Cosa si nasconde dietro la frase “Non siamo né di destra né di sinistra”


Destra e sinistra si somigliano nei palazzi del potere, anche perché qui assumono le forme di centrodestra e centrosinistra, non si somiglieranno mai nelle strade e nelle piazze per chi ci crede e lotta. Iniziamo cosi questo editoriale marcando la distanza tra le piazze e i palazzi ma soprattutto per contrastare quella frase opportunista pronunciata da tanti falsi messia che affermano: “Noi non siamo né di destra né di sinistra”. Qualche studioso disse che anche nell’affermare la frase “Noi non siamo né di destra né di sinistra” c’è un modo di affermarlo di destra e un modo di affermarlo di sinistra. Tuttavia, per questioni di tempo e spazio non approfondiremo qui questo argomento limitandoci a ricordare chi nella storia ha già pronunciato questa frase. Alcuni anni fa, un gruppo di giovani a dei cortei studenteschi alzavano uno slogan: “né rossi né neri solo liberi pensieri”. Questo slogan era alzato da Blocco Studentesco che era armato di mazze e bastoni, che sventolava celtiche, che picchiava gli studenti più giovani, che si faceva difendere dalla polizia. Blocco studentesco è il gruppo giovanile che interviene nelle scuole per Casa Pound. Non è né rosso né nero? Non è né di sinistra né di destra? Andando indietro di qualche decennio alla nascita della Lega Nord, il suo leader Umberto Bossi affermava che il suo movimento non era né di destra né di sinistra. La Lega Nord ha governato con Berlusconi, Alemanno, Storace e ha fatto approvare la legge sull’immigrazione Bossi Fini. La domanda è la solita non é né di destra né di sinistra? Volendo tornare negli anni ’70 troviamo affermazioni simili ai “Boia chi molla” di Reggio Calabria. Slogan diventato poi patrimonio dell’estrema destra. Andando ancora più indietro nel dopoguerra lo stesso atteggiamento “né di destra né di sinistra” lo teneva in chiave antipartiti il movimento dell’Uomo Qualunque di Giannini. Questo movimento era contrario agli scioperi dei lavoratori, al voto alle donne, votò contro la costituzione e molti suoi militanti terminarono la loro corsa confluendo nel MSI. Ma a volere andare ancora più in dietro ci sono le frasi pronunciate il 27 novembre 1922 da Benito Mussolini “Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, di destra o di sinistra a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente.” La lezione della storia sembra parlarci chiaro chi afferma di non essere né di destra né di sinistra, almeno che non sia collocato saldamente al centro, diverrà di destra. Questo è un paese senza memoria! Anche la crisi economica che viviamo non è una crisi nuova ma è una delle tante crisi figlie del capitalismo. Ci auguriamo di non essere stati banali con questo editoriale e di poter continuare a servire i movimenti sociali che nascono dal basso e che non dicono opportunisticamente noi non siamo né di qua né di là. Noi siamo di parte e abbiamo l’onesta intellettuale di ammetterlo. Noi siamo partigiani e come diceva Gramsci: “odiamo gli indifferenti odiamo chi non parteggia.”

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