Rifondazione Comunista contro le grandi opere giudicate dannose

Italia, 2019. Basta un’ondata di maltempo leggermente più intensa e ci troviamo a dover contare i danni causati da alluvioni, frane e smottamenti.

Niente in natura succede per caso, e una grossa responsabilità è di chi per decenni ha costruito in modo “allegro” senza riguardi per l’equilibrio ambientale del territorio.

Se poi a questo scenario aggiungiamo l’ipocrisia della politica, il risultato diventa scontato: bastano due giorni di pioggia e la condizione precaria del territorio diventa drammaticità quotidiana.

Ribadiamo ancora una volta che al paese non servono “grandi opere” inutili e dannose come la TAV in Val di Susa, buone solo a far lucrare mafie e amici degli amici, ma un grande piano di riassetto idrogeologico.

Per questo, per la sicurezza di tutti noi, saremmo ben contenti di sforare i vincoli europei.

In questi anni si è pensato che attraverso la rimozione delle componenti elettive delle Province tutto sarebbe stato a posto. Avvilente credere che la competenza della provincia sulla viabilità e territorio si possa fare senza stanziamenti, stesso discorso vale per le scuole e le altre infrastrutture.

L’ unico partito che coerentemente si è battuto contro la Riforma Del Rio è stato il nostro. La battaglia ci ha lasciato in una “splendida solitudine”, ma sono stati abbandonati principalmente i cittadini e il territorio.

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione della Versilia

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