Autorganizzazione, Conflitto Sociale e Mutuo Soccorso

Dal pacchetto Treu al Jobs act un ciclo si chiude. In un arco temporale di soli 17 anni, viene smantellato completamente l’impianto ideologico e normativo che regolava l’idea di lavoro a tempo indeterminato. Diritti e tutele vengono spazzati via e, con il beneplacito dell’Ue (si pensi al Trattato di Amsterdam e alla Strategia europea sull’occupazione), si afferma il nuovo paradigma dell’occupabilità a costo zero e dello scambio tra diritti e ammortizzatori sociali. Le responsabilità del centrsinistra e in particolar modo del PD sono palesi ma importanti responsabilità le hanno tutte quelle forze della cosiddetta sinistra radicale che invece di contrastare le politiche neoliberiste e costruire una sinistra di classe autonoma hanno ceduto all’alleanza con il PD per qualche poltrona.

Solo due anni fa la legge Fornero aveva già depotenziato l’impianto di tutele sul lavoro, tra cui lo stesso art. 18, liberalizzando il licenziamento individuale, per cui da allora basta la giustificazione economica. Il cosidetto Jobs act si somma alla legge Fornero per istituzionalizzare la precarietà come forma di lavoro “tipica”. Renzi si colloca in continuità con Letta, Monti, Berlusconi e Prodi del resto chi decide in merito alle cosiddette riforme è la BCE e i capitalisti.

Sosteniamo le lotte dei lavoratori che scioperano e scendono in piazza ma giudichiamo insufficiente se non addirittura opportunistico il coro dei “no” all’articolo 18 di tanti soloni della politica. Non è con i D’Alema, i Bersani, le Camusso e i Vendola che si può rilanciare il mondo del lavoro ma solo attraverso l’autorganizzazione.

Adesso Landini propone di occupare le fabbriche. Meglio tardi che mai!

Noi sosteniamo da tempo l’esperienza della RiMaflow di Trezzano sul Naviglio che è una fabbrica occupata, recuperata e autogestita dalle lavoratrici e dai lavoratori. I quali, attraverso collaborazioni con associazioni attente all’ambiente, producono prodotti biologici come passate di pomodoro, marmellate e limoncelli creando di fatto prodotti fuori mercato.

Se l’esperienza milanese è rara in Italia, in Argentina sono oltre trecento le fabbriche recuperate che hanno costruit una rete di mutuo soccorso resistendo alla crisi e all’attacco padronale.

Pensiamo che la lotta paghi ma quella fatta con spirito critico paghi di più per questo vogliamo rimettere in discussione il sistema capitalista che è il vero responsabile della crisi economica e delle guerre che oggi attanagliano il pianeta. Contrastiamo Renzi con la consapevolezza che nel conflitto sociale e nell’autorganizzazione si possano gettare le basi per costruire una nuova coscienza di classe che metta in discussione l’esistente.

A Viareggio puoi trovare i prodotti delle RiMaflow presso lo sportello del lavoro al Cantiere Sociale in via Belluomini 18 o presso l’Officina fotografica d’arte e contemporanea Dada Boom in via Minghetti 12

Blocco Anticapitalista Versiliese aderente a Communia Network

Video: Corteo lavoratori a Viareggio

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