E anche dopo il derby si conferma l’intervento politico e sociale del G*A

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Sull’aggregazione ultras a Viareggio in particolar modo quella dell’hochey su pista c’è un intervento sistematico da parte dei compagni che dura da molto tempo. Al palasport il Gruppo Autonomo Viareggio è tredici anni che è presente con le sue bandiere e i suoi striscioni a tenere vivo un pensiero antifascista che si tramanda da generazioni in generazioni negli ambienti hockeyistici viareggini. Adesso ad affiancare il Gruppo Autonomo Viareggio ci sono le Nuove Leve, giovanissimi ragazzi, che si identificano con i valori che il gruppo porta avanti da anni. Il Gruppo Autonomo Viareggio è bene ricordare che è stata una delle prime associazioni a dare vita all’esperienza del Cantiere Sociale e che alle scorse elezioni ha deciso di candidare due sue elementi nelle file di Repubblica Viareggina per i beni comuni.

Per una certa sinistra radical chic così come per chi è impregnato di pacifismo fino al midollo l’intervento in questi ambienti è sempre stato snobbato o comunque non ritenuto prioritario, di fatto, in molti casi lasciando spazio alle destre neofasciste. Fortunatamente a Viareggio gli ambienti del tifo non sono terreno fertile per l’estrema destra. Anzi in alcuni commenti esponenti di Forza Nuova, che cercano di costruire una radicalizzazione in città, sottolineavano la loro impossibilità di entrare nella tifoseria bianconera marcatamente schierata a sinistra. Quindi nessuno che conosce la tifoseria viareggina si sarà meravigliato quando, alla fine del derby con il Forte dei Marmi e delle continue provocazioni fatte da saluti romani da parte degli ultras rossoblu, la gradinata bianconera composta da centinaia e centinaia di persone ha deciso di salutare la vittoria intonando le note di “Bella Ciao”. Si è trattata di una risposta identitaria che non ha sicuramente fatto piacere a quei fascistelli della tifoseria ospite e forse nemmeno a qualche poliziotto e giornalista. Tuttavia, l’intervento politico, in uno spazio ancora parzialmente libero, non consiste solo di identità ma di prese di posizioni su tematiche sociali importanti. Prima della partita con il Forte dei Marmi fuori dal palasport i lavoratori delle piscine hanno volantinato contro la chiusura delle piscine e il rischio della perdita di 40 posti di lavoro e all’interno è stato appeso uno striscione. Presenti come sempre anche esponenti dell’assemblea 29 giugno che si battono contro la prescrizione per la strage ferroviaria di Viareggio. Il coro: “Giustizia per Viareggio” s’è levato forte a fine gara.

Da un po di tempo le attenzioni delle forze di polizia si concentrano sugli ultras del Viareggio e le diffide, giunte dopo il derby di calcio del campionato di serie D Viareggio Massese, alcune con obbligo di firma ne sono l’ennesima conferma. Cori di solidarietà e striscioni non sono mancati nemmeno per condannare la repressione.

Gli ultras spesso sono criminalizzati e dipinti come giovani sbandati da parte della solita squallida informazione. I ragazzi del Gruppo Autonomo Viareggio oltre ad avere una solida passione per la squadra della loro città ad impegnarsi in coreografie non si tirano indietro da gesti di generosità e solidarietà come dimenticare la raccolta di fondi assieme al CRO Darsene per riparare la lapide di Sant’Anna di Stazzema danneggiata dall’uragano lo scorso anno.

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