Divieto d’infanzia è stato presentato il libro al CSOA SARS

Giovedì 7 marzo il CSOA SARS ha presentato, assieme al collettivo antipsichiatrico, un interessantissimo libro di Chiara Gazzola dal titolo: “Divieto d’infanzia psichiatria, controllo, profitto.” edito dalla biblioteca Franco Serantini. Presenti numerosi insegnanti ed educatori che hanno discusso di disabilità reali e presunte, di controllo sociale e hanno parlato anche di generazione sedata.

Il comportamento dei bambini non sempre soddisfa le aspettative della comunità adulta. Dei disagi infantili si preoccupa sempre meno la pedagogia e sempre di più la psichiatria. La diagnosi ADHD (sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività) rappresenta l’esempio più eclatante. Le cure chimiche previste, come il Ritalin, interferiscono nella crescita a livello neurologico, la diagnosi considera il soggetto malato a causa di un comportamento “non idoneo” a una società sempre più omologata e omologante. Se si ritiene che l’ambito sociale e relazionale, nel quale un bambino cresce, sia poco importante e si incasella come patologia ogni comportamento che non rispecchia i canoni di presuntuosi obiettivi formativi, la soluzione verrà demandata ad esperti che si avvalgono di cure farmacologiche invasive. Così si distrugge l’infanzia, la fantasia, la libera espressività. Le case farmaceutiche fanno profitti e l’omologazione vince sulla critica.

A fine dibattito c’è stata una pizzata.

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