Frontiere, migrazioni, guerre e repressione al nuovo art happening del Dada Boom

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Un altro grande appuntamento con gli art happening dell’Officina “Dada Boom” è previsto per questo fine settimana. Il titolo è di quelli importanti: “Banditi senza frontiere.” Si inizia sabato 22 alle ore 18 con il vernissage dove potrete ammirare numerosi artisti che si cimenteranno in pittura, scultura, poesia, videoarte e performance a seguire apericena. Domenica 23 si continua con un interessante dibattito dal titolo: “Frontiere: oltre il giusto e l’ingiusto chi sono i veri banditi?” Dopo anni e anni di retorica sul “villaggio globale” tornano i nazionalismi, i protezionismi, si rialzano muri e steccati. Le frontiere tornano ad essere viste come un qualcosa di difficile da valicare. Torna anche lo spettro della guerra con tutte le sue drammatiche conseguenze. Opporsi a tutto questo è doveroso ma può portarci a criminalizzazioni, ghettizzazioni, repressioni. Il potere fa presto ad etichettare come banditi, criminali, fuori legge. Esclusi dalla buona società. Prima o poi può capitare a tutti. Nel 1943 i partigiani erano considerati banditi. Oggi, in Messico, gli appartenenti all’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale sono considerati criminali. In Turchia i kurdi del PKK sono considerati terroristi da Erdogan. I migranti che osano forzare i confini, fuggire da una vita di povertà, sono dei fuori legge. Chiunque provi a realizzare alternative al potere dominante, alle leggi del mercato, rischia di essere bandito. Al dibattito interverranno Marco Rizzo di Lucca contro il G7, Filippo Antonini dell’ANPI provinciale di Lucca , Daniela Francesconi di Senza Confini e Gina De Angeli del coordinamento contro la repressione.

Officina d’arte fotografica e contemporanea “Dada Boom”

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Repubblica Viareggina: Solidali con i denunciati al G7 di Lucca

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A Lucca, nei giorni scorsi, si è tenuto il G7 ed i potenti della terra, in una città super-blindata e deserta, protetti da forze dell’ordine in stato d’assedio, camionette e barricate, si sono ritrovati a decidere delle sorti del nostro pianeta e quali popolazioni inermi bombardare: ieri la Siria, oggi l’Afghanistan. Chiusi nei loro palazzi, il sig. Alfano e la sig.ra Mogherini, rappresentanti del nulla, neanche di una misera tornata elettorale, sparlano e si rendono sempre più servi del Trump di turno.

Di fronte a questa situazione, Repubblica Viareggina sostiene e solidarizza con quei giovani, se non giovanissimi, che con coraggio, in un clima da paura montato ad arte, hanno manifestato lunedì pomeriggio a Lucca contro il G7 per ribadire le verità dei popoli e degli sfruttati.

Sicuramente insufficienti ed inesperti, ma oggi -purtroppo- non sono i tempi della raccolta, bensì quelli della semina, anche testimoniare e dire il proprio “No” è importante. Troppo spesso -ormai- siamo abituati ad una sinistra “tradizionale” inadeguata, che viene vista sempre più come stagnazione e potere, piuttosto che promotrice di un reale cambiamento dello stato di cose presenti.

Repubblica Viareggina per i beni comuni

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La proposta di abbattere il municipio e ridare la piazza alla città

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Stamane Venerdì 14 aprile a Villa Argentina si è svolta una conferenza stampa per presentare la richiesta di abbattimento del municipio richiesta avanzata dal Comitato 2 Maggio, della Fondazione Milziade Caprili, da ViareggioOK, da Officina “Dada Boom” da Repubblica Viareggina e dal comitato versiliese per la verità sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Pubblichiamo integralmente la nota.

