismo essendo cresciuto alla Croce Verde di Lido di Camaiore oltre che politica essendo stato per oltre un decennio consigliere comunale nel comune di Camaiore. Vecoli era entrato a far parte della presidenza territoriale nell’autunno 2017.

La nuova Presidenza, che affiancherà il Presidente nel lavoro di gestione del comitato, sarà così composta :

Jan Vecoli – Presidente con deleghe a Cultura, tesseramento e Protezione Civile

Donata Lucchesi – Vice presidente e amministratore

Beppe Corso – Vice Presidente e responsabile organizzazione

Marco Corsetti – sviluppo associativo e antimafia sociale

Marco D’alessandro – cooperazione e solidarietà internazionale

Silvana Sechi – Politiche sociali e di genere

Stefano Piccolomini – politiche dell’accoglienza

Marina Pardini – antifascismo e rapporto con i circoli della Versilia storica

Lorenzo Dinelli – diritti creativi e musica live

Auguri di buon lavoro ai nostri nuovi rappresentanti sul territorio.

Comitato Territoriale ARCI Lucca e Versilia

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Resistenza al sionismo testimonianze di un detenuto palestinese in un carcere israeliano

Giovedì 12 aprile alle ore 21 presso il Cantiere Sociale Versiliese di via Belluomini 18 a Viareggio Repubblica Viareggina promuove un’iniziativa dal titolo “Resistenza al sionismo:
l
e testimonianze di un detenuto politico palestinese dal carcere israeliano”
interverranno:
Moneeb Shubib di Nablus coordinatore della rete Quaderoum e docente della Open University of Jerusalem, Bassam Saleh di Roma Amici dei Prigionieri Palestinesi
Alberto Mari di Cecina attivista del Fronte Palestina. Coordina Ave Mazzetti di Repubblica Viareggina. L’iniziativa giunge in un momento delicato per il popolo palestinese e tutto il Medio Oriente.

Repubblica Viareggina

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Le procure fanno finta di prendersela con i fascisti. Fascisti e magistratura due facce della stessa dominazione di classe.

L’apologia di fascismo è un reato che deve essere perquisito e su questo non ci piove. Purtroppo non sempre è così e spesso la magistratura, che non è un organo neutro, agisce a secondo delle convenienze, dei rapporti di forza sui vari territori, ecc..

L’infame striscione contro il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, esposto nella notte tra il 21 e 22 novembre vicino la sua abitazione che recitava: “Unico cittadino onorario sua eccellenza Benito Mussolini.” sembra essere stato affisso da quattro personaggi già noti a chi vive l’antifascismo in maniera militante. Si tratta di quattro esponenti di Forza Nuova Leonardo Cabras di Massa, Eugenio Nardi di Altopascio, Giovanni Damiani di Lucca e Michele Ghilarducci di Torre del Lago.

L’azione dei quattro camerati è figlia di quell’odio che caratterizza questa ridicola organizzazione con venature naziste. Infatti fu pensata come risposta alla decisione del sindaco di dare la cittadinanza simbolica a 38 bambini nati da coppie straniere. Non siamo di fronte solo alla solita apologia di fascismo ma anche al solito odio razziale per giunta contro dei bambini. Niente di più infame e vile!

Le indagini della procura di Lucca dirette dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, con il supporto degli uomini della DIGOS di Leonardo Leone, hanno portato all’identificazione dei quattro perché tre di loro avevano il cellulare attivo la notte dell’azione. Da queste poi sono scattate le perquisizioni alle abitazioni l’altra mattina. Crediamo che siano d’obbligo alcune considerazioni: la prima che salta subito all’occhio è la debolezza di un’organizzazione politica che per attaccare un semplice striscione deve chiamare persone di diverse città. E’ come se per attaccare un semplice striscione a Viareggio i compagni dei centri sociali dovessero chiamare i compagni da Lucca, Viareggio, Massa, ecc.. Sarebbe semplicemente ridicolo. Forza Nuova, al di là dei proclami è un gruppuscolo dove i dirigenti corrispondono poco più poco meno con i militanti.

