Repubblica Viareggina attaca Del Ghingaro e Mei sull’emergenza abitativa

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Nella mattinata di mercoledì 18 gennaio è accaduto l’ennesimo fatto drammatico una famiglia con due bambini piccolissimi e il padre disoccupato sono stati sgomberati dalle case che avevano recuperato e sono stati buttati in mezzo alla strada al freddo. Neppure, di fronte all’infanzia si sono fermati. Stessa sorte è toccata ad un’altra persona che abitava in una casa confinante. La decisione della magistratura risponderà, forse, ai criteri di legalità ma non risponde, di sicuro, a quelli di giustizia sociale.

Grave è stata la totale latitanza da parte dell’amministrazione comunale. Ancora una volta re Giorgio Del Ghingaro ha dimostrato di non avere alcuna capacità e interesse di risolvere l’emergenza abitativa.

Qualcuno affermerà che questi erano abusivi, noi di Repubblica Viareggina rispondiamo che di fronte a una situazione grave come quella della casa, un sindaco non può pensare di trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico di fatto delegando alle forze dell’ordine e alla magistratura. Informiamo lui e la sua assessora al sociale Sandra Mei che le politiche sociali sono ben altra cosa.

Del Ghingaro quando si è insediato per la seconda volta, aveva dichiarato alla stampa un comunicato che sarebbe stato il sindaco di tutti i cittadini. A noi sembra che lo sia solo dei ricchi e potenti!

Se qualcuno è fuori legge, quelli “signori miei” siete proprio voi dell’amministrazione! Ancora una volta non applicate la Costituzione!

Qualcuno ci spieghi perché non viene rispettata e applicata la Costituzione. E infine ci spieghino i diretti interessati, che danno può causare alla comunità e all’ordine costituito una madre, un padre senza lavoro con due figli minori che non hanno la possibilità di pagare un affitto e che recuperano una casa che era in stato di degrado e che adesso tornerà ad esserlo. Denunciamo inoltre il fatto grave che a questa persone siano stati portati via con un camion gli oggetti personali e che siano stati portati in municipio senza che ancora siano potuti rientrare in possesso.

Servirebbe un altro modo di gestire il sociale. L’esperienza di Napoli della giunta De Magistris ci mostra che l’autorecupero è possibile e che se ci fosse la volontà politica si potrebbe riportare nella legalità tutte le famiglie che a Viareggio da tempo lo richiedono ma sembra invece che non ci sia nemmeno la volontà di accordare diritti sacrosanti come quelli della residenza. Fortunatamente in città ci sono una serie di realtà sociali e politiche che dal basso si autorganizzano cercando di risolvere i problemi di un’umanità dimenticata da chi comanda e non governa.

Repubblica Viareggina per i beni comuni

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