Galline, Oche e Pecore

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Matteo Salvini ti schifa pure il tempo!” Con questo striscione appeso sul palco da dove era previsto il comizio del leader della Lega Nord, la Casa Rossa Occupata di Montignoso ha accolto Salvini. “In realtà un forte temporale ha fatto sì che il comizio di Salvini, previsto in piazza Maccari al Cinquale, fosse spostato all’interno dell’Hotel Eden.” Cosi dicono i militanti della Casa Rossa Occupata in un comunicato che continua
“Per noi è sufficiente che l’area montignosina, da sempre e storicamente accogliente ed antirazzista non sia stata inquinata dalla retorica ridicola e fascistoide del secondo Matteo nazionale. Come Casa Rossa l’appuntamento per dirgli in faccia ciò che pensiamo di lui e dell’accozzaglia che l’accompagna è solamente rimandato alla prossima volta. Qui ci preme sottolineare una cosa: ma davvero c’è ancora chi, senza vergogna, parla di libertà di parola per Salvini? Libertà di espressione per uno che a qualsiasi ora in qualsiasi canale televisivo può liberamente sputare odio verso gli ultimi? A noi sembra al contrario che la parola sia quotidianamente negata a quei milioni di poveri nel nostro paese che lui e i suoi seguaci fingono di rappresentare. E contestarlo significa porre un freno alla retorica degli Italiani contro gli stranieri, esattamente come fino a due anni fa era quella del nord contro i meridionali. Significa smontare un discorso per cui a difendere gli ultimi ci sarebbe un partito che è il partito dei nuovi ladri e un segretario che non ha mai lavorato un minuto in vita sua.”

La parole scritte nel comunicato per noi sono ampiamente condivisibili e centrano perfettamente la questione.

Pochi chilometri più a Sud, a Viareggio, intanto, le polemiche non si placano. Sulla sua pagina facebook Alessandro Santini ex candidato a sindaco di Forza Italia parla di vittoria politica riferendosi alla visita, di Salvini, alla cittadella del carnevale. Santini dice di fatto due cose: una vera e una falsa. Con la sua dichiarazione conferma che la visita di Salvini è stata una visita politica e non la semplice visita di un cittadino privato come avevano cercato di far passare i fan leghisti nei giorni precedenti. Santini parla, poi, di vittoria politica. C’è da chiederci quale sia la vittoria politica? Quella di venire in un luogo blindato e scortato e sentire gente che urlava “pecore pecore” ai suoi pochi seguaci? Quella di non essere stato ricevuto dal carrista Lebigre, autore del carro che raffigura Salvini e al centro di alcune polemiche riguardanti proprio delle minacce alla sua costruzione? O quella di sapere che un altro mago della cartapesta, Roberto Vannucci, ha disertato l’incontro e poi ha esternato sulla sua pagina facebook: Non ho mai lasciato il mio hangar sbattendo la porta. Ieri sera quando persone della Fondazione mi hanno detto di aprire il capannone per fare entrare Salvini mi sono veramente sentito umiliato e sono andato via.
Dopo una giornata di cazzate madornali di scelte scellerate di fare il burattino per il potere non l’ho accettato. Almeno la mia dignità mi è rimasta visto che stanno calpestando la mia passione ed il mio lavoro. Viva l’anima profonda del carnevale di Viareggio.”
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Non c’è stata alcuna vittoria di Salvini; salvato dalle annunciate contestazioni solo da un maltempo che purtroppo, anche a causa di scelte scellerate come quella di fare uscire le costruzioni, ha danneggiato numerosi carri. Qualcuno, forse voleva fare per forza il carnevale perché arrivava l’onorevole? Vogliamo augurarci che non ci fosse anche questa motivazione tra l’idea insana di fare uscire il corteo carnevalesco, sui viali a mare, nonostante la buriana di sabato.

Forse Santini riesce a vedere la vittoria perché entusiasta dall’avere fatto buona impressione al leader della Lega Nord che, come affermava correttamente una giornalista locale, tornerà presto a Viareggio per fare campagna acquisti proprio da una Forza Italia allo sbando?

