Il ringraziamento di Tommaso Fattori e una prima analisi della sconfitta.

“Grazie di cuore alle 46.270 persone che ci hanno dato fiducia, alle attiviste e agli attivisti che si sono spesi in una campagna elettorale fatta di tante passioni e di pochissimi fondi, grazie infinite alle candidate e ai candidati di Toscana a Sinistra, che hanno dato l’anima in queste settimane intense.

Abbiamo proposto un progetto di cambiamento ecologista e di sinistra, capace di unire visione e pragmatismo. Abbiamo proposto una svolta radicale rispetto al sistema di potere esistente e rispetto all’arretramento barbarico incarnato da Susanna Ceccardi. Abbiamo indicato una strategia complessiva per indirizzare gli investimenti verso la conversione ecologica delle produzioni e la creazione di lavoro stabile e non precario. Ma il nostro progetto non ha affatto convinto l’elettorato: è un dato oggettivo.

Nel prossimo Consiglio regionale mancherà dunque la sinistra e il gruppo di opposizione più produttivo della X legislatura in termini di proposte di legge presentate e fatte approvare, capace di incidere e di lasciare il segno. Un’opposizione di qualità è parte fondamentale della democrazia e il governo Giani&Renzi (dato che tutte le liste della coalizione hanno, in concreto, portato acqua a quel mulino contribuendo a far eleggere i soli consiglieri PD e ItaliaViva) avrebbe bisogno appunto di una vera opposizione e non delle chiacchiere di una destra assai affine sui nodi determinanti, dalle grandi opere al modello pubblico-privato fino all’autonomia differenziata.

Ma c’è anche un altro fatto altrettanto oggettivo: la paura ha travolto la fase finale della campagna elettorale. Ha vinto il PD, certo, ma ha vinto pure il terrore e il richiamo martellante al così detto ‘voto utile’, rilanciato da media e social network con una forza mai vista. E’ stato inventato un inesistente testa a testa Giani-Ceccardi, si è costruita la fantasia di una regione contendibile dalla destra. Invenzioni che vengono oggi minimizzate da parte di chi ha avuto gravi responsabilità nell’alimentarle, anche all’interno del sistema dell’informazione. Gli otto punti di scarto fra Giani e Ceccardi confermano quel che abbiamo sempre ripetuto, che non vi era alcun testa a testa e nessuna possibile contendibilità. Eppure, attraverso centinaia di migliaia di messaggi whatsapp, i sondaggi farlocchi sono circolati anche nei giorni di divieto. Sondaggi falsi che sono stati rilanciati persino ad urne aperte, accompagnati dalla richiesta di ‘voto utile’. Questa strategia costruita a tavolino ha pesantemente inquinato e orientato il voto. Il fatto che gli stessi che giustamente mettono in guardia dalla ‘bestia’ di Salvini, mostrandone la capacità di influenzare l’elettorato, minimizzino invece quanto accaduto qui in Toscana mi pare denoti cattiva fede o incapacità di capire come funziona la macchina danarosa della propaganda nel 2020.

All’ennesimo messaggio di persone a noi vicine che dicevano, scusandosi, ‘metto da parte i programmi, ma solo per stavolta’ o ‘mi turo il naso di fronte all’emergenza’ ho capito che la situazione, nell’arco di poco tempo, stava precipitando.

C’è poi un vizio d’origine: la ri-frammentazione del nostro mondo rispetto al 2015, quando eravamo l’unico progetto ecologista e di sinistra presente sulla scheda elettorale. Oggi è riapparsa una pluralità di liste, che complessivamente prendono 35 mila voti più del 2015, ma nessuno elegge in Consiglio regionale perché divisi. Non intendo nascondere le diversità, tuttavia chi ha legittimamente deciso di appoggiare Giani, pur con un programma opposto a quello del suo candidato presidente, lo ha fatto a partire da un presupposto dogmatico rivelatosi oggettivamente falso: la teoria del testa a testa, con elezioni che si sarebbero giocate all’ultimo voto, e la conseguente necessità di ‘salvare la patria’, lasciando da parte gli elementi programmatici. In ogni caso, e al di là delle differenti valutazioni, mi pare evidente che la spaccatura è un problema.

