Rassegna cinematografica “Vedere l’immigrazione” al Dada Boom

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La questione immigrazione è una questione delicata e scottante, dove troppo spesso luoghi comuni e paure si saldano alimentando nuovi razzismi, per questo l’Officina d’Arte Fotografica e Contemporanea “Dada Boom” ha deciso di affrontare questo tema con un cineforum.

Dada Boom presenta la rassegna “Vedere l’ immigrazione” a cura di Francesca Ippolito.
Saranno trasmessi tre lungometraggi a tema per tre giovedì.

Si inizia il 26 maggio con “La mia classe”, regia di Daniele Gaglianone, Italia, 2013. Con: Valerio Mastandrea nel ruolo di un attore; giovani immigrati in cerca di permesso di soggiorno nel ruolo di sé stessi.

La storia del fallimento di un regista che voleva fare un film sugli immigrati a Roma, ma ha dovuto interrompere le riprese perché gli attori non avevano il permesso di soggiorno. La realtà è più incredibile della finzione in questa delicata e commovente commedia-documentario sulla difficile situazione dei clandestini che cercano una nuova vita nel nostro paese.
Il 2 giugno sarà proiettato “Welcome”, regia di Philippe Loiret, Francia, 2009. Con: Vincent Lindon nel ruolo di un insegnante di nuoto in crisi esistenziale e sentimentale; Firat Aiverdy nel ruolo di un giovane clandestino curdo disposto a tutto per attraversare il canale della Manica.
Due uomini, due età, culture e bisogni lontanissimi tra loro, che si scontrano e imparano a convivere trovando un appoggio l’uno nell’altro per superare le rispettive difficoltà, nell’evoluzione inaspettata e profondamente umana di una vicenda a tratti incredibile e dai risvolti attualissimi.
La rassegna si concluderà il 9 giugno con “Pane e cioccolata” regia di Franco Brusati, Italia, 1973. Con: Nino Manfredi nel ruolo di un immigrato italiano in Svizzera; Anna Karina nel ruolo di un’esule greca dissidente, Johnny Dorelli nel ruolo di un industriale italiano.
Il dramma dell’immigrazione visto dalla parte dell’italiano emigrato all’estero, in una delle migliori commedie degli anni Settanta ingiustamente poco menzionata. Comicità che vira al grottesco per finire in sottile, amarissima farsa. Nino Manfredi interprete di gigantesca bravura.

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