Secondo noi Forza Nuova andrebbe messa fuori legge, tuttavia a fare questo dovrebbe essere la politica e non la magistratura. Ancora una volta invece la politica delega alla magistratura un compito che mostra tutte le contraddizioni del sistema. Le sedicenti azioni repressive delle procure rispondono al tentativo di nascondere relazioni tra polizia, fascisti e giornalisti e sono la scusa per premunirsi da critiche quando gli stessi apparati repressivi attaccheranno con indagini pretestuose i lavoratori, gli sfrattati, i compagni che lottano. Si fa finta, oggi di colpire i fascisti usati fino a ieri come servi, per colpire domani con maggiore forza i comunisti, gli anarchici e i rivoluzionari in generale. Gli antifascisti militanti e coerenti non possono inneggiare alla repressione. Non si può inneggiare in nessun modo ha chi ha manganellato gli antifascisti a Massarosa o ha sgomberato famiglie a Viareggio. L’antifascismo non può essere delegato in alcun modo agli apparati dello stato che vogliono mantenere lo status quo. L’antifascismo non va delegato a nessuno e meno che mai ad altri servi dei padroni magari diversi dai fascisti ma sempre funzionali al mantenimento della dominazione di classe.

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In tanti al corteo dei “No Asse” l’amministrazione comunale di Viareggio in difficoltà

Il coordinamento No Asse ha invitato alla mobilitazione e, sabato 7 aprile, una buona parte della città ha risposto con la presenza. Si è trattata di una importante giornata di lotta caratterizzata da un presidio davanti al municipio e poi da un corteo fino alla palazzina di via Indipendenza, quella che l’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro vorrebbe abbattere, nonostante vi abitino nove famiglie, per farci passare una strada dannosa per il futuro della città quella che viene chiamata “asse di penetrazione” dai cittadini e che viene impropriamente chiamata “via del mare” dalla propaganda di chi ormai dal 2015 mal governa la città ignorando le critiche della cittadinanza. Ad aprire il corteo lo striscione “No Asse per il beni comuni, la salute, l’ambiente.”

Il corteo colorato e vivace segna sicuramente un punto a favore di chi lotta con coerenza contro l’ennesimo eco – mostro, che porterebbe all’abbattimento di diverse centinaia e centinaia di alberi con danni incalcolabili anche per la fauna.

Alla mobilitazione hanno aderito numerose sigle Amici degli Orti Urbani di via Goito (Livorno), Amici della Terra Versilia, Associazione cittadini contro la discarica Ex cava Viti (Montignoso), Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia, Berretti Bianchi Viareggio, Brigata Sociale Antisfratto, Cantiere Sociale Versilia, Cobas Versilia, Comitato Marco Polo, Comitato per la Salvezza della Pineta, Comitato Via Matteotti, Communia Viareggio e Versilia, Italia Nostra, Legambiente Versilia, Movimento 5Stelle Viareggio, Movimento Consumatori Viareggio, Officina Dada Boom, PCI Viareggio, Potere al Popolo Viareggio, Repubblica Viareggina, Rete Ambientale della Versilia, Rifondazione Comunista Viareggio, Unione Inquilini, WWF Alta Toscana. 

Ad essere presenti erano, però soprattutto, tantissime cittadine e cittadini di Viareggio che vogliono essere protagonisti delle decisioni della città e che vogliono difendere il parco da eventuali progetti speculativi. Infatti in piazza hanno sfilato diverse centinaia di persone forse più di 300 che hanno di fatto dato vita ad una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni a Viareggio, seconda solo a quella di “Viareggio non si vende” del 4 giugno 2015 anche quella contro l’amministrazione colpevole di svendere il patrimonio pubblico. Nel corteo di sabato ha sfilato anche un goliardico mascherone, realizzato da una artista dell’officina Dada Boom, rappresentante un Giorgio Del Ghingaro seduto sul WC. Presente anche il neo senatore del Movimento Cinque Stelle, Gianluca Ferrara, che ha ribadito la sua totale contrarietà all’opera.

