Per Grecia e Italia si prepara la dittatura del capitale attraverso gli uomini della BCE. Opporsi a Monti a alla tecnocrazia è un dovere!


La sbornia di antiberlusconismo ha portato migliaia e migliaia di onesti militanti a festeggiare la caduta del mafioso di Arcore senza, purtroppo, rendersi realmente conto di cosa stia accadendo. Il nostro giudizio politico su Silvio Berlusconi è stato da sempre netto anche se lo abbiamo ritenuto sempre più pericoloso come manager, imprenditore, uomo di spettacolo, proprietario di televisioni e pedagogo che come presidente del consiglio o capo di partito. Del resto senza il primo Berlusconi non sarebbe esistito neppure il secondo e nemmeno quel fenomeno che è passato alle cronache come “berlusconismo” e che ha contaminato anche ampi settori della sinistra. Lo stesso antiberlusconismo ha attinto dal berlusconismo dando vita ad un forte scontro estetico che ha spostato l’attenzione dalla contraddizione capitale – lavoro alla affidabilità del governo italiano per la banca centrale europea (BCE). In poche parole il governo Berlusconi non cade per la forza dell’opposizione parlamentare, non cade per opera di quella fazione di magistrati che da tempo cercava di prenderlo con le mani nel vasetto della marmellata e non cade nemmeno per una mobilitazione di massa. Il governo Berlusconi cade per un complotto internazionale del grande capitale. I capitalisti francesi e tedeschi vogliono un governo più affidabile. I nomi sono quelli di Amato, Monti, Dini. Tutti personaggi compromessi con la finanza e il grande capitale, insomma con i responsabili della crisi. Mario Monti, il nome più gettonato, è stato nominato in questi giorni senatore a vita dal presidente Napolitano e gode dell’appoggio dei poteri forti. Mario Monti è uomo di Goldman Sachs, della Trilateral e del club Bilderberg. In Italia come in Grecia stiamo assistendo ad un golpe della BCE, la quale mette i suoi tecnici al governo per difendere gli interessi dei capitalisti. In Grecia il referendum annunciato sulla manovra è stato ritirato perché avrebbe visto il popolo greco mandare a cagare le politiche di lacrime e sangue eseguite per conto della BCE dal “socialista” Papandreu. Papandreu ha deciso di dimettersi e lasciare il posto a Luca Papademos un tecnocrate che dovrebbe avere il sostegno sia del centrodestra che del centrosinistra. Appare sempre più evidente che capitalismo e democrazia sono incompatibili tra loro. E non parliamo solo della democrazia partecipativa ma anche di quella rappresentativa. I parlamenti sono esautorati di potere, i governi non sono eletti, la politica è ridotta a pura governance, i media cantano in coro la solita canzone. Insomma la dittatura del capitale ci appare in tutta la sua forza ed evidenza, per questo in Italia occorre mobilitarsi con la stessa determinazione con cui si sono mobilitati e si mobilitano in Grecia.

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