Non è che dopo il cambio del regolamento al club nautico re Giorgio si sentirà come Rosa Parks?

La vicenda del sindaco con le bermuda ha stancato quasi tutti ed è normale che sia così, quindi ci limiteremo a dire poche cose per non tediare. Il fatto non sarebbe notizia se non l’avessero voluto tutti i soggetti in causa farlo diventare tale, togliendo spazio a cose ben più gravi e importanti avvenute in città come: uno stupro ad una minorenne e una bagnina picchiata da un uomo della guardia di finanza di cui i soliti giornalisti non hanno rivelato il nome.

Re Giorgio è nudo no anzi in bermuda e viene allontanato da un locale perché questo prevede uno stupido regolamento che obbliga al pantalone lungo. Il re riesce a far parlare di se, il locale anche. I lealisti però vanno all’attacco “Mai più un aperitivo in quel locale” e altre baggianate del genere che ci confermano quanto i servi siano sempre più sciocchi di chi comanda. Re Giorgio, quello insensibile a chi viene sgomberato di casa, quello che invoca il decoro e approva multe per chi dal mare esce in costume e attraversa la passeggiata, pretende di passare da vittima e del resto ha servi sciocchi che in questo lo hanno aiutato. Evitiamo qui di commentare la sua esternazione sul costo delle sue bermuda perché non vogliamo scendere al suo livello. Ci auguriamo, adesso, che re Giorgio, sindaco di una città allo sfascio, non osi prendersi il merito del fatto che il locale abbia modificato questo insulso regolamento. Da lui e dalle sue manie di grandezza possiamo aspettarci questo e altro. Magari si paragonerà a Rosa Parks, quella donna nera che nel 1955 in Alabama non alzandosi dal posto riservato ad un bianco dal bus diede vita ad una grande lotta di civiltà contro il razzismo. In una città dove ormai la guerra al povero ha preso il posto della lotta alla povertà e dove pavoni e ruote panoramiche occupano più spazio di sfrattati e disoccupati sui giornali, ci possiamo aspettare di tutto.

This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


1 × cinque =