Non sappiamo quale sarà la reazione di Del Ghingaro ma dopo la giornata di sabato 7 aprile, se avesse un minimo di lungimiranza, dovrebbe comprendere che l’opposizione al suo progetto di dividere in due Viareggio, con una strada pericolosa e inquinante, è destinata a crescere. Nei mesi passati erano state raccolte dal Coordinamento No Asse oltre 2300 firme contro questo progetto che non piace alla maggioranza delle viareggine e dei viareggini. Dopo il corteo molte persone si sono spostate in Piazza Margherita dove dalle 17 si è svolto un presidio promosso dal coordinamento della sanità, nella giornata europea e mondiale di azione contro la commercializzazione della salute.

E’ stato ribadito nel volantinaggio e negli interventi che le vite delle persone devono valere di più dei profitti dei soliti noti. Mentre si chiudono ospedali e si tagliano fondi alla sanità si trovano soldi per operazioni devastanti del territorio come quella dell’asse di penetrazione. E’ giunto il momento di unire le lotte perché salute e ambiente sono beni comuni che vanno strappati alle logiche perverse del profitto capitalistico.

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Entusiasmo per la nuova camera popolare del lavoro al Cantiere Sociale

E’ stata partecipata e ricca di entusiasmo la giornata di inaugurazione della camera popolare del lavoro presso il cantiere sociale. “Si tratta di un nuovo grande percorso da fare tutt@ insieme.” Dicono i promotori.

In un mondo del lavoro caratterizzato sempre più dalla disgregazione e dal senso di solitudine dei lavoratori e delle lavoratrici di fronte ai continui ricatti padronali, la Camera popolare del lavoro vuole essere innanzitutto un luogo di incontro e confronto tra chi tutti i giorni si guadagna da vivere lavorando. Oltre allo sportello sindacale organizzeremo iniziative di approfondimento e momenti per stare insieme. Unisciti alla Camera Popolare del lavoro!”

Ogni giovedì, dalle 18:30 alle 20:30 al Cantiere Sociale Versiliese, Via Belluomini 18, Q.re Varignano, Viareggio puoi incontrare i protagonisti di questa nuova grande avventura.

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Repubblica Viareggina aderisce alla mobilitazione di sabato 7 aprile del coordinamento “No Asse”

Repubblica Viareggina da sempre ha a cuore il bene comune e la difesa dell’ambiente per questo ha deciso di aderire e partecipare alla mobilitazione promossa dal Coordinamento “No Asse” per il prossimo sabato 7 aprile a partire dalle 15.30 davanti al municipio di Viareggio. Pensiamo che l’asse di penetrazione non solo non migliorerebbe il traffico in Darsena ma lo aggraverebbe. Pensiamo inoltre che sarebbe un grave sfregio al parco e un dispendio di denaro in pubblico che potrebbe essere, invece, speso per questioni più importanti come sanità ed emergenza abitativa.

Repubblica Viareggina

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Issata in piazza Mazzini una bandiera curda in solidarietà ad Afrin aggredita dal tiranno erdogan

Compagne e compagni appartenenti a varie realtà sociali e politiche riunitesi sotto la denominazione Rete di Solidarietà per il Kurdistan hanno deciso di issare la bandiera di YPJ sul pennone di Piazza Mazzini ed esporre uno striscione in solidarietà con la cittadina di Afrin e tutto il popolo curdo vittima di una doppia aggressione quella di ISIS e quella turca. La Turchia con il silenzio assenso di USA, Russia e UE, quest’ultima ha regalato pure tre miliardi di euro al governo di Ankara per tenere lontani gli immigrati dai propri confini, sta massacrando civili innocenti oltre le proprie frontiere. L’invasione dell’esercito turco in terra siriana è un atto grave che rischia di alimentare tensioni e fomentare nuovi terrorismi. Non dobbiamo dimenticare che i curdi, e in particolar modo i curdi del Rojava, sono da sempre in prima fila nel combattere l’ISIS. Valorose sono le donne curde che sono in prima fila al fronte conto il terrorismo e il patriarcato.

