Le bugie della stampa borghese sugli ultras e il sostegno dei liberali al neofascismo

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I “liberi giornali” italiani in merito al vile assassinio del nigeriano Emmanuel a Fermo hanno ripetuto all’ossessione che si trattava di un ultrà. Come se l’assassino fosse solo un ultras e non molte altre cose e come se gli ultras fossero tutti razzisti, fascisti e assassini. Tempo fa una persona appartenente all’etnia rom, un’altra sempre al centro di discriminazioni, accoltellò un ultras del Pescara ma pure non ci fu alcuna ritorsione anzi la tifoseria affermò che si trattava di un gesto isolato. Allora non è l’essere ultras che scatena la violenza razzista infatti mai e poi mai un ultras del Livorno, del Pisa, della Ternana, del Perugia, del Cosenza, e di altre mille squadre avrebbe compiuto un gesto simile. Perché allora i giornali borghesi usano il termine ultras per un fatto avvenuto lontano dallo stadio che niente ha a che vedere con il calcio?

La risposta è semplice per denigrare l’intero mondo ultras. La stessa cosa fecero i giornalisti compiacenti a suo tempo con la cultura skinhead. Tanto è vero che oggi skinhead è divenuto per la massa ignorante sinonimo di nazista senza tenere conto dei tantissimi redskins. L’obbiettivo è quello di fa vedere alle masse popolari un intero mondo che esprime conflittualità sociali importanti come delinquente e pericoloso. Naturalmente il movimento ultras è più grande del movimento skinhead e questo obbiettivo sarà più difficile in quanto già molte curve antifasciste hanno fatto già sentire la loro voce su questo fatto. C’è un altro motivo per cui i giornali italiani quasi tutti in mano alle varie “destre liberali” usano il termine ultras ed è quello di omettere le qualifiche di razzista, fascista ma anche di leghista visto che l’assassino era un simpatizzante della Lega.

Lo squadrismo ha rialzato la testa favorito da protezioni politiche ed economiche. Una certa “informazione” alimenta quotidianamente i fatti di cronaca nera, getta benzina sul fuoco e attraverso pagine dei socialnetwork aggrega xenofobi, razzisti e frustrati creando l’humus per questi episodi.

L’estrema destra ha fatto in questi anni in Italia più morti del terrorismo islamico, che – fortunatamente – non ha colpito nel nostro paese. Eppure se si andasse per le strade a sondare la percezione popolare il risultato sarebbe scontato. Grazie anche ad un’informazione che ha paura di dire le cose come stanno. Qualche giornale titolava “Bastardi islamici”dopo l’attentato di Parigi. Nessuno oggi ha avuto il coraggio di mettere in un titolo la parola “fascista.” Eppure i fascisti non è la prima volta che colpiscono nel nostro paese come dimenticare la strage di Firenze del 13 dicembre 2011 durante la quale due senegallesi, Samb Modou e Diop Mor, furono uccisi da Gianluca Casseri, simpatizzante di Casa Pound. O come non dimenticar il fascista De Sanctis che uccise con una pistola l’ultras napoletano Ciro Esposito nella finale di Coppa Italia del 3 maggio 2014. Anche in quell’occasione i giornali e le TV si incentrarono su di un altro ultras Gennaro detto la Carogna colpevole di avere gestito una trattativa tra tifosi e polizia per evitare incidenti peggiori. Lo stato che ha trattato con la mafia non poteva, però, trattare con il capo ultras napoletano perché i media non volevano e la stampa ci aprì la solita campagna infame tralasciando chi era De Sanctis, quali amicizie politiche aveva e da quale luogo era uscito prima di sparare. In merito quindi a quanto avvenuto a Fermo, ma in merito a quanto avviene ogni giorno in molte città occorre avere le idee chiare e rispondere alle mistificazioni della stampa dicendo che oggi come ieri a coprire i fascisti ci sono i padroni e le destre liberali.

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