Infine c’è il sistema elettorale. E’ anche attraverso i sistemi elettorali, tutt’altro che neutri, che si costruisce la gabbia del voto utile e del bipolarismo forzato: siamo stati i soli, nella scorsa legislatura, a dare battaglia a favore del sistema elettorale proporzionale, per restituire rappresentatività al Consiglio e per uscire dal voto sotto ricatto. Ma la nostra proposta di legge proporzionale è stata bocciata per tenere in piedi il pessimo Toscanellum, la legge voluta da Renzi e Verdini, che oggi è un’altra bella parte del problema.

Detto questo, da domani continueremo a impegnarci per un mondo migliore, come ogni giorno. Discuteremo come farlo, lo faremo insieme, lo faremo con tutte le nostre energie.”

Tommaso Fattori

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Del Ghingaro fugge dal confronto promosso dal Comitato per la Salvezza della Pineta.

Lo scorso venerdì sera si è svolto al Fienile l’incontro coi candidati sindaco organizzato dal Comitato per la Salvezza della Pineta (e non genericamente “dalle associazioni ambientaliste”, come qualcuno ha detto) sui temi dell’ambiente e della viabilità nel comune di Viareggio.
Era per il Comitato un importante momento di sintesi su di un triennio di assidua documentazione, sensibilizzazione e mobilitazione: un’occasione per discutere pubblicamente un’idea organica di città, che il Comitato ha elaborato in dialogo con gruppi e associazioni quali Italia Nostra, Legambiente, Amici della Terra, tutto il Coordinamento No Asse, e che va ben al di là di uno sterile ‘no’ su singoli punti decontestualizzati.
Possiamo vantare un successo, innanzitutto, per la vasta partecipazione di pubblico: la sala del Fienile si è riempita e ha visto presenti, oltre a molti semplici cittadini, i rappresentanti di liste, movimenti, associazioni ambientaliste e parecchi esponenti della stampa locale. Si constata quindi che la Viareggio attenta al verde e all’ambiente è viva, attiva, propositiva; e sarà una forza con cui l’amministrazione futura, quale che sia, dovrà volente o nolente fare i conti.
Quanto ai candidati, si è lamentata l’assenza dell’attuale sindaco, Giorgio Del Ghingaro. Noi eravamo in contatto col suo ufficio elettorale, al quale avevamo anche proposto di concordare per lui un’altra data, se venerdì sera non era libero: ma, dopo aver specificato che volevamo comunque un incontro IN UN CONTESTO APERTO AL PUBBLICO (giacché non ci interessano udienze regalmente concesse a pochi intimi nel segreto delle stanze dei bottoni…), non abbiamo più avuto risposta. Non ci è rimasto quindi che constatare con rammarico l’indisponibilità del candidato.
Anche la candidata della destra, Barbara Paci, che pure aveva confermato la sua presenza, si è scusata per un inconveniente dell’ultima ora. Ne prendiamo atto, ma non possiamo scacciare il sospetto di un certo imbarazzo, da parte sua, nel confrontarsi su un campo nel quale storicamente la destra non è mai stata particolarmente a suo agio.
Ad ogni modo, entrambi hanno ricevuto copia del nostro documento, e potranno, se vorranno, comunicarci i loro punti di vista in merito: noi siamo ancora in attesa di riscontro, e ormai mancano pochi giorni alla chiusura della campagna elettorale…
Gli altri tre candidati (Roberto Baccelli, Roberto Balatri, Sandro Bonaceto) erano invece presenti, e hanno dato vita a un ricco e interessante dibattito, condotto e moderato dal giornalista Aldo Belli: dibattito che ha evidenziato una sostanziale concordia nelle reciproche posizioni e con quelle del Comitato. Del Ghingaro e Paci, lo dicevamo, non ci hanno finora degnato né di presenza né di riscontro (sebbene in parte le loro posizioni si possano evincere dalle risposte fornite al recente questionario delle associazioni ambientaliste): ma è nota la loro posizione favorevole all’Asse di penetrazione a sud dello Stadio, ribadita anche ultimamente in contesti pubblici, e verso il quale Baccelli, Balatri e Bonaceto hanno invece ribadito la loro opposizione in maniera unanime e inequivocabile.
Noi non siamo SOLO un “Comitato No Asse” (sebbene qualcuno ogni tanto insista a chiamarci così…): le nostre prospettive sono assai più ampie e sfaccettate. Ma è l’opposizione all’Asse che ci ha fatto nascere, fornendo il primo spunto alla nostra riflessione e alla nostra attività; e per noi quello dell’Asse rimane un punto fondamentale e dirimente, anche perché si tratta di un progetto SIMBOLICO, significativo di una vetusta idea di ‘sviluppo cittadino’, basata sul cemento, sul traffico e sulla magniloquenza delle ‘grandi opere’, che ci sembra ora di lasciare definitivamente alle spalle.
Senza voler perciò fare campagna elettorale (il che non è nostro compito né nostro interesse), rileviamo (non è del resto una sorpresa) che Baccelli, Balatri e Bonaceto sono i candidati sindaci che ci hanno fornito un riscontro positivo, manifestando una concreta disponibilità al dialogo nei nostri confronti. In base a ciò, invitiamo tutti i nostri iscritti residenti nel Comune a fare le loro valutazioni.