APPELLO PER L’ABBATTIMENTO DEL PALAZZO COMUNALE

All’Amministrazione Comunale di Viareggio

Noi cittadine e cittadini di Viareggio sottoscriviamo questo appello affinché la nostra città torni ad avere la sua Piazza “Grande” (Nieri e Paolini) libera da quel fabbricato che da troppi decenni l’ha sfigurata.
L’edificazione del palazzo comunale nella piazza più amata dal popolo viareggino fu un errore. Nella seconda decade degli anni Duemila questo errore deve essere corretto. Il Palazzo comunale è in condizioni pessime. Un edificio ormai fatiscente e insufficiente per la nostra città. Una bruttura per chiunque, viareggini e non, che lo veda.
Ci sono molti palazzi e strutture pubbliche inutilizzate che potrebbero accogliere una decentralizzazione razionale ed efficiente degli uffici comunali.
L’ex Camera del Lavoro, l’ex palazzo della Pretura, le strutture delle circoscrizioni, solo per fare pochi esempi, potrebbero divenire utili luoghi per l’accoglienza degli uffici oggi nel palazzo comunale.

Sappiamo benissimo che ci sono altre urgenze, anche drammatiche, a Viareggio. Ma il tema della riqualificazione della città restituendole un luogo di aggregazione che fa parte da secoli della storia e della cultura della città è un tema ugualmente fondamentale.

La questione economica non è ovviamente secondaria. Anzi. Noi pensiamo che i canali di finanziamento europei, di cui la nostra città si è sempre in larga parte disinteressata, possono rappresentare una prima opzione di lavoro. Inoltre, finanziamenti del governo nazionale e regionale dedicati alla riqualificazione delle aree urbane rappresentano una seconda opzione percorribile. Insomma, le strade esistono. Quello che finora è clamorosamente mancata è la volontà politica di restituire un tale luogo alla città. Una piazza che assumerebbe connotati positivi anche per i turisti durante i periodi estivi e non solo. I commercianti potrebbero, in particolar modo quelli del centro, avere un notevole ritorno economico che oggi non hanno.

Noi pensiamo a un concorso di idee e progetti per ridare vita alla più amata piazza della città. Occorre però la volontà politica e il coraggio delle scelte.

Comitato “Piazza Grande”

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IMPUNITI! SFUGGITI ALLA GIUSTA PENA!

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Pubblichiamo integralmente il comunicato che ci hanno fatto pervenire alcuni compagni e compgane antimperialisti

Una di quelle cisterne di gas GPL piazzate sul treno bomba esplode presso la stazione di Viareggio abbattendo al suolo le abitazioni non protette, ai lati della ferrovia.

Sono le 23,50 del 29 giugno 2009 e parte della città è in fiamme, quella notte regna il terrore, vengono avvolti dal fuoco e non hanno scampo bambini, donne, uomini ed in questo luogo di distruzione, mentre accorrono i primi soccorritori, si sentono le urla strazianti dei sopravvissuti e quelle cisterne stese sui binari fanno paura.

Dove regna la morte forte è il dolore dei familiari, degli amici di tutti NOI; nei giorni seguenti il popolo di Viareggio si pone i primi interrogativi, consapevole che questa tragedia non è casuale, tanto meno uno “spiacevole incidente” come ha affermato criminalmente qualcuno, mentre il contributo dei ferrovieri indica il tema imprescindibile da affrontare: la SICUREZZA!

Solo i lavoratori segnalano i pericoli presenti in tutti i posti di lavoro, in contrasto con chi mantiene ruoli dirigenziali nella conduzione capitalistica di aziende pubbliche e/o private che impegnano tempo ed energie a mettere in campo forme “adeguate” per ridurre la forza-lavoro e con l’arma del ricatto occupazionale impongono agli operai turni massacranti ed altre misure tese ad aumentare maggiormente il livello di sfruttamento raggiunto.

Conformemente a tale indirizzo produttivo ( nell’accezione di produttività che la classe dominante esplicita pro domo sua ) le politiche governative antiproletarie, in sinergia con l’establishment economico-finanziario, che rappresentano l’asse centrale di ogni politica economica dei vari esecutivi succedutisi, puntano a regolare il mercato del lavoro seguendo la logica di una esasperata precarizzazione, atta alla rifunzionalizzazione del mdp ma che finisce inesorabilmente per RUBARE il futuro alle nuove generazioni.

