La politica della ruspa di Del Ghingaro ha portato un uomo a vivere nel bosco

Si chiama Marco è nato a Milano 47 anni fa, ma da 43 vive a Viareggio. Siamo stati a trovarlo per conoscerlo dopo che Canale 50 ha portato alla ribalta la sua triste vicenda.

Purtroppo le circostanze non fortunate della sua vita lo hanno portato a perdere tutto. Oggi vive nel bosco dentro ad un rifugio costruito con materiale d’emergenza. Marco si è arrangiato in maniera fortuita ma non potrà vivere in quel luogo umido e insalubre per molto tempo. Sono già 5 mesi che vive nella pineta ma tra poco arriverà il brutto tempo. E’ vergognoso che una persona sia costretta a vivere in queste condizioni disumane. E’ la sconfitta non personale ma di un’intera società che non riesce ad accudire chi rimane indietro. Marco ci dice di essere cardiopatico e che non sa a chi rivolgersi. Afferma di avere fatto domanda per l’emergenza abitativa ma di non avere un assistente sociale. Mentre ci trovavamo sul posto è venuto un signore per contro delle Tartarughe Lente e del Germoglio ad interessarsi delle condizioni e ad offrire aiuti. E’ possibile che in questa città se non si muovono le associazioni di volontariato le istituzioni non fanno niente?

Purtroppo le folli politiche liberiste hanno portato a tagli crescenti sul sociale peggiorando le qualità della vita delle persone e spingendone molte ai margini. La Brigata Sociale Antisfratto e l’unione Inquilini da anni denunciano l’incapacità dell’amministrazione di risolvere l’emergenza abitativa e di non sostenere i meno abbienti. Il Cantiere Sociale ha ospitato e ospita diverse decine di persone ma l’amministrazione dov’è? I cittadini che si sono, giustamente, indignati per la morte, evitabile, del pavone speriamo non abbiamo un giorno ad indignarsi per la morte di un essere umano.

C’è chi sui social ha provato in questi giorni a strumentalizzare la vicenda dicendo ancora una volta la retorica frase: “prima gli italiani.” Non si tratta di italiani o stranieri ma si tratta di poveri quei poveri che la società dei consumi e delle vetrine scintillanti crea ogni giorno in nome del presunto decoro. In tanti hanno applaudito quando il sindaco ha ordinato lo sgombero delle roulotte con le ruspe dalla darsena tra quelle roulotte c’era anche quella di Marco. Dietro la lotta al decoro si nasconde la lotta alla povertà. Quando si vive in strada non c’è la nazionalità ma ci sono le condizioni della vita che vengono prima di ogni altra cosa. Questa società, purtroppo, lo ha dimenticato e cerca di mettere i poveri contro i poveri. La politica istituzionale non solo non riesce a dare risposte ma alle volte amplifica i problemi. Le ruspe tanto invocate dal razzista Salvini e usate dal democratico Del Ghingaro hanno portato un uomo a vivere in mezzo ad un bosco. Tutto questo è indegno di un paese civile.

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