Prove pratiche di unità dell’antagonismo toscano

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Alla fine di un’intensa quattro giorni della nona festa antifascista, tenutasi alla Casa Rossa Occupata di Montignoso, si è svolta una partecipata assemblea di molte realtà antagoniste regionali.

Il 4 settembre una settantina di persone circa provenienti da Massa, Carrara, Viareggio, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Firenze, Siena, Arezzo e Valdarno si sono incontrate e confrontate su vari temi come il diritto all’abitare, il lavoro precario, i rigurgiti fascisti, il referendum costituzionale, ecc..

Il confronto non ha avuto approcci ideologici ma pratici, sottolineando la necessità di provare a coordinare le lotte dal basso in una regione importante come la nostra. La Toscana è da sempre un laboratorio politico per il PD, identificato come il nemico principale da parte dei movimenti sociali.

La riunione è stata un primo importante momento di confronto che ha messo sul piatto parole d’ordine significative come autogestione, autorganizzazione, mutuo soccorso.

Si tratta adesso di vedere, nel prossimo futuro, se avrà inizio l’auspicata ricomposizione o se si tratta dell’ennesima partenza falsa, come purtroppo ce ne sono state diverse negli ultimi anni in Toscana. Le premesse ci ispirano ad un cauto ottimismo ma non avendo bacchette magiche crediamo che sarà l’investimento delle compagne e dei compagni che determineranno questo lungo e articolato processo.

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