Fermati altri sfratti! La lotta paga!


Continuano a girare a vuoto gli ufficiali giudiziari che hanno il compito di eseguire gli sfratti a Viareggio. Da un po di tempo, quando si presentano davanti alle case, trovano i militanti dell’Unione Inquilini che portano attivamente la propria solidarietà a chi la casa la abita. Il 6 novembre l’ufficiale giudiziario, con tanto di polizia, ha dovuto rinunciare ad eseguire uno sfratto in via Guerazzi in Darsena. Ad usufruire del sostegno dell’Unione Inquilini è stato un nucleo famigliare composto da due coniugi e un figlio. L’uomo, ex compagno di Lotta Continua, con problemi di salute è stato di recente esodato e si trova quindi impossibilitato a pagare l’affitto. I dirigenti del comune avevano fatto a lui numerose promesse che sono rimaste tali. Se pensiamo poi che questa famiglia è ai primi posti nella graduatoria per le assegnazioni delle case popolari dal 2009, e ancora non ha visto niente, l’indignazione e la rabbia sono giustificate. Oggi 7 novembre, invece, la solidarietà ha impedito che lo sfratto colpisse una giovane madre con un bambino in via dei Pecchi al Varignano. In questo caso ci trovavamo alla quarta chiamata e la possibilità di una esecuzione coatta dello sfratto era più che probabili. L’ufficiale atteso per le 8.30 del mattino si è presentato solo alle 15.45 sperando, forse, che i compagni a quell’ora se ne fossero già andati ma la presenza di più di una trentina di persone, alcune giunte anche dalla “Casa Rossa Occupata” di Montignoso, ha scoraggiato l’ufficiale giudiziario che ha concesso una proroga di altri due mesi. Tutti questi sfratti rinviati sono la conferma che la lotta paga! E proprio lo striscione: “No agli sfratti, la lotta paga!” è stato affisso dal coordinamento anticapitalista versiliese sulla casa di questa giovane donna. Solidarietà e lotta sono la risposta concreta per impedire che decine e decine di famiglie siano sbattute in mezzo alla strada e costrette a dormire all’addiaccio. Purtroppo servirà ben altro per risolvere il drammatico problema dell’abitazione in tempi di crisi come questi. Serve quel progetto strategico, che è mancato a chi ha amministrato la città negli ultimi decenni.

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