Comitato per la Salvezza della Pineta

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Il presidente dell’ANPI Filippo Antonini torna sulle ragioni del No.

Tra pochi giorni il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi per la quarta volta (2001,
2006, 2016 e 2020), nella storia repubblicana, su un referendum costituzionale, riguardante
la riduzione del numero dei parlamentari: dai 630 deputati attuali si passerebbe a 400, e gli
attuali 315 senatori scenderebbero a 200.
Una riforma apparentemente semplice e assai limitata ma dalle implicazioni sia sociali
(rappresentanza nel Paese) che tecniche (elezioni del Presidente della Repubblica,
funzionamento delle Camere e delle Commissioni parlamentari) profonde.
L’ANPI, da subito, in modo pacato ma con fermezza, si è espressa per il “NO”; una
decisione ponderata; proprio perché l’ANPI, nelle proprie scelte e soprattutto quando
riguardano la Nostra Carta costituzionale, non deve favorire questo o quel partito, o
rincorrere i sondaggi del momento.
L’ANPI, purtroppo, in questo disegno di legge costituzionale, intravede una controriforma
populista dettata dall’agenda dell’antipolitica che per l’ennesima volta in pochi anni tenterà
di stravolgere la Costituzione e la rappresentanza in Italia.
Ormai -da anni- le costituzioni nate all’indomani dalla tragedia della Seconda Guerra
Mondiale sono sotto attacco, in quanto troppo spesso viste come una camicia di forza
all’efficienza degli esecutivi, al governismo o alle maggioranze di turno, sfavorendo un
rapporto diretto con i cittadini; bensì l’antipolitica trova linfa nella ricerca di un consenso
plebiscitario!
Si sa, la Nostra Costituzione è una carta rigida, formata da pesi e contrappesi a tutela delle
minoranze, volta alla mediazione e alla pluralità della rappresentanza, affinché non si ripeta
la dittatura fascista.
Nel caso vincesse il “SI” il rapporto tra eletto ed elettori scenderebbe drasticamente (da 1 a
96.000 a 1 a 151.000) diventando l’Italia -di fatto- il fanalino di coda in Europa; lo stesso
spauracchio della riduzione di costi della politica è irrisorio e andrebbe ad incidere dello
0,007% nella spesa pubblica.
Lo stesso Carlo Cottarelli dalle pagine de “La Stampa” del 14 settembre scorso titolava “Il
risparmio è modesto: 57 milioni l’anno, il famoso costo di una tazzina di caffè all’anno per
italiano”.
Piuttosto, tagliamo gli stipendi e i privilegi dei parlamentari o l’indotto di tecnici e
collaboratori dei vari ministeri!!

Riguardo la riduzione dei parlamentari, di cui si parla da decenni, anche il dato storico è
nefasto; infatti i deputati sono stati tagliati una sola volta nella storia d’Italia, durante il
ventennio fascista, quando nel 1929 i parlamentari passarono da 535 deputati a 400 deputati.
Come affermava Antonio Gramsci la storia non è mai cattiva maestra ha solo cattivi
discepoli!!
Inoltre, purtroppo, indipendentemente dai sì e dai no, il Nostro Paese sta attraversando una
profonda crisi di democrazia, di partecipazione politica e rappresentanza, almeno per come
l’abbiamo conosciuta nel secolo scorso:

