Appello a partecipare all’ assemblea “Viareggio non si vende” del 2 aprile

12308569_1671029489808734_6789328648372943113_nLe politiche neoliberiste e quelle di austerità non ci hanno fatto uscire dalla crisi ma ci hanno affondato dentro ancora di più. Dall’Europa ai comuni, passando per il governo nazionale e le regioni, assistiamo ad un attacco alle condizioni di vita delle classi meno abbienti attraverso leggi sul lavoro, come il job act, che cancella i diritti o attraverso tagli sistematici a sanità, istruzione, ricerca, trasporti, ecc. La disoccupazione è al massimo storico nel nostro paese e sempre più gente si ritrova senza lavoro e senza casa. Nonostante ciò il debito pubblico non accenna a diminuire e molti enti sono in uno stato di dissesto come è il caso noto del comune di Viareggio.

A Viareggio l’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro in sintonia con il presidente della regione della Toscana, Enrico Rossi, e il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha portato avanti politiche che mirano a fare cassa svendendo i beni comuni.

Il dissesto causato dalla classe politica non deve essere pagato da chi vive la città. Negli ultimi anni sono stati persi centinaia di posti di lavoro nella cantieristica navale ma anche nel turismo e la soluzione non può essere quella di privatizzare o vendere il porto o il centro congressi mettendo, di fatto, a rischi altri posti di lavoro. L’autoritarimso e l’incapacità di ascoltare della giunta Del Ghingaro e della sua assessora al sociale, Sandra Mei, hanno creato di fatto dei muri tra chi amministra e i cittadini. Così non sono date risposte ai disoccupati organizzati, così non si è ascoltato il comitato che si batte contro il forno crematorio che inquinerebbe Torre del Lago e allo stesso modo si è rifiutato il dialogo con esponenti sindacali. Nemmeno per quanto concerne l’emergenza abitativa sono state date risposte concrete. Più volte l’assessora Mei e il sindaco si sono rifiutati di incontrare esponenti dell’Unione Inquilini e della Brigata Sociale Antisfratto. Anzi l’amministrazione ha deciso di sgomberare case occupate da decenni, luoghi strappati al degrado e all’incuria.

L’11 marzo presso il centro sociale SARS si è svolta una partecipata assemblea dal tema come difendere gli spazi occupati siano ad uso abitativo come le case recuperate dalla Brigata Sociale Antisfratto siano centri sociali. L’esperienza di tredici anni del SARS viene messa in discussione da un’amministrazione che non ha intenzione di tollerare critiche e dissensi.

Pensiamo che sia doveroso difendere il diritto all’abitare come gli spazi sociali. Pensiamo, inoltre, che sia da difendere il diritto al lavoro e che i beni comuni non vadano privatizzati, che le risorse ambientali del territorio vadano salvaguardate per questo diciamo no a parcheggi scambiatori a silos, a forni crematori, all’asse di penetrazione che violenterebbe la pineta.

Diciamo no alla svendita del patrimonio pubblico a grossi gruppi privati, così da rimpinguare le casse comunali e soddisfare gli interessi speculativi dei poteri forti che hanno sostenuto la candidatura di Giorgio Del Ghingaro. Vendere ai privati risolve solo in modo apparente il problema. Se nel breve termine entra qualche spicciolo dalla svendita nel lungo termine, il comune, priva se stesso stesso di un entrata che deriva proprio dalla gestione dei beni comunali.

Con queste intenzioni invitiamo tutte le realtà sociali e politiche ed ogni singola/o cittadino interessata/o a costruire un percorso di mobilitazione unitario che unisca lavoratori, disoccupati, sfrattati, occupanti di casa, comitati ambientalisti, ecc.. Abbiamo convocato per sabato 2 aprile alle ore 16 presso il Cantiere Sociale un’assemblea pubblica dal tema “Viareggio non si vende”. Potrà essere questa un’occasione di confronto per vedere quali iniziative intraprendere tutte/i assieme

Brigata Sociale Antisfratto

Unione Inquilini

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