Dentro a quelli che sono gli attuali rapporti di forza, favorevoli al padronato ed al suo Stato, nella fase in cui la tendenza indica un restringimento dei margini di mediazione politica tra le classi, vengono eliminate quelle conquiste e quei diritti che i lavoratori hanno ottenuto con le lotte nei decenni passati e vengono elaborati i progetti di privatizzazione, tralasciando scientemente il problema SICUREZZA.

Niente di nuovo, i nemici di classe seguono con diligenza sia i piani di politica economica in discussione nei “tavoli” interni ed europei, sia le regole del mercato imposte dal capitalismo globalizzato, registrando in ultima istanza che ciò che conta nel sistema imperialista è e resta il PROFITTO.

“NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA” : lo striscione esposto nei cortei, per le strade, di fronte al tribunale, nei luoghi dove era presente la protesta, ha unito il popolo versiliese e non solo nella ricerca della verità e della giustizia.

La lotta guidata dai familiari delle vittime sostenuta dal popolo viareggino ha posto parole d’ordine inequivocabili: Verità, Giustizia, Sicurezza, ma anche dopo il “processo tranello” tutto ciò resta incompiuto.

Deve essere chiaro che la verità, la giustizia non passano attraverso i tribunali borghesi, meri strumenti funzionali agli interessi della classe dominante.

Le cause di questo avvenimento “atteso” e luttuoso sono lampanti: i responsabili di 32 omicidi sono noti, cresce la rabbia contro l’incuria criminale e la perniciosa arroganza di chi governa. Un grave errore sarebbe delegare a forze politiche istituzionali questa battaglia perché la renderebbero sterile; costoro infatti si sono dimostrati incapaci di incidere per ottenere radicali cambiamenti per il trasporto ferroviario delle merci pericolose; assenti ed omertosi nella denuncia dei motivi reali che hanno causato la tragedia, timorosi nell’indicare le responsabilità dei soggetti di primo piano coinvolti.

IN UNO STATO DI AGITAZIONE INTENSA, CONTINUA E NEL DIVENIRE PERMANENTE, dal basso si costruisce quel movimento politico indipendente che nel conflitto incontra forze nuove, giovani ribelli che si mobilitano contro il razzismo, il rigurgito fascista, e ponendosi fuori e contro le compatibilità del capitale in piena autonomia affrontano questioni che attengono alle problematiche sociali con risoluta intransigenza, mettendo in campo lotte radicali che si manifestano con le occupazioni per il diritto alla casa, per gli spazi sociali autogestiti, contro la cosiddetta “buona scuola” e la devastante precarietà che annichilisce l’esistente proletario. Questa corrente irriducibile in embrione, non solo politica ma anche culturale e comportamentale, presente nella metropoli imperialista, che si batte contro gli speculatori, i padroni e le politiche della classe dominante, le giunte locali indistintamente di centrodestra o centrosinistra, deve fare i conti con le politiche di prevenzione e repressione che lo Stato pone sul terreno dello scontro nel tentativo di governare l’inevitabile conflitto sociale.

E’ oltremodo pleonastico sottolineare che le stragi e gli omicidi sui posti di lavoro trovano la loro esiziale continuità perché sono il prodotto del sistema di sfruttamento capitalista, all’interno di una formazione economico-sociale che istituzionalizza il dominio di classe. Anche questa strage dimostra che i responsabili seppur “condannati” in primo grado, restano ancorati nei posti-chiave ai vertici di aziende statali di carattere strategico; anzi, questi “loschi figuri”si sono meritati sul campo promozioni ed onorificenze, vergognosamente insigniti dopo i funerali delle vittime della strage di Viareggio. Basti pensare a Moretti che , pur non riconfermato come A.D. di FINCANTIERI-LEONARDO, a causa degli scontri tra gruppi di potere all’interno delle frazioni della Borghesia Imperialista, gode tuttora di quel prestigio istituzionale che gli consente di accompagnare in primo piano il Presidente della Repubblica in occasioni ufficiali, come la recente visita al Museo ferroviario di Pietrarsa, in Campania; senza tralasciare l’altro “pregiudicato”, Michele Mario Elia, che ultimamente ha “fatto carriera” all’interno dei gruppi privati internazionali che gestiscono il progetto TAP, acquisendo il ruolo, determinante di COUNTRY MANAGER ITALIA di TAP. Un progetto, ricordiamolo fortemente inviso e violentemente contrastato dalle popolazioni locali.

