Protesta al palazzetto per Daniele Franceschi!La polizia fa rimuovere uno striscione che riappare!

GIUSTIZIA PER DANIELE

Siamo in un paese dove ogni giorno vengono ristrette le nostre libertà, figuriamoci se sono ammesse la critica e la riflessione. Tuttavia a tutto esiste un limite e quanto avvenuto al palasport di Viareggio per la finale di coppa italia di hockey su pista tra CGC Viareggio e Valdagno ha dell’incredibile. La questura ha impedito per diversi minuti l’ingresso al palasport di centinaia di persone per la presenza dello striscione “Giustizia per Daniele”. I dirigenti della polizia di Viareggio hanno preteso che lo striscione venisse rimosso, portando come motivazioni il fatto che non era attinente all’evento sportivo o il fatto che la partita era ripresa dalla RAI. Infatti in precedenti partite questo striscione è sempre stato attaccato, ma non sia mai che davanti alle telecamere della “santa TV” si leggano richieste di giustizia e verità. E’ anche inutile stare a sottolineare che lo striscione non offendeva nessuno e che non aveva alcun simbolo politico ma era una sana e lecita richiesta di giustizia che l’intera città sente in cuor suo. Alla fine i tifosi hanno mostrato buon senso e hanno rimosso momentaneamente lo striscione, per permettere l’ingresso degli spettatori, per poi farlo prontamente riapparire all’inizio della partita assieme ai cori per Daniele Franceschi. La Brigata Augusto Morganti e il Gruppo Autonomo Viareggio, cosi come tanti tifosi viareggini, si chiedano come sia possibile impedire l’accesso di uno striscione come questo e poi tollerare insulti contro i morti della tragedia del 29 giugno come è avvenuto a Prato? E ancora, come è possibile che si proibiscano le trasferte ai liberi cittadini che vogliono seguire la propria squadra di hockey e poi si permetta a gruppi neofascisti di girare per stadi e palazzetti con celtiche, svastiche e altre schifezze?
Con questi metodi non si combatte la violenza ma si crea solo un clima di bavaglio e repressione anche per questo a fine partita sono partiti cori contro il ministro dell’interno Roberto Maroni. Vediamo se adesso partiranno denunce o diffide, vediamo se qualcuno avrà il coraggio di censurare voci democratiche che disentano?

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