E’ il 25 aprile e si bombarda la Libia


E’ arrivata ieri la notizia che il governo italiano darà ordine ai bombardieri di sganciare le proprie bombe sulla Libia. Lo farà in nome di tante cose ma in realtà lo farà solo per non rimanere escluso dal tavolo di chi si spartirà il bottino di guerra. Cosi Silvio Berlusconi dopo aver fatto affari e bunga bunga con il dittatore libico, nella migliore tradizione italiana da casa Savoia in avanti, tradisce l’alleato decidendo di bombardarlo. Ancora una volta la pochezza della politica italiana emerge con evidenza. I malumori propagandistici della razzista Lega Nord non preoccupano però più di tanto il governo che troverà ampia parte dell’opposizione, PD in primis, pronta a sostenerlo. Cosi nel giorno della Liberazione, l’articolo 11 della costituzione viene ancora una volta violentato dal regime pidduista formato da PDL – PD con la connivenza di Giorgio Napolitano che ci ricorda sempre di più un burattino incapace di muoversi autonomamente senza i fili dei poteri economici che tengono legato lui e l’intera Repubblica. Ieri abbiamo ricordato il 25 aprile festa antifascista, e non di tutte le parti come i revisionisti di destre e sinistra ci raccontano, a Marignana. Lo abbiamo fatto guardando negli occhi quella classe politica che si autocelebra con frasi vuote e retoriche e che nei fatti oltraggia la Resistenza e la costituzione. Oggi diciamo no alla guerra imperialista sapendo che saremo in pochi in questa battaglia perchè una parte della sinistra traditrice ha deciso di ubbidire agli interessi delle multinazionali.
Il nostro no alla guerra è un no senza se e senza ma. E’ un no coerentemente anticapitalista perché la guerra è figlia delle crisi del capitalismo.

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