I viareggini non vogliono dimenticare la strage per questo in tanti hanno partecipato ai giorni della memoria

Come tutti gli anni, anche quest’estate, si sono svolti i giorni della memoria nella pineta di Levante di Viareggio, presso lo stadio dei Pini. Le giornate, che hanno visto una discreta partecipazione di pubblico, sono state promosse dall’associazione “Il mondo che vorrei”, la quale da sempre si batte per avere verità e giustizia per le vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 che costò la vita a trentadue persone innocenti. Nonostante che la sentenza di primo grado abbia portato a delle condanne rilevanti, il mondo che vorrei che racchiude i familiari delle vittime, continua il suo impegno in vista dell’appello e soprattutto per il rischio dell’incombere di una prescrizione che sarebbe un vero schiaffo per l’intera città di Viareggio.
Dal 3 al 7 agosto sono state numerose le iniziative organizzate dall’associazione per sensibilizzare sul tema e per raccogliere fondi per continuare la lotta. Il 3 agosto c’è stato il concerto dei Kinnara che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone. Il 4 c’è stato un interessantissimo dibattito sulle morti di amianto dal titolo “Amianto la strage invisibile” il 5 è stata la volta di un emozionante spettacolo teatrale messo in scena dai ragazzi delle scuole medie dal titolo “Il fischio” spettacolo diretto da Alessandro Bernardoni con la collaborazione di Mario Bindi. Domenica 6 c’è stato il momento clou delle giornate, con il dibattito “Dentro la sentenza verso l’appello”, condotto dalla giornalista del “Il Tirreno” Donatella Francesconi e con la partecipazione di diversi avvocati di parte civile e di alcuni ferrovieri licenziati perché si occupavano di sicurezza. Grande finale lunedì 7 agosto con il concerto di Luca Bassanese. Da queste intense giornate è riemerso, con chiarezza, come la strage ferroviaria di Viareggio si sarebbe potuta essere evitare se solo non ci fossero stati tagli alla sicurezza e alla manutenzione. I profitti dell’azienda sono passati davanti al rispetto per la sicurezza delle vite umane. Purtroppo la strage di Viareggio non è l’unica che nel nostro paese ha visto morire persone in nome di scelte politiche che prediligono il profitto a tutti i costi. Queste giornate sono state comunque un importante viatico per chi continuerà a battersi per la sicurezza nei trasporti e per avere verità e giustizia sulla strage. Non pensino i Mauro Moretti, i Michele Mario Elia e tutti gli altri dirigenti super pagati che sia finita qua. La lotta continuerà!
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