  • un Parlamento svilito nel suo ruolo e composto da parlamentari slegati dalla società civile;
  • la soppressione delle Province, solo per quanto riguarda l’elezione diretta dei propri
    rappresentanti, mentre l’apparato di competenze e funzioni rimane in piedi;
  • Consigli comunali e regionali, troppo spesso, ostaggi di Sindaci e Governatori;
  • la chiusura delle Circoscrizioni cittadine e di quartiere, mentre i rispettivi immobili sono in
    totale degrado ed abbandono;
    per non parlare della crisi dei partiti, la non attuazione dell’art.49 della Costituzione, gli
    organismi scolastici sviliti o la mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro, uno dei grandi
    mali nel Nostro Paese.
    Per tutte queste ragioni l’ANPI ha deciso di votare “NO” al quesito referendario proposto il
    20 ed 21 settembre, ben consapevoli che anche dopo tale data, ci sarà da fare molto e bene
    nella difesa e nell’attuazione della Costituzione.
    FILIPPO ANTONINI
    Presidente Provinciale ANPI di Lucca
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Il collettivo SuperAzione e l’opera 16 metri transennata dal comune di Viareggio.

Sabato 12 settembre 2020, il Collettivo Superazione, nell’ambito dell’evento di chiusura del “Museo Popolare della Pineta Gïåk Vërdün” di Viareggio, ha reinstallato la sua opera “16 metri” che, durante la passeggiata, è stata transennata dalle autorità. Il Collettivo Superazione intende spiegare ai fruitori della Pineta di Levante che l’opera non era una pericolosa minaccia per le persone che frequentano la pineta, ma una denuncia dello scempio che verrebbe perpetrato con la costruzione dell’Asse di Penetrazione. L’opera segnalava l’ampiezza della strada che si intende costruire più o meno in quel punto e offriva una prospettiva dell’impatto devastante che quell’intervento avrebbe su quel territorio.

        La cosa che ci lascia perplessi è che tutto è avvenuto senza un minimo avvertimento e tentativo di dialogo con gli/le artist* che erano tutt* present*. In realtà anche noi stavamo appunto discutendo l'opportunità di colmare quel solco piantandoci delle piante adatte. L’intervento immediato delle autorità ci ha indotto a rimuovere le pietre miliari che componevano l'opera, lasciando sul posto solo una ferita di 16 metri. Ci preme particolarmente far capire alle persone che vedranno ormai soltanto un solco transennato che gli artisti stanno portando avanti una battaglia ben precisa e che conserveranno quelle pietre per una futura nuova installazione che continuerà a denunciare la pericolosità del progetto dell’Asse di Penetrazione.

NO ASSE FINO ALLA VITTORIA!

Collettivo SuperAzione

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Brigata Mutuo Sociale per Abitare sostiene Viareggio e Toscana a Sinistra.

Francesca Trasatti candidata per Toscana a Sinistra

L’emergenza abitativa è uno dei punti più delicati della condizione sociale in Toscana e in particolar modo a Viareggio. Avremmo voluto vedere i candidati a sindaco e le coalizioni affrontare questo tema ma se si eccettua Roberto Balatri di Viareggio a Sinistra non abbiamo ricevuto attenzioni verso quel tema. Anzi Del Ghingaro e Paci sembrano totalmente fregarsene dell’emergenza abitativa avendo programmi improntati solo agli interessi delle classi più abbienti. Per questo come Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare diamo indicazione di voto per Viareggio a Sinistra alle elezioni amministrative di Viareggio. Per quanto concerne le elezioni regionali abbiamo apprezzato che Tommaso Fattori e Toscana a Sinistra abbiano recepito e inserito nel programma quanto richiedono sindacati e movimenti che si occupano dell’abitare. Per questo invitiamo a votare Toscana a Sinistra e ad indicare la preferenza in Francesca Trasatti e Andrea Dini. Ricordiamo, inoltre che Francesca Trasatti da tempo porta supporto legale a inquilini e a chi lotta per il diritto all’abitare.

Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare

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Unione Inquilini sostiene Nicolò Martinelli e Loredana Tarus candidati in Viareggio a Sinistra.

“Nicolò Martinelli storico militante del nostro sindacato, anche oggi era presente a sostenere le famiglie in difficoltà. Quest’anno Nicoló è candidato alle comunali di Viareggio e con piacere sosteniamo la sua candidatura insieme a quella di Vali Ilie Loredana Tarus altra storica militante del sindacato. Persone che ci sono sempre state, preparate e capaci nell’affrontare emergenze e gestioni di politiche abitative e sociali.”

Unione inquilini Viareggio

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Paolo Ferrero e Giorgio Cremaschi in sostegno a Tommaso Fattori e Roberto Balatri.

