Alcune considerazioni sulle elezioni in Abruzzo e sull’assenza delle formazioni di sinistra.

La fase che stiamo attraversando è sia una fase di crisi che di normalizzazione. In altre parole siamo alla cronicizzazione di un quadro sociale e politico che vede la paura, l’ignoranza, la rassegnazione creare l’humus per l’affermazione di una destra, ormai, egemone nella società.

Le elezioni in Abruzzo, al di là dell’alta astensione, sanciscono quanto appena abbiamo affermato. C’è una forte avanzata della Lega di Matteo Salvini, la vittoria della destra post fascista di Fratelli di Italia e le sconfitte per Forza Italia, PD e M5S. I primi due continuano la caduta in atto dovuta al loro atteggiamento troppo liberista ed europeista. Il terzo perde perché incapace nella coalizione di governo di dettare l’agenda e costretto, per tanto, a rincorrere la Lega. Il M5S sta perdendo la fiducia del suo elettorato anche perché Salvini riesce a logorargli quotidianamente. Ma a perdere in Abruzzo è stata soprattutto la cosiddetta Sinistra Radicale che non si è presentata alle elezioni.

L’assemblea regionale, di Potere al Popolo ha deciso di non partecipare alle elezioni, dando indicazione di astensione, per i problemi riscontrati nelle varie assemblee territoriali. Di fatto la rottura tra PaP e Rifondazione ha ridotto ai minimi termini PaP in questa regione. Il Partito della Rifondazione Comunista nella regione del suo segretario, Maurizio Acerbo è di Pescara, non è riuscita a raccogliere le firme. Prima ha aspettato Sinistra Italiana, la quale però ha preferito la subalternità al PD candidandosi con la lista di LEU e ottenendo un misero 2,7% senza eleggere nessuno. Dopo, Rifondazione, ha cercato assieme a Sinistra Anticapitalista di raccogliere le firme per una lista comune, non riuscendoci. Il PCI sentendosi escluso da Rifondazione ha cercato di candidare alcuni candidati con Legnini del centrosinistra ma all’ultimo è stato fregato. Il PCL e il PC non si sono presentati, idem con patate per DEMA. Insomma la sinistra radicale oltre a litigare non è riuscita a fare altro. Il non presentarsi è un fatto grave, perché conferma i numerosi problemi nella militanza e nell’organizzazione di queste forze politiche. Lo 0,4% di Casa Pound che è poca roba assume a questo punto un valore doppio perché a destra di Salvini esiste comunque un qualcosa mentre a sinistra del PD ci sono solo macerie. Le Elezioni europee incombono e per l’ennesima volta ci sarà un nuovo simbolo, per questo non c’è affatto da stare allegri visto anche la lentezza con cui si stanno muovendo le forze di sinistra. Intendiamoci non siamo convinti che le elezioni siano l’unico luogo dove bisogna ricostruire, tuttavia anche questo è un luogo di intervento che non può essere trascurato. Cantare vittoria per l’astensione è sbagliato soprattutto perché quella astensione non è attiva, non è accompagnata da lotte. Si tratta, invece, di una astensione dovuta all’impossibilità di avere una rappresentanza e al trionfo di una rassegnazione.

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