Repubblica Viareggina: Del Ghingaro e PD una storia infinita

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C’eravamo tanto odiati”, “Non dovevamo vederci più”, “Inciucio impossibile” scegliete voi, tra questi, il titolo per un film che abbia come trama quanto sta accadendo a Viareggio dopo il ritorno di Giorgio Del Ghingaro sulla poltrona di primo cittadino.

Le parole dei certi politici vanno sempre prese con le molle ma quanto avevano detto gli esponenti del PD locale era stato chiarissimo “Mai con Del Ghingaro!” Evidentemente qualcosa deve essere accaduto per fare cambiare repentinamente idea ai dirigenti di Via Regia. Forse la pesante crisi che attanaglia il PD a tutti i livelli dal nazionale, al regionale, al locale deve avergli costretti a ripensare la strategia e calare le brache in quattro e quattro otto. E’ evidente che gli interventi del presidente di regione Enrico Rossi e del senatore Andrea Marcucci hanno inciso non poco passando probabilmente sulla testa del segretario comunale Filippo Guidi e sicuramente su di una parte dell’elettorato che ha votato Luca Poletti al ballottaggio in alternativa a Giorgio Del Ghingaro. Molto probabilmente il PD non entrerà subito in maggioranza tenendo con Del Ghingaro a Viareggio lo stesso atteggiamento che Verdini tiene con Renzi a Roma. Avevamo, comunque, ragione noi, di Repubblica Viareggina, quando parlavamo di un PD ufficiale e di un PD ufficioso, che litigavano per beghe di correnti, ma che avevano lo stesso progetto per la città. Il progetto era ed è quello di garantire chi vuole venire ad acquistare i beni di tutti i viareggini messi in svendita dopo anni e anni di giunte responsabili del dissesto proprio a guida di uomini dello stesso partito democratico. Gli esponenti del PCI, anche loro a sostegno di Poletti nelle scorse elezioni, con la lista federazione della sinistra, hanno protestato per l’esclusione dagli accordi tra PD1 e PD2. Hanno denunciato di non essere stati consultati nonostante i loro voti siano stati utili per mandare Poletti al ballottaggio. E’ palese che a Viareggio c’è stato un ribaltone, come nella peggiore tradizione della politica trasformistica italiana. E anche si evidente, però, che se la Federazione della Sinistra, invece, di fare da portatore d’acqua al PD avesse lavorato per l’unità della vera sinistra, sostenendo la candidatura di Filippo Antonini, oggi ci sarebbe un consigliere di sinistra seduto in consiglio comunale. Le responsabilità di certe scelte non possono essere taciute. Speriamo che questo serva di lezione per il futuro a tutte quelle forze politiche che in questi anni, invece, di costruire dal basso e con la partecipazione coalizioni sociali ampie hanno preferito inseguire il PD nelle logiche perverse del meno peggio.

La sinistra per noi può ripartire solo dai bisogni dei territori come insegna l’esperienza napoletana del municipalismo conflittuale incarnata da Luigi De Magistris.

Repubblica Viareggina si pone con coerenza all’opposizione di qualsiasi PD, loro sono per devastare la costituzione noi siamo per difenderla e infatti sosteniamo le ragioni del No al referendum; loro sono per privatizzare i servizi noi siamo per la difesa del bene comune a partire da diritti come ambiente, salute, casa e lavoro. Repubblica Viareggina, oggi, è più che mai il perno centrale dove fare incontrare movimenti sociali, esperienze politiche e culture cittadine. Nel campo progressista cittadino che voglia costruire un’alternativa al PD e alle destre nessuno può pensare di fare a meno di noi. Siamo disponibili al dialogo e al confronto con chiunque oggi voglia costruire una nuova sinistra in città ma non transigeremo su idee e programmi.

Repubblica Viareggina

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