Rete di Solidarietà con il Kurdistan Viareggio

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Repubblica Viareggina: Del Ghingaro non può essere un punto di riferimento per la sinistra

Repubblica Viareggina ha sostenuto convintamente e lealmente Potere al Popolo alle ultime elezioni politiche perché era l’unica lista con un programma sociale e realmente di sinistra che univa varie esperienze. Continueremo a partecipare e a sostenere ogni percorso unitario non rinunciando anche alla nostra autonomia specialmente sul territorio. Troviamo singolare che il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, in merito ai pessimi risultati di PD e LeU abbia voluto presentarsi come un punto di riferimento della sinistra. Di quale sinistra va parlando di quella che ha svenduto i beni comuni della città? Di quella che nega il diritto all’abitare? Di quella che vorrebbe devastare il parco? Di quella che non vuole pronunciarsi in difesa della sanità pubblica? Di quella che vorrebbe controllare direttamente le condotte di libere associazioni? Chi ha certe posizioni più che sinistra ci appare sinistro. La fotografia scattata con il nuovo senatore di Forza Italia Massimo Mallegni rende bene l’idea meglio di qualsiasi spot propagandistico da quale parte stia Del Ghingaro. L’asse tra i due personaggi è di vecchia data.

Viareggio non ha più bisogno di ulteriori umiliazioni ha, invece, bisogno di riprendere in mano il suo destino e di liberarsi del comitato d’affari che oggi la occupa e dei collaborazionisti che hanno sostenuto e sostengono il papa straniero. Repubblica Viareggina, pur essendo, fuori dal consiglio comunale ha continuato la sua opposizione a queste politiche devastanti e lo ha fatto cercando il massimo dell’unità possibile a partire dalla campagna “Viareggio non si vende.” e dalle mobilitazioni No Asse. Saremo ancora presenti al fianco delle realtà colpite da una politica insensata fatta di svendite e arroganza e lavoreremo per dare una alternativa a questa pessima amministrazione.

Repubblica Viareggina

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Rapiti due artisti a Viareggio sospetti sulla nota Barbara Fluvi

Incredibile ma vero sono scomparsi due noti artisti del Dada Boom e purtroppo si teme il peggio. Mancano all’appello da giorni un brutto turco extracomunitario Murat Onol che parla male del presidentissimo Erdogan e un facinoroso ciccione di nome Alessandro Giannetti che girava con un indecente accappatoio rosso e che in passato si era proposto di fare il carrozziere per Matteo Salvini. Le indagini della polizia proseguono a rilento vuoi perché il caso è difficile vuoi perché temono di ritrovare i due ancora vivi e in grado di procreare nuove performance artistiche o nuovi dissensi. In un primo momento si pensava che i due fossero scappati nel Rojava a combattere il terrorismo turco poi invece l’ipotesi del rapimento sembra avere preso piede perché sono state trovate le impronte della grande artista toscana Barbara Fluvi. Sembrerebbe che la Fluvi, vittima di un continuo stalker abbia rapito i due nostri omoni. Domenica in occasione del finissage della mostra Opere senza Opera speriamo di avere delle risposte. L’appuntamento è per le ore 19 all’Officina Dada Boom in via Minghetti per l’occasione saranno messe all’incanto alcune opere di Giacomo Verde e Luca De Silva almeno che la terribile Barbara Fluvi non rapisca anche loro. Ci vediamo domenica e portate lo Sherlock Holmes che è in voi. Lasciate, invece, a casa il Don Matteo perché a noi quelli con quel nome non piacciono ma soprattutto perché Barbara Fluvi è una satanista incallita che ha già sconfitto Luca Fani e quindi non servirebbe a niente.

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Striscioni per il Popolo Kurdo intanto il consigliere Stefano Pasquinucci presenta un ordine del giorno al Consiglio comunale di Viareggio

Sono stati appesi in alcuni punti di Viareggio diversi striscioni al fianco del Popolo Kurdo, in tanto il consigliere Stefano Pasquinucci ha protocollato un ordine del giorno al Consiglio comunale di Viareggio che prossimamente sarà discusso. Pubblichiamo integralmente questo ordine del giorno

