Genova ricorda Carlo Giuliani presente anche il Gruppo Autonomo Viareggio

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E’ una giornata calda a Genova come quella del luglio di quattordici anni fa, manca solo l’odore acre dei lacrimogeni e del sangue rappreso ma basta chiudere gli occhi e tutto torna alla mente. Piazza Gaetano Alimonda, anzi no, Piazza Ragazzo Carlo Giuliani, come si chiama nell’immaginario di tanti, regala ancora emozioni. Dal palco si alternano note di canzoni e interventi contro il razzismo, le guerre, la repressione. La piazza risponde con applausi e pugni chiusi, le persone che si incontrano si abbracciano, in molti anno gli occhi lucidi, e ricordano quella mattanza decisa nelle segrete stanze di un potere perverso che non si lasciò contaminare dalle istanze di un movimento e di una generazione che aveva compreso prima di altri le scelte geopolitiche ed economiche delle criminali classi dirigenti del nuovo millennio in Occidente. Era il luglio del 2001 nei portafogli avevamo ancora la lira e dell’integralismo islamico non tutti erano al corrente. Al governo in Italia c’era un governo di mafiosi ed ex fascisti presieduto da Silvio Berlusconi e a Genova si svolgeva il vertice dei cosiddetti otto grandi del pianeta. L’ospite d’onore era il criminale George Bush Junior quello che scatenerà morte e disperazione per mezzo mondo. Il movimento altermondialista organizzò giorni di protesta ma anche di controproposte. Ad aspettarlo ci fu una barbara repressione culminata con l’assassinio di Carlo Giuliani, oltre 500 feriti e centinaia di arresti illegittimi. Nelle carceri lo stato italiano praticò la tortura in barba alle convenzioni internazionali. Furono pagine nere che non spezzarono però quel movimento che negli anni successivi si consolidò nel contrastare le guerre e nei social forum mondiali. La repressione, strumento nelle mani d chi detiene il potere, non sempre ottiene i risultati voluti. Infatti a ricordare quelle giornate ci sono giovani che allora non potevano esserci perché bambini. Dopo quattordici anni il nome di Carlo Giuliani, alla faccia di tutti i reazionari in particolare di quei provocatori del sindacato di polizia rispondente al nome di COISP, è ancora ricordato. Diverse centinaia di persone in un caldo lunedì di luglio si sono radunate in piazza e il COISP ha dovuto rinunciare alla sua ridicola sfilata.
“Carlo è vivo i morti siete voi” recita lo stendardo del Gruppo Autonomo Viareggio che ha voluto essere presente a Genova. “Quest’anno avevamo un motivo di più” dicono gli ultras viareggini. “Pochi mesi fa la polizia al palasport di Viareggio ha fatto togliere le maglie che ricordavano Carlo e che portiamo regolarmente, una ragazza è dovuta rimanere persino in reggiseno davanti a tutti.” Erano molti gli ultras presenti in piazza: pisani, genoani, perugini, ecc., e non c’è da meravigliarsi. Gli ultras, prima di altri, hanno sperimentato la criminalizzazione mediatica e la repressione poliziesca. In piazza era presente anche Emergency che ha ringraziato i genitori di Carlo per avere donato i soldi della causa vinta, per la diffamazione di Sallusti alla memoria del figlio, ad un ospedale. Presenti i centri sociali di Genova. Il CSOA Pinelli ha organizzato un torneo di calcetto nei giorni precedenti. E qualcuno dal palco ha ricordato anche come proprio in questi giorni dalla questura di Milano un giovane sia misteriosamente volato giù dalla finestra come avvenne all’anarchico Pinelli.
Il clima di odio e veleno contro i migranti seminato dai fascisti di Casa Pound e dal leader della Lega Nord, il demagogo Matteo Salvini, ci annunciano un clima teso per i prossimi mesi dove sarà inevitabile fare i conti ancora una volta con la repressione e l’odio delle classi dominanti. Per questo era importante essere in questa piazza che conosce la resistenza. Resistenza che Carlo Giuliani ci ha insegnato stando davanti fino all’ultimo e non facendosi disperdere.

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