La polizia contro il dolore di Viareggio


“Stiamo tornando da Roma. Siamo stati caricati dalla Polizia .Gli ordini erano chiari sequestrare i famigliari della Strage di Viareggio Sequestrare il Dolore di una città intera, Sequestrare la Verità, Sequestrare la Giustizia, Sequestrare la Sicureza. Stiamo tornado con la scorta della Polizia.” Sono queste le parole di una manifestante dell’Assemblea 29 giugno che si era recata a Roma all’inaugurazione della stazione Tiburtina per tenere viva l’attenzione sulla strage di Viareggio. A Roma l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che lo nominò, offendendo la memoria delle vittime della strage del 29 giugno, cavaliere del lavoro hanno innaugurato la nuova stazione di Roma Tiburtina. Erano presenti anche il ministro dello Sviluppo economico e delle infrastrutture quel Corrado Passera che ha più di un conflitto di interesse, il presidente del comitato per i 150 anni dell’Unità d’Italia Giuliano Amato, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, la presidente della regione Lazio Renata Polverini e tanti altri soloni. Insomma per Napolitano e la casta “tecnico – politica” che ci comanda era l’occasione per incensarsi e far brillare una nuova vetrina. Il disagio, il dolore e le proteste, alla faccia della costituzione; dovevano stare lontane perché potevano rovinare l’immagine di un paese che cerca di riprendersi come ha affermato lo stesso Napolitano nel suo patetico e rituale intervento rivolto principalmente all’Unione Europea.
A protestare oltre ai parenti delle vittime del rogo di Viareggio anche No Tav, i lavoratori Wagons Lits, ferrovieri licenziati, comitati di pendolari e studenti. Tutte persone che per motivi più disparati sono scontenti di come Mauro Moretti ha amministrato le ferrovie in questi anni. Le forze di polizia hanno impedito a molti di avvicinarsi perché il pubblico che segue i discorsi deve essere un pubblico ammaestrato che applaude a comando per le telecamere delle televisioni di regime. Nonostante ciò i politici sono usciti tra i fischi e le urla di tante persone. Siamo solidali con chi ha protestato. Siamo solidali con chi è stato spinto dalle forze di polizia, una donna è pure caduta a terra. Riteniamo gravissimo quanto accaduto. La casta dei palazzi è ogni giorno sempre più lontana dalla realtà della gente comune. Mandare la polizia contro chi vuole giustizia ed esprime il proprio dolore è un atto indecente che mostra la debolezza di chi ci comanda.

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