Giovedì 10 in piazza Cavour, a Viareggio, è intervenuto il portavoce nazionale di Potere al Popolo, Giorgio Cremaschi, e Venerdì 11, sempre a Viareggio, in piazza Margherita il vicepresidente del Partito della Sinistra Europea ed ex segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. Sia Cremaschi chee Ferrero hanno criticato le politiche liberiste e gli appelli al voto utile del PD. I due dirigenti politici hanno ribadito il loro pieno sostegno a Tommaso Fattori, candidato alla presidenza della regione per Toscana a Sinistra e per Roberto Balatri, candidato sindaco per Viareggio a Sinistra.

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Prese di posizione di ASIA e Unione Inquilini dopo assoluzioni e condanne per un picchetto a Viareggio.

“Si è concluso con 8 assoluzioni e 2 condanne un processo per un picchetto antisfratto. Anche per i 2 condannati cadono comunque le aggravanti. Ricorreranno in appello. Il teorema accusatorio é stato, di fatto, stroncato. La solidarietà non si farà arrestare la lotta per il diritto all’abitare continua.”

ASIA USB VIAREGGIO VERSILIA

*LA LOTTA NON SI PROCESSA: E’ con piacere che esprimiamo soddisfazione per l’assoluzione in uno dei tanti processi ai militanti dell’Unione Inquilini Viareggio e del Movimento di Lotta per la Casa. Si trattava di un processo penale per un picchetto anti sfratto in difesa di una famiglia che viveva in una casa in condizioni di inagibilità sanitaria (ricordiamo che sono i proprietari a dover svolgere i lavori di straordinaria amministrazione, ma lasciamo a voi immaginare se sono ma stati fatti). La difesa del diritto alla casa con il picchetto ha permesso che queste persone non venissero sbattute in mezzo ad una strada e noi siamo stati processati per aver permesso questo. Due attivisti del movimento hanno invece ricevuto una condanna per interruzione di pubblico servizio, a loro va la nostra solidarietà affidandoci al ricorso in appello. Ci troverete sempre di fronte ai caseggiati, ai portoni, alla DIGOS e agli Ufficiali Giudiziari, per fare quello per cui un sindacato e un’attività di mutuo soccorso devono fare: difendere i diritti a fatti e non a parole.”

Unione inquilini

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Dini e Trasatti di Toscana a Sinistra intervengono Sullo stadio dei Pini. Il 14 arriva Mister Ulivieri.

“Anche le grandi opere hanno bisogno di manutenzione e invece rimangono lì, alle intemperie e al lavoro corrosivo dell’incuria istituzionale. Sembra che la politica veda le grandi opere come colossali spot elettorali – colossali per dimensioni e per capitali spesi – di cui dimenticarsi se si sono vinte le elezioni ma anche se si sono perse; da dimenticarsi in ogni caso. E comunque siano andate le cose nei lontani anni ’50, di sicuro ai giorni nostri qualcuno si è dimenticato dello Stadio dei Pini di Viareggio. Eh sì, perché uno stadio non ha una data di scadenza raggiunta la quale, ahimè, è da buttarsi. Fuor di metafora, se ad un certo punto l’agibilità dello stadio è stata negata ed è intervenuta la magistratura, ciò non è frutto del caso, né del proverbiale destino cinico e baro, ma di una precisa scelta politica.
Che ci sia di mezzo l’asse di penetrazione? Le ultime nuove, provenienti dall’amministrazione di Giorgio del Ghingaro – anzi: dal sindaco in persona – sembrano proprio negarlo. Lo stadio si farà o, meglio, si rifarà! Non resta che stare a guardare: ai posteri! Ai posteri! Perché, se di cattedrali nel deserto è piena l’Italia, neppure mancano le opere fatte e disfatte nel giro di un valzer.
Nel frattempo, negli ultimi anni, la cittadinanza è stata privata di un luogo che è stato vanto sportivo, con la sua pista in tartan (la prima in Italia!), con la Coppa Carnevale , un evento sul cui prestigio sarebbe inutile insistere, con i record mondiali di Alessandro Andrei.
Soprattutto, è stata privata di un luogo che è divenuto simbolo di una città intera: del suo dolore, della sua voglia di verità, del suo grande cuore quando, il 7 luglio del 2009, trentamila persone commemorarono le vittima dell’infame strage di Viareggio.
Per finire, però, e a pensarci bene… No! Non rimarremo a guardare. Perché lo Stadio dei Pini possa ritornare ad essere centro di socialità – non di solo sport vive lo stadio ma di musica, all’occorrenza, o della voce dei bambini durante i giochi della gioventù, ad esempio – e soprattutto perché lo stadio sia consacrato guardiano di un bene pubblico, come la pineta, contro ogni speculazione che abbia nell’interesse privato, e nel profitto, l’unica ragione.
IL nostro impegno, in regione, sarà anche quello di tutelare lo sport come patrimonio collettivo, come bene pubblico. Perché, se lo Stadio dei Pini oggi assurge a simbolo di una collettività e delle sue lotte, non possiamo dimenticarci del valore pedagogico dello sport soprattutto nelle periferie, perché l’incuria dei governi, anche e soprattutto di quelli cittadini, non le raggiunga mai più. Chi parla di sicurezza, si ricordi che, a monte, una società sana è una società inclusiva e la si difende soprattutto con l’integrazione, in ogni sua forma; anche quella sportiva.”

