Il Dada Boom con “Piss Censura” sconfigge i falsi moralisti

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Il potere che cercava il nostro umore mentre uccideva nel nome d’un dio, nel nome d’un dio uccideva un uomo: nel nome di quel dio si assolse. Poi, poi chiamò dio, poi chiamo dio, poi chiamò dio quell’uomo e nel suo nome nuovo nome altri uomini, altri, altri uomini uccise.”

Fabrizio De André Laudate Hominem in la Buona Novella 1968

I bigotti, i benpensanti, i retrivi, i moralisti pelosi, i manichei cantavano già vittoria quando grazie alle pressioni di due forze politiche reazionarie come la Lega Nord e Fratelli d’Italia il Photo Lux Festival di Lucca censurava l’opera di Andres Serrano “Piss Christ”. Certe forze politiche dicono di essere contro l’integralismo islamico ma poi hanno gli stessi atteggiamenti censori sull’arte e vorrebbero negare le libere espressioni in nome di una morale assoluta che esiste solo in chi ha una visione totalitaria dell’esistente. Grazie ad Officina d’arte fotografica e contemporanea “Dada Boom” però i censori sono stati parzialmente sconfitti in quanto domenica 22 è andata in scena “Piss censura” un festa di solidarietà con Andres Serrano. Si è trattato di un piccolo happening artistico, organizzato in pochissimi giorni, dove circa una ventina di artisti ma anche di persone normali hanno voluto cimentarsi in un gioco contro la censura. L’obbiettivo dell’iniziativa è stato ampiamente centrato. A Viareggio si è potuto non solo vedere la foto proibita a Lucca ma s’è data voce ad una serie di artisti che si sono schierati contro la censura. Censura che non solo viene come in questo caso da una visione retrograda e manichea ma molto spesso dalle logiche di un mercato che trasforma le opere d’arte e gli artisti in prodotti da consumare per un pubblico addomesticato e acritico. Nell’era della post-modernità liquida crediamo che la comunicazione e l’arte devono avere, più che mai, il coraggio di sovvertire i paradigmi e gli stereotipi che un potere arrogante e impermeabile continua ad imporci. Mentre uomini e donne continuano ad uccidere e ad uccidersi in nome di un dio qualunque, c’è chi finge di indignarsi e piange lacrime di coccodrillo, c’è chi continua a credere che il sacro abbia un valore più alto del profano ed è pronto a scomunicare, ma, c’è anche chi resiste ed esperimenta, dentro un quadro dialettico in continuo divenire, forme espressive che sono essenzialmente libere ed umane.

Andres Serrano ha gradito questo omaggio del “Dada Boom” e per ringraziare ha inviato una breve lettera che era possibile leggere proiettata appena si entrava all’officina e che ripubblichiamo qui integralmente.

I miei genitori erano cattolici e ho ricevuto un’educazione cattolica. Sono stato un Cristiano per tutta la vita. Da Cristiano e credente, conduco il mio lavoro. Non sono contro la Cristianità e non ho creato Piss Christ come atto di blasfemia, bensì di devozione. Sono stato molto deluso dal fatto che il direttore del Photo Lux Festival non abbia avuto il coraggio di esporre quell’opera. Se avete voluto “Piss Christ”, dovevate anche avere il coraggio di difenderlo fino in fondo. Non si combatte la paura con la paura, e l’ignoranza con altra ignoranza. Sono altre le cose che dovrebbero farci preoccupare, non Piss Christ. Il nemico non è Piss Christ.”

Appare chiaro che certi sedicenti critici non solo non hanno compreso il senso dell’opera, realizzata dall’artista statunitense nel 1987 e vincitore nel 1989 del premio Awards in the visual arts, ma hanno impedito a chi voleva ammirarla, a Lucca, di poterlo fare. Non è la prima volta che i talebani made in occidente alias integralisti cattolici riescono in queste imprese. Ad Avignone, nell’aprile del 2011, nel contesto della manifestazione “I Believe in Miracles” ci fu una manifestazione di protesta, il giorno 16 con una marcia a cui parteciparono centinaia di scalmanati che attraversarono la città fino a raggiungere il museo. Il giorno successivo, quattro giovani entrarono nel museo stesso minacciando ed immobilizzando due guardie, infransero il vetro protettivo e danneggiarono irrimediabilmente la foto.

La analogie con ISIS che distrugge le statue a Mossul salta immediatamente all’occhio. Nel sedicente scontro tra la civiltà cristiana e quella mussulmana, di cui c’è un gran parlare in questi tempi, emerge sempre un comune denominatore quello di un pensiero unico oscurantista che discende dal monoteismo e di un antagonismo, ad esso, interno ad entrambe figlio dei lumi della ragione.

Dissacrare, sbeffeggiare, demistificare e smitizzare questo è uno dei compiti che da sempre si sono dati all’Officina Dada Boom e questa volta ci sono riusciti in pieno.

Fulvia Puritani, Barbara Cardella, Luca Fani, Daniele Emilio Cinquini, Nasty, Silvia Malatesta, Elia Buffa, Jacopo Giannini, Mario Giannelli, Luca Bondielli, Davide Bondielli, Gianluca Cupisti, Graziano Dovichi, Alessandro Giannetti, Giacomo Verde Marco Magugno e Iari Varriale hanno esposto con ironia le loro opere. Interessante è stata anche la performance di Murat Onol che ha interpretato “Ecce Homo”.

Il Cristo è stato rivisitato in modi diversi. C’è chi lo ha fatto crocifiggere dalla NATO, alleanza militare che porta la guerra nel mondo. C’è chi ha accostato la foto di Piss Crist ad altre immagini di tragedie e orrori del mondo. C’è chi invece nell’urina ci ha messo un dollaro, simbolo del dio denaro. C’è chi ha voluto rispondere a chi banalmente diceva: “facile farlo con la religione cristiana fatelo con l’islam” e ha quindi esposto una bottiglia con un liquido giallo e una foto di Maometto con su scritta la domanda: “Pipì di Maometto o tè del deserto?” C’è chi ha giocato sulle cromature dei colori proiettandola tre volte a voler ricordare che sulla croce non è morto solo il Cristo ma anche due ladroni. Insomma non sono mancate le provocazioni e gli stimoli per fare discutere. Sono arrivate lettere di apprezzamento di chi ha voluto sottolineare il potenziale di Dada Boom e di come esso possa essere un punto di riferimento per i giovani artisti che vogliono stare lontani da salottini stereotipati e standarizzati.

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