CONSAPEVOLI dell’ingiustizia che ci circonda, ribadiamo con forza l’impegno di dare continuità alle lotte e di svelare quelle linee di intervento politico opportunista che confondono e deviano il percorso verso l’unica giustizia che riconosciamo: LA GIUSTIZIA PROLETARIA!

Per le forze antimperialiste ed anticapitaliste la risposta non può essere che quella di OSARE, LOTTARE, COMBATTERE contro ogni imposizione della legalità borghese.

Le sommosse, i comportamenti radicali, l’inimicizia assoluta con la borghesia e i suoi sodali marcheranno il percorso del proletariato metropolitano nella direzione della rivoluzione!

ALCUNI COMPAGNI E COMPAGNE ANTIMPERIALISTI

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Cantiere Sociale: G7 di guerra


526470_416047751824778_169035943_nL’amministrazione americana ha scelto Lucca per il vertice del G7 dei ministri degli esteri come prima tappa prima del vertice di fine maggio a Taormina che vedrà riunirsi i capi di governo. Mentre Washington chiede all’Italia di mettere al primo posto della discussione la questione Siriana, facendo cosi diventare la città Toscana uno snodo importante nella concretizzazione della scelta politica Trumpiana fatta nei confronti della Siria. Dopo l’attacco chimico che ha ucciso più di 80 civili, Trump nella notte di giovedì notte aveva ordinato il bombardamento della base da cui era partito il caccia siriano. Una base sui cui sono presenti anche aerei russi; per questo gli Usa hanno accusato Mosca, sostenendo “o siete complici oppure siete incompetenti, perché i siriani hanno usato le armi chimiche sotto il vostro naso”. In Siria, gli Usa e i paesi della coalizione anti-Isis colpiscono le postazioni dello Stato Islamico, che fino ad oggi non avevano mai colpito le basi di Assad. L’attacco militare americano della scorsa settimana ha avviato una nuova dinamica politica: a Lucca gli Usa proveranno a chiedere un ulteriore impegno per le trattative diplomatiche che Staffan De Mistura guida per conto dell’Onu a Ginevra, un negoziato in cui l’America tornerà a sostenere con maggior forza l’uscita di scena di Assad. I tentativi di impedire il corteo di oggi ( 10 Aprile ) da parte delle questura Lucchese sono stati insistenti e continue, non hanno fermato la volontà di girare liberamente per la città, sottoposta in questi giorni a divieti e controlli serrati. Per le strade, all’incirca 500 persone che hanno voluto gridare il proprio dissenso in primis per la città completamente blindata e che sicuramente sarà costata cara alle nostre tasche, blocchi dei voli sopra la città, droni a monitorare nel ronzio della tecnologia, polizia, blindati e tanti altri “magnifici giocattoli “. Non è però tardata la risposta degli agenti in antisommossa, che hanno caricato più volte, prima un gruppo di manifestanti che ha provato a forzare uno dei varchi che chiudeva il centro storico dove si teneva il summit, successivamente caricando a freddo in maniera indistinta fra la folla terrorizzata colpendo persino una persona in carrozzina creando il panico e provando a disperdere il corteo, conclusosi davanti alla questura chiedendo il rilascio immediato di due compagni in stato di fermo. Una città blindata impenetrabile, che accoglie chi dovrebbe parlare di frontiere e provare a risolvere il problema della migrazione dai paesi in guerra proprio come la Siria.