Andrea Dini, Francesca Trasatti

(Toscana a Sinistra)

Toscana a Sinistra ha intenzione di insistere sullo stadio e per il 14 settembre alle ore 18 davanti alla gradinata che dovrebbe essere demolita in que giorno ha invitato Renzo Ulivieri ex allenatore del Bologna e di Roberto Baggio.

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COBAS: “Quali tutele per gli educatori in appalto delle scuole?”


  • Quali tutele per gli educatori in appalto nelle scuole?
    Nonostante l’avvio del nuovo anno scolastico sia ormai alle porte, il mondo della scuola vive una situazione di forte incertezza. Appare evidente infatti come personale, strutture e servizi non siano stati adeguatamente potenziati per affrontare le sfide imposte dalla pandemia globale Covid-19.La pandemia non ha fatto altro che rendere ancora più evidenti e aggravare  problematiche e contraddizioni che attraversano da anni il sistema scolastico. Questo è ancora più vero per quelle figure come gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (educatori che lavorano con i disabili) che all’interno della scuola sono percepiti e trattati come lavoratori di serie b, nonostante siano presenza fondamentale per garantire l’inclusione dei soggetti disabili in condizioni di gravita’ (ex l.104/92 art 3 comma 3). Grazie alle esternalizzazioni dei servizi educativi e socio-assistenziali, in nome del dogma per cui “il privato è più efficiente”, migliaia di lavoratori e soprattutto lavoratrici della scuola negli anni sono rimasti stritolati nel meccanismo perverso degli appalti al ribasso, con tutte le conseguenze del caso: paghe orarie da fame, contratti part-time verticali con sospensione estiva, svalutazione assoluta delle competenze professionali, precarietà lavorativa ed esistenziale, forme di vero e proprio lavoro a cottimo (quasi sempre infatti, se l’utente è assente da scuola i lavoratori non vengono pagati). La pandemia del coronavirus è stato devastante in questo settore: mentre giustamente i lavoratori statali durante il lockdown si sono visti riconoscere il 100% dello stipendio, gli addetti dei servizi educativi hanno avuto accesso al FIS con pesanti decurtazioni salariali, viste anche le scarse risorse disponibili, mentre l’attivazione dello smart working è avvenuto a macchia di leopardo sul territorio nazionale.Viene quindi da chiedersi, e lo chiediamo con forza alle stazioni appaltanti (Comuni, Società della Salute): quali tutele sono state previste per i lavoratori e le lavoratrici dei servizi educativi e socio-assistenziali? Cosa succederà in caso di quarantena o chiusura delle scuole? Verranno garantiti servizi e livelli salariali? Nell’immediato sono necessarie garanzie precise rispetto alla tutela dei lavoratori e dei servizi e impegni precisi in tal senso: non è possibile cominciare l’anno scolastico in un tale clima d incertezza! Riteniamo, come sindacato che a lungo termine sia necessario organizzarsi, come già stiamo facendo, per mettere in piedi un percorso di lotta per l’internalizzazione dei servizi educativi in appalto.Questa infatti è l’unica strada a nostro avviso per fare in modo che non esistano più lavoratori di serie a e serie b, e per riconoscere finalmente la giusta dignità professionale a figure così importanti nel nostro sistema educativo. 
    Confederazione Cobas Pisa e Versilia
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