Le procure fanno finta di prendersela con i fascisti. Fascisti e magistratura due facce della stessa dominazione di classe.

L’apologia di fascismo è un reato che deve essere perquisito e su questo non ci piove. Purtroppo non sempre è così e spesso la magistratura, che non è un organo neutro, agisce a secondo delle convenienze, dei rapporti di forza sui vari territori, ecc..

L’infame striscione contro il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, esposto nella notte tra il 21 e 22 novembre vicino la sua abitazione che recitava: “Unico cittadino onorario sua eccellenza Benito Mussolini.” sembra essere stato affisso da quattro personaggi già noti a chi vive l’antifascismo in maniera militante. Si tratta di quattro esponenti di Forza Nuova Leonardo Cabras di Massa, Eugenio Nardi di Altopascio, Giovanni Damiani di Lucca e Michele Ghilarducci di Torre del Lago.

L’azione dei quattro camerati è figlia di quell’odio che caratterizza questa ridicola organizzazione con venature naziste. Infatti fu pensata come risposta alla decisione del sindaco di dare la cittadinanza simbolica a 38 bambini nati da coppie straniere. Non siamo di fronte solo alla solita apologia di fascismo ma anche al solito odio razziale per giunta contro dei bambini. Niente di più infame e vile!

Le indagini della procura di Lucca dirette dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, con il supporto degli uomini della DIGOS di Leonardo Leone, hanno portato all’identificazione dei quattro perché tre di loro avevano il cellulare attivo la notte dell’azione. Da queste poi sono scattate le perquisizioni alle abitazioni l’altra mattina. Crediamo che siano d’obbligo alcune considerazioni: la prima che salta subito all’occhio è la debolezza di un’organizzazione politica che per attaccare un semplice striscione deve chiamare persone di diverse città. E’ come se per attaccare un semplice striscione a Viareggio i compagni dei centri sociali dovessero chiamare i compagni da Lucca, Viareggio, Massa, ecc.. Sarebbe semplicemente ridicolo. Forza Nuova, al di là dei proclami è un gruppuscolo dove i dirigenti corrispondono poco più poco meno con i militanti.

Secondo noi Forza Nuova andrebbe messa fuori legge, tuttavia a fare questo dovrebbe essere la politica e non la magistratura. Ancora una volta invece la politica delega alla magistratura un compito che mostra tutte le contraddizioni del sistema. Le sedicenti azioni repressive delle procure rispondono al tentativo di nascondere relazioni tra polizia, fascisti e giornalisti e sono la scusa per premunirsi da critiche quando gli stessi apparati repressivi attaccheranno con indagini pretestuose i lavoratori, gli sfrattati, i compagni che lottano. Si fa finta, oggi di colpire i fascisti usati fino a ieri come servi, per colpire domani con maggiore forza i comunisti, gli anarchici e i rivoluzionari in generale. Gli antifascisti militanti e coerenti non possono inneggiare alla repressione. Non si può inneggiare in nessun modo ha chi ha manganellato gli antifascisti a Massarosa o ha sgomberato famiglie a Viareggio. L’antifascismo non può essere delegato in alcun modo agli apparati dello stato che vogliono mantenere lo status quo. L’antifascismo non va delegato a nessuno e meno che mai ad altri servi dei padroni magari diversi dai fascisti ma sempre funzionali al mantenimento della dominazione di classe.

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