La bella giornata del 25 aprile al Cantiere Sociale

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Un bel settantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo è stato festeggiato al Cantiere Sociale Versiliese che continua le sue resistenze. La resistenza contro l’oblio e l’ignoranza di chi vorrebbe riscrivere la storia. La resistenza contro la massoneria e i poteri forti che non vedono di buon occhio quest’esperienza di autogestione e autorganizzazione. La resistenza contro la delinquenza e il degrado presente nel quartiere per colpa di scelte altamente discutibili da parte di amministratori e magistrati.
La giornata è iniziata con un pranzo verso le 12.30, nel pomeriggio si sono susseguiti interventi di artisti, letture e musica. La ludoteca “Indiani del Quartiere” ha accolto i numerosi bambini con giochi facendoli dipingere un murales inneggiante al 25 aprile. I chicchi d’Uva hanno intrattenuto il pubblico con il loro estro e la loro simpatia.
La giornata è stata dedicata da parte delle Donne in Cantiere con un intervento alla resistenza delle donne di Kobane che lottano contro l’ISIS. Dada Viruz Project, con una mostra fotografica, ha voluto ricordare il partigiano Lilio giannecchini noto come il comandante Toscano scomparso lo scorso agosto. Il comandante Toscano era una voce scomoda non gradita al PD e ai poteri forti che riuscirono ad estrometterlo dall’istituto storico della resistenza che aveva contribuito a fondare.
La giornata ha proseguito con i banchetti del riciclamarket e con un apericena e l’art happening a cura dell’Officina d’arte fotografica e contemporanea “Dada Boom” che ha permesso di esporre diverse istallazioni artistiche e quadri nei capannoni ripuliti per l’occasione dalle persone del Pronto Soccorso Abitativo gestito dalla Brigata Sociale Antisfratto. Uno spazio lasciato in stato di degrado e abbandono dalle istituzioni e abitato da personaggi dediti alla criminalità per un giorno è diventato un laboratorio artistico, un luogo dove fare cultura, un piccolo atelier a dimostrazione che la delinquenza e il degrado non si sconfiggono con le ronde e i muscoli ma con la partecipazione e il cervello. La giornata è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione tecnica dei compagni del centro sociale SARS. Una riflessione sui luoghi da recuperare e da autogestire merita di essere fatta la gente che ha visitato lo stabile dell’ex INAPLI ha visto da una parte la mala gestione degli spazi pubblici gestiti dalla provincia e la pulizia e l’ordine degli spazi gestiti dal Cantiere Sociale. La giornata ci parla della necessità di liberare spazi da restituire alla collettività. Le stesse occupazioni non sono tutte uguali e proprio la zona dell’ex INAPLI esterna al Cantiere sociale ne è la prova. Entri nel Pronto Soccorso Abitativo e trovi persone anziane, costrette dalla povertà generata dalla crisi, a condividere con dignità il poco spazio. Significativo il fatto che all’interno sia stata esposta una fotografia di Giovanni Falcone. Dalla parte opposta legittimati, paradossalmente, dalla magistratura alcune persone messe agli arresti domiciliari in un fondo che tutti i giorni ricevono persone losche. Per un giorno grazie all’uscita all’esterno del Cantiere Sociale certe attività illecite sono state stoppate. Ci chiediamo per quanto durerà ancora che le attività sociali e culturali del Cantiere sociale dovranno essere ostacolate da questi soggetti che molto probabilmente fanno comodo a qualcuno. La giornata del 25 aprile comunque ci conferma la capacità di resistere del cantiere Sociale e la capacità nel riuscire a coagulare attorno a progetti concreti varie associazioni. Almeno duecento persone hanno attraversato dalle 12 alle 23 lo spazio mostrando che il 25 Aprile non è solo una ricorrenza ma un giorno di lotta e socializzazione. All’iniziativa è intervenuto anche Filippo Antonini candidato a sindaco per la coalizione Viareggio Bene Comune. La serata si è conclusa con il concerto degli zocafé.

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