Repubblica Viareggina: “A Del Ghingaro che parla di accoglienza ricordiamo lo sgombero in via Matteotti.”

Qualche giorno fa l’amministrazione di Viareggio ha firmato il ”patto europeo di integrazione”. Un progetto che ha coinvolto altri comuni e associazioni europee. Gli obbiettivi sono encomiabili, vista la attuale situazione proprio europea: il contrasto alla discriminazione, alla xenofobia, all’incitamento all’odio e all’intolleranza.
Peccato che le finestre e le porte murate con mattoni di via Matteotti siano ancora testimonianza concreta e visibile di un ben altro passato. Anche questo responsabilità diretta della presente Amministrazione.
Infatti qualche anno fa, in pieno inverno, era gennaio, il gruppo di migranti accolto per iniziativa dell’amministrazione Marcucci, in uscita dalla Lisca e residente nello stabile ex Asl, fu sbattuto senza preavviso o soluzioni alternative, in mezzo alla strada.
Non si trattava di una occupazione abusiva. Era una struttura di accoglienza ufficiale e regolare. Inizialmente anche affidata alla gestione di mediatori culturali. Le successive amministrazioni via via praticarono un progressivo disimpegno, fino all’abbandono. L’attuale amministrazione ne ha decretato poi la definitiva violenta e disumana chiusura, priva di qualsiasi progetto alternativo.
Alcuni dei migranti trovarono anche la forza di protestare, pernottando con coperte e bevande calde fornite da cittadini/e, sulle panchine di marmo del comune. Anche noi, come Repubblica Viareggina ci attivammo a loro sostegno, per l’indignazione verso quanto di disumano era stato fatto.
La motivazione ufficiale addotta fu il problema igienico sanitario. In realtà si sentì allora il bisogno di assecondare proprio quel clima di intolleranza che adesso , l’adesione al progetto europeo sembra voler contrastare.
Non ci fu allora niente da fare per far ritornare sui propri passi una amministrazione intransigente. Nonostante anche l’intervento del Sindacato. Associazioni, parrocchie, addirittura gruppi politici, diedero allora concreta applicazione al principio accoglienza, ospitando per diversi giorni piccoli gruppi di migranti. Senza l’intervento della Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare che ospita alcuni di loro nel pronto soccorso abitativo presso l’ex INALI queste persone sarebbero in mezzo ad una strada.
Resta la domanda di fondo. Ci chiediamo: ma l’adesione attuale al progetto europeo di cui sopra è indice di un cambiamento profondo di orizzonti e di quell’umanità, allora perduta, oppure ancora si tratta dell’ennesimo tentativo di assecondare convenientemente climi elettorali e politici nazionali in questa fase di apparente trasformazione? Le finestre e le porte sigillate con mattoni stanno lì a alimentare questo dubbio.

Repubblica Viareggina

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