Al consiglio comunale di Viareggio

La Siria a partire dal 2011 è stata teatro di una sanguinosa guerra civile; · seppur in mancanza di dati certi, si stima che dall’inizio del conflitto siano oltre 500.000 i morti, di cui circa un terzo civili; · secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari la guerra in Siria ha provocato un esodo di massa di persone in fuga dal conflitto con circa 5 milioni di rifugiati ed oltre 6 milioni di sfollati; · nel 2014, a seguito dell’avanzata del fondamentalismo islamico, lo Stato Islamico (ISIS) è arrivato ad occupare circa un terzo dell’intero territorio siriano, tra cui il cosiddetto “kurdistan siriano” ed i governatorati di Raqqa e Deir el-Zor; · nel 2015 la sconfitta nella battaglia della città curda di Kobane ha di fatto segnato l’inizio del “reverse course” e l’arresto dell’avanzata dell’Isis; · le unità di difesa popolare degli YPG e YPJ, inquadrate nell’alleanza curdo-araba (SDF) parte integrante nella coalizione internazionale anti-terrorismo islamico, sono state fondamentali nella resistenza al terrore dello Stato Islamico, contribuendo alla liberazione dal Califfato delle città di Aleppo, Raqqa e dell’intero nord della Siria; · a seguito della sconfitta dell’Isis, ad Afrin e negli altri cantoni della regione del Rojava convivono oggi pacificamente curdi e arabi, cristiani e islamici; etnie e religioni diverse in un innovativo e moderno sistema di democrazia partecipata, paritaria e di uguaglianza tra i sessi; · le SDF curdo-arabe non hanno mai minacciato né attaccato i confini turchi; CONSIDERATO CHE · lo scorso 20 gennaio la Turchia con l’offensiva militare denominata “Ramoscello d’Ulivo”, ha violato la sovranità territoriale siriana, attaccando senza alcuna motivazione e giustificazione il cantone curdo di Afrin nel nord ovest della Siria; · già nell’estate 2016 la Turchia aveva lanciato nel nord della Siria l’operazione militare denominata “Scudo sull’Eufrate”, con la scusa di combattere Daesh, ma con il preciso obiettivo di dividere i territori del Rojava curdo; · l’offensiva militare turca, effettuata mediante attacchi di terra e raid aerei, ha già causato decine di vittime anche tra la popolazione civile, non risparmiando neppure il campo profughi di Rubar, ospitante oltre 20.000 rifugiati provenienti dal resto della Siria; · il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di voler estendere l’offensiva militare a tutto il territorio abitato dai curdi nel nord della Siria; · l’aggressione militare della Turchia rappresenta un vero e proprio crimine contro l’umanità e si sta compiendo nel pressochè totale silenzio della Comunità Internazionale e che è a rischio l’incolumità e la sicurezza di decine di migliaia di civili e di rifugiati; · questa aggressione militare va ad aggiungersi alle distruzioni delle città curde in Turchia, al massacro di centinaia di civili, alla destituzione e all’arresto di numerosi altri Sindaci ed eletti locali in atto a partire dal 2015; RICORDATO CHE · dal 1952 la Turchia è membro effettivo della NATO; · dal 2005 sono aperti i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione Europea; · l’Italia è uno dei principali partner commerciali della Turchia, con un interscambio commerciale di 16,2 miliardi di dollari nel 2016 e oltre 1300 società ed aziende con partecipazione italiana presenti in Turchia; · nel novembre 2015 il Comune di Firenze ha ospitato il sindaco della città di Kobane durante il forum dei sindaci per la pace “Unity in diversity”;

TUTTO CIÒ PREMESSO, CONSIDERATO E RICORDATO, ESPRIME solidarietà ed il proprio sostegno alla popolazione di Afrin e dell’intero Rojava; CHIEDE al Governo Italiano di condannare quanto accaduto e di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti della popolazione del cantone di Afrin e dell’intero Rojava; Di togliere finalmente il PKK dalla lista delle organizzazioni terroristiche perche’ da anni e’ invece organico all’alleanza per la difesa dei territori curdo siriani contro isis,difendendo di fatto anche l’Europa. Togliendo cosi ad Erdogan il pretesto per continuare il massacro curdo in alleanza proprio con ISIS. CHIEDE al Governo Italiano di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio di Europa e alla Nato – la ferma condanna di quanto avvenuto e l’attivazione di tutti gli atti politici necessari per tutelare la popolazione del Rojava e il rispetto delle libertà democratiche.


 

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