CSOA SARS: “Le accuse ridicole non hanno retto continueremo a scendere nelle piazze per ribadire i principi della fratellanza tra gli oppressi contro chi semina odio razziale”

Pochi giorni fa i 27 imputati per radunata sediziosa e manifestazione non autorizzata, in merito alla contestazione al leader della Lega Salvini del maggio 2015, sono stati tutti assolti. Non ha potuto festeggiare con noi questa sentenza la compagna Cinzia Valleroni, anche lei indagata e venuta a mancare poco meno di un anno fa: dedichiamo questa vittoria sopratutto a lei. Anche alcuni compagne e compagni del centro sociale Sars hanno affrontato questo processo e non possiamo che esprimere soddisfazione per l’esito di questa vicenda giudiziaria. Ci teniamo a sottolineare in ogni caso la natura politica di questo processo e la volontà di mistificare quello che è avvenuto realmente quel giorno in piazza Margherita. Infatti processare 27 compagni, per la stragrande maggioranza da sempre in prima fila nelle lotte sociali sul territorio, ha significato sopratutto il tentativo di far passare una narrazione dei fatti, per cui quello che è avvenuto era il frutto dei “soliti antagonisti dei centri sociali”. In realtà, come dimostrano le foto e i video di quella giornata, la contestazione a Salvini a Viareggio fu un vero e proprio momento di mobilitazione popolare, con centinaia e centinaia di persone in piazza a ribadire che il razzismo e la xenofobia non hanno cittadinanza a Viareggio. In questo caso inoltre le accuse non potevano che cadere, vista la loro inconsistenza: è noto a chiunque che in campagna elettorale non sono necessarie autorizzazioni per manifestazioni politiche di sorta. Venendo alle reazioni isteriche di leghisti e accozzaglia varia alla nostra assoluzione, dobbiamo dire che da una parte tali reazioni ci fanno sorridere, e dall’altra sopratutto non ci sorprendono.
Viene da sorridere quando veniamo accusati di essere in qualche modo protetti dalla giustizia: lorsignori sembrano dimenticare come in questi anni sono state decine le denunce e i processi subiti da tanti compagni, per le lotte portate avanti sui vari fronti (casa, lavoro, antifascismo,ecc.). Sia ben chiaro: lo diciamo senza alcun tipo di vittimismo. Siamo più che coscienti che in questa società polizia e magistratura sono a guardia del profitto e della proprietà privata e chiunque metta in discussione gli attuali rapporti di potere non può che incorrere nella repressione. E quindi lo diciamo ancora: se questa volta siamo stati assolti, è solamente perchè le accuse erano ridicole, e sopratutto perchè la stragrande maggioranza degli imputati ha deciso di non subire passivamente il decreto penale di condanna, ma di organizzarsi e mobilitarsi per difendere il diritto a scendere nelle piazze, a contestare i potenti di turno.
Infine non ci sorprende che chi ha fatto dell’odio verso i più poveri la propria bandiera, chi invoca la ruspa per risolvere le questioni sociali, arrivi a minacciare giudici e compagni: smascherano semplicemente la loro natura più intima.
Questa volta le montature poliziesche non hanno retto alla prova dei fatti. Da parte nostra continueremo a scendere nelle piazze per ribadire i principi della fratellanza tra gli oppressi contro chi semina odio razziale ogni volta che sarà necessario.

CSOA SARS

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