Repubblica Viareggina: Quant’è bella sanità che si fugge tuttavia

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Continua inesorabile lo smantellamento della sanità in Versilia, tra liste d’attesa e decentramento di reparti. Intanto la Toscana, dalla riforma sanitaria del 1978, ha più che dimezzato il numero degli ospedali (da 90 a 40). Recentemente il presidente Rossi ha deciso l’istituzione, per le Asl, di sole tre grandi aree vaste, ma se avesse preso in considerazione la letteratura internazionale avrebbe appreso che gli sarebbe occorsa molta più cautela, dato che le grandi e complesse fusioni organizzative risultano poi ad alto rischio di fallimento. Ci saranno ancora in Toscana quindi tagli dolorosi per la sanità pubblica, in ossequio alla politica di risparmi indiscriminati decisa dal governo nazionale. Tutto questo con ulteriore scadimento della qualità dell’assistenza e un aumento del caos organizzativo e degli sprechi . Ma anche con una dirigenza allo sbando e professionisti demotivati e privi di punti di riferimento. Sarebbe servita invece una accorta attività di governo e di gestione regionale, capace di seguire giorno per giorno l’implementazione dei necessari programmi di manutenzione del sistema, di diffondere le buone pratiche e intervenire nelle aree di debolezza e di crisi. Contrastando così le crescenti diseguaglianze nel diritto alla salute.
In Versilia vediamo oggi andar in fumo il tanto a suo tempo decantato ospedale unico, oramai una scatola semivuota , destinata a diventare presto, molto presto, l’ennesima cattedrale nel deserto da affittare a privati. Una struttura progettata male, realizzata peggio e ora privata di quelle eccellenze sanitarie in passato vanto dei soliti politici. Tutto servito solo a  illudere di fatto tutti quelli che credevano in una assistenza sanitaria pubblica, diffusa sul territorio, di qualità e vicina ai bisogni di una cittadinanza di crescente anzianità . Il presidente Rossi, non c’è che dire, si è messo d’impegno a smantellare la sanità in Versilia e ci sta riuscendo molto bene. Perfino le certo insufficienti fino ad oggi cure odontoiatriche esistenti, si potranno ottenere solo presso la casa di cura San Camillo a Vittoria Apuania . Così di fatto si completa l’affidamento anche del servizio odontoiatrico alle mani del privato . Come noto quella casa di cura non è certo una struttura pubblica.

Tutta una serie di disagi e disservizi aspettano allora i cittadini, specie se anziani e meno abbienti . La povertà crescente porta spesso a drammatiche scelte di rinuncia alla cura e alla prevenzione. Sempre più lunghe saranno le liste di attesa e gli spostamenti sul territorio per pazienti e familiari. Della riduzione dei costi sulle prestazioni potranno usufruire solo chi è in possesso della certificazione ISEE.
Di tutto ciò, prima di gettarsi in una così spericolata e inconsulta razionalizzazione dal sapore amaramente privatistico, il presidente Rossi avrebbe dovuto rendere conto , informando correttamente tutti/e i/le cittadini/e toscani/e, in particolare quelli che l’avevano votato e che si sentono adesso invece fortemente delusi e amareggiati.

Non ci si deve allora stupire se i/le cittadini/e non hanno più fiducia nelle istituzioni. La verità è che non c’è più nessuna equità, nessuna analisi dei reali bisogni. Sono anni che si rincorre nel servizio pubblico a tagli finalizzati solo al profitto di pochi. E’ appena il caso di ricordare il fatto che la Sanità Pubblica e’ stata costituita e si regge con i fondi e le trattenute di tutti i/le lavoratori/trici, per quella idea di servizio pubblico nazionale che però oggi, sta sparendo nella voragine dei dissesti e del malaffare. Lasciando ampio spazio alle strutture private.

Repubblica Viareggina per i beni comuni

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