Contestato il procuratore Caselli a Pietrasanta


Una ventina di compagne e compagni del Coordinamento Anticapitalista Versiliese e di altre realtà hanno contestato la presenza del procuratore Giancarlo Caselli a Pietrasanta. Oltre ad uno striscione sono stati distribuiti qualche centinaia di volantini per esprimere solidarietà al movimento No TAV e in particolar modo ai compagni che sono stati rinchiusi nei vari carceri italiani a seguito dell’azione mediatico – giudiziaria inventata per criminalizzare un movimento che difende ambiente e salute di tutti dagli interessi della mafia.
Caselli invece di reprimere il movimento dovrebbe indagare sulle eventuali infiltrazioni mafiose nei cantieri TAV o indagare sugli abusi delle forze dell’ordine in Val di Susa documentati anche da molti video amatoriali. Ma Giancarlo Caselli vive un doppio ruolo. Un ruolo che genera conflitto di interesse. Quello di essere un magistrato e quello di essere un politico. Le sue simpatie nei confronti del PD, partito a favore della TAV, sono note a tutti. La contestazione a Caselli era un atto dovuto. Un modo per continuare a dimostrare concretamente la solidarietà della Versilia al movimento No TAV. Non dimentichiamo che mentre ci sono compagni rinchiusi in carcere o agli arresti domiciliari gli imputati per la strage di Viareggio, primo tra tutti l’amministratore delle ferrovie Mauro Moretti sono a piede libero. Come sempre una giustizia con cue pesi e due misure.

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