La strage ferroviaria in Puglia come quella di Viareggio è figlia del profitto

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Il grave disastro ferroviario tra Andria e Corato, che è costato la vita a 27 persone e il ferimento di altre 50 ci riporta alla memoria la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Ancora una volta le ferrovie italiane sono il teatro di una tragedia evitabile se solo si fossero spesi soldi nella manutenzione, se si fosse evitato di ridurre il personale e licenziato chi si è battuto per la sicurezza in ferrovia. Il 1 luglio del 2009 Massimo Moretti dichiarò: “Le nostre ferrovie sono le più sicure d’Europa”. La frase dell’ex amministratore apparve, ai più, grottesca e irriverente ma questo non impedì a re Giorgio Napolitano di nominarlo cavaliere del lavoro. Oggi gli eredi di Moretti nella gestione delle ferrovie continuano a ragionare di profitti e non di sicurezza. Continuano ad investire in quell’orribile progetto che è la TAV a dispetto di un’intera comunità che l’avversa. Continuano a portare avanti una gestione aziendale che è quella del disfacimento. Come altre volte si cerca di scaricare le responsabilità su poche persone ed insabbiare il tutto. Parlare di errore umano è da irresponsabili e complici. Le morti pugliesi come quelle viareggine come quelle di tanti lavoratori sono figlie di scelte politiche aziendali ben precise come quelle che permettono che esista un binario solo costruito 50 anni fa e che non si spenda un soldo per ampliare o migliorare quella ferrovia mentre si buttano milioni e milioni di euro per bucare una montagna in Valsusa.

Insomma siamo di fronte all’ennesima strage sappiamo benissimo chi sono i responsabili anche se faranno di tutto per fuggire alle loro responsabilità.

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