Una rapina spacciata per manovra economica


Il governo in pieno agosto, sotto mandato della Banca Centrale Europea, ha eseguito una vera e propria rapina a danno dei lavoratori italiani. Con la scusa della crisi e del risanamento del bilancio, sono stati cancellati diritti conquistati in decenni di lotta. A finire sotto attacco oltre allo statuto dei lavoratori è la stessa carta costituzionale. La banda Berlusconi, oltre a mandare in soffitta le feste della liberazione del 25 aprile e dei lavoratori il 1 maggio in nome di una maggiore produzione, esegue una serie di tagli al sociale che sono una vera e propria rapina. Per il 6 settembre, forse anche tardivamente visto che la manovra dovrebbe essere approvata dal parlamento il 4, la CGIL ha proclamato uno sciopero generale. Invitiamo a partecipare a quella giornata di mobilitazione con la consapevolezza che però serve ben altro per resistere all’attacco padronale. La crisi capitalista non deve essere pagata dai lavoratori ma di chi l’ha causata, in primo luogo, banchieri e finanzieri. Invece di tassare i grandi capitali o ridurre le spese militari delle missioni di guerra all’estero il governo raschia il barile tagliando su sanità e enti locali, minacciando di trattenere persino le tredicesime degli statali o rivedere le pensioni. Ancora una volta i ricchi e i potenti godono di privilegi e la povera gente si vede sottrarre anche il necessario per vivere. Siamo di fronte ad un attacco frontale allo stato sociale che dovrebbe vedere una mobilitazione ad oltranza fino a che il governo non ritiri la manovra e si presenti dimissionario in parlamento. Purtroppo in parlamento non esiste una vera opposizione di classe ma solo delle forze liberali che sono più o meno conniventi con le scelte del grande capitale italiano. Per questo pensiamo che bisogna organizzarsi dal basso per cacciare il peggior governo della storia repubblicana.

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