“Città ribelli” un altro modo di amministrare. Discussione al Cantiere Sociale con i consiglieri di Napoli e Livorno

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Il mal tempo non ha fermato l’iniziativa sulle “città ribelli” promossa dal Cantiere Sociale Versiliese. Al tavolo dietro lo striscione “Viareggio non si vende” coordinati dal presidente del cantiere stesso, Alessandro Ravenna, erano presenti i consiglieri comunali di Napoli Eleonora De Majo e di Livorno Marco Bruciati. Si è trattata di un’iniziativa interessante con un taglio seminariale e con finalità formativa. Presenti in sala Filippo Antonini e tutto il gruppo dirigente di Repubblica Viareggina che hanno posto numerose domande sul modo di amministrare a Napoli e sul modo di fare opposizione ad una giunta pentastellata che non è proprio uguale a fare opposizione a giunte di centrodestra e centrosinistra. Si è trattato di un approfondimento sulle nuove forme di rappresentanza, sul rapporto movimenti – istituzioni, sulla crisi dei partiti della sinistra tradizionale e non solo del PD ma anche dei cespugli che nel corso degli anni ci si sono alleati. Un altro modo di amministrare è possibile come ci mostra l’esperienza di Napoli in Italia ma anche di molte altre città in Europa, specialmente in Spagna. Non si tratta di slogan conflittuali o di cooptare pezzi di movimento nell’amministrazione politica di una città bensì di mettere al centro dell’agenda politica i bisogni dei cittadini: casa, lavoro, acqua pubblica, salute del territorio, spazi sociali vanno difesi e inseriti dentro la cornice più ampia del bene comune per fare questo bisogna contrastare le svendite delle politiche liberiste. Chi dice, con ostinazione, che non si può fare può sempre consultare le delibere della giunta De Magistris sull’acqua, sulle case e sugli spazi sociali. Alessandro Ravenna ha definito: “Ottima la discussione che ha provato a scardinare modelli pre imposti da una politica che ormai non ci rappresenta più! Molte sono state le differenze emerse nella discussione, percepite come un valore aggiunto e non come divisione. Usciamo arricchiti dalla discussione con Eleonora De Majo e Marco Bruciati, con la speranza che sempre più realtà anche differenti tra loro possano mettersi in rete e costruire in tutta Italia città ribelli.”

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