Alessandro Ravenna presidente del Cantiere Sociale Versiliese

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In 400 metri americani, poliziotti e spacciatori ma nessun fascista

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Poco più o poco meno saranno 400 metri quelli che dividono il viale Cadorna, che attraversa un parte della pineta di Ponente, e via Giacomo Puccini dove si trova l’hotel Principe di Piemonte. Quattrocento metri in cui si racchiudono le contraddizioni del nostro tempo da cui anche la nostra città non è esente. In questi 400 metri, in queste ore, stanno poliziotti, americani e spacciatori. I poliziotti in forza non stanno per arrestare gli spacciatori “extracomunitari”* ma per proteggere gli altri “extracomunitari”* quelli che portano bombe e hamburger in giro per il pianeta. Gli spacciatori che ci sia tutta questa polizia nemmeno se ne sono accorti e continuano indisturbati a vendere droga nei punti noti a tutti come avveniva nei giorni e negli anni precedenti. Le forze di polizia tanto invocate da chi ha deliri securitari ci sono ma non per contrastare il crimine e difendere i deboli ma per difendere i potenti e i prepotenti della terra che sono alla base di ogni crimine.

A Lucca, lunedì 10 e martedì 11 aprile, si terrà il G7, un summit, dove le potenze imperialiste decideranno come perpetrare ancora sfruttamento, devastazioni ambientali, guerre di rapina, e violenze di ogni genere. La delegazione americana, responsabile degli ultimi missili lanciati sulla Siria, è alloggiata al Principe di Piemonte a Viareggio. Davanti a questo grande hotel sta l’ex centro congressi “il principino” chiuso per la crisi economica e per l’incapacità di chi amministra la città. Ieri, domenica 9 maggio, una cinquantina di compagne e compagni appartenenti a varie realtà sociali e anticapitaliste si sono presentati per un volantinaggio tra lo stupore della maggioranza della gente che guardava inebetita dai bar della passeggiata, anestetizzata dalle molte droghe illegali e legali (cocaina e televisone, pasticche e gratta e vinci) che questa società ci propina. Finita la breve protesta, e tramontato il sole, in quei 400 metri sono rimasti solo poliziotti, americani e spacciatori. Nessun fascista presente, nemmeno il pomeriggio. I valorosi uomini della destra sovranista, che inneggiano alla patria, che rivendicano la giustezza di avere difeso il regime mussoliniano dall’invasione americana, ancora una volta erano latitanti. E mentre il governo Gentiloni ci conferma quello che il nostro paese è da ormai più di settanta anni: una colonia. Loro tacciono. Troppo ardire sarebbe stato far sentire una voce contro l’imperialismo americano. Qualcuno avrà pensato saranno impegnati nelle pinete a fare qualche ronda contro gli spacciatori. No signori nemmeno quello! Stanno, come ormai avviene da tempo, solo davanti alla tastiera a pontificare incapaci di agire e funzionali, come chi vende droga che anestetizza il cervello, al sistema. Non esiste più nemmeno la destra di una volta. Ormai son tutti legaioli.

Prossime guerre e sciagure all’orizzonte ma solo chi è coerentemente anticapitalista e internazionalista lo comprende e può provare a contrastarle non chi difende patrie indefinite che alle volte si chiamano Europa Cristiana, alle volte Padania, alle volte Italia a secondo della convenienza opportunistica. Con quale credibilità ancora i vari Salvini, Meloni, Alemanno e Casa Pound potranno inneggiare a Trump e magari a Putin contemporaneamente? 

Dove sono quelli che inneggiano alla patria, che rivendicano con orgoglio la sovranità e la legalità? Dove sono quelli che invocano ronde e più polizia? Come al solito davanti allo schermo. Ancora una volta in questa città l’unica voce fuori dal coro è quella anticapitalista delle compagne e dei compagni.

Se qualcuno non ha capito cosa sia la guerra pensando che sia un videogame o l’ultimo film di Silvester Stallone farebbe bene ad aprire la mente. La guerra è quello stato di cose permanenti che impedisce il sorgere di un mondo nuovo. Al suo apice la guerra è un missile che costa centinaia di migliaia di dollari, lanciato da un aereo che costa decine di milioni, e che vola con il costo di altre migliaia di dollari all’ora, per uccidere gente che vive con meno di un dollaro al giorno.
I fascisti del terzo millennio continueranno a stare dietro le tastiere perché questo vuole il capitale, gli spacciatori a spacciare nelle pinete perché questo,vuole il capitale le forze di polizia a proteggere i prepotenti del mondo perché questo vuole il capitale , i prepotenti a giocare alla guerra perché questo vuole il capitale, le masse inebetite a non capire cosa succede perché questo vuole il capitale e noi con la nostra rabbia e umana frustrazione a spiegare che un altro mondo è possibile e necessario, un mondo contro il capitale.

