Ancora repressione sugli ultras del Viareggio

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Ogni volta che un dirigente di polizia viene trasferito da Viareggio ad un’altra città, nel suo bilancio propagandistico, cita la lotta agli ultras. Non le mafie, la criminalità organizzata, ma gli ultras. La cosa di per se la dice lunga sulle priorità e gli impegni delle forze di polizia. Qualcuno arrivò perfino a farneticare, dicendo di avere estirpato gli ultras dalla città. Niente di più falso. In questi anni la squadra di hockey ha sempre avuto accanto suoi sostenitori e da un po di tempo anche attorno al calcio s’è riformato un gruppo di ragazzi che segue la squadra.

Oggi c’era attesa per il derby, del campionato di calcio di serie D, tra Viareggio e Massese e forse il trappolone era già programmato da tempo per fare vedere come sono efficienti nel gestire l’ordine pubblico le forze di polizia. Rimane il fatto che alcuni tifosi viareggini sono stati fermati, prima della partita, senza che fossero colti in fragranza di qualcosa e senza che ci fossero stati veri tafferugli. Forse l’avere incontrato qualche tifoso avversario e avere urlato qualche frase è stato sufficiente per fermare e portare via i tifosi viareggini. La notizia diffusa ha rovinato un clima di festa. In gradinata è stato deciso per protesta di non tifare la squadra ma di alzare solo slogan contro la repressione e le forze di polizia. “Non ci avrete mai come volete voi!”

Momenti di tensione anche a fine gara quando i tifosi viareggini sono stati costretti a rimanere dentro per oltre un quarto d’ora. Persone che dovevano andare al lavoro o a prendere i figli sono dovuti rimanere all’interno di uno stadio, a spettacolo finito, solo per una maniaca volontà di controllo e repressione. Ad un certo punto quando un ragazzo ha cercato di aprire il cancello un carabiniere ha deciso di spingerlo in malo modo facendo salire ancora di più la tensione. I giornalisti non c’erano quindi o non scriveranno e se scriveranno sarà la solita velina della questura ma come liberi mediattivisti non possiamo non denunciare questo clima di repressione.

I fermati sono stati rilasciati a partita finita ma sembrerebbe non prima che siano state prese loro le impronte digitali e scattate foto segnaletiche.

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