Betti rimane a galla ma la città non ha più fiducia in lui

La sala di Rappresentanza del comune è stracolma ma anche nell’androne e sulle scale c’è pieno. Sono in tanti i cittadini giunti per capire chi governa veramente la propria città? Se ci sono davvero i poteri forti? Ci sono i militanti del PD presenti per fare da scudo al loro sindaco, sempre più debole e isolato. Ci sono gli sfrattati del comitato di autodifesa del Varignano che hanno appeso fuori numerosi striscioni sulla casa. Ci sono gli esponenti di SEL, convinti della scelta di avere ricollocato il proprio partito all’opposizione. Ci sono i militanti della Brigata Sociale Anti Sfratto e dell’Unione Inquilini a cui la polizia impedisce di esporre uno striscione all’interno. Lo attaccheranno fuori. “Dimissioni Subito” c’è scritto. Ci sono anche le due rifondazioni comuniste, quella generosa e battagliera del circolo Caprili, e quella servile e addomesticata del circolo Manfredini. E’ triste vedere il consigliere comunale Emiliano Favilla, del PRC, fare da valletto portando il microfono in su e giù. L’assemblea è sentita. Ci sono interruzioni e più di una volta gli animi si scaldano ma niente di rilevante emerge. Leonardo Betti, supera indenne questa fase anche per l’incapacità delle opposizioni consiliari e per la sudditanza totale di una Rifondazione Comunista che a Viareggio è la peggiore d’Italia. Il sindaco risponde alle domande, alle volte brillantemente altre volte affannosamente, ma non dice niente di significativo su come rilanciare il programma della sua coalizione. Gli ex assessori rinnovano le accuse ma Betti riesce a salvarsi in calcio d’angolo. Alla fine la gente esce delusa. La maggioranza dei presenti non ha più fiducia nel sindaco e nella sua maggioranza. Viareggio è nel degrado più assoluto, la TARES non sarà diminuita, l’emergenza abitativa non è sul tavolo dell’assessore al sociale e i fantasmi dei poteri forti continuano ad incombere. Insomma niente di buono all’orizzonte per la città di Viareggio amministrata da dilettanti allo sbaraglio che non hanno né la dignità né il coraggio di farsi da parte.

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