Dalle urne escono rassegnazione e caos

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I risultati che escono dalle urne sono impietosi. In tutto il paese soffia una rassegnazione che si traduce in un’astensione crescente, dato questo che tutti citano ma poi rimuovono subito dalle analisi. Il blocco di potere che si è costruito attorno al “renzismo” tiene e in alcuni casi si rafforza anche. La protesta, povera di una reale proposta d’alternativa, si canalizza nella migliore delle ipotesi verso il populismo del Movimento Cinque Stelle o peggio ancora nel voto intollerante alla Lega Nord. Matteo Salvini e la sua politica primitiva e demagogica riscuotono dei successi che sono preoccupanti. E’ vero che in molti casi è un voto di opinione o un travaso di voti da Forza Italia. Ma vedere la Lega Nord al 16% in Toscana e 11,3% a Viareggio non può lasciarci indifferenti. Vedere Pietrasanta, poi, prossima a ricadere nelle mani di Massimo Mallegni ci amareggia e ci preoccupa non poco.
Le elezioni, ancora una volta, non premiano la sinistra autonoma dal PD. In molte parti del paese le liste alternative hanno cifre irrisorie anche perché percepite come meri cartelli elettorali. Forse fa eccezione la Toscana dove la lista “SI a sinistra per la Toscana” riesce ad eleggere due consiglieri regionali. Ma in Umbria, in Veneto, in Campania a sinistra ci sono solo macerie. Il risultato della Liguria è diverso ma non si può certo considerare Pastorino sinistra d’alternativa.
Lo scenario di Viareggio si è caratterizzato essenzialmente per la guerra fratricida interna al PD che vedrà un secondo round il 14 giugno e per l’avanzata della Lega Nord che porta Massimiliano Baldini ad un passo dal ballottaggio. Giorgio Del Ghingaro, l’uomo della provvidenza venuto da oltre monte, con le sue liste civiche made in PD e tanti soldi affronterà, almeno di colpi di scena nel nuovo conteggio, il candidato ufficiale del PD Luca Poletti.
Crolla Forza Italia che assieme a due liste civiche inventate non raggiunge il 13% e tiene invece il M5S che si attesta attorno al 10%
Il dignitoso risultato di Filippo Antonini 6,10 pari a 1681 voti non è sufficiente a causa dei resti a farlo entrare in consiglio comunale. Le liste che lo sostenevano non sfondano. La neonata lista Repubblica Viareggina per i beni comuni supera il quorum prendendo un 3,4% va male, invece, SEL che si ferma al 2,5%
Dentro repubblica Viareggina c’è un significativo risultato elettorale di Michelangelo Di Beo, che prende circa 200 preferenze frutto del suo lavoro all’interno del movimento di lotta per la casa.
Alle scorse elezioni con questi risultati il consigliere sarebbe scattato di sicuro ma la frammentazione lo impedisce causa anche una legge antidemocratica che nega la rappresentanza.
Dalle urne non esce niente di buono per Viareggio ma nella vicina Pietrasanta la situazione è anche peggiore. Tempi difficili attendono chi vuole provare a costruire una reale alternativa.
Intanto fuori dal municipio si susseguono le liti e le accuse di brogli e c’è chi parla di rinviare il ballottaggio se non addirittura di invalidare le elezioni.

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