Sfiduciamo il regime della connivenza!


Lo squallido spettacolo che viene dai palazzi della politica mostra la debolezza di tutta la classe dirigente italiana. “Fiducia si, Fiducia no” sembra una scena di un’avanspettacolo recitato da cani. Parlamentari che cambiano casacca ogni 10 minuti e annunci subito smentiti. Mentre nel palazzo i politicanti si riposizionano, per i loro sporchi interessi, il paese reale va allo sfascio. Dall’inizio dell’anno seicentomila lavoratori sono finiti in cassa integrazione, il precariato affonda un’intera generazione, l’università viene regalata ai privati, la corruzione è ovunque e i diritti vengono schiacciati da un regime sempre più autoritario. Non sappiamo se Silvio Berlusconi riuscirà ad ottenere la fiducia, magari per qualche voto comprato, o se sarà sostituito da un governo d burrocrati. Sappiamo, però, che i terremotati dell’Aquila sono ancora senza casa, che intere zone d’Italia affondano nei rifiuti e che lui ogni giorno che passa pensa solo alla propria impunità. L’opposizione liberale, presente in parlamento, non sembra proporre una reale alternativa anzi sulle scelte di fondo specie in economia ha mostrato una vera e propria connivenza. Due deputati dell’Italia dei Valori, partito incapace di parlare senza fare dell’antiberlusconismo populista, si apprestano inspiegabilmente a votare la fiducia. Essendo questo un parlamento di nominati dai segretari di partito il signor Di Pietro deve assumersi la sua responsabilità per avere nominato due voltaggabbana. Definirlo incapace ci appare proprio il minimo. Sul livello di connivenza del PD e dell’UDC si potrebbero scrivere interi libri. Il PD dall’opposizione ha votato diverse leggi dell’esecutivo ta cui la legge sul federalismo fiscale voluta dalla Lega Nord. La manifestazione del PD di Sabato a Roma appare come una recita stanca e svogliata. Il segretario Bersani ha pure interrotto i suoi militanti, che prima dell’inizio del comizio cantavano Bella Ciao, dicendo: “Basta ho freddo iniziamo!” Aggiungere commenti a questo ci appare superfluo. Insomma l’opposizione parlamentare è parte integrante di questo regime e del resto su privatizzazioni, missioni militari all’estero, lager denominati CIE, flessibilità e sgravi alle imprese la pensano in modo simile. Per questo non basta fare opposizione al governo ma all’intero “sistema regime”. Per sistema Regime intendiamo anche la falsa opposizione, i sindacati gialli che accettano il patto di stabilità e soprattutto il padronato con le sue anime da quella di FIAT a quella di confindustria.
Per questi motivi noi martedì saremo in piazza a Roma al fianco dei ricercatori, degli studenti, dei precari, dei disoccupati, dei lavoratori, dei migranti, delle comunità che resistono alle devastazioni ambientali. Saremo al fianco di tutti quelli che lottano contro la connivenza per provare a costruire un’alternativa sociale che parta dal basso e che sfiduci l’intero regime.
Alla politica del palazzo si risponde con la politica di piazza. Agli interessi del capitale si risponde con le lotte sociali!

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