Diciamo No all’arroganza di Mauro Moretti

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Esistono persone che sono sopra gli altri, persone che vomitano arroganza perché sanno di restare impuniti, persone che sanno essere servi e padroni assieme ed avere i difetti degli uni e degli altri. Mauro Moretti, indagato per vari reati nella strage di Viareggio che è costata la vita a trentadue innocenti, è una di queste persone. Il signor Moretti non è un semplice privilegiato è qualcosa di molto di più e nel corso degli anni ci ha abituato ad esternazioni odiose. La più odiosa di tutte, per noi che abbiamo vissuto la strage di Viareggio, è stata quella di definirla “un tragico incidente.” Quella strage non è stato un incidente ma il risultato annunciato delle sue politiche aziendali fatte di tagli, licenziamenti e privatizzazioni. Mentre era indagato, l’ex presidente della Repubblica ed ex aderente ai gruppi universitari fascisti, Giorgio Napolitano, lo nominò cavaliere del lavoro. Mentre era imputato il governo di Matteo Renzi, lo ha nominato amministratore delegato di Finmeccanica. Poco tempo prima aveva esternato dicendo che non guadagnava molto. Una chiara offesa ai tanti lavoratori delle Fs e a tutti i lavoratori di Italia che stentano ad arrivare alla fine del mese. Un paio di giorni fa, ha annunciato il suo si al referendum sulla deforma costituzionale voluta dal governo Renzi e anche questo non ci ha meravigliato. Gli sfruttatori sanno sempre da quale parte stare e, dopo avere incassato la difesa del ministro Delrio e l’appoggio del prezzolato sionista Mieli, si è sentito di rendere il favore pronunciandosi a favore dell’obbrobrio costituzionale. L’ultima sua esternazione però è di quelle da creare non poca indignazione. Il cavalier morte, così lo chiamiamo noi, ha annunciato che non intende dimettersi in caso di condanna nella sentenza di primo grado. Si tratta di un atteggiamento arrogante che, solo uno legato a poteri forti e che sa di restare impunito, può tenere. Al di là della sentenza del tribunale, al di là della prescrizione che incommbe per noi Moretti non solo è colpevole della strage ma è eticamente inqualificabile. Vogliamo dire con forza No alla sua arroganza. Vogliamo rinnovare la nostra vicinanza alle famiglie della vittima e a tutti quelli che lottano per avere verità e giustizia sulla strage del 29 giugno 2009

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