No allo sgombero del SARS

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Pochi giorni fa ci è giunta, così come a tutte le associazioni ubicate nell’ex tiro a volo in Darsena, la notifica di sgombero entro 30 giorni dalla sede dove da 13 anni portiamo avanti le nostre attività. Non solo: ma, nonostante il fatto di essere “occupanti senza titolo”, il Comune ci chiede addirittura gli arretrati sul pagamento dell’affitto. Sono necessarie quindi innanzitutto alcune precisazioni su questa vicenda che sfiora il surreale. Il centro sociale SARS sono appunto 13 anni che si trova nella sua attuale sede, conquistata dopo anni di lotte e diverse occupazioni per rivendicare uno spazio sociale, assegnatagli dall’allora giunta Marcucci. Nel 2009, con la scadenza della convenzione, facemmo tutti i passaggi burocratici necessari per ottenere il rinnovo, ma da allora dal Comune è giunto solo un silenzio tombale. Questo perché in realtà tutta l’area adiacente alle piscine comunali è stata semplicemente abbandonata a sé stessa e al degrado: basti dire che le uniche volte che sono state curate le aiuole del parcheggio, lo abbiamo fatto noi volontariamente e senza chiedere uno spicciolo a nessuno. Ma questa vicenda, oltre che essere assurda, è anche di una gravità estrema. Infatti è evidente a nostro avviso quelle che sono le intenzioni della giunta Del Ghingaro: far pagare il debito del comune, creato da anni di mala amministrazione e dalle fosche manovre dei poteri forti della città (palazzinari vari in primis), sulle spalle dei più deboli, a chi occupa perché strozzato dalla crisi non riesce più a pagarsi un affitto, alle associazioni che cercano dal basso di dare dei servizi a costo zero alla cittadinanza oppure di creare momenti importanti di aggregazione e socialità. Quelle stesse associazioni che, in un momento di estrema difficoltà come quello attuale, non solo non andrebbero sgomberate, ma dal nostro punto di vista andrebbero addirittura sostenute nell’importante lavoro che portano avanti. In conclusione vogliamo dire che non ci lasceremo certo intimidire da un pezzo di carta: ad un sindaco che in nome della legalità vuole fare una vera e propria mattanza sociale e distruggere esperienze di aggregazione e socialità dal basso che durano da anni noi risponderemo resistendo e cercando di unire tutti coloro che non vogliono pagare una crisi che non hanno creato, ma che subiscono da anni.

CSOA SARS

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