Tradizione e spontaneità per la “baldoria in cantiere” al Varignano

Nella tradizione tipicamente viareggina, ma anche con voglia di sperimentare, si è svolta l’annunciata e attesa “baldoria in cantiere.” Dietro al piazzale dell’Italmaco al Varignano fin dal pomeriggio fremevano i preparativi con pancali e pinugliori per preparare il magico falò con tanto di minonne. Ma la serata, ideata dal Cantiere Sociale e promossa assieme all’officina Dada Boom, alla Giove Teatro, alla Brigata Sociale Antisfratto e al Gruppo Autonomo Viareggio, ha visto anche molto altro come la musica dei Vena Folk e lo spettacolino di far saltare i pacchi contenenti le magagne che, quotidianamente, ci affliggono come i debiti, gli sfratti, le bollette, la puzza sconosciuta, la malasanità ecc.. In cima al falò sono stati bruciati i mascheroni dell’edizione vincente dei “mi carri” 2017 promossa dall’officina Dada Boom. In questo modo si è voluto collegare il carnevale alla baldoria; due tradizioni importanti per la città e il quartiere Varignano troppo spesso dimenticato da chi amministra. Con non poca ironia sono state bruciate anche un paio di bermuda tanto per non dimenticare la telenovella del sindaco allontanato da un locale perché proprio in bermuda. Non sono mancati nemmeno vino, cibo, fumogeni e mortaretti per dare colore. E’ stato bello vedere che in piazza assieme a tanti viareggini c’erano anche numerosi migranti felici di festeggiare una tradizione che non dobbiamo perdere. Le piazze e le strade sono di chi le vive e queste manifestazioni spontanee e genuine sono la migliore risposta a chi vuole seminare paure e magari ci vorrebbe tutti rinchiusi nelle case, spaventati, davanti ad un televisore. Nella tradizione viareggina c’è l’accoglienza e la gratitudine e con questo spirito si è svolta questa baldoria meticcia e antirazzista.

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