La repressione non fermerà la lotta per il diritto all’abitare

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Stamane il centro di Viareggio in zona mercato è stato inondato da centinaia e centinaia di volantini a firma Brigata Sociale Antisfratto e Unione Inquilini per protestare contro i decreti penali di condanna che hanno colpito diverse persone. Al volantinaggio hanno partecipato anche esponenti di Repubblica Viareggina e Rifondazione Comunista che hanno portato la loro solidarietà ai denunciati. Nei prossimi giorni i legali degli imputati faranno opposizione al decreto. Pubblichiamo qui sotto il testo integrale del volantino distribuito stamane.

l decreto penale di condanna è un provvedimento giurisdizionale del diritto penale italiano con il quale si instaura un procedimento speciale rispetto al rito ordinario.

Con il decreto penale di condanna abbiamo un ribaltamento dell’iter giudiziale Si ha prima la condanna e poi, eventualmente, un giudizio se l’imputato decide di fare opposizione al decreto.

Molti giuristi contestano la costituzionalità di questo strumento giuridico perché viene meno il principio costituzionale per cui un imputato è innocente fino alla eventuale condanna in una sentenza al terzo grado di giudizio. Questo strumento essenzialmente è stato pensato per fare cassa togliendo ai cittadini condannati denaro dalle proprie tasche.

Una decina di attivisti del movimento di lotta per la casa di Viareggio assieme a due compagni della Casa Rossa Occupata di Montignoso sono stati colpiti da questo odioso provvedimento emesso dal tribunale di Lucca. 22.500 euro per una persona 18.750 euro per tre persone e 15.000 euro per altre sei (pene sospese) è quanto è stato inflitto a chi da anni lotta per il sacro santo diritto all’abitare.

Con la scusa di reati pretestuosi, chi comanda tenta di intimorire chi in questi anni ha ridato dignità a famiglie, ha recuperato spazi in degrado destinandoli ad uso abitativo e ha denunciato vergognose operazioni speculative. Cerca, inoltre, di sottrarre soldi ai disoccupati, precari, studenti e operai.

Il debito delle classi dominanti lo abbiamo già pagato e non abbiamo più intenzione di pagarlo. Nei giorni in cui il parlamento, per l’ennesima volta, vota contro un’autorizzazione a procedere per un deputato inquisito per reati di corruzione gli apparati repressivi si accaniscono su compagne e compagni colpevoli soli di costruire solidarietà.

Scontata l’opposizione ai decreti penali di condanna e altrettanto scontato il nostro impegno a continuare la lotta. Ci vuole ben altro per fermare questo movimento.

Brigata Sociale Antisfratto

Unione Inquilini

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