Libertà per gli ultras libertà per tutti!


Le restrizioni verso i tifosi di calcio sono in continuo aumento e, al di là della propaganda demagogica del ministro dell’interno Roberto Maroni, non hanno lo scopo di arginare la violenza negli stadi ma di distruggere frontalmente un luogo di aggregazione sociale come sono le curve. Quando si impedisce di fare entrare in uno stadio: tamburi, megafoni, bandiere e coriandoli appare evidente che l’obbiettivo non è la prevenzione contro strumenti potenzialmente pericolosi ma contro strumenti ludici di musica e colore. Il calcio deve rimanere solo business e basta. L’intoduzione della tessera del tifoso, oltre ad essere un’odiosa forma di schedatura dei cittadini, rappresenta un micidiale stumento per controllare e reprimere i tifosi organizzati. La lotta alla violenza è solo una scusa e lo si capisce bene quando l’osservatorio, istituito dal viminale, arriva a proibire non solo le trasferte ai tifosi nelle cosiddette partite a rischio ma anche alcune trasferte tra tifoserie gemellate. L’aggregazione, la socialità e il confronto vanno distrutti in nome di una sicurezza che risponde solo al nome di repressione. Una di queste illogiche decisioni ha riguardato il divieto per i tifosi viareggini di recarsi a vedere la partita Pisa – Viareggio. Tra le due tifoserie esiste uno storico gemellaggio da oltre 15 anni mai messo in discussione. Se si pensa poi che le due città distano tra loro solo 20 km e che viareggini e pisani si incontrano spesso in luoghi comuni la cosa appare non solo ridicola ma delirante. Gli ultras del Pisa e del Viareggio però non hanno accettato in silenzio questa insulsa decisione e hanno deciso di convocare un corteo per le vie di Pisa il giorno 5 dicembre. Invece di andare alla partita le due tifoserie hanno sfilato nel centro di Pisa rinsaldando la loro amicizia e protestando contro le limitazioni arbitrarie imposte dal Viminale. Almeno 200 persone hanno sventolato bandiere nerazzure e binconere e hanno alzato cori contro il ministro dell’interno Roberto Maroni.
Non solo il calcio ma in utti gli sport ormai le logiche repressive sembrano prendere il sopravvento. Il giorno 7 dicembre le tre tifoserie più importanti del panorama hockeystico italiano: Lodi, Valdagno e Viareggio hanno alzato striscioni con scritto: “I colori ci dividono ma siamo uniti contro l’osservatorio.”
La repressione che colpisce con cosi tanta virulenza negli stadi e nei palazzetti comincia a manifestarsi anche in altri ambiti della società (manganellate e arresti contro studenti, immigrati, lavoratori), per questo riteniamo giusto sostenere ogni luogo e ogni realtà dove si leva una voce contro la repressione.

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