Occupata casa per un neonato di sei giorni

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Case vuote, murate, lasciate a marcire e perone senza casa costrette a dormire all’addiaccio, Tutto questo avviene nella nostra civilissima città, Viareggio, dove i gruppi dirigenti che hanno amministrato nel corso dei decenni non sono stati in grado di dare risposte concrete al dramma dell’emergenza abitativa.

Un neonato di sei giorni nasce e appena dimesso non sa dove andare. Sembra la storia di un Gesù bambino del ventunesimo secolo. Per fortuna la madre e il padre si rivolgono alla Brigata Sociale Antisfratto e all‘Unione Inquilini che decidono di riprendersi uno spazio del genio civile lasciato chiuso da anni. Ci entrano per non fare dormire il neonato e la madre che ha partorito con il cesario per strada. Ci entrano per non fare dividere una famiglia e riappropriarsi di ciò che questa società nega quotidianamente come il diritto all’abitare. Sul posto intervengono polizia e carabinieri identificano gli attivisti ma non sgomberano la famiglia. Si tratta di una vittoria politica e morale per chi crede nelle pratiche di mutuo soccorso e per chi dal basso costruisce solidarietà e conflitto. Una eventuale denuncia, da non escludere, ci confermerebbe solo che legalità e giustizia sociale non coincidono. La repressione sul movimento di lotta per la casa e sui movimenti sociali e antirazzisti non può vincere ma soprattutto non può risolvere un problema che è sociale e politico e non di ordine pubblico. Brigata Sociale Antisfratto e Unione Inquilini rivendicano con forza il diritto all’abitare e fanno rientrare questa azione nel percorso che porta verso il 10 ottobre la data che ogni anno vede il movimento di lotta per la casa viareggino protagonista di momenti importanti di lotta.

Intanto è scatta la solidarietà di tante e tanti compagne/i che hanno portato pannolini, latte in polvere, box, lettini. Un ringraziamento particolare va alla Brigata di Solidarietà Attiva impegnata per aiutare i terremotati e che ha deciso di aiutare anche questa famiglia. Sul posto a sincerarsi della situazione e a portare solidarietà alla famiglia si sono recati anche i dirigenti locali di Rifondazione Comunista e Repubblica Viareggina.

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