Livorno dice no alla repressione si alla lotta

Almeno 500 persone hanno sfilato per le vie di Livorno per contrastare la repressione e rilanciare le lotte sociali per il lavoro e il reddito, per difendere il diritto alla la casa, alla salute e all’ambiente. Il corteo promosso dell’ex Caserma ha visto la partecipazione non solo dei livornesi ma anche di tante/i compagne/i provenienti da varie citta toscane. Alla fine del corteo è stato occupato un palazzo di case popolari in via Giordano Bruno nel quartiere Fiorentina.

L’importante giornata di lotta promossa dell’ex Caserma ha visto la partecipazione non solo dei livornesi ma anche di tante/i compagne/i provenienti da varie citta toscane.

Da Viareggio era presente la Brigata Sociale Antisfratto che ha sfilato con un proprio striscione e con le bandiere del Burla Block questo il testo del volantino distribuito dai compagni della Brigata Sociale Antisfratto

I DIRITTI NON SI ARRESTANO

Il 2014 si è aperto all’insegna della repressione giudiziaria e del tentativo di chiudere ogni esperienza di autorganizzazione dal basso e di rivendicazione dei diritti.
Si sa, il potere mal digerisce chi si oppone alle politiche di austerity e precarietà sociale alle quali vorrebbe vederci tutti quanti assoggettati e, limitandosi a ricondurre ogni cosa ad una mera questione di ordine pubblico, attua ogni azione possibile per colpire chi osa metterne a nudo le contraddizioni.
Come accaduto recentemente anche nel nostro territorio, cittadini e militanti che quotidianamente lottano contro inceneritori e discariche, basi militari, piuttosto che per difendere il posto di lavoro o la casa, devono sempre più fare i conti con pestaggi, denunce, arresti a volte anche con veri e propri attentati volti ad intimidire e criminalizzare.
Il clima di fermento sociale che, con l’intensificarsi della crisi, sfocia sempre di più in iniziative di protesta, non coinvolge solo i tradizionali settori dell’attivismo politico, ma sempre più ampie realtà popolari.
Migliaia di persone che oggi si trovano a combattere con la mancanza di case, la disoccupazione, lo smantellamento della sanità e dell’istruzione pubblica o contro il saccheggio e la devastazione dei propri territori, vengono continuamente attaccate a mezzo stampa o perseguite e incarcerate in un clima di caccia alle streghe che ricorda tristemente le campagne repressive fasciste del secolo scorso.
Un modo di gestire i conflitti sociali del tutto escludente, che parte da lontano e che si è esteso a vaste fasce sociali con l’introduzione delle leggi sulle droghe e l’immigrazione.
Un modo di gestire i conflitti che ha sdoganato una cultura securitaria e forcaiola, basata su un perenne stato di emergenza, che recentemente ha portato al varo dei vari pacchetti sicurezza e che oggi, estremizzato, rende possibile l’occupazione militare della Val Susa e l’imputazione in reati di terrorismo o di associazione a delinquere a carico di interi movimenti.
Un modo fondato su un concetto di nemico interno che possa comprendere, all’occorrenza, quanti più vasti settori sociali nel tentativo di isolarli.
Un metodo il cui unico strumento è la gabbia: fatiscenti e strabordanti carceri, C.I.E, gabbie calate su interi territori, dai cantieri blindati delle grandi opere inutili, alle basi militari, le zone rosse, le discariche, tutto giustificato con motivazioni di interesse strategico nazionale.
Ma anche gabbie più subdole fatte di ricatti e privazioni, di discredito e dignità rubata.
Tuttavia non ci faremo intimidire da questo scenario, fermamente convinti che i diritti non possano essere oggetto di contrattazione.

Un fiume che esonda non può essere fermato e forzarlo nel grigio cemento può solo aumentarne la rabbia e la volontà di riappropriarsi del proprio corso.

Siamo quindi qui oggi per esprimere la nostra solidarietà e la più assoluta complicità nei confronti delle vittime della repressione che recentemente ha colpito anche il nostro territorio con ignobili denunce e minacce nei confronti di appartenenti al movimento in lotta per la casa e le famiglie occupanti.

Brigata Sociale Antisfratto

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