“Non lasciateci soli!” La lettera di una giovane a rischio sgombero casa

Abbiamo deciso di pubblicare la lettera di questa ragazza di Pisa sotto sgombero non solo perché denuncia un problema reale ma perché in poche parole coglie l’aspetto del disastro sociale nel quale stiamo precipitando.

Sono le 2 del mattino di un anonimo 10 di maggio, il mio ragazzo accanto a me dorme. Io, come tutte le sere da qualche tempo a questa parte guardo la parete scrostata di questa piccolissima stanza e, nonostante tutto, nonostante l’ umidità, l’ assenza di corrente, il freddo patito d’ inverno ed il caldo patito d’ estate,soffro perché a breve non ci sarà più. A breve io e mio padre, iscritto al SERT e senza lavoro da 7 anni, subiremo uno sfratto esecutivo forzato dal casone di via nudo di Cisanello. Verremo buttati in mezzo a una strada io, i miei 26 anni, mio padre ed il gatto che vive con noi e ad accoglierci ci sarà solo la strada. Siamo abusivi, è vero. Ma quando siamo entrati in questo bilocale era vuoto da anni, come molti altri del resto, e il comune non lo dava a nessuno. So già cosa succederà, l’ ho rivisto capitare ai miei vicini di recente. Personale preposto, scortato dalla digos per paura di chissà quale attentato (non è mai successo) arriverà qui, ci butterà fuori di casa e per noi sarà finita. Il dramma personale però non è sapere che finirò in mezzo ad una strada, sarei contenta quasi di finirci se durante lo sfratto vedessi una famiglia pronta ad occupare quanto una graduatoria ha stabilito gli spetti, ma sarà essere buttata fuori di casa e veder saldare sulla porta e sulle finestra dei blindati ( del modico costo di ottomila euro) per impedire che qualcuno ci possa rientrare. Non so se vi rendete conto: il comune ci butta fuori di casa e sigilla, per chissà quanto tempo. In questo stabile gli appartamenti già sigillati sono tanti e la rabbia che provo ogni volta che vedo la gente dormire per strada nonostante ci siano appartamenti disponibili il cuore mi si lacera. Questo stabile è fatiscente, crolla letteralmente a pezzi, nessun intervento è mai stato fatto neppure a vantaggio di chi è regolare e paga l’ affitto. Viviamo tutti così, nel degrado, e nonostante tutto ci ritenevamo fortunati perché quello che avevamo era meglio di niente. A breve non avremo più neanche questo. Perdonatemi lo sfogo, qualche mese fa ero stata intervistata da una piccola emittente locale ed ero più positiva, ottimista, ma ora, ora ho perso ogni speranza. Cammino per strada e vedo i manifesti elettorali. Faccioni più o meno sorridenti che promettono di cambiare il sistema e provo rabbia, perché so per certo che il sistema che vogliono cambiare loro non è il mio, è il loro. Loro del casone di Cisanello non sanno neppure l’ esistenza. Loro del fatto che io finisca in mezzo a una strada proprio non si curano, vivono in vite meravigliose e di come siano quelle della popolazione nemmeno hanno idea. Promettono 80 euro in busta paga ma non capiscono che qui la busta paga non ce l’ ha piu nessuno, che la tassazione la potranno salire quanto gli pare ma se uno non ha reddito gli introiti non ci saranno mai. Ci umiliano e ci levano la dignità levandoci il lavoro, ci levano le case e soprattutto i sogni. Le case popolari si chiamano cosi perché son del popolo e non del comune, il comune non è un’ SPA, deve amministrare le nostre cose, non appropriarsene. Sono stanca, ho 26 anni e sono stanca, e come me lo sono in molti, sempre più purtroppo. Forse dovrei lanciarmi in politica anche io, almeno qualcuno, come con Scajola, comprerà a mia insaputa una casa anche a me.. Non so se questa lettera verrà mai pubblicata e forse, se anche la pubblicherete, io non la leggerò, perché l’ euro e passa per comprarmi il giornale è un lusso che non posso permettermi. Parlate di noi, non lasciateci soli almeno voi.
Sarina Prunetti

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