Contestato Matteo Salvini a Lido di Camaiore “L’antirazzismo non si processa!”

Un paio di decine di militanti appartenenti a Brigata Sociale Antisfratto, Repubblica Viareggina, Partito Comunista dei Lavoratori sotto la sigla “Antirazzisti Versiliesi” hanno contestato la presenza di Matteo Salvini a Lido di Camaiore con volantini e con alcuni striscioni

qui sotto postiamo il testo integrale del volantino distribuito

L’antirazzismo non si processa!

Ci vediamo il 18 luglio in tribunale e l’imputato, per noi, sei tu Matteo Salvini!

L’antirazzismo non si condanna e lo vogliamo dire chiaramente. Eppure qualcuno aveva condannato senza nemmeno processo chi osò contestare Matteo Salvini nel maggio 2015 a Viareggio. Gli odiosi decreti di penali di condanna sono uno strumento che emette condanna senza dibattimento processuale ovvero senza che difesa e accusa si confontino. Ma tutti i condannati hanno fatto ricorso chiedendo il processo non tanto per potersi difendere da accuse infondate ma per potere accusare. Infatti per noi l’antirazzismo non è un crimine che va processato. Ridicole e pretestuose sono i capi di accusa come adunata sediziosa e manifestazione non organizzata risalenti al codice Rocco del ventennio fascista.

Libero fischio in libera Piazza diceva il partigiano Sandro Pertini.

Ad essere processato deve essere invece chi semina odio e razzismo, chi racconta balle e con demagogia cerca di favorire le guerre tra i poveri. Salvini, l’assenteista dal parlamento non ci spaventa né con le sue ruspe né con le sue vuote minacce di far chiudere i centri sociali. Per noi è lui che va messo sotto processo. Con questo spirito ci presentiamo oggi in questa libera piazza a guardarlo negli occhi, con questo spirito ci presenteremo in tribunale il prossimo 18 luglio.

Antirazzisti viareggini e versiliesi

A prendere posizione contro la presenza di Matteo Salvini a Lido di Camaiore anche lo scrittore Giancarlo Micheli che ha dichiarato:

“Noi non vogliamo certo dare a Salvini o ad altri occupanti della scena mediatica maggiore visibilità di quella che l’industria della comunicazione di massa concede loro non senza profitto. Vogliamo invece mostrare che il popolo italiano è vigile e partecipe del proprio destino, che comunque si svilupperanno le guerre e lo sfruttamento che devastano il pianeta e mettono a rischio la stessa sopravvivenza della specie, non permetterà che il Paese cada di nuovo nel fascismo, qualsivoglia siano le nuove forme in cui tenterà di riemergere.”

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