* extracomunitario: persona che non fa parte della comunità europeaa

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Proteste per la presenza della delegazione statunitense del G7 a Viareggio

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Abbiamo appreso con preoccupazione e rammarico che la delegazione statunitense la quale parteciperà al prossimo G7 di Lucca sosterà nella città di Viareggio. Questo comporterà, sicuramente, disagi per l’intera città con un ulteriore militarizzazione del territorio, nonché forze dell’ordine spostate dall’impegno alla lotta alla criminalità al sorvegliare questi prepotenti.

Nuovi venti di guerra (Siria, Corea del Nord, Ucraina, ecc.) soffiano sul pianeta per colpa delle potenze capitalistiche che fanno parte del G7. Noi parteciperemo alla manifestazione di lunedì 10 aprile contro il vertice che si terrà a Lucca (ritrovo 14.30 stazione di Viareggio) ma faremo sentire anche nella nostra città il nostro disappunto. Invitiamo le cittadine e i cittadini che credono nella pace, che rifiutano la spirale terrorismo guerra che si alimenta vicendevolmente, che credono in un economia diversa da quella caratterizzata dalle devastazioni ambientali e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo a far sentire la propria voce.

Protestare è un diritto democratico sancito dalla nostra costituzione. Quella costituzione che abbiamo difeso con venti milioni di “No” lo scorso 4 dicembre al referendum istituzionale. Per questo non tollereremo divieti alla libertà di espressione.

Ricordiamo, inoltre, come proprio in queste ore il governo italiano sia stato costretto a patteggiare di fronte alla corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo per le gravi violenze delle “forze dell’ordine” avvenute durante il G8 del 2001 di Genova.

Repubblica Viareggina per i beni comuni

Partito della Rifondazione Comunista circolo Milziade e Nilo Caprili

Unione Inquilini

COBAS lavoro privato Versilia

Movimento di liberazione popolare – p101 – della Versilia

Communia Viareggio

Officina di arte fotografica e contemporanea Dada Boom

Donne in Cantiere

Partito Comunista dei Lavoratori della Versilia

Gruppo Autonomo Viareggio

Brigata Sociale Antisfratto

CSOA SARS

Cantiere Sociale Versiliese

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UI e BSA contro Tomei che rifiuta il confronto e conferma di essere come i predecessori

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La scorsa settimana il sindacato Unione Inquilini aveva in programma, alle ore 17:00, un incontro con l’Assessore al sociale Tomei, incontro che è stato disdetto all’ultimo minuto (alle ore 15:30) con un sms, scrivendo che era stato convocato urgentemente a Lucca e che ci avrebbe fatto richiamare la mattina seguente dalla segreteria per un nuovo appuntamento. Purtroppo molti dei militanti del sindacato e del movimento avevano preso permessi di lavoro per essere presenti all’incontro e per sostenere la delegazione sindacale, quindi ci siamo ritrovati con bandiere e striscioni a fare volantinaggio sotto il Comune per 1 ora e ricordando ai passanti che la stessa mattina avevamo bloccato due sfratti e a spiegare i contenuti del volantino. Dopo una settimana senza notizia alcuna da parte dell’Assessore Tome o della segreteria, abbiamo sollecitato l’assessore a farci presenti del nuovo appuntamento che ci aveva promesso, ricevendo da lui stesso questa assurda risposta: “Dopo le vostre reazioni della scorsa settimana non intendo più ricevere la delegazione” E’ gravissimo che da parte di un funzionario pubblico, nonché assessore ad un tema così delicato, vi sia autoritarismo e chiusura totale verso un sindacato che chiede un incontro per la prima volta. E’ vergognoso il comportamento di Tomei, ma d’altronde l’amministrazione Del Ghingaro ci ha sempre abituati alla totale chiusura al dialogo con la cittadinanza, all’autoritarismo, intolleranza e disprezzo per ogni forma di dissenso nei loro confronti. Se questo è il nuovo che avanza, pensiamo che dal ventennio sia cambiato veramente poco. Ci auspichiamo che l’Assessore si scusi, non tanto con la delegazione sindacale, ma con tutti quei cittadini che sono sostenuti dal nostro sindacato e che aspettano intrepidi questo incontro per conoscere le risposte su i loro problemi sociali, che di certo non possono aspettare le bizze e gli scivoloni dei tempi politici.

