Il Carneval Varignano è la festa di una comunità genuina

Le periferie sono dimenticate in quasi tutte le città e Viareggio, purtroppo, non fa eccezione. Ma al Varignano ci sono energie importanti, persone generose che si spendono come mostra anche il successo del Carneval Varignano e la terza edizione del concorso “I mi carri”.

Anche senza soldi si può fare carnevale basta non essere poveri di fantasia ed entusiasmo. Basta avere la voglia di stare assieme e tenere viva una tradiszione, sperimentando magari nuove idee. Basta avere quei matti degli artisti dell’Officina Dada Boom, assieme a qualche studente, che si dilettano con la cartapesta, basta avere un paio di associazioni del Cantiere Sociale Versiliese che si mettono a disposizione per l’animazione o la ludoteca per i bambini, basta che ci siano i volontari della parrocchia della Risurrezione di Nostro Signore che portano pane e nutella per i bambini, basta che ci sia il sound del CSOA SARS che spara le note delle canzoni del carnevale di Viareggio e la gente del quartiere risponde con la semplicità e la genuinità che l’ha, sempre, contraddistinta. Quando la sfilata dei “I Mi Carri”; partita da via Minghetti e transitata per via della Vetraia, via Belluomini, è arrivata sotto il quartiere Lenci hanno iniziato a volare i coriandoli dai palazzi. Piano piano, poi, la gente si è riversata in strada ed ha raggiunto piazza Donatori di Sangue, dove i sorrisi dei bambini si sono mescolati ai coriandoli e ai colori delle maschere. E’ stata una festa allegra dove non sono mancati gli spunti di riflessione e solidarietà. I ragazzi della parrocchia hanno sfilato con un carretto con un cuoco che cucinava e il cartello “aggiungi un posto a chi ha fame”. A vincere, e quindi a finire bruciato per la prossima Baldoria come vuole la nuova tradizione varignanotta, è stato “galeotto fu il Canotto” di Alessandro Vanni e Sara Bellandi. Un mi carro con tanta cartapesta e tanta satira che raffigura l’amore tra Salvini e Di Maio scoppiato proprio su di un canotto alla deriva nel Mediterraneo. La satira carnevalesca ha preso di mira anche Pillon con Godzilla De – Gender del collettivo Dada Boom. Non sono mancate poi opere più carnevalesche e di richiamo alla viaregginità. Insomma è stata una festa ben riuscita una festa di comunità. Perché il Varignano è ancora una comunità che sa essere solidale e inclusiva.

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One Response to Il Carneval Varignano è la festa di una comunità genuina

  1. Renato Lombardi says:

    Be’ mi tempi quando il fantastico presidente ENNIO MANNOZZI portava in sfilata il carro del rione Varignano; quando tutte le scuole di ordine e grado del comprensorio dal nido alle medie lenci sfilavano in un corteo fatSmagorico di colori e vivacità. Be’ mi tempi quando al fienile si organizzava il punto ristoro di tutta la manifestazione è si distribuivano le merendine per tutti; grandi e piccini.
    L’allegria e la festa scoppiava in una manifestazione di gioia e serenità che si diffondeva in tutto il rione. Un rione che ha sempre dato il suo contributo al Carnevale di Viareggio.
    Alla nascita della sua maschera; alla sua festa serale e in particolare alla sua festa storica ” VARIGNANO CARNEVALE DEI RAGAZZI”
    Spero che questo sia l’inizio e la naxcita di un gruppo che sulle ceneri del passato possa far ritornare grande la festa più bella del Carnevale “IL CARNEVALE DEI RAGAZZI”
    Un grazie e un forte in bocca al lupo per il futuro
    Renato Lombardi

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