A tenere banco tra le polemiche anche il lancio di uova contro il municipio di Viareggio da un burlesco e fittizio gruppo. Alcuni esponenti di Repubblica Viareggina, hanno commentato su whats’up: “Ma cosa succede a Viareggio? Le galline tirano uova e le oche … PD, SEL e PRC starnazzano!” Effettivamente le condanne dei partiti della sinistra verso il gesto ci sono apparse anche a noi eccessive e smodate. Intendiamoci non c’è niente di rivoluzionario nel lanciare uova contro un muro ma viene logico pensare che gli autori del gesto non volessero nemmeno compiere niente di rivoluzionario, bensì un gesto simbolico e goliardico. Un gesto, tuttavia, che rimane politico perché prende di mira il sindaco Del Ghingaro, autore per le varie realtà di movimento di decisioni autoritarie e impopolari come lo sgombero dell’ex stabile della Misericordia di via Matteotti dove alloggiavano una ventina di cittadini extracomunitari, la minaccia di sgomberare case occupate e il centro sociale SARS, la volontà di costruire un forno crematorio nella frazione di Torre del Lago contro il volere della maggioranza dei cittadini che non vuole ulteriore inquinamento. Un gesto che non va enfatizzato ma ci dice alcune cose come quella che ci sono dei giovanissimi che in modo goliardico ricercano la conflittualità sociale anche nel simbolico e che alla fine la voce rivolta ai pariti: “sono tutti uguali” è “vox populi vox dei” perché si è dimostrata vera. Da Rifondazione Comunista, seppure divisa al suo interno come riporta La Nazione, alla Lega Nord tutte le forze politiche hanno condannato il gesto ergendosi, di fatto, a difesa del palazzo del potere. “Si tratta della casa dei cittadini” hanno detto alcuni dirigenti politici con non poca retorica demagogica. Perché se è la casa dei cittadini! viene chiusa per riunioni e incontri? Perché gli assessori sfuggono continuamente il confronto con chi pone loro domande? Ridicole, poi, le accuse di imbrattamento. L’idea dell’imbrattamento porta ad immaginare litri di vernice indelebile non due tuorli che si levano con poca acqua. A chi non sono mai cadute delle uova in casa? Ma quanti poi si sono lamentati di avere casa imbrattata per le uova sul pavimento? Il lancio delle uova era un antica tradizione di carnevale e in alcune zone del Sud continua ancora oggi. Di sicuro fanno meno male le uova delle arance lanciate al carnevale di Ivrea. Ma il record del ridicolo lo raggiunge SEL arrivando a parlare di squadrismo e fascismo. Tutti, infatti, sanno che il fascismo italiano è noto, nel mondo, non per avere imposto una dittatura, avere promulgato le leggi razziali, fatto una guerra mondiale, avere mandato al confine gli omosessuali, avere fucilato i partigiani ma per avere lanciato uova. Tutti sappiamo che i nostalgici del ventennio vanno, regolarmente, in pellegrinaggio a Predappio per comprare le famose uova di Mussolini. SEL è effettivamente entrata in una fase nuova, prossima allo scioglimento e alla confluenza in Sinistra Italiana, deve avere perso l’ultima lucidità di analisi. Il partito di Vendola a Milano sostiene il candidato di destra Sala e a livello nazionale con la scelta di confluire in Sinistra Italiana approda con venticinque anni di ritardo a dove era approdato Achille Occhetto nel 1991. Il nuovo soggetto politico senza Rifondazione Comunista, l’Altra Europa e senza Possibile non è altro che la riedizione di un PDS in miniatura. La crisi dei partiti non riguarda solo SEL ma un po tutti. A perdere iscritti, in città, ci sono anche Rifondazione Comunista, Forza Italia e il PD. Quest’ultimo lacerato com’è continua a rimandare il congresso cittadino. Bizzaro che il PD parli di violenza per delle uova quando tra il suo segretario di federazione e commissario del circolo Giuseppe Dati e l’avvocato Fabrizio Miracolo siano in corso querele per spintoni e minacce. I violenti sono il pericolosissimo gruppo sovversivo delle galline, che lancia uova non un pacifico e disteso assessore che spintona un consigliere comunale colpevole di porre domande? Insomma due pesi e due misure, la stessa doppia morale che riscontriamo in ogni ambito del paese. E mentre quello che resta della sinistra si esalta in Grecia, in Kurdistan e America Latina per scontri, ribellioni e rivolte qui si indigna per un murales su di un muro chiamando l’artista vandalo. Gli anglosassoni hanno un modo di dire che rende l’idea “it is easy to be brave from a safe distance.” A volersi calare nella contestualità ci verrebbe da tradurla in modo politicamente scorretto con “Troppo facile fare la mamme con gli uteri delle altre.”

Le pecore sui socialnetwork gridano all’inciviltà ma chi ha detto che la civiltà siano i muri grigi, asettici, silenziosi quasi omertosi e non i muri colorati e vivaci che ci parlano degli argomenti più diversi. Da secoli i muri sono la voce del popolo che ci si esprime per parlare di sport, politica, amore, sesso, arte, ecc.. Poi ci sono i muri grigi quelli delle istituzioni in primis delle prigioni, degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, dei CIE. dei tanti non luoghi dove burocrati assistenti sociali decidono di levare i figli ai genitori, ecc.. A fare un quadro non è la cornice, il vetro o la tela ma è il dipinto del pittore. Purtroppo nel quadro della politica del nostro paese non abbiamo né meravigliosi paesaggi né nature morte ma solo galline, oche e pecore.

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