La repressione degli eversivi


Il potere si sente assediato e risponde con l’unico modo che conosce, quello della repressione. La manifestazione dello scorso 14 dicembre ha mostrato il nervo scoperto del potere ed immediatamente non si è fatta attendere la reazione di esponenti del governo. Mentre la magistratura era costretta a rilasciare gli arrestati negli scontri del 14, anche perché tutti incensurati (dato su cui riflettere) si alzavano voci grottesche da esponenti del PDL. Naturalmente nel PDL a fare la voce grossa, non sono stati gli ex craxiani o i berluscones doc troppo impegnati ad occuparsi di accordi sottobanco e prebende, sono stati, invece, gli ex missini Alemanno, La Russa, Gasparri. I tre ex dirigenti del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino, di dinamiche di piazza, di scontri, di violenza e di squadrismo se ne intendono bene; e chi meglio di loro avrebbe potuto alzare la barricata della repressione.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cercando di far dimenticare lo scandalo in cui è coinvolto quello di “parentopoli” ha attaccato la magistratura definendo inaccettabile le scarcerazioni. Abbiamo già ricordato come si tratti di tutte persone incensurate e del resto in qualsiasi altro paese d’Europa gli arrestati sarebbero stati rilasciati immediatamente. Il camerata Alemanno sembra essersi scordato i suoi trascorsi e sarà bene ricordarlielo. Alemanno entra da giovanissimo in politica, nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù.
Ha al suo attivo 3 arresti: nel novembre 1981 per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all’aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981)
Nel 1982 viene fermato per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi 8 mesi di carcere a Rebibbia. (Ansa, 15/05/1988)
Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione
della visita del Presidente Usa George H. W. Bush (Ansa 29 e 30/05/1989).
Ma c’è di più: Foro753, creatura di AN e di Alemanno, i cui picchiatori 6 anni fa presero di mira gli studenti di Roma 3 ai tempi in cui Alemanno era ministro dell’agricoltura e, oltre alla scorta ufficiale, si portava dietro la ‘scorta nera’. Quel giorno i fascisti di Foro753 che proteggevano l’allora ministro mandarono in ospedale 5 studenti che lo contestavano in un sit-in fuori dall’università. Ma Alemanno allora non si indignò.
Ignazio La Russa ha preferito abbaiare in una trasmissione televisiva interrompendo uno studente che spiegava le ragioni della protesta offendendolo a più riprese. La metodologia fascista del ministro della difesa è emersa con nettezza cosi come è emersa la sua arroganza. Anche La Russa ha alle sue spalle un passato equivoco e partecipò pure ad un corteo nel 1973 dove l’agente di polizia Antonio Marino fu ucciso da una bomba a mano lanciata dai cordoni di una manifestazione del MSI.
La manifestazione, tra l’altro non autorizzata, del Msi provocò anche numerosi feriti tra le forze di polizia colpiti dalle schegge delle bombe a mano lanciate. Il corteo era guidato dai dirigenti nazionali Servello e Petronio che riusciranno a farla franca grazie all’immunità parlamentare. Il MSI dara agli autori materiali del delitto, Murelli e Loi, pure 22 milioni di lire per le spese legali.
Il terzo in ordine di tempo ad intervenire è l’attuale capogruppo al senato del PDL, Maurizio Gasparri, che esterna su arresti preventivi e invoca un nuovo “7 aprile”. Per chi non ha memoria è bene ricordare che il 7 aprile 1979 per ordine del magistrato Pietro Calogero di Padova furono arrestati molti dirigenti dell’Autonomia Operaia tra cui Toni Negri e Oreste Scalzone. Il teorema rivelatosi poi del tutto infondato sosteneva una continuità d’azione tra il disciolto Potere Operaio, l’area dell’Autonomia Operaia e le Brigate Rosse. Lo stesso Calogero ammise l’errore. Il fatto che Maurizio Gasparri prenda come esempio un errore giudiziario per invocare arresti preventivi di fascista memoria la dice lunga su come gli esponenti del PDL intendano la giustizia. Del resto il senatore Gasparri negli anni ’70 nelle piazze inneggiava ai colonnelli greci e al colpo di stato.
Che a Parlare di “pericolo” anni ’70 siano tre ex missini che negli anni ’70 spadroneggiavano la dice lunga. Non si tratta di semplice folklore o nostalgia ma di una propaganda reazionaria che parla alla pancia di quel segmento di società più arretrato e reazionario che invoca l’ordine e la disciplina per continuare a fare i cazzi propri. La repressione forse non prenderà le direttrici da questi tre derelitti della fiamma tricolore ma dal ministro dell’interno Roberto Maroni. I leghisti nel corso degli anni sono riusciti dove i neofascisti avevano fallito. Il leghista in doppio petto Maroni annuncia il DASPO per i manifestanti. E’ evidente che quanto sperimentato negli stadi a danno degli ultras potrebbe rivelarsi utile da usare contro studenti, operai, precari e altre categorie che protestassero. Una certa sinistra borghese che ha snobbato la protesta degli ultras contro la tessera del tifoso farebbe bene adesso a fare autocritica. Anche il signor Maroni di scontri se ne intende visto che è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale quando nel settembre del 1996 cercò di impedire la perquisizione di una sede della Lega Nord in via Bellario a Milano ordinata dal procuratore di Verona Guido Papalia a seguito di un’indagine sulla Guardia Nazionale Padana, sospettata di essere un’organizzazione paramilitare tesa ad attentare all’unità dello Stato (articoli 241 e 283 del Codice penale).
Insomma a reprimere e a fare la lezione ci sono personaggi che a vario titolo di eversione se ne intendono.
Insomma niente di nuovo sotto il sole legalità e illegalità camminano su di un filo di rasoio e il potere decide come e quando usarle. Intanto moltissimi studenti sono stati denunciati per avere partecipato a varie manifestazioni e occupazioni. A Pisa sono stati denunciati compagni accusati di avere occupato la Torre e l’aereoporto, a loro va la nostra incondizionata solidarietà. Saremo al loro fianco contro la repressione.

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