Colpevole è il profitto. Adesso riassumere Riccardo Antonini in ferrovia e togliere il cavalierato a Moretti.

In migliaia anche quest’anno, in occasione del decimo anniversario della strage ferroviaria di Viareggio che costò la vita a 32 persone innocenti, sono scesi per le strade della città per ricordare. Viareggio non dimentica! Non vuole e non può!

La sentenza del processo di appello lo scorso 20 giugno ha confermato, di fatto, l’impianto accusatorio. I vertici delle ferrovie si sono visti condannare nonostante la prescrizione di alcuni reati abbia alleggerito le pene. La strada per avere giustizia però non è ancora terminata e di questo sono consapevoli i familiari delle vittime della strage che ieri assieme ai comitati di altre stragi, alcune rimaste impunite, hanno dato vita ad un importante convetion al palasport di Viareggio. Erano presenti i terremotati dell’Aquila e Amatrice, i familiari delle vittime del ponte Morandi di Genova, della strage di Casalecchio del Reno, della Moby Prince di Livorno e di molte altre città italiane.

Il corteo partito alle 20.45 ha attraversato gran parte di Viareggio, mente le locomotive dei treni che passavano suonavano le sirene in segno di lutto. Alle 23.48, orario preciso della strage in via Ponchielli, c’è stato un saluto collettivo con tanto di palloncini bianchi lanciati verso il cielo. Prima però ci sono stati numerosi interventi che hanno sottolineato come questa strage poteva essere evitata se solo ferrovie avessero investito di più in sicurezza. E’ stato inoltre ricordato di come nonostante Mauro Moretti fosse già indagato l’allora presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, lo abbia nominato cavaliere del lavoro il 31 maggio, con una decisione non solo discutibile ma lesiva per l’intera città di Viareggio.

E’ stato infine ricordato di come Mauro Moretti sia stato liquidato con milioni di Euro da Leonardo Finmeccanica e di come, invece, il ferroviere Riccardo Antonini licenziato proprio da Moretti non sia stato ancora riassunto per avere avuto il coraggio di schierarsi dalla parte dei familiari e di sostenere le cose che poi si sono dimostrate essere vere durante i due dibattimenti processuali. Chiedere oggi il reintegro di Riccardo Antonini in ferrovia e il ritiro del titolo di cavaliere al condannato Mauro Moretti crediamo siano due cose necessarie.

Ieri noi siamo scesi in piazza con lo striscione “colpevole è il profitto.” Perché quella strage, come tante altre, per noi, sono responsabilità del profitto capitalistico che vuole primeggiare rispetto all’ambiente e alla vita delle persone.

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