CAV:Gli operai votano no ma passa il si al ricatto!


Nonostante il ricatto di Marchionne di spostare fuori dall’Italia la produzione, nonostante la disparità delle forze in campo, nonostante il ruolo nefasto dei sindacati gialli (CISL – UIL – UGL), nonostante una propaganda su stampa e TV a senso unico, nonostante l’intervento a gamba tesa del governo e l’ignavia del PD, la maggioranza degli operai di Mirafiori ha votato no all’accordo. I si vincono grazie alla burocrazia dei colletti bianchi. Chi non sta alla catena di montaggio decide per chi ci passa otto e più ore della giornata. Questa è la democrazia!?
Quello che è stato ribattezzato il ‘seggio impiegati’ è in realtà formato da una gerarchia aziendale composta da 300 capi e 40 membri della direzione del personale, ossia quelli che – come sulle galere romane – dettavano il ritmo ai rematori a suon di frustate.
Il 46% di no, risultato complessivo, che esce dalle urna di Mirafiori è qualcosa di più che dignitoso. E’ la dimostrazione che anche in una fase di assenza di direzione politica la resistenza operaia tiene. Se consideriamo, poi, che molti operai hanno votato si a malincuore per la paura di perdere il posto di lavoro ci appare evidente come ci siano ampi margini per una ricomposizione operaia.
L’assenza di una reale sinistra di classe è il dramma dei lavoratori e dell’intero paese. Non dimentichiamo che fino a qualche anno fa Mister Kashmer, Fausto Bertinotti, nel salotto di Bruno Vespa definiva Marchionne il capitalista buono. E tanto meno dimentichiamo che Fassino, Chiamparino, Veltroni e la maggioranza dei dirigenti del PD si sono schierati dalla parte di Marchionne. Con questi signori non si costruisce un’alternativa operaia. Serve una sinistra di classe coerentemente anticapitalista che sostenga le lotte operaie contro i piani di ristrutturazione padronale. Una sinistra che parta dal basso e si autorganizzi.
La FIAT per anni ha preso soldi di noi tutti tramite incentivi statali, ha messo in cassa integrazione lavoratori e adesso impone un piano di ristrutturazione che prevede la cancellazione di diritti conquistati con anni di lotta. Su orari, pause, malattie, diritto di sciopero e persino rappresentanza sindacale si torna dritti dritti nel ‘800. Questa sarebbe la tanta auspicata modernizzazione che FIAT, confindustria, governo e sindacati di regime propongono !?
La crisi capitalistica continua ad avanzare. Il numero dei disoccupati in Italia è in continuo aumento. Precariato e sfruttamento distruggono le vite di milioni di giovani. I padroni vogliono far pagare il prezzo della loro crisi a tutti noi. Bisogna impedirlo!

Di fronte a tutto questo serve:

• che sia convocato il prima possibile uno sciopero generale contro FIAT, governo e padronato
• che FIOM e Sindacalismo di base inizino una reale collaborazione per l’unità di classe
• che tutte le forze politiche, sociali e sindacali della sinistra lavorino alla costruzione di un Fronte Anticapitalista alternativo alla destra ma anche al PD
• che si inizi una battaglia per far ritirare le leggi sul precariato
• che si inizi una battaglia per fare aumentare i salari dei lavoratori
• che ci si batta per introdurre un salario minimo di categoria e un salario di disoccupazione
• che ci si batta per avviare un piano reale di lotta all’evasione fiscale
• che ci si batta per finanziare la ricerca e per tagliare le spese militari
• che si cominci a riparlare di nazionalizzazioni come sta avvenendo in America Latina

Coordinamento Anticapitalista Versiliese

caav.antifa@virgilio.it

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