Unione Inquilini Viareggio

Brigata Sociale Anti Sfratto

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La cassazione conferma purtroppo il licenziamento di Riccardo Antonini

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Purtroppo è stato confermato dalla cassazione il licenziamento del ferroviere Riccardo Antonini. Riccardo, da sempre in prima linea per chiedere sicurezza nei trasporti ferroviari, fu licenziato da Mauro Moretti per essersi prestato come perito di parte al fianco dei famigliari della strage di Viareggio.

Riccardo si è sempre battuto con coerenza per avere verità e giustizie per i famigliari della strage di Viareggio che hanno visto a gennaio almeno una prima condanna per i vertici delle ferrovie. Mauro Moretti e Michele Maria Elia sono stati condannati a sette anni e mezzo. Il buonsenso avrebbe dovuto prevalere e Riccardo sarebbe dovuto tornare al suo lavoro purtroppo i giudici hanno deciso diversamente ma a Riccardo stanno arrivando numerosi attestati di solidarietà da forze politiche e sindacali ma soprattutto dai famigliari della strage.

Siamo convinti che Riccardo continuerà a battersi più motivato di prima trovando sempre un vasto sostegno anche noi cogliamo l’occasione per esprimere la massima solidarietà.

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L’intervento di Repubblica Viareggina sulle spiagge

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Con l’avvicinarsi della bella stagione i viareggini, famiglie con bambini, cittadini/e svantaggiati/e e turisti di ogni tipo, in particolari i giovani, arrivano nella nostra città alla ricerca di spiagge fruibili gratuitamente e a costi ridotti e non soggette ad eccessivi divieti.

Crediamo che il mare e gli arenili siano un bene comune, a cui tutti hanno diritto, per questo pensiamo che sulle spiagge debba essere garantita la sorveglianza, la sicurezza, la pulizia e la disponibilità di bagni e docce per tutti senza costi onerosi.

Questi bisogni sono però del tutto, insoddisfatti; infatti, l’offerta che la città mostra è costituita sostanzialmente in una serie ininterrotta di stabilimenti balneari a partire dalla Fossa dell’Abate fino a Torre del Lago di bagni in concessione, a prezzi onerosi e con una gestione privatistica di beni appartenenti alla collettività, con tutto quello che ne comporta: lavoro nero e sfruttamento di bagnini e dipendenti. Unica alternativa gratuita resta, in assenza però di ogni garanzia, lo spazio all’interno del parco naturale, fra l’altro la mancanza di spiagge pubbliche finisce per sottoporre lo stesso parco ad un grave e indebito sovraccarico umano, ma in assenza di ogni servizio: dove non basta un avviso di spiaggia non sorvegliata per sollevare l’amministrazione da ogni responsabilità. Un cartello non vale certo una vita umana e sulla sicurezza non si deroga.

Da anni con la scusa del debito nazionale e del dissesto cittadino sono stati attuati tagli ai servizi pubblici e privatizzazioni o svendite a partire dai beni comuni;Repubblica Viareggina chiede che il problema venga affrontato come hanno fatto in altri comuni creando in città spiagge libere ed attrezzate, accessibili a tutti, in cui sia garantita una sorveglianza qualificata, aree che possano essere individuate in P.zza Mazzini e nella zona del Principino, lasciata ormai da due anni nel pieno degrado.

Repubblica Viareggina ritiene che proprio dalle spiagge di Viareggio si possa avviare un percorso anche graduale di ripubblicizzazione, riportando sotto la completa responsabilità pubblica dell’amministrazione il soddisfacimento di bisogni essenziali, pertanto non ci schieriamo né con la Bolkestein né con i bottegai della spiaggia ma per servizi accessibili a tutti!!!

Repubblica